Cristiani evangelici oppressi in Messico

messico-oaxacaIl 16 novembre, quattro cristiani nella comunità di Santiago Teotlaxco, Stato di Oaxaca, sono stati messi in prigione per aver rifiutato di partecipare ad una festa religiosa tradizionale e per non aver contribuito a coprire le spese della festa, secondo un report di Compass Direct del 25 novembre.

I cristiani evangelici nel Messico meridionale, specialmente quelli nelle comunità indigene, vivono nel timore di essere espulsi dalle loro case o di essere privati di acqua e corrente elettrica a motivo della forte pressione esercitata su loro affinché partecipino alle feste religiose locali.

Via | Persecution.net


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Laos: Liberati tre cristiani

Il pastore Sompong
Il pastore Sompong

Il pastore Sompong Supatto (32 anni), e altri due credenti, Boot Chanthaleuxay (18) e Khamvan Chanthaleuxay (18), che erano stati arrestati nel villaggio di Boukham, provincia di Savannakhet ad inizio agosto, sono stati rilasciati, secondo un report di Compass Direct del 17 novembre. I tre cristiani sono stati rilasciati il 16 ottobre contro la volontà del capo del villaggio che aveva minacciato di dare al pastore Sompong l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza.

Via | Persecution.net


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Cina: Pastore di chiesa domestica condannato a un anno di “rieducazione attraverso il lavoro”

Zhu Baoguo, pastore di una chiesa domestica della provincia di Henan, è stato condannato a un anno di “rieducazione attraverso il lavoro”, accusato di essere leader di un “culto malvagio”.

Lo scorso 12 ottobre cinque leader cristiani furono arrestati durante una riunione di Chiesa di circa 20 persone nel villaggio di Dushu, Yuguang town, contea di Neixiang, città di Nanyang, provincia di Henan.

Il pastore Zhu ricevette una condanna a 15 giorni di detenzione amministrativa, mentre gli altri quattro furono condannati a cinque giorni. Tuttavia, il 30 ottobre, due giorni dopo che il pastore Zhu è stato rilasciato dopo i suoi 15 giorni di detenzione amministrativa al Centro di Detenzione della contea di Neixiang, il pastore Zhu è stato condannato a un anno di rieducazione attraverso il lavoro.

Zhu Baoguo è stato accusato di essere membro di un “culto malvagio” ed è stato immediatamente mandato in un campo di lavoro.

Via | CAA

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Pakistan: altri casi di “blasfemia” costringono cristiani alla fuga

robin-sardar
Foto: All Pakistan Minorities Alliance

Un dottore cristiano, in prigione da mesi (e per la precisione dal 5 maggio 2008) con l’accusa di “blasfemia”, è stato assolto la scorsa settimana, mentre un altro cristiano e sua figlia sono in carcere con l’accusa di aver profanato il Corano ormai da oltre un mese. Il dott. Robin Sardar della provincia di Punjab (Pakistan) è stato rilasciato il 4 novembre dopo che la sua accusa di blasfemia contro il profeta Maometto era risultata infondata, secondo quanto dichiarato da Ezra Shujaab della All Pakistan Minorities Alliance (Alleanza delle Minoranze Pakistane).

Per arrivare a questo risultato vi è stata una scrupolosa investigazione che ha portato a dichiarare innocente il dott. Sardar. Ma i problemi per quest’uomo e per la sua famiglia non sono finiti con la piena assoluzione. Infatti il dott. Sardar aveva subito delle minacce di morte da parte di un gruppo di abitanti musulmani della sua stessa cittadina, i quali non avevano esitato a dichiararlo morto se fosse stato assolto. Così dal momento dell’incarcerazione (circa sei mesi fa), la sua famiglia è stata costretta a sparire dalla circolazione, in fuga dalle bande di estremisti islamici che sembrano dettare legge in quel paese. Allo stesso modo, anche il dott. Sardar è stato costretto a scappare senza lasciare tracce dopo la sua scarcerazione.

Altri gruppi di estremisti, così com’è accaduto per Sardar e la sua famiglia, non hanno esitato ad imbracciare bastoni e taniche di kerosene, per attaccare la casa di Gulsher Masih, dopo che sua figlia era stata accusata di profanare il Corano, il 9 ottobre scorso nel villaggio di Tehsil Chak Jhumra. Ebbene lui e sua figlia (di 25 anni, il cui nome è Sandal Gulsher) sono in carcere dal 10 ottobre, mentre il resto della famiglia è stata costretta alla fuga. Inutile dire che queste accuse hanno un obiettivo preciso, quello di piegare la volontà dei cristiani e di farli “tornare all’Islam”.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Azerbaigian: in carcere pastore evangelico

Hamid Shabanov
Hamid Shabanov

In Azerbaigian rimane in carcere il pastore battista Hamid Shabanov, accusato lo scorso 20 giugno di detenzione illegale di armi da fuoco. Nonostante l’udienza dello scorso 31 ottobre abbia chiarito la mancanza di prove a carico dell’imputato e siano state evidenziate numerose irregolarità, come il riferimento a testimoni non identificati, il giudice ha rispedito Hamid Shabanov in carcere chiedendo un supplemento di indagini. I battisti azeri denunciano un clima intimidatorio nei loro confronti: Shabanov è il secondo pastore arrestato nella città di Aliabad in pochi mesi. Prima di lui era finito in prigione il pastore Zaur Balaev, liberato solo dopo forti pressioni dell’Alleanza battista mondiale (ABM), della Federazione battista europea (FBE) e dell’interessamento personale dell’ex presidente USA, Jimmy Carter. In Azerbaigian le chiese battiste non sono riconosciute dallo stato e, a quanto denunciano gli stessi membri delle chiese locali, la loro registrazione negli uffici pubblici trova costanti ostacoli burocratici.

Fonte: Voce Evangelica / NEV

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