India: Cristiane aggredite da vicini indù

Il 20 settembre 2007 a Banaswadi (Bangalore, Stato del Karnataka), una cristiana e la sua ospite sono state aggredite in casa da vicini indù.
I vicini non identificati protestavano contro la conversione al cristianesimo di Hoovu Jayanti (38 anni) che, fino a poco tempo fa, vendeva fiori davanti ad un tempio indù. Essa frequenta una chiesa familiare nella regione. Una cristiana di nome Uma gli faceva regolarmente visita in questi ultimi mesi per incoraggiarla, perché era abbattuta a causa di problemi di salute nella sua famiglia. Le due donne hanno riportato lievi ferite. Il Consiglio Generale dei Cristiani Indiani le difende affinché sia loro resa giustizia.

Fonte: La Voix des Martyrs, 02/2008, pag. 6

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Kenya: Incendiato un luogo di culto evangelico vicino a Eldoret

Kenya, le prospettive di pace non placano la violenza

ELDORET (Reuters) – Un gruppo di giovani ha bruciato oggi una chiesa nella Rift Valley in Kenya, mentre le tensioni etniche non mostrano cedimenti, nonostante l’accordo tra il governo e l’opposizione per porre fine a settimane di spargimenti di sangue.

L’ex segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, ha mediato un accordo tra i partiti in lotta nel paese ieri, ottenendo l’impegno a porre fine alle violenze post-elettorali, costate la vita ad almeno 850 persone, mentre oltre 250.000 sono in fuga.

Disordini e scontri con le forze di sicurezza sono esplosi dopo il ritorno al potere del presidente Mwai Kibaki sancito dalle elezioni del 27 dicembre, ma che il rivale sconfitto, Raila Odinga, sostiene siano state viziate da brogli.

L’accordo raggiunto ieri dai leader dei partiti rivali prevede una trattativa su come portare aiuti umanitari ai rifugiati e risolvere l’impasse politico, nella speranza di raggiungere una soluzione entro due settimane di colloqui.

La rivolta, che vede contrapposte le tribù Kikuyu di Kibaki e i Luo di Odinga, ha macchiato l’immagine di un paese a lungo considerato uno dei più stabili e prosperi dell’Africa.

Questa mattina una folla ha dato fuoco a una importante chiesa evangelica vicino a Eldoret, dove almeno due persone avevano trovato rifugio. Secondo testimoni le persone all’interno della chiesa sono riuscite a fuggire illese.

“L’hanno bruciata”, ha detto Peter Kaguru, davanti a mucchi di macerie.

“Non so chi è stato, ma hanno abbattuto il cancello e sono entrati. Il pastore è un Kikuyu … forse questo c’entra qualcosa”, ha detto.

Scontri tra bande di due altre tribu, i Kisii e i Kalenjin, sono avvenuti sempre oggi lungo una strada tra le città di Kisii e Kericho. Testimoni hanno detto che si è trattato di una rappresaglia dopo l’uccisione di un parlamentare dell’opposizione, David Kimutai Too, un Kalenjin, avvenuta a Eldoret giovedì per mano di un poliziotto Kisii. E’ il secondo deputato dell’opposizione ucciso questa settimana.

Fonte: Reuters via Yahoo! Italia Notizie

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La comunità cristiana di Gaza vive sotto pressione

Dal giorno dell’omicidio del gestore della libreria cristiana di Gaza, Rami Ayyad, avvenuta il 7 ottobre scorso, la minoranza cristiana di Gaza vive in un clima di palpabile paura. Diverse famiglie cristiane sono state evacuate perché minacciate di morte dai militanti islamici. Altri cristiani sono scappati o stanno cercando di scappare visto il progressivo deteriorarsi delle condizioni di vita a Gaza. Rami Ayyad, 30 anni, ha lasciato due figli piccoli e la moglie, Pauline, incinta.

All’inizio di gennaio, Pauline, i suoi due figli George e Wisam e la sua famiglia allargata hanno fatto ritorno a Gaza, dove hanno ritrovato i collaboratori della Società Biblica Palestinese. Pauline ha programmato il parto cesareo per la prima metà di febbraio, ma sono in aumento la violenza e il caos a Gaza, scarseggiano anche il cibo e le medicine. Anche l’energia elettrica è intermittente e ciò rende gli ospedali non affidabili. Nonostante abbiano i generatori, spesso per carenza di carburante non sono operativi.

Hanna Massad, il pastore della Chiesa Battista di Gaza, è uno dei cristiani temporaneamente non residenti a Gaza. Diverse volte ha tentato di rietrarvi la domenica mattina per predicare in chiesa, ma alla frontiera gli è sempre stato negato l’accesso.

Fonte: Porte Aperte Italia

Nella foto: Pauline, George e Wisam Ayyad

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30 cristiani arrestati a Massawa, Eritrea

Secondo un rapporto del Gulf Information Center del 27 gennaio, 30 giovani cristiani appartenenti alla Chiesa Pentecostale della città portuale di Massawa sono stati arrestati dal governo eritreo la scorsa settimana. Il rapporto, inoltre, ha indicato che la campagna per arrestare i cristiani si è diffusa in numerose altre città, compresa la capitale Asmara, dove i detenuti sono stati costretti sotto tortura a rivelare i nomi di altri credenti.

Fonte: Persecution.net

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Cina: Yunnan, cristiani picchiati dopo il rogo delle loro Bibbie

Un gruppo di cristiani protestanti non ufficiali dello Yunnan ha chiesto alla polizia un indennizzo per il rogo di centinaia di Bibbie ad opera degli agenti dopo un raid nella loro chiesa domestica, avvenuto all’inizio di dicembre. Gli agenti rispondono con la violenza: la signora Liang Guihua, 54 anni, è ricoverata in gravi condizioni.

Xishan – La polizia della provincia meridionale dello Yunnan ha picchiato con violenza un gruppo di cristiani protestanti non ufficiali che chiedeva un indennizzo per il rogo di centinaia di Bibbie ed altri oggetti religiosi da perte di alcuni agenti dopo un raid nella loro chiesa domestica. I poliziotti hanno gettato contro un muro la signora Liang Guihua, 54 anni, che ha perso conoscenza: al momento è ricoverata in gravi condizioni.

La denuncia viene da China Aid Association (Caa), organizzazione non governativa che opera per il rispetto della libertà religiosa in Cina. Le violenze sono avvenute il 23 gennaio scorso nell’Ufficio di pubblica sicurezza del distretto di Xishan: nel pomeriggio dello stesso giorno, un membro della delegazione cristiana è tornato nell’Ufficio per chiedere conto di quanto avvenuto, ma l’ufficiale di guardia gli ha detto che “nessuno aveva visto nulla”.

Tutto inizia il 5 dicembre del 2007, quando un gruppo di poliziotti e di membri dell’Ufficio affari religiosi della provincia irrompe in una chiesa domestica di Kunming ed arresta i presenti. Dopo aver ispezionato l’edificio, gli agenti portano all’esterno centinaia di libri di religione (fra cui diverse Bibbie) e li bruciano. La polizia brucia inoltre i documenti di identità di 3 cristiani non ufficiali, ed impone al proprietario del terreno su cui sorge la chiesa domestica di cacciare gli affittuari.

Secondo la procedura penale cinese, la polizia è obbligata a rilasciare dei documenti ufficiali ogni volta che sequestra qualunque cosa: questi servono in sede processuale, per determinare entità e valore delle singole prove. Tuttavia, gli agenti di Kunming non hanno seguito la procedura.

Pechino permette la pratica del cristianesimo evangelico solo all’interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao, l’espulsione dei missionari stranieri e la reclusione dei leader cinesi delle Chiese. Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA.

I protestanti non ufficiali, che si radunano in “chiese domestiche” non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni. Nel corso dello scorso anno, il governo ha arrestato 1958 fra pastori e fedeli delle Chiese protestanti non ufficiali.

Secondo un documento segreto del Partito comunista cinese dell’Hubei, giunto in occidente lo scorso novembre, in Cina è in atto una campagna per “normalizzare” le Chiese protestanti sotterranee dando loro due possibilità: o aderire al Movimento delle tre autonomie (comunità protestanti guidate dalle associazione patriottiche) o essere soppresse.

La campagna è in netta opposizione alle indicazioni dell’Onu sulla libertà religiosa, che vieta la distinzione fra attività religiose lecite (perchè controllate dallo stato) e attività illecite, solo perchè non sono controllate dal governo.

Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione

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