Il 2009 è l’anno in cui ricorre il 500° anniversario della nascita di Giovanni Calvino. Tra le varie iniziative per ricordare il riformatore protestante ci sono
Il cioccolato Calvin09 creato da Blaise Poyet, cioccolataio di Vevey (Svizzera), riformerà le vostre papille gustative.
Una medaglia commemorativa (50 €) che si può ordinare all’Eglise réformée du Saint Esprit (Francia).
Una statua in bronzo di Giovanni Calvino a Orléans (Francia). Esistono già nel mondo 5 statue di Calvino.
Si tratterebbe del capo dell’organizzazione ultranazionalista, che avrebbe programmato l’esecuzione. Cinque rischiano l’ergastolo, altri 2 solo un anno di prigione.
Necati Aydin, Tilmann Geske e Ugur Yuksel
Ankara – Un tribunale turco ha accusato un nuovo sospetto nell’assassinio di tre cristiani avvenuto a Malatya, nell’est del paese, nel 2007. Sette giovani sono già sotto processo per l’uccisione del missionario tedesco Tilmann Geske e per i due convertiti turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel, avvenuta nella sede della casa editrice cristiana Zerve. I tre sono stati ritrovati sgozzati.
Il nuovo sospetto, Varol Bulent Aral, è stato accusato di essere “il leader di un’organizzazione terrorista” e “l’assassino di più di una persona come parte delle attività dell’organizzazione”.
Le accuse ad Aral come istigatore dell’esecuzione, provengono da uno del gruppo già in prigione. Cinque di loro sono andati alla casa editrice, che stampava bibbie in lingua turca, e con la scusa di voler parlare di cristianesimo li hanno dapprima legati e bendati, poi li hanno torturati e infine sgozzati. La casa editrice aveva ricevuto già forti minacce e i suoi dipendenti avevano chiesto protezione alla polizia.
Al processo, iniziato nel novembre 2007, il pubblico ministero ha incriminato gli accusati di aver costituito “un’organizzazione terrorista per imporre con la forza le loro convinzioni ideologiche sugli altri”. E ha chiesto l’ergastolo per 5 di loro. Gli altri due sospetti rischiano almeno un anno di prigione per aver aiutato gli uccisori.
Al tempo, diversi intellettuali turchi hanno incolpato dell’assassinio diversi media e politici turchi ultranazionalisti che continuano a sottolineare il “pericolo cristiano” dovuto – secondo loro – all’enorme numero di convertiti dall’Islam. In realtà, secondo il Ministro degli Interni, dal 1999 al 2001, si sono fatti battezzare solo 344 musulmani, su una popolazione di oltre 70 milioni.
Fonte: AsiaNews/Agenzie – riprodotto con autorizzazione
In Myanmar il regime militare ha proibito a cristiani e musulmani qualsiasi incontro di preghiera e di culto in abitazioni private nel territorio della capitale Yangon. A lanciare l’allarme sono i membri delle due comunità. “Di recente”, riferiscono fonti locali, “alcuni incaricati del ministero hanno convocato i proprietari di edifici privati usati come case di preghiera e hanno consegnato un ordine in cui se ne proibisce l’uso come luogo di culto”, minacciando il sequestro dei locali in caso di violazione delle disposizioni. In tutta Yangon vi sarebbero almeno 50 chiese “domestiche”. Un pastore di una chiesa protestante della cittadina di Pabedan – che chiede l’anonimato per ragioni di sicurezza – denuncia la minaccia di “punizioni” lanciata dal Ministero per gli affari religiosi e lamenta che ora “non si ha più un posto dove svolgere le funzioni della domenica”. Dal 1990, infatti, le autorità non vendono terreni e non rilasciano autorizzazioni per la costruzione di chiese; per questo l’80% delle comunità si riuniscono in case ed uffici. Preoccupazione per la nuova normativa è stata espressa, tra gli altri, dalla chiesa riformata unita d’Inghilterra, informata dalla chiesa presbiteriana birmana.
Il 18 aprile 2007 è avvenuta una cosa grave in Turchia, sono stati uccisi alcuni ex musulmani convertiti al Cristianesimo. In quello che può essere descritto come un attacco orribile contro la piccola comunità cristiana della Turchia, cinque giovani di età compresa fra i 19 e i 20 anni hanno ucciso tre credenti. Due di loro erano ex musulmani convertiti al Cristianesimo e lavoravano per una casa editrice cristiana. Una delle vittime, Necati Aydin, di 35 anni, era inoltre il pastore di una piccola chiesa. La vedova di Necati Aydin ha percorso migliaia di chilometri per andare negli Stati Uniti a raccontare la sua storia in occasione della domenica di preghiera per la Chiesa Perseguitata. In quella occasione abbiamo potuto parlare con lei.
Alessandro Esposito, pastore della Chiesa valdese di Trapani e Marsala nega la Trinità e la Divinità di Gesù Cristo
In un intervento dal titolo ‘Ma Gesù è Dio?’ postato sul forum della Chiesa Valdese di Trapani, il pastore Alessandro Esposito, nel rispondere ad un certo Enzo in merito alla divinità di Gesù Cristo, dice quanto segue…(continua)