Anche le ADI giudicano

Introduzione

In questi anni ho ricevuto tante e tante lettere da parte di membri delle Assemblee di Dio in Italia, compresi alcuni pastori, contenenti offese di ogni genere nei miei confronti a motivo della mia opera di confutazione delle false dottrine e degli scandali fomentati dalle Assemblee di Dio in Italia. Le chiamo offese perché sono dei giudizi ingiusti lanciatimi contro. La stragrande maggioranza di queste lettere contengono l’accusa che io sto giudicando i servi di Dio (Toppi, Loria, Lombardo, ecc.), e quindi dovrei smettere di fare quello che faccio. Ci tengo a precisare che queste lettere non entrano quasi mai nel merito delle cose che contesto mediante le Scritture alle ADI, ma si limitano ad accusarmi e a riprendermi, perché a loro modo di vedere io sto facendo l’opera del diavolo, che è l’accusatore dei fratelli, e così via. Mi è stato anche detto che sto sprecando il mio tempo, e tante altre cose.

Ora, con questo mio scritto voglio far sapere a tutti che ciò di cui io stesso vengo accusato dalle ADI, è fatto anche dalle stesse Assemblee di Dio in Italia nei confronti di predicatori evangelici e gruppi evangelici. Ecco qui di seguito le prove.

I giudizi lanciati dalle ADI

Prima prova – L’articolo di Joseph Manafò contro Benny Hinn, Kenneth Copeland e altri predicatori

La prima prova è un articolo dal titolo ‘Spiriti seduttori’ del defunto Joseph Manafò apparso nel 1993 – quindi mentre era presidente Francesco Toppi – su ‘Cristiani Oggi’, organo ufficiale delle ADI, in cui l’autore mette severamente e chiaramente in guardia i credenti da alcuni predicatori di cui fa esplicitamente i nomi e di cui cita delle affermazioni eretiche.

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Altri cattivi segnali provenienti dalle ADI

Video dell’intervento fatto da un prete durante il culto di dedicazione nel nuovo locale di culto della Chiesa ADI di Matinella (SA)

In data 17 Ottobre 2009, presso il nuovo locale di culto della Chiesa ADI di Matinella (SA), di cui è pastore Renato Mottola, si è tenuto un culto di dedicazione del nuovo locale di culto. Tra gli altri sono stati invitati Antonio Felice Loria, presidente delle ADI (che poi ha predicato), il sindaco e il prete di Matinella che si chiama Carlo.

In questo breve video potrete vedere e ascoltare in ordine Renato Mottola e il prete.

Per guardare tutto il video andate qua (il video è il nono)

Ora, che sindaci o assessori vengano invitati alle dedicazioni dei nuovi locali di culto delle ADI, non è una cosa nuova (che per altro non condivido), ma è una cosa nuova, almeno per me, che vengano invitati pure i preti della Chiesa Cattolica Romana e vengano pure fatti parlare quasi fossero dei fratelli che servono il nostro Signore Gesù Cristo.

Fratelli nel Signore, che scandalo, che vergogna! Oramai le ADI sono avviate anch’esse ad instaurare un rapporto ecumenico con la Chiesa Cattolica Romana. Ma di questo passo non è che un giorno le ADI inviteranno pure il cosiddetto papa a parlare in qualche loro assemblea? Guardatevi, fratelli, dunque da coloro che nelle ADI si comportano in questa maniera verso i preti della Chiesa Cattolica Romana, con cui vi ricordo non c’è alcuna comunione perché servono e adorano la creatura anziché il Creatore che è benedetto in eterno. I preti sono morti nei loro peccati e nelle loro trasgressioni, e perciò vanno esortati a ravvedersi e a convertirsi per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, altro che dargli la parola nelle nostre assemblee!

Voi tutti pastori nelle ADI, ma vi rendete conto o non vi rendete conto di esservi allontanati dalla Parola di Dio? Ma vi rendete conto o non vi rendete conto che state andando di male in peggio? Tornate, tornate a camminare nei sentieri antichi, smettete di battere questi sentieri tortuosi!

Giacinto Butindaro

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Il battesimo di luce ministrato da Elia e Mosè a Gesù sul monte santo

Il battesimo di luce ministrato da Elia e Mosè a Gesù sul monte santo

ovvero quando si fa dire alla Bibbia quello che si vuole

Durante la sua predica dal titolo ‘Una voce dalla magnifica gloria’, dell’8 Febbraio 2009, Davide Di Iorio, pastore della Chiesa ADI di Reggio Calabria, ha affermato che Gesù sul monte santo, quando fu trasfigurato, fu battezzato nella luce da Elia e Mosè. Ecco le sue parole: ‘Ma Gesù non è stato battezzato in acqua? Sì, è stato battezzato in acqua per il ministero che doveva fare, ma ora ha un battesimo di luce per la sua imminente passione; è stato battezzato in acqua nel fiume Giordano, ma ora ha un battesimo di luce nella nuvola di gloria; è stato battezzato in acqua da Giovanni il Battista, ma adesso riceve il battesimo di luce da Mosè ed Elia; è stato battezzato in acqua davanti al popolo, ma adesso riceve il battesimo di luce davanti ai suoi tre apostoli; è stato battezzato in acqua al Giordano come Signore della Chiesa, ma adesso è battezzato di luce sul monte come Supremo Profeta, come Maestà, come la Somma Autorità. Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il mio diletto Figlio nel quale mi sono compiaciuto. Dio sia lodato per questa maestà spiegata dal Padre’.

Ascoltate da voi stessi le sue parole.

Tutta la predicazione è scaricabile da qua: http://www.abbiatefedeindio.it/video.asp (min. 31)

Ci troviamo per l’ennesima volta davanti ad affermazioni che non hanno nulla a che fare con la verità. Questo battesimo di luce ricevuto da Gesù per mano di Elia e Mosè, si può paragonare alla consacrazione di Pietro come capo della Chiesa che ricevette Pietro da Gesù, di cui parla la Chiesa Cattolica Romana, nel senso che come non accadde mai che Pietro fu costituito capo della Chiesa così anche Gesù non ricevette mai nessun battesimo di luce sul monte santo per mano di Elia e Mosè. Parlare di questo battesimo significa far dire alla Parola di Dio cose che essa non dice e a cui neppure allude, e quindi andare al di là di quello che è scritto.

Non importa con quale enfasi si possa parlare di questo battesimo di luce, non importa quali ragionamenti vengano fatti per sostenerlo, esso non avvenne. Su quel monte avvenne semplicemente la trasfigurazione del nostro Signore Gesù Cristo, e apparvero Elia e Mosè che parlarono con Gesù della dipartenza che egli stava per compiere in Gerusalemme, e ad un certo punto venne dalla magnifica gloria la voce del Padre che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo” (Matteo 17:5). E a proposito di quell’evento, va ricordato che Pietro, uno di quegli apostoli che erano là presenti, disse poi che Gesù “ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto” (2 Pietro 1:17). Da come parla il Di Iorio invece pare che Gesù ricevette onore e gloria quando Elia e Mosè gli ministrarono questo cosiddetto battesimo di luce. Ma è così chiaro e semplice quello che ha detto l’apostolo Pietro; ma perché fare tutti questi ragionamenti facendo saltare fuori un battesimo di luce ministrato da Elia e Mosè a Gesù?

Devo dire che rimango sconcertato nel constatare come proprio le ADI che ripetutamente affermano di non volere andare al di là di quello che è scritto, non sono per nulla da meno di tante altre Chiese Pentecostali e non Pentecostali che vanno al di là di quello che è scritto.

Giacinto Butindaro

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Difendiamo il giusto Lot dagli attacchi delle ADI! (articolo confutatorio con video)

Nel corso della sua predicazione dal titolo ‘La sedia di Eli’ del 26 Ottobre del 2008, Davide Di Iorio, pastore della Chiesa ADI di Reggio Calabria ha affermato: ‘Una vita sulla sedia [cioè sulla sedia della propria religiosità, all’ingresso della casa di Dio!] porta all’invecchiamento, alla perdita della visione, e infatti Eli non vedeva più. Porta alla grassezza, alla pesantezza, alla negligenza, una vita sulla sedia porta alla perdita della presenza di Dio, abbiamo visto, e può portare anche alla morte, soprattutto a quella spirituale. Sentendo la notizia dell’arca cadde dalla sua sedia all’indietro, e morì. Si può evitare la morte per asfissia religiosa? Si può passare dalla religiosità alla fede viva in Cristo Gesù? Certo che si può. Noi non dobbiamo dimenticare che siamo stati fatti per sedere con Cristo nei luoghi celesti. Tutte le nostre sconfitte sono state realizzate quando ci siamo seduti in mezzo agli altri. Pietro stava seduto nel cortile, una serva gli si avvicinò e gli disse: ‘Anche tu eri con Gesù il Galileo’. Rinnegò, e rinnegò più volte: ‘No, io non lo conosco’. Non avrebbe mai dovuto sedersi su quella sedia. Lot era seduto all’ingresso di Sodoma, e partecipava quindi attivamente alla vita cittadina e politica. Ma la Bibbia dice: “Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de’ peccatori, né si siede in compagnia degli schernitori” (Salmo 1:1).

Ascoltate da voi stessi le sue parole.

Tutta la predicazione è scaricabile da qua: http://www.abbiatefedeindio.it/video.asp

Dunque, secondo Davide Di Iorio, e questo è molto evidente a chiunque ascolta le sue parole con attenzione, Lot non era beato perché si sedeva in compagnia degli schernitori! Quel passo del salmo primo preceduto da quel MA LA BIBBIA DICE messo dopo avere parlato di Lot seduto all’ingresso di Sodoma non può che portare a questa conclusione. Queste non sono mie congetture od opinioni, ma quello che realmente ha detto questo pastore.

Ora, ma non ha mai letto questo pastore che Dio “salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perché quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima giusta a motivo delle loro inique opere)” (2 Pietro 2:7-8)? Le cose sono due: o Davide Di Iorio non ha mai letto queste parole dell’apostolo Pietro, e questo è grave, o le ha lette ma ha voluto dire quelle cose su Lot per confermare l’allegoria fatta sulla sedia di Eli con altre sedie su cui si sedettero altri uomini della Bibbia, tra cui Lot, e quindi ha dovuto dare alle parole della Genesi: “Lot stava sedendo alla porta di Sodoma” (Genesi 19:1) un significato negativo, estremamente negativo; ed anche questo è altrettanto grave, forse più grave, perché così facendo è andato a contrastare la Parola di Dio che presenta Lot come il giusto Lot, come un uomo integro che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati e un uomo che si tormentava la sua anima giusta per le inique opere che vedeva e le cose malvagie che sentiva e quindi un uomo che non si sedeva in compagnia degli schernitori.

A proposito di quello che la Scrittura dice di colui che è giusto, vi ricordo queste parole che Dio disse tramite il profeta Ezechiele: “Se uno è giusto e pratica l’equità e la giustizia, se non mangia sui monti e non alza gli occhi verso gl’idoli della casa d’Israele, se non contamina la moglie del suo prossimo, se non s’accosta a donna mentre è impura, se non opprime alcuno, se rende al debitore il suo pegno, se non commette rapine, se dà il suo pane a chi ha fame e copre di vesti l’ignudo, se non presta a interesse e non dà ad usura, se ritrae la sua mano dall’iniquità e giudica secondo verità fra uomo e uomo, se segue le mie leggi e osserva le mie prescrizioni operando con fedeltà, quel tale è giusto; certamente egli vivrà, dice il Signore, l’Eterno” (Ezechiele 18:5-9). Vi prego di notare attentamente la definizione di giusto che dà Dio sotto l’Antico Testamento. Ora, se Lot è chiamato dalla Scrittura, e quindi da Dio, giusto, pensate che la sua condotta non ricalcasse quello che è scritto nel libro del profeta Ezechiele? Evidentemente la vita di Lot era esattamente come quella descritta poi da Dio tramite Ezechiele. E dato che la sua vita era una vita giusta, Lot era beato o felice, quantunque fosse del continuo contristato per la lasciva condotta degli scellerati. Lo ripeto, era beato, perché la Scrittura dice che beato è colui che ascolta la Parola e la mette in pratica (cfr. Luca 11:28).

Qui dunque ci troviamo davanti ad un attacco al giusto Lot, ci troviamo davanti ad una diffamazione da parte di un pastore ADI contro il giusto Lot, e questo non è ammissibile. Nessuno si può permettere di presentare Lot come ha fatto Davide Di Iorio, perché le cose non stanno così come ha detto questo pastore. Per altro, tra le tante forzature presenti nel suo discorso, non si capisce proprio come si fa a dire basandosi su queste parole della Genesi: “Or i due angeli giunsero a Sodoma verso sera; e Lot stava sedendo alla porta di Sodoma” (Genesi 19:1), che quell’uomo partecipasse ‘attivamente alla vita cittadina e politica’ della città. Questa è una sua congettura. Limitiamoci a dire che in quel momento stava seduto alla porta di Sodoma e basta, senza andare oltre. E poi quel partecipare attivamente alla vita cittadina e politica di Sodoma, messo nel contesto della predicazione e di quello che il Di Iorio vuole trasmettere al suo uditorio, è evidente che lascia intendere che Lot si comportasse male, che fosse una persona mondana e carnale. E tutto ciò va a contraddire il fatto che Lot è chiamato giusto dalla Sacra Scrittura che è ispirata dallo Spirito della verità. Questo significa accusare Lot di qualcosa che non faceva, e di essere qualcosa che non era. Proprio loro dunque che stanno continuamente a dire che non dobbiamo giudicare, si mettono a giudicare ingiustamente pure il giusto Lot. E in base a cosa dicono tutto ciò? In base al fatto che quando i due angeli arrivarono a Sodoma, Lot stava sedendo alla porta della città! Non sappiamo perché Lot si trovasse seduto in quel momento all’ingresso di Sodoma, perché la Bibbia non lo dice, ma le ADI lo sanno per certo, o meglio sanno per certo che cosa significa che Lot era seduto alla porta di Sodoma quella sera in cui arrivarono gli angeli di Dio! Anzi diciamo pure che le ADI sanno che Lot era seduto in compagnia degli schernitori quando arrivarono i due angeli di Dio! E poi – perché non finisce qua – ammesso e non concesso che Lot fosse seduto in compagnia degli schernitori, come si fa a dire che ‘tutte le nostre sconfitte sono state realizzate quando ci siamo seduti in mezzo agli altri’, e proprio di Lot la Scrittura dice che mentre sedeva alla porta di Sodoma giunsero i due angeli di Dio che poi avrebbero salvato Lot, sua moglie, e le sue due figlie dal giudizio di Dio contro Sodoma? Come si può vedere le cose sbagliate dette dal Di Iorio sono parecchie in merito a Lot.

E diciamo qualcosa adesso anche in merito alla ‘sedia di Pietro’: ma che c’entra il fatto che Pietro rinnegò tre volte il Signore con il fatto che “stava seduto fuori nella corte” (Matteo 26:69)? E che c’entra poi dire a proposito di Pietro che egli ‘non avrebbe dovuto mai sedersi su quella sedia’? A proposito di queste parole, pare che se Pietro non si fosse seduto su quella sedia non avrebbe rinnegato di conoscere il Signore. Ma come si fanno a dire simili assurdità? Il Signore aveva predetto che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte, e quindi quella predizione si doveva adempiere, sia con Pietro seduto che con Pietro in piedi in compagnia di altri, sia che questi fossero o non fossero discepoli di Cristo. Certo, la Scrittura dice che Pietro stava seduto fuori nella corte quando la serva lo vide e gli rivolse la parola, perché è la verità; ma come si fa a dire che Pietro non avrebbe mai dovuto sedersi su quella sedia, come se Pietro rinnegò il Signore perché si sedette su quella sedia o in quel posto, e se non vi si fosse seduto non avrebbe rinnegato il Signore? E poi ricordiamo che quando Pietro rinnegò la prima volta di conoscere il Signore, egli era assieme ad un altro discepolo, secondo che è scritto: “Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nella corte del sommo sacerdote; ma Pietro stava di fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrar Pietro. La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono” (Giovanni 18:15-17). Ora, perché la portinaia si rivolse proprio a Pietro e non ad ambedue i discepoli del Signore? Forse perché Pietro si era messo a sedere in mezzo agli altri e quell’altro discepolo invece era entrato nella corte e magari era rimasto in piedi? Evidentemente no, ma semplicemente perché si dovevano adempiere le parole di Gesù e quindi Dio fece sì che quella donna facesse quella domanda proprio a Pietro.

Pastori delle ADI, siamo veramente stanchi di sentire queste vostre falsità, siamo veramente stanchi, e vi posso assicurare che anche il Signore è stanco di sentirle. Mettetevi a leggere le Scritture, a investigarle, e a tagliarle rettamente, perché con queste vostre fasulle e forzate allegorie state facendo dire alla Parola cose che essa non dice, e per questo sappiate porterete la pena e subirete un danno.

Giacinto Butindaro

Le tradizioni da abbandonare secondo Antonio Felice Loria, presidente delle Assemblee di Dio in Italia

Ecco quanto ha affermato Felice Antonio Loria nel corso della sua predicazione dal titolo ‘Il pericolo della tradizione’ del 25 Maggio 2008: ‘La mia domanda è questa. Voi potete dire stasera: ‘Fratelli, ma lo sapevamo che dalle tradizioni ce ne dobbiamo distaccare’. No, no, io vedo che molte volte il popolo di Dio non perde le sue tradizioni. A volte ci sono tradizioni che vanno a discapito della parola di Dio, vanno a discapito dei culti. Sapete? Notavo nelle nuove generazioni – lo dicevo pure a Caccuri, no – notavo: ‘Ah, stasera non ho visto Tizio?’ e ho detto, ‘Ah, dice: Ha dovuto portare la figlia a danza!’ E io ho detto dentro di me: ‘Proprio la sera che c’è il culto bisognava portarla a danza?’ E poi: ‘Ah, stasera non ho visto Caio?’ L’ha dovuto portare alla piscina’. ‘E proprio stasera che c’è il culto la doveva portare alla piscina?’ No? E qualche volta detto ai genitori mi hanno fatto vedere che senza la piscina, senza la danza, e senza cose che non sono cose peccato, eh, intendiamoci bene, non voglio essere frainteso, io mi sono cresciuto senza danza e senza piscina e grazie a Dio sto bene lo stesso, no, e quelli prima di voi e prima di me stanno pure bene. Adesso ci vuole la danza, adesso ci vuole la piscina, per carità, io non dico che non sia curativa la piscina, per carità! Io a volte viaggiando, diciamo queste comunità, scopro delle cose: dice: ‘No fratello lo devo portare lì, poi lo devo portare lì, poi lo devo portare lì, … ormai, cioè è come il mare d’estate, come il mare. Io ricordo, no, quando sono venuto la prima volta a Cosenza, ricordo che una delle prime estate, quasi in chiesa non c’era nessuno perché erano tutti al mare! Oh, io mi sono cresciuto senza mare, andavamo nei burroni, nell’acqua sporca, stiamo bene grazie a Dio, no, ora non dico che il mare non sia curativo, ah, per carità, è buono, chi ne ha la possibilità ci vada. Però, vedete, c’è una nuova cultura, delle nuove tradizioni, dei nuovi usi, fratelli, dei nuovi costumi; guardateli, studiateli, siano oggetto delle vostre riflessioni, riflettete voi stessi e dite: ‘Ma guarda un po’ che mi sta succedendo, c’è una serie di problemi nella mia vita che mi fanno trascurare ad esempio il culto, che non mi fanno partecipare alle gioie della comunità, che non mi fanno vivere appieno la vita comunitaria!’ Ascolta tu personalmente con le tue orecchie quello che egli dice.

Ora, qual’è dunque la conclusione a cui giunge un qualsiasi credente sentendo queste parole? Che non c’è niente di male per un credente portare i propri figli a danza ad apprendere come ballare non importa a quale ritmo, portare i propri figli in piscina a divertirsi, e andare con la propria famiglia al mare a mettersi mezzi nudi a prendere la tintarella e divertirsi nell’acqua, A CONDIZIONE CHE TUTTO CIO’ NON AVVENGA QUANDO CI SONO LE RIUNIONI DI CULTO, NON IMPORTA SE DOMENICALI O INFRASETTIMANALI! Quindi, il credente non deve smettere di portare i propri figli a danza e in piscina, o di andare al mare, ma deve semplicemente smettere dal fare queste cose quando ci sono le riunioni della Chiesa!! Queste sono le nuove tradizioni o i nuovi costumi che secondo Loria i credenti devono abbandonare!!! Ho forse frainteso quello che Loria ha detto? Non penso proprio, è stato molto chiaro: almeno per me. Capisco sempre di più perché la sua elezione ha prodotto tanto entusiasmo nelle nuove generazioni presenti nelle ADI!

Ancora una volta sono dunque costretto a levare la mia voce contro delle parole dette da Loria, perché esse vanno apertamente contro la Parola di Dio che ci comanda di essere santi perchè Dio è santo (1 Pietro 1:16), che ci ordina di non conformarci al presente secolo malvagio (Romani 12:2) e quindi alle mondane concupiscenze (e naturalmente facendo sì che anche i propri figli facciano lo stesso in quanto essi vanno allevati in disciplina e in ammonizione del Signore – Efesini 6:4), e di presentare le nostre membra come strumenti di giustizia a Dio (Romani 6:13). E tutto questo perché il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6:19), e va conservato in santità ed onore (1 Tessalonicesi 4:4).

Ma oggi molti credenti questi comandamenti invece che tenerli davanti agli occhi per metterli in pratica, se li gettano dietro le spalle essendo dei ribelli fra i ribelli. E tra questi ci sono la stragrande maggioranza dei membri delle ADI. Ah, sì, con la bocca magari affermano anche loro che dobbiamo procacciare la santificazione, che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo, ma all’atto pratico come si può vedere rinnegano quello che dicono! Stesso e identico discorso naturalmente anche per la stragrande maggioranza dei membri delle Chiese Pentecostali indipendenti e delle altre denominazioni Pentecostali.

E naturalmente in prima fila ci sono i loro conduttori. Disse bene Dio tramite il profeta: “O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare!” (Isaia 3:12)

Questa dunque è la triste realtà nell’ambito del Movimento Pentecostale!

Popolo di Dio, convertiti dalle tue vie malvagie e mettiti a camminare nei sentieri antichi!

E a te Felice Antonio Loria, dico questo: ‘Esamina le cose che hai detto alla luce della Parola di Dio, rifletti seriamente ad esse, e apporta le dovute correzioni perché esse portano il popolo di Dio ad inciampare, cioè a corrompersi! Stai attento, perché con questo tuo atteggiamento, da te stesso considerato ‘lungimirante’, stai facendo un grave errore, che è quello di voler piacere agli uomini anziché a Dio! Non persistere in questo errore, e mettiti a parlare in modo da piacere al Signore, cioè a riprovare le suddette mondane concupiscenze (e sicuramente anche altre) invece che scusarle o giustificarle in talune circostanze’.

Giacinto Butindaro

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