A voi ‘evangelici’ che non avete la vita eterna [Audio Streaming]

A voi ‘evangelici’ che non avete la vita eterna
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “A voi ‘evangelici’ che non avete la vita eterna” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 18 MB (128 Kbps), 4 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 19 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Questo messaggio è rivolto agli evangelici che non hanno la vita eterna. Quindi, mi sto rivolgendo a quei membri di chiese evangeliche che, appunto, pur definendosi cristiani evangelici, credenti e così via, non hanno la vita eterna. So bene che in mezzo alle chiese evangeliche ci sono coloro che hanno la vita eterna, ma so anche altrettanto bene che molti di coloro che, domenica dopo domenica, vanno a sedersi in questi locali di culto non hanno la vita eterna.

Quindi questo messaggio è rivolto espressamente ad una categoria di evangelici. Voglio fare questa premessa affinché non nascano fraintendimenti: a una categoria particolare di evangelici, che devo dire è molto numerosa, molto consistente. Naturalmente, quando parlo di evangelici, parlo delle chiese evangeliche, comprese quelle pentecostali. E quindi, insomma, sono tante, quindi per evitare ogni fraintendimento, ho voluto fare questa premessa perché tutti devono sapere a chi mi sto rivolgendo.

E dunque, vengo a voi evangelici che non avete la vita eterna. Siete membri di chiesa, avete fatto una confessione di fede, avete aderito a una confessione di fede, vi siete anche fatti battezzare perché appunto avete aderito a questa confessione di fede. Vi è stato rilasciato anche il certificato battesimale. Frequentate le riunioni di chiesa, magari avete anche qualche incarico in seno alla chiesa evangelica di cui fate parte, che attendete regolarmente. Fate anche, diciamo, delle opere buone, pregate, cantate, ma non avete la vita eterna. Infatti, voi stessi con la vostra stessa bocca confessate di non avere la vita eterna. Alla domanda: “Hai la vita eterna?” so bene cosa rispondi tu che ti definisci cristiano evangelico ma non hai la vita eterna. So bene quello che rispondi: dici “beh, spero, spero che un giorno il Signore mi salvi, non posso dirlo con certezza in questo momento di avere la vita eterna, ma comunque ci spero. Sì, la mia speranza è che un giorno io possa andare con il Signore in cielo”.

Quindi voi non avete la certezza della vita eterna, il che significa che non siete sicuri in maniera assoluta che se moriste in questo momento l’anima vostra andrebbe col Signore in cielo. Non avete la certezza. Dunque, non avendo la certezza, voi non avete la vita eterna, quindi voi siete diretti all’inferno. Sì, esattamente come sono diretti all’inferno i musulmani, i buddisti, gli ebrei disubbidienti, i massoni e così via, i mariani. Voi siete nella stessa condizione appunto di costoro. Non illudetevi, siete sulla via della perdizione.

Peraltro, voi anche affermate che state facendo del vostro meglio per guadagnarvi la vita eterna. Addirittura, tra di voi c’è anche chi dice che ogni volta che si inginocchia in preghiera si appropria o si guadagna un pezzo di vita eterna. E quindi, naturalmente, la vita eterna diventa una sorta di paga, di salario che Iddio è costretto a dare a coloro che se la guadagnano con il sudore del loro volto. Insomma, una eresia distruttiva che mena in perdizione le anime.

E dunque, mi rivolgo a voi. Io l’ho detto chiaramente: siete sulla via della perdizione. L’ira di Dio è sopra di voi. Per quale ragione? Perché voi non avete creduto nel Signore Gesù Cristo. Perché non avete creduto nel Signore Gesù Cristo? Perché se aveste creduto nel Signore Gesù Cristo, voi avreste la vita eterna e direste appunto di avere la vita eterna. La Scrittura dice, e queste sono parole di Gesù: “Chi crede ha vita eterna”. Quindi il fatto che voi non abbiate la vita eterna significa che non credete in Gesù Cristo. Sì, vi definite credenti, lo so bene, ma voi non credete nel Signore Gesù Cristo. La Bibbia dice anche: “Chi crede nel Figliolo ha vita eterna”. Quindi, la Sacra Scrittura non lascia non lascia alcun dubbio a tale riguardo: coloro che credono nel Figliuolo di Dio hanno la vita eterna, lo possono dichiarare, anzi lo devono dichiarare ai quattro venti perché ce l’hanno.

“Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuolo di Dio”, sono parole dell’Apostolo Giovanni nella sua prima epistola, al capitolo 5, versetto 13. Quindi coloro che credono nel nome del Figliuolo di Dio hanno la vita eterna. Perché? Perché chi ha il Figliuolo ha la vita, in quanto il Figliuolo, ossia il Figliuolo di Dio, è la vita eterna. Sì, lui è la vita eterna, la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata. Ecco perché, ecco perché chi ha il Figliuolo di Dio ha la vita eterna. E chi ha il Figliuolo di Dio? Chi crede nel Figliuolo di Dio.

Voi quindi siete degli increduli. Essendo degli increduli, siete schiavi del peccato. Sì, siete schiavi del peccato, l’ira di Dio è sopra di voi. La ragione per cui non avete la certezza della vita eterna, ve lo ripeto, è perché non avete creduto, non credete.

Come voi, come voi evangelici che non avete la vita eterna, ce ne sono tantissimi altri, tantissimi altri che non si definiscono evangelici ma si definiscono cristiani, i quali anch’essi confessano di non avere la vita eterna e di stare facendo di tutto, che si stanno sforzando per guadagnarsela con preghiere, con tante preghiere, con tanti digiuni, con tante elemosine. E insomma, stanno lavorando sodo per guadagnarsi la vita eterna, sì perché costoro, come naturalmente voi stessi, credono che la vita eterna sia il salario, un salario, una paga che Dio dà a coloro che se la meritano, che se la sono guadagnata con appunto i loro grandi, anzi grandissimi sforzi.

Ma facendo così, voi annullate la grazia di Dio. Perché? Perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù nostro Signore. Questo è quello che dice l’Apostolo Paolo. L’Apostolo Paolo, sì, lo dice ai santi di Roma: “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore”. E queste parole, e queste parole, seguono queste parole, ascoltate: “Ma ora essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna”. Questo che cosa significa? Che coloro, coloro che hanno creduto sono stati affrancati dal peccato e e, essendo che sono stati fatti servi a Dio, hanno per frutto la loro santificazione, per frutto la loro santificazione, ma hanno per fine la vita eterna. E allora le parole di Paolo seguenti, che seguono immediatamente “Poiché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore”, spiegano quel termine “avete per fine la vita eterna”. Sì, perché il fine che hanno i cristiani è la vita eterna, la salvezza dell’anima. E perché? Perché il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore. Perché i cristiani hanno la vita eterna, la possiedono, i veri cristiani sanno di avere la vita eterna e lo dicono, non si vergognano. I veri cristiani sanno che se dovessero morire all’improvviso sono pronti ad andare col Signore, sanno dove vanno, vanno nel regno celeste del Signore.

Quindi, voi, dato che non avete la vita eterna, lo dite, lo dite voi stessi in svariate maniere, dovete sapere che, sarete pure annoverati tra i cristiani, diciamo, voglio dire, davanti agli altri potrete pure anche sembrare cristiani, ma non lo siete. Voi siete allo stesso livello dei pagani che non conoscono Iddio. Siete sulla via della perdizione. Ve lo ripeto, moriste in questo momento, ve ne andreste all’inferno. Per quello vi dico: ravvedetevi e credete all’Evangelo. Sì, credete nell’Evangelo.

Intanto, dovete cambiare modo di pensare perché voi pensate come le persone del mondo, esattamente come loro. Voi pensate di potervi guadagnare, di potervi appropriare della vita eterna con i vostri sforzi, con le vostre, con le vostre opere, con con tanti digiuni, tante preghiere, tante elemosine. Quindi questo è un pensiero perverso, malvagio, vano, lo dovete abbandonare. Vi dovete quindi ravvedere perché ravvedersi significa cambiare modo di pensare, cambiare mente. E poi dovete credere nell’Evangelo, nella buona novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo dovete fare: credendo nell’Evangelo, allora avrete la vita eterna, allora potrete veramente capire che cosa significa che: “Chi crede ha vita eterna”. Avrete la vita eterna dimorante in voi stessi. Perché? Perché avrete il Cristo, il Figlio di Dio, in voi. Chi ha il Figliuolo ha la vita. Voi, in questo momento, non avete la vita perché non avete il Figliuolo. Brancolate nel buio, siete nelle tenebre, non capite niente. L’iddio di questo secolo vi ha accecato le menti, voi siete ciechi, siete degli increduli. E quindi, dovete credere nell’Evangelo perché l’Evangelo è “potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede”.

Quindi, nel momento in cui crederete, vi ravvederete e crederete nell’Evangelo, avrete la certezza di avere la vita eterna. Avrete la certezza di andare con il Signore nel regno dei cieli e smetterete di dire, di dire che ogni volta che vi inginocchiate a pregare voi vi appropriate o vi guadagnate un pezzo di vita eterna. Smetterete perché sarete diventati dei cristiani. Non parlerete più come i pagani che non conoscono Iddio, non parlerete più come tanti finti cristiani che abbondano nelle denominazioni. Parlerete come dei veri discepoli del Signore Gesù Cristo, quello che ancora voi non siete.

Eppure siete stati battezzati. Sì, sì, siete stati battezzati. Eh, ma siete stati battezzati quando? Quando siete stati dopo dopo non avere creduto. Ah, ma io avevo fatto la professione di fede di quella Chiesa, ma non è mica facendo quella professione di fede che diciamo uno si può definire veramente un credente. Uno deve credere nell’Evangelo, non nella professione di fede di una denominazione, e voi ancora non credete nell’Evangelo. Ecco perché dite che ogni volta che fate quello o quell’altra opera opera voi vi appropriate di un pezzo di vita eterna o vi guadagnate un pezzo di vita eterna o una fetta di vita eterna, non importa. Perché voi non avete la fede nel Figliuolo di Dio, in colui che è morto e risuscitato per noi.

Riuscite a dissimulare naturalmente la vostra mancanza di fede, l’assenza di fede nella vostra vita, ma riuscite a dissimularlo naturalmente questa mancanza davanti davanti agli uomini perché poi alla fine, davanti a Dio, siete nudi e scoperti. Dio sa che cosa siete. E poi, al momento opportuno, Iddio vi smaschera, vi smaschera per quello che siete: degli increduli sulla via della perdizione.

Quindi, io vi esorto per l’ennesima volta: ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Perché allo stato attuale delle cose, voi siete dei finti cristiani. Sì, dei finti cristiani come ce ne sono tanti peraltro eh. Non è che adesso qui siete i soli, ce ne sono veramente tanti di finti di finti cristiani. Quindi, io vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo affinché il Signore vi salvi dai vostri peccati. E naturalmente quando il Signore vi salverà, vi sentirete veramente affrancati, quello che non vi sentite adesso perché voi siete schiavi del peccato, soprattutto schiavi della menzogna. È più forte di voi, è più forte di voi, dovete mentire, voi non amate la verità, la odiate. Ecco perché dite menzogne sopra menzogne, perché non siete stati affrancati dal peccato. Non siete stati affrancati dal peccato. Voi siete ancora schiavi del peccato, il peccato è la violazione della legge. Dice: Non attestare il falso contro il suo prossimo, contro il tuo prossimo. Voi siete appunto persone che sono schiave di questa violazione della legge perché voi amate la menzogna. Dite menzogne proprio a rotta di collo, come si suol dire, contro il vostro prossimo. La Bibbia dice: “Non attestare il falso contro il tuo prossimo”. Voi del continuo attestate il falso contro il vostro prossimo, e quindi, e quindi chiaramente abbiamo capito che siete schiavi del peccato.

E quindi l’unica maniera per essere affrancati anche da questo peccato, ma voi siete schiavi anche di altri peccati, voi vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo. La dimostrazione che non avete creduto è perché siete schiavi del peccato voi, schiavi, schiavi. Voi non siete liberi, siete schiavi, come lo sono quelli che vanno dietro le statue, quelli che vanno adorano il serpente, quelli che adorano la luna, il sole. Voi siete schiavi del peccato, e quindi per quello che vi dico: ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Il Signore vi salverà dai vostri peccati, il Signore vi giustificherà, il Signore vi perdonerà e il Signore vi darà la vita eterna. E allora e solo allora, veramente potrete dire: ho la vita eterna in Cristo Gesù perché ho il Figliuolo di Dio. Allora e solo allora potrete dire di avere la testimonianza di Dio in voi, come dice la Sacra Scrittura infatti: “Chi crede nel Figliuolo di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio l’ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha resa circa il proprio Figliuolo. E la testimonianza è questa: Iddio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo. Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio non ha la vita”.

Quindi ve lo dico per l’ennesima volta: ravvedetevi, credete nell’Evangelo per avere la vita, per avere la vita mediante il nome del Figliuolo di Dio. Altrimenti, continuando a camminare per questa via, vi ritroverete nelle fiamme dell’inferno. Sì, là siete diretti perché voi siete nelle tenebre. Chi ha orecchi da udire, oda.

L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo [Audio Streaming]

L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo” trasmessa in diretta stasera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma che l’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma lo è per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Quindi, dovete sapere questo: voi che siete sotto il peccato, voi che siete signoreggiati dal peccato e che quindi siete morti nei vostri falli e nei vostri peccati, dovete sapere questo che non potete auto-giustificarvi, cioè non potete farvi giusti da voi stessi. Non importa quante opere buone voi possiate fare, dovete sapere questo: che la vostra giustizia è come un panno sporco agli occhi del Signore. Sappiatelo questo: non importa quanto voi cerchiate di operare il bene, voi davanti a Dio rimanete dei peccatori. L’ira di Dio è su di voi e siete sulla via della perdizione.

Questo significa che se doveste morire in questo momento, precipitereste nell’Ades, cioè ve ne andreste all’inferno dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e questo appunto perché siete dei peccatori. Agli occhi di Dio siete dei peccatori. Ma mentre da un lato voi non potete farvi giusti, dovete sapere che voi potete essere giustificati, cioè potete essere resi giusti da Dio. E questa giustificazione è per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo, perché l’uomo è giustificato per mezzo della fede in Cristo Gesù, in quanto il giusto vivrà per la sua fede.

Dunque, per essere giustificati, voi dovete credere nel Signore Gesù Cristo. Cosa significa che dovete credere nel Signore Gesù Cristo? Significa che dovete credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano innanzi stati scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere giustificati, in quanto nell’Evangelo la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Dunque è bene che abbiate davanti ai vostri occhi l’Evangelo. Tenetelo davanti ai vostri occhi, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco, proprio appunto perché in esso la giustizia di Dio è rivelata, una giustizia che viene da Dio che si basa sulla fede, è una giustizia che Iddio, che Iddio dona, che Iddio dona all’uomo che crede.

Infatti, che cosa è scritto in merito ad Abramo, il patriarca Abramo? Che credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, cioè la sua fede gli fu messo, gli fu messa in conto di giustizia. Dunque, a chi non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia.

Ed è questo che appunto ti voglio far sapere: se tu credi nell’Evangelo, la tua fede ti è ti sarà messa in conto di giustizia, sarai giustificato, reso giusto. Quindi l’ira di Dio sarà rimossa da te, smetterai di essere un peccatore sulla via della perdizione, perché ti ritroverai sulla via della salvezza, su quella via che mena nel regno dei cieli.

Perché adesso tu sei sulla via della perdizione, che mena all’inferno, però se tu crederai nell’Evangelo, sarai giustificato per fede e quindi sarai sulla via della salvezza, sulla via che mena alla vita, sulla via che mena nel regno dei cieli. Perché chi crede nell’Evangelo ha vita eterna. Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Iddio dona la vita eterna, la dona quindi la dà gratuitamente la dà gratuitamente a coloro che credono. La scrittura dice infatti: “Chi crede ha vita eterna”.

Dunque, considera credendo nell’Evangelo, che cosa otterrai. Otterrai la giustizia di Dio e quindi sarai reso giusto e otterrai anche la vita eterna. Quindi avrai la certezza che quando morirai ti dipartirai dal corpo ed andrai ad abitare con il Signore lassù nei luoghi altissimi. Dirai allora: “Ma allora è tutto per grazia?” Sì, è tutto per grazia affinché nessuno si glori.

Se fosse per opere, se fosse per opere, intanto non sarebbe non sarebbe per grazia, ma se fosse per opere la giustificazione, se la vita eterna si potesse ottenere per opere, l’uomo, una volta ottenuta la giustificazione, una volta ottenuta la vita eterna, sarebbe del continuo a gloriarsi di se stesso, a vantarsi di se stesso. Ma il vanto è escluso, è escluso per la legge della fede, perché appunto il giusto vivrà per la sua fede.

Io, che vi parlo, sono stato giustificato da Dio per grazia mediante la fede in Gesù Cristo e mi glorio nel Signore, che dice: “Chi si gloria, si glori nel Signore”. Mi glorio nel Signore perché lui mi ha, ha messo la mia fede, mi ha messo la fede in conto di giustizia. E dunque che devo dire, se non che voglio ringraziare il Signore Iddio per avermi giustificato. E siccome che ho creduto, parlo e ti annunzio, ti annunzio che cosa? Ti annunzio appunto che in Cristo Gesù c’è la giustificazione.

Perché appunto Cristo, come dice come dice l’Apostolo come dice l’Apostolo Paolo ai ai ai santi di Corinto: “Perché Colui che non ha conosciuto peccato, egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”. Quindi, l’uomo l’uomo che crede in Gesù Cristo diventa giustizia di Dio in Cristo Gesù. E tutto questo per i meriti di colui che è il Cristo, il Figlio di Dio, perché egli si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sul legno della croce dove fu crocifisso.

Lui si è caricato dei nostri peccati e spargendo il suo prezioso sangue ha espiato i nostri peccati. Sì, li ha espiati. E quindi, tu che mi ascolti, sappi che se crederai nell’Evangelo che ti ho annunziato, diventerai giustizia di Dio in Cristo Gesù ed esulterai, ti rallegrerai, farai festa. Perché? Perché non sarai più annoverato tra i peccatori sulla via della perdizione, ma sarai annoverato tra i giusti che sono sulla via della salvezza, che mena quindi nel regno dei cieli.

Quindi tu, che sei sotto il peccato, ravvediti, abbandona i tuoi pensieri iniqui, i tuoi pensieri vani e credi, credi nel Signore Gesù Cristo e sarai giustificato. E quindi, quando sarai giustificato, allora comprenderai le parole scritte dall’Apostolo dall’Apostolo Paolo ai santi di Roma: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”. Allora e solo allora capirai, capirai perché avrai pace con Dio. Perché? Perché sei stato giustificato da Dio per fede. Ma questa giustificazione, ricordati, appunto è per grazia, mediante la fede.

Ravvediti dunque e credi nel Signore Gesù Cristo. Ricordati: il giusto vivrà per la sua fede. Chi ha orecchi da udire, oda.

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo [Audio Streaming]

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Voglio che sappiate che Gesù Cristo è il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo perché così Dio aveva preannunziato tramite i suoi profeti antichi. Ebbene, che cosa doveva venire a fare nel mondo il Figliuolo di Dio?

Il Figliuolo di Dio doveva venire a salvare i peccatori, sì, doveva venire a salvare i peccatori perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Perché gli uomini sono senza Dio, senza Cristo nel mondo e dunque era necessario che il Figliuolo di Dio venisse in questo mondo per salvare gli uomini, salvare gli uomini dal peccato perché, appunto, gli uomini senza Dio, senza Cristo, sono sotto il peccato. Sono dominati dal peccato, il peccato li signoreggia. Gli uomini senza Dio, senza Cristo, non sono liberi ma sono schiavi, schiavi dunque del peccato perché chi commette il peccato è schiavo del peccato.

Ma Iddio, nel suo grande amore, nella pienezza dei tempi, ha mandato nel mondo il suo Figliuolo per essere il Salvatore del mondo, quindi per provvedere alla salvezza. In che maniera? Facendo sì che egli morisse e risuscitasse, cose che appunto Iddio aveva innanzi preannunziato tramite i suoi profeti. Infatti, il Cristo doveva morire, ossia il Figliuolo di Dio doveva morire per i nostri peccati, come aveva detto il profeta Isaia in merito al Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. E Davide, invece, parlando della resurrezione del Cristo, aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

Queste Scritture profetiche si sono adempiute in Gesù di Nazareth. Infatti, egli è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Dunque, è in questa maniera che Iddio ha provveduto la salvezza perché Cristo, con il suo sacrificio, ha annullato il peccato e quindi ora chi crede in lui viene affrancato dal peccato e viene viene viene fatto un servo di Dio, o servo della giustizia.

Quindi, affinché tu che sei sotto il peccato, affinché tu sia salvato, devi sapere questo: devi ravvederti e credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Allora sarai affrancato dal peccato, il peccato non ti dominerà più. Non solo sarai affrancato dal peccato, ma sarai anche perdonato perché ti saranno rimessi tutti i peccati che tu hai commesso, sì, tutti i peccati ti saranno cancellati. E poi sarai giustificato perché otterrai da Dio la giustizia che si basa sulla fede, che viene dalla fede e che è rivelata nell’Evangelo, cioè nella buona novella.

E dunque, oltre alla salvezza, oltre al perdono dei peccati, oltre alla giustificazione, otterrai anche la vita eterna, la vita eterna, sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Dunque, in questa maniera quindi, sarai riconciliato con Dio e sarai sicuro che, quando morirai, andrai ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Ma bada bene a quello che ti sto per dire adesso: se tu ti rifiuterai di credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, sappi che non vedrai la vita ma l’ira di Dio resterà sopra di te e, quando morirai, morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione. Sì, in perdizione. Cosa significa che te ne andrai in perdizione? Significa che te ne andrai in un luogo di tormento che si chiama Ades, dove arde il fuoco, e là sarai tormentato, in attesa poi del giorno del giudizio, quando risusciterai in resurrezione di giudicio. Sarai giudicato secondo le tue opere e scaraventato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, e là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, io ti ho fatto sapere cosa devi fare per essere salvato, perdonato, giustificato, e per ottenere la vita eterna, ma ti ho fatto anche sapere che cosa ti accadrà se tu ti rifiuterai di ravvederti e di credere nell’Evangelo della grazia di Dio. Ti aspetta un’orribile fine. Sappi veramente che quello che ti aspetta tu non riesci nemmeno a immaginare quanto sia orribile. Io ti dico con le mie parole che è orribile la fine a cui tu stai andando incontro. Tu che sei sotto il peccato, è orribile, qualcosa di terribile ti aspetta. Peraltro, passerai l’eternità nei tormenti. Capisci l’eternità cosa significa? Cioè un periodo di tempo senza fine. Non puoi non puoi delimitare l’eternità, l’eternità è in un periodo di tempo senza senza senza fine, nei secoli dei secoli. Quando sarai gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, considera: là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, ravvediti, ravvediti e credi nell’Evangelo, perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. L’Evangelo che sto annunziando non è una parola di poco valore, ma è la parola che può salvare l’anima tua. Se tu credi nell’Evangelo, sarai salvato, sarai salvato. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Che farai? Io non lo so, però io spero tanto, perché questo è il mio desiderio, che tu che mi ascolti, che brancoli nel buio al servizio del peccato, il mio desiderio è che tu ti ravveda e creda nel Signore Gesù Cristo per ottenere grazia da Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

Chi non avrà creduto sarà condannato [Audio Streaming]

Chi non avrà creduto sarà condannato
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Chi non avrà creduto sarà condannato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 8 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 8 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dopo essere risuscitato dai morti, apparve ai suoi discepoli. Quando apparve agli undici, e apparve loro mentre erano a tavola, disse loro:

“Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato, sarà salvato, ma chi non avrà creduto sarà condannato”.

Ponete la massima attenzione su queste parole di Gesù: chi non avrà creduto sarà condannato. Perché e queste sono le parole che vi spiegherò.

Allora, intanto, cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, l’Evangelo di Cristo, e questo è l’Evangelo nel quale, non credendo, l’uomo sarà condannato.

Perché è così grave non credere nell’Evangelo? Perché il non credere nell’Evangelo costa la condanna? Perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Questo significa che credendo nel messaggio dell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, viene reso giusto. Quindi, siccome che la giustizia di Dio basata sulla fede è rivelata nell’Evangelo, non credere nell’Evangelo equivale, dico equivale, a rimanere sotto il peccato, cioè equivale a rimanere agli occhi di Dio dei peccatori sulla via della perdizione, perché i peccatori sono sulla via della perdizione in quanto nemici di Dio.

I peccatori possono scampare alla perdizione solamente credendo nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, giustificato dunque per fede, per la grazia di Dio. Questa è la ragione, dunque, per cui chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato. Quindi tu che mi ascolti, devi sapere questo: che se ti rifiuterai di credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, tu sarai condannato. Non importa quanto tu possa apparire giusto, buono e bravo al mondo; non importa di che religione tu faccia parte. Devi sapere questo: che se non crederai nell’Evangelo, sarai condannato. La Scrittura dice che “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui”.

È come dunque vi ho annunziato: cioè chi rifiuta di credere nell’Evangelo non vedrà la vita, non vedrà la vita perché non ha vita eterna e l’ira di Dio resta sopra lui. Cioè l’ira di Dio, l’ira di Dio è l’ira di Colui che ha creato tutte le cose. Devi sapere, quindi, che rifiutandoti di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di te e, se l’ira di Dio resterà sopra di te, è evidente che, quando tu morirai, uomo o donna che tu sia, te ne andrai in perdizione nelle fiamme dell’inferno, nelle fiamme di questo luogo di tormento nel quale appunto scendono le anime dei peccatori.

Dunque tu che mi ascolti, io ti esorto a ravvederti, ad abbandonare i tuoi pensieri vani, i tuoi pensieri iniqui e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo sarai giustificato, credendo nell’Evangelo sarai liberato dai tuoi peccati, sarai riconciliato con Dio, otterrai la vita eterna. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Il mio desiderio, la mia preghiera per te che ascolti, è che tu sia salvato e quindi che tu ti ravveda e creda nell’Evangelo della della grazia di Dio. Appunto, della grazia di Dio, perché la salvezza è per grazia, non è in virtù d’opere, affinché nessuno si glori. Quindi, ravvediti e credi nell’Evangelo, altrimenti sarai condannato, te ne andrai in perdizione, è cosa sicura, è cosa sicura.

Chi ha orecchi da udire, oda.

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile! [Audio Streaming]

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 18 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, attesta l’esistenza di un luogo che si chiama Ades. Ades è un termine greco che designa il soggiorno dei morti. Questo luogo è comunemente chiamato inferno, ossia luogo di sotto, luogo inferiore, ed è un luogo reale, non è un luogo simbolico o metaforico, assolutamente no. È un luogo reale ed è un luogo di tormento, un luogo di tormento perché in questo luogo c’è il fuoco. È un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e quindi è un luogo orribile.

In questo luogo scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Infatti, Gesù, il Cristo di Dio, ha raccontato una storia: che è la storia del ricco e Lazzaro. Una storia, badate, non una parabola come dicono i bugiardi, una storia che in maniera molto eloquente ci dice che questo luogo è veramente un luogo di tormento.

Leggiamo infatti capitolo 16 di Luca a partire dal versetto 19:
“Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, questo uomo ricco che vestiva porpora e bisso, ogni giorno godeva splendidamente, quindi era dato ai piaceri della vita, quando morì, dico quando morì, fu seppellito. Quindi il suo corpo, diciamo, fu seppellito, fu messo in un sepolcro, ma la sua anima discese nell’Ades, all’inferno, e si ritrovò quindi nei tormenti. Là desiderava tanto che qualcuno intingesse la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua, perché? Per quale ragione? Perché era tormentato in una fiamma. Le parole sue non lasciano alcun dubbio: “Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma”.

Ora, queste parole sono parole dure, ma sono parole vere, e ci dicono che coloro che sono nell’Ades sono tormentati in mezzo alle fiamme del fuoco. Dunque, le fiamme dell’inferno esistono, non sono allegoriche, non sono metaforiche come dicono i bugiardi. Sono reali e producono un tormento continuo in coloro che appunto sono scesi in questo luogo di tormento. Dunque voi che siete sotto il peccato, che siete dunque schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, dovete sapere che siete sulla via della perdizione, ossia sulla via che mena o che porta in questo luogo di tormento. Segnatevele bene queste parole, segnatevele bene “questo luogo di tormento”, perché voi siete diretti in questo luogo di tormento. Voi non siete diretti in paradiso nel regno dei cieli come vi hanno detto i bugiardi. Voi essendo sotto il peccato, siete diretti all’inferno. Vi hanno illuso, io non vi illudo, io vi dico la verità che è in Cristo Gesù. Vi hanno lusingato, io non vi lusingo. Vi dico come stanno le cose, vi dico dove state andando, io vi devo avvertire. L’amore di Cristo mi costringe ad avvertirvi. Chi vi lusinga non vi vuole bene.

Dunque, siete diretti in questo luogo. Pensate solamente a questo: se voi doveste morire in questo momento, sprofondereste in questo luogo di tormento senza alcuna più speranza di salvezza. Sprofondereste nel fuoco dell’inferno. “Ci vuoi terrorizzare?” qualcuno dirà? No, io voglio la vostra salvezza, desidero che voi siate salvati e per questo vi devo dire quello che vi aspetta una volta che morirete. Perché siccome vi hanno detto che il Signore vi salverà sicuramente perché il Signore è buono, non guarda quello in cui uno crede o quello che uno non crede. Siccome che vi hanno detto che potete meritarvi il paradiso con le vostre buone opere. È chiaro che io vi devo avvertire, vi devo avvertire perché so dove state andando: state andando all’inferno, l’inferno vi sta aspettando. Ma siccome che il mio desiderio è che voi siate salvati, strappati alle fiamme dell’inferno, io vi annunzio la via della salvezza. Vi annunzio la via della salvezza e quindi vi dico: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, perché è solamente credendo nell’Evangelo che appunto l’uomo viene salvato dai suoi peccati e ottiene la remissione dei peccati, la giustificazione, la vita eterna.

Perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. Dunque, l’Evangelo, la buona novella. Qual è questa buona novella? La buona novella è che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti, secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo che è potente a salvare chiunque crede in esso. Ecco perché vi esorto a ravvedervi, quindi ad abbandonare i vostri pensieri iniqui e vani che vi rendono nemici di Dio nella vostra nella vostra mente e a credere nell’Evangelo. Perché credendo nell’Evangelo appunto il Signore avrà misericordia di voi, perdonerà i vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati. Perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Sarete salvati, liberati quindi dai vostri peccati, sarete giustificati. Perché? Perché il giusto vivrà per la sua fede, otterrete la vita eterna, perché è scritto: “Chi crede nel Figliuolo” badate bene cosa c’è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”, ha ha vita eterna, e dunque dal momento che chi crede ha vita eterna è sicuro di scampare alle fiamme dell’inferno. È sicuro che quando morirà, egli si dipartirà dal corpo ossia la sua anima si dipartirà dal corpo ed andrà ad abitare con il Signore, nel regno dei cieli, nei luoghi altissimi.

Questo è quello che appunto l’uomo ottiene per grazia credendo nell’Evangelo. Quindi vi rinnovo appunto l’esortazione: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, altrimenti, ve lo ripeto, altrimenti ciò che vi aspetta è la perdizione. Non illudetevi, non è che rifiutandovi di credere nell’Evangelo voi sarete salvati lo stesso. Il Signore Gesù disse prima di ascendere in cielo alla destra del del Padre: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Non illudetevi, solamente credendo nell’Evangelo potete essere salvati, perdonati, giustificati, potete ottenere la vita eterna, non c’è un’altra via.

Chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato, ciò che vi aspetta è la condanna in altre parole, la condanna. Ecco perché appunto voi quando morirete, morirete nei vostri peccati se appunto vi rifiuterete di credere nell’Evangelo, scenderete là dove il dove l’anima di questo uomo ricco ancora si trova. Pensate: dopo tutto questo tempo, quell’uomo, l’anima di quell’uomo è ancora in quel luogo nei tormenti, e voi lo raggiungerete. Allora vi ricorderete di chi vi ha annunziato l’Evangelo, di chi vi ha esortato a ravvedervi, a credere nell’Evangelo, ma sarà troppo tardi. Non avrete più la possibilità di ravvedervi, di credere nell’Evangelo e quindi? E quindi rimarrete nell’Ades, in attesa del giorno del giudizio, quando risorgerete in risurrezione di giudicio per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati secondo le vostre opere e gettati anima e corpo, badate bene, in un luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda, dove sarete tormentati nei secoli dei secoli.

Quindi considerate l’eternità che vi aspetta, un’eternità piena di infamia, di dolori, un’eternità di tormenti. È terribile ciò che vi aspetta, è qualcosa di orribile, perché prima una volta che morite, ve ne andrete nell’Ades, e poi dopo, il giorno del giudizio, quando appunto risorgerete, sarete gettati poi da Dio nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Talvolta mi mancano le parole, vorrei dirvi molto di più, ma veramente io voglio che voi riflettiate sulla fine orribile che vi che vi aspetta, voi che siete sotto il peccato. Per quello il mio desiderio è quello che voi siate salvati ed è per questo che vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. A voi, Mariani, che andate dietro gl’idoli, gl’idoli muti, che fate tutte queste processioni portando sul baldacchino questi questi idoli muti che hanno hanno gambe hanno gambe e non camminano, li devono portare, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono, hanno bocca e non parlano: voi voi che seguite questi idoli muti, ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli a Dio. Siete degli idolatri, ciò che vi aspetta quindi è l’inferno. Ma dove pensate di andare? Voi che vi prostrate davanti alle statue, alle immagini, che le adorate, le pregate, ma dove pensate di andare dopo dopo dopo morti? In paradiso? Voi non vedrete giammai il paradiso. Ah pensate di andare in purgatorio? Vi hanno detto che andrete in un purgatorio a purgarvi? No, non esiste il purgatorio, voi andrete all’inferno, nell’Ades, nei tormenti. Eppoi là vi ricorderete, vi ricorderete di chi vi metteva in guardia dagl’idoli, dall’idolatria e allora smetterete di farvi battute contro quelli che vi avvertivano dall’idolatria. Quindi, ravvedetevi e convertitevi, voi Mariani, da tutti da questa idolatria a cui siete dati, e credete nell’Evangelo della gloria del beato Iddio per essere salvati. Altrimenti, altrimenti perirete, vi ritroverete vi ritroverete lì assieme al al ricco, in questo luogo di tormento, in questo luogo quindi orribile, è orribile.

Ci sono molti che si fanno beffe dell’ dell’ dell’inferno. Ricordo ancora una volta, una volta stavo parlando, stavo parlando a una coppia di persone e gli parlai dell’inferno. In maniera sarcastica, in maniera ironica uno di loro mi disse: “Beh, così almeno starò al caldo”. Bada bene, non è che starai al caldo, tu starai in mezzo alle fiamme, nei tormenti, nei tormenti, ricordatelo questo. Ricordatelo tu che fai la stessa battuta. Io posso non sentirti fare questa battuta, ma Iddio ti sente. Sì certo, c’è il caldo soffocante della fiamma, però ricordati ricordati questo: piangerai e striderai i denti e battute non ne farai più sull’inferno. Lì smetterai di fare le battute sull’inferno e su quelli che avvertono dall’inferno, non importa chi tu sia.

Quindi vi scongiuro, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio affinché il Signore abbia misericordia di voi, perché ciò che vi aspetta veramente è questo luogo di tormento, questo luogo orribile che appunto è l’inferno. Ravvedetevi, credete nell’Evangelo della grazia di Dio. E il Signore avrà misericordia di voi, vi strapperà dalle fiamme di questo di questo di questo luogo veramente orribile. Chi ha orecchi da udire, oda.

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