[Video-dossier] Algeria: Cristiani in Cabilia

France 2 ha trasmesso ieri un reportage sulla conversione a Cristo di musulmani della Cabilia (a Tizi Ouzou).

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Guadalupa: Il pastore Marcel Kouamenan in detenzione preventiva

Il pastore franco-ivoriano Marcel Kouamenan è stato posto in detenzione nel Centro penitenziario di Baie-Mahault. Dirigeva cinque chiese del Ministère de l’Evangile nelle Antille-Guyana e si sarebbe arricchito alle spese dei suoi molti fedeli.

marcel-kouamenanMarcel Kouamenan, pastore del Ministère de l’Evangile (Ministero dell’Evangelo), è stato posto in detenzione, e altre otto persone, fra cui sua moglie, sono state anch’esse arrestate e poi poste in libertà vigilata.

Il pastore Marcel Kouamenan e i suoi presunti complici sono stati indagati per abuso di fiducia e abuso di debolezza. Il danno ammonterebbe a circa 800.000 euro, si è appreso da fonte giudiziaria.

In Guadalupa, l’Assemblée du Ministère de l’Evangile si trova in una strada senza uscita a Jarry, Baie-Mahault. E’ lì che sarebbe stata truffata una signora che aveva chiesto delle preghiere per sua figlia. Sua figlia è morta e lei ha sporto denuncia contro l’équipe pastorale. L’inchiesta, iniziata nel mese di gennaio, ha concluso che Marcel Kouamenan è colpevole dei fatti che gli sono rimproverati, il che giustificherebbe questa apertura di indagine per abuso di fiducia e abuso di debolezza.

Ai fedeli del Ministère de l’Evangile veniva chiesto di dare ogni mese alla chiesa il 10% delle loro entrate (decima) per il buon funzionamento delle assemblee. Ma la qualità di vita della coppia pastorale ha incuriosito la Direzione della Polizia Giudiziaria. Secondo le prime conclusioni dell’inchiesta sembrerebbe che tutti i doni sarebbero stati utilizzati non a beneficio della chiesa ma per viaggi oppure per l’acquisto di beni immobili e mobili.

Via | Journal Chrétien / TopChrétien

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Sri Lanka: Cristiani aggrediti a colpi di machete

pannala-bulathkohupitiyaIl 25 marzo, un pastore ed un altro credente della Vineyard Community Church della città di Pannala sono stati aggrediti da un uomo armato di machete, secondo un rapporto della National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka. L’aggressore è penetrato nel locale di culto della Chiesa ed ha ferito gravemente i due fedeli.

Negli ultimi tre mesi i membri dell’Assembly of God church nella città di Bulathkohupitiya, provincia di Sabaragamuwa, hanno subito minacce ed intimidazioni da parte di abitanti dei villaggi locali e di monaci buddisti. La comunità è tenuta sotto controllo. Una petizione per la chiusura del luogo di culto è stata inviata al Ministero degli Affari Religiosi. Come risultato della tensione molti membri della Chiesa non hanno potuto riunirsi per il culto.

Via | Persecution.net

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India: gruppo di estremisti indù picchia un pastore

krupanamdamAndhra Pradesh, distretto di Medak – L’11 marzo verso le 18.00, circa 30 estremisti indù del gruppo Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) armati di bastoni hanno fermato per strada il pastore Ezra Krupanamdam mentre stava tornando da una riunione di preghiera e lo hanno picchiato. Il pastore è stato trovato disteso per terra in una pozza di sangue ed è stato portato in ospedale, dove i medici hanno riscontrato fratture al midollo spinale e alle costole. Quattro estremisti sono stati arrestati per l’aggressione al pastore Ezra.

Via | Compass

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Eritrea: rilasciati tre cristiani evangelici

eritreaDue membri anziani della chiesa di Kale Hiwot, arrestati a Dekemhare lo scorso novembre e imprigionati nel famigerato Campo di Concentramento Militare di Mitire (sito nella zona nord-est dell’Eritrea), sono stati rilasciati su cauzione. Inoltre abbiamo notizie che anche un membro della Full Gospel Church (la Chiesa del Pieno Vangelo), Solomon Mengese, è stato rilasciato due settimane fa, sempre su cauzione: era stato imprigionato nella Stazione di Polizia di Asmara per 6 mesi.

La campagna del governo contro i cristiani evangelici è continuata senza interruzioni durante i primi mesi di questo 2009, per esempio negando ai credenti la possibilità di avere un visto per viaggi internazionali, apparentemente perché membri di chiese non registrate. Chi non fa parte delle seguenti denominazioni religiose: Chiesa Cattolica, Copta, Evangelica Luterana, Islam o le Chiese Avventiste del Settimo Giorno, della Fede in Cristo, Chiesa Presbiteriana e la fede Bahia, non riesce a ottenere l’agognato visto per i viaggi internazionali dagli scrupolosi (solo su questo aspetto, a quanto pare) Uffici dell’Immigrazione Eritrea e la motivazione addotta è appunto l’apparente affiliazione a chiese non registrate.

Come sapete oltre 2.900 cristiani (i dati effettivi sono davvero difficili da raccogliere, perché ovviamente manca in toto la collaborazione da parte della autorità governative) sono detenuti per la loro fede in Eritrea, un paese martoriato da innumerevoli problemi. All’incirca 360 sopravvivono in condizioni indicibili all’interno del succitato Campo di Concentramento Militare di Mitire, un vero e proprio inferno in terra africana.

Il Presidente eritreo Isaias Afwerki assieme allo staff del suo governo, naturalmente, negano che sia in atto in Eritrea una vera e propria persecuzione a danni dei cristiani evangelici, ma non sembrano dare risposte alle domande specifiche sui casi di quei quasi 3.000 credenti incarcerati senza capi d’imputazione verosimili.

Fonte: Porte Aperte Italia

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