Gaza: I cristiani non osano uscire di casa

Una bambina palestinese, che ha lasciato casa con la sua famiglia, guarda fuori da una finestra in una scuola gestita dall'ONU a Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza. REUTERS/Mohammed Salem (GAZA)
Una bambina palestinese, che ha lasciato casa con la sua famiglia, guarda fuori da una finestra in una scuola gestita dall'ONU a Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza. REUTERS/Mohammed Salem (GAZA)

“La gente ha paura e non esce di casa” spiega un responsabile cristiano sul posto.

Lo scorso week-end una bomba è esplosa di fronte all’unica Chiesa Battista della città. Nessun cristiano è rimasto ferito e l’edificio è stato danneggiato leggermente.

Coloro che avevano lasciato la Striscia di Gaza per le feste non possono più tornare a casa loro e diverse famiglie sono ora separate.

Un cristiano di Gaza ci chiede di pregare in particolare per i bambini: “Si svegliano di notte urlando. Il rumore delle bombe è terribile e non si sa mai dove cadranno.”

Via | PortesOuvertes.fr

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Cina: Tre cristiani condannati a un anno di “rieducazione attraverso il lavoro” a Zhoukou, Henan

Lo scorso 3 dicembre, nella provincia di Henan, sono stati arrestati circa 50 cristiani, membri di una Chiesa domestica. Le autorità hanno fatto irruzione nella casa dove i credenti erano radunati e li hanno arrestati, sequestrando materiale di evangelizzazione. Tutti gli arrestati sono membri di un gruppo di Chiese domestiche chiamato China Gospel Fellowship (CGF).

Secondo ChinaAid circa 20 cristiani sono stati condannati a 15 giorni di detenzione amministrativa e ad una multa di 1.000 yuan (circa 110 euro), accusati di essere membri di un “culto malvagio”.

Tang Houyong, Shu Wenxiang e Xie Zhenqi sono stati condannati a un anno di rieducazione attraverso il lavoro per “proselitismo illegale” e per partecipazione a “riunione illegale”.

Via | CAA

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Nigeria. Jos, violenze post-elettorali: Pastori evangelici uccisi e luoghi di culto distrutti

nigeria-josTra le vittime delle violenze post-elettorali, scoppiate a Jos il 28 novembre tra musulmani e cristiani, ci sono 6 pastori:

Rev. Bulus Tsetu, Assemblies of God church

Joseph Yari, Evangelical Church of West Africa (ECWA), Angwan Clinic,Tudun-Wada, Jos

Rev. Ephraim Masok, pastore della ECWA Church, Rikkos

Pastor James, Church of Christ in Nigeria (COCIN)

Di altri due pastori, uno Battista e l’altro della Deeper Life Bible Church, non sono ancora disponibili i loro nomi ma i responsabili delle Chiese confermano la loro morte.

L’agenzia Compass riferisce anche di altri due cristiani uccisi, si tratta di Nenfort Danbaba della ECWA Plateau Church e Oluwaleke Olalekan Akande della Anglican Church.

Di seguito alcuni dei 40 luoghi di culto cristiani distrutti: ECWA Church, Rikkos; Kaunar Baptist Church, Rikkos; Christ Baptist Church, Tudun-Wada; Nasarawa Baptist Church; Adebayo Street First Baptist Church; Sarkin Mangu COCIN Church; ECWA Church Kunga; Victory Baptist Church, Gofang; Deeper Life Bible Church, Ungwar Rimi; Emmanuel Baptist Church, Ungwar Rimi.

Via | Compass Direct

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India, Madhya Pradesh: Un pastore riesce a fuggire dai suoi rapitori

Il pastore N. Chauhan, missionario di “Gospel for Asia”, è riuscito a fuggire dai suoi rapitori che lo avevano picchiato e trascinato in una casa isolata.

Gli estremisti anti-cristiani, di notte, avevano poi portato il pastore vicino ad una strada dove aspettavano di incontrare il loro capo. Nell’attesa hanno slegato Chauhan il quale ne ha approfittato per fuggire.

Chauhan ha raggiunto la casa di un credente dopo aver corso per 15 chilometri e lì si è riposato e ha potuto chiamare il suo supervisor.

Via | ANS

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Cristiani evangelici oppressi in Messico

messico-oaxacaIl 16 novembre, quattro cristiani nella comunità di Santiago Teotlaxco, Stato di Oaxaca, sono stati messi in prigione per aver rifiutato di partecipare ad una festa religiosa tradizionale e per non aver contribuito a coprire le spese della festa, secondo un report di Compass Direct del 25 novembre.

I cristiani evangelici nel Messico meridionale, specialmente quelli nelle comunità indigene, vivono nel timore di essere espulsi dalle loro case o di essere privati di acqua e corrente elettrica a motivo della forte pressione esercitata su loro affinché partecipino alle feste religiose locali.

Via | Persecution.net


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