È per grazia, non per opere [Audio Streaming]

È per grazia, non per opere
bibbia microfono mondo

È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “È per grazia, non per opere“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.

Dettagli tecnici:
– Formato: MP3
– Dimensioni: • 11 MB circa (qualità 128 Kbps) • 7 MB circa (qualità 24 Kbps)
– Durata: approssimativamente 11 minuti

Per accedere all’archivio completo delle registrazioni, visita: Podcast di Giacinto Butindaro

È possibile ascoltare direttamente lo streaming dell’audio tramite il player integrato qui sotto.

Ancora contro i serpenti che sono usciti dal nostro mezzo

Ancora contro i serpenti che sono usciti dal nostro mezzo

(Nota dell’editor: il seguente testo è riportato integralmente. La formattazione in paragrafi, grassetto e corsivo è stata aggiunta esclusivamente per migliorare la leggibilità e non è presente nel post originale.)

Chiunque ti reputa, fratello, ancora colpevole per peccati che hai commesso prima di credere nell’Evangelo, e quindi ti dice che devi aspettarti la vendetta di Dio su di te perché Dio non tiene il colpevole per innocente

– alcuni che sono usciti dal nostro mezzo insegnano proprio questa mostruosità!!! –

è un figliuolo del diavolo, che fa l’opera del padre suo, cioè quella del calunniatore.

Costui infatti non crede che Cristo sia la propiziazione per i nostri peccati, perché non crede che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, e che ha offerto la sua vita quale prezzo di riscatto per noi, e con questa sua dottrina ci accusa falsamente di essere colpevoli davanti a Dio per peccati commessi prima della nostra nuova nascita, accusa falsa perché noi siamo giustificati per la fede nel sangue di Cristo, e quindi non c’è ora alcuna condanna per noi che siamo in Cristo.

Lo ripeto per l’ennesima volta, non abbiate niente a che fare con i serpenti che sono usciti dal nostro mezzo, perché hanno un veleno d’aspide sotto le loro labbra.

Sono doppi in parole, astuti come il diavolo, e seducono le anime instabili. Hanno sovvertito l’Evangelo perché odiano l’Evangelo, sono figli di maledizione.

Costoro sono privi della grazia di Dio, e macchinano contro i figliuoli di Dio affinché scadano dalla grazia.

Fratelli, ascoltatemi, questi uomini sono come dei bruti senza ragione, la cui fine è la perdizione.

Giacinto Butindaro

Tratto da: Chi ha orecchi da udire, oda

Sul ferocissimo attacco papista alla giustificazione per fede

Sul ferocissimo attacco papista alla giustificazione per fede

(Nota dell’editor: il seguente testo è riportato integralmente. La formattazione in paragrafi, grassetto e corsivo è stata aggiunta esclusivamente per migliorare la leggibilità e non è presente nel post originale.)

Stavo considerando queste parole del Concilio di Trento:

‘Se qualcuno afferma che, dopo avere ricevuto la grazia della giustificazione, a qualsiasi peccatore pentito viene rimessa la colpa e cancellato il debito della pena eterna in modo tale che non gli rimanga alcun debito di pena temporale da scontare sia in questo mondo sia nel futuro in purgatorio, prima che possa essergli aperto l’ingresso al regno dei cieli: sia anatema’,

(Concilio di Trento, Sess. VI, can. 30)

che sono tuttora valide per la Chiesa Cattolica Romana, perché se le si studia molto attentamente si capisce che si tratta di un ferocissimo attacco satanico contro la dottrina della giustificazione.

Sostanzialmente con queste parole la Chiesa Cattolica Romana dimostra di rigettare la giustificazione per fede e quindi rigetta la grazia, e implicitamente l’Evangelo della grazia.

Per la Chiesa papista infatti a chi crede nell’Evangelo, rimangono dopo avere creduto debiti di pena temporale da scontare, ossia da pagare, ed essi vanno pagati con mortificazioni, rinunce ed opere buone.

L’Evangelo dunque per la Chiesa papista non è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede, perché la giustizia di Dio che vi è rivelata non è sufficiente, non è completa, ma va integrata e completata con la propria giustizia.

Ecco perché non c’è alcuna comunione con tutti coloro che professano questa eresia di perdizione, siano essi cattolici romani che cattolici travestiti da evangelici, perché essa annulla la grazia e rende la morte e la resurrezione di Cristo inutili.

A proposito, avete notato che bastano poche parole per annullare la grazia?

Vegliate, fratelli, nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

Fonte: giacinto.butindaro

Una eresia distruttiva generata da Satana per annullare l’Evangelo di Dio

Un'eresia sulla vendetta divina: La verità sulle sofferenze di Paolo.

(Nota dell’editor: il seguente testo è riportato integralmente. La formattazione in paragrafi, grassetto e corsivo è stata aggiunta esclusivamente per migliorare la leggibilità e non è presente nel post originale.)

La lapidazione subita dall’apostolo Paolo a Listra (cfr. Atti 14:19-20) non fu una vendetta di Dio su Paolo per avere gioito quando Stefano veniva lapidato o per essere stato d’accordo con la sua lapidazione, come dicono alcuni eretici usciti dal nostro mezzo alcuni anni fa.

Dicasi la stessa cosa delle sue varie incarcerazioni: non le subì come vendetta da parte di Dio per avere incarcerato i santi, secondo che disse Paolo: “e perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne” (Atti 22:4), affinché Paolo provasse quello che provarono i santi che lui aveva messi in prigione a cagione di Cristo, ma le subì per amore di Cristo.

E diciamo qualcosa anche in merito alle battiture che ricevette Paolo, secondo che è scritto: “Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe”; anche esse non furono la vendetta di Dio su Paolo per le battiture che lui diede ai santi quando perseguitava la chiesa di Dio, secondo che disse Paolo a Gesù: “Signore, eglino stessi sanno che io incarceravo e battevo nelle sinagoghe quelli che credevano in te” (Atti 22:19).

Ed estendiamo il discorso a tutte le persecuzioni che l’apostolo Paolo ricevette per mano dei Giudei, perché esse non furono la vendetta di Dio su Paolo per avere perseguitato i discepoli di Cristo quando era nel giudaismo, ma l’adempimento di quelle parole di Gesù:

“Io gli mostrerò quante cose debba patire PER IL MIO NOME”.

(Atti 9:16)

Dico questo perché è evidente che gli eretici seguendo i loro pensieri diabolici arrivano anche a queste conclusioni: per forza di cose, perché se fu una vendetta di Dio la lapidazione che Paolo subì a Listra per forza di cose anche le altre sofferenze che lui patì per mano dei Giudei furono la vendetta di Dio contro di lui per le sofferenze che lui aveva inflitto ai discepoli di Cristo quando era nel giudaismo, quando era un persecutore della Chiesa!

Ma sappiate che quando Dio ebbe misericordia di Saulo da Tarso sulla via di Damasco gli rimise tutti i suoi peccati che aveva commesso mentre era sotto il peccato, glieli cancellò appieno, e non si ricordò più di essi, secondo la sua fedele promessa.

Guardatevi dunque da questa eresia distruttiva perché rende inutile la morte espiatoria di Cristo come anche la sua resurrezione dai morti, e fa Dio bugiardo, ingiusto, malvagio e infedele, e guardatevi da coloro che la insegnano. Essi parlano da parte del diavolo, e lottano contro Dio e contro i ministri di Dio. Ricordatevi che questa loro eresia distruttiva è un attacco sfrontato alla grazia di Dio, alla sua misericordia, e al prezioso sangue di Cristo.

E’ una eresia mostruosa, aberrante, che vi esorto a rigettare e confutare, e dalla quale vi esorto a mettere in guardia tutti i santi che conoscete.


Giacinto Butindaro


Fonte: giacinto.butindaro

In difesa della grazia [Audio Streaming]

In difesa della grazia
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “In difesa della grazia” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 58 MB (128 Kbps), 11 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 62 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

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