L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo [Audio Streaming]

L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo” trasmessa in diretta stasera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma che l’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma lo è per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Quindi, dovete sapere questo: voi che siete sotto il peccato, voi che siete signoreggiati dal peccato e che quindi siete morti nei vostri falli e nei vostri peccati, dovete sapere questo che non potete auto-giustificarvi, cioè non potete farvi giusti da voi stessi. Non importa quante opere buone voi possiate fare, dovete sapere questo: che la vostra giustizia è come un panno sporco agli occhi del Signore. Sappiatelo questo: non importa quanto voi cerchiate di operare il bene, voi davanti a Dio rimanete dei peccatori. L’ira di Dio è su di voi e siete sulla via della perdizione.

Questo significa che se doveste morire in questo momento, precipitereste nell’Ades, cioè ve ne andreste all’inferno dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e questo appunto perché siete dei peccatori. Agli occhi di Dio siete dei peccatori. Ma mentre da un lato voi non potete farvi giusti, dovete sapere che voi potete essere giustificati, cioè potete essere resi giusti da Dio. E questa giustificazione è per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo, perché l’uomo è giustificato per mezzo della fede in Cristo Gesù, in quanto il giusto vivrà per la sua fede.

Dunque, per essere giustificati, voi dovete credere nel Signore Gesù Cristo. Cosa significa che dovete credere nel Signore Gesù Cristo? Significa che dovete credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano innanzi stati scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere giustificati, in quanto nell’Evangelo la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Dunque è bene che abbiate davanti ai vostri occhi l’Evangelo. Tenetelo davanti ai vostri occhi, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco, proprio appunto perché in esso la giustizia di Dio è rivelata, una giustizia che viene da Dio che si basa sulla fede, è una giustizia che Iddio, che Iddio dona, che Iddio dona all’uomo che crede.

Infatti, che cosa è scritto in merito ad Abramo, il patriarca Abramo? Che credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, cioè la sua fede gli fu messo, gli fu messa in conto di giustizia. Dunque, a chi non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia.

Ed è questo che appunto ti voglio far sapere: se tu credi nell’Evangelo, la tua fede ti è ti sarà messa in conto di giustizia, sarai giustificato, reso giusto. Quindi l’ira di Dio sarà rimossa da te, smetterai di essere un peccatore sulla via della perdizione, perché ti ritroverai sulla via della salvezza, su quella via che mena nel regno dei cieli.

Perché adesso tu sei sulla via della perdizione, che mena all’inferno, però se tu crederai nell’Evangelo, sarai giustificato per fede e quindi sarai sulla via della salvezza, sulla via che mena alla vita, sulla via che mena nel regno dei cieli. Perché chi crede nell’Evangelo ha vita eterna. Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Iddio dona la vita eterna, la dona quindi la dà gratuitamente la dà gratuitamente a coloro che credono. La scrittura dice infatti: “Chi crede ha vita eterna”.

Dunque, considera credendo nell’Evangelo, che cosa otterrai. Otterrai la giustizia di Dio e quindi sarai reso giusto e otterrai anche la vita eterna. Quindi avrai la certezza che quando morirai ti dipartirai dal corpo ed andrai ad abitare con il Signore lassù nei luoghi altissimi. Dirai allora: “Ma allora è tutto per grazia?” Sì, è tutto per grazia affinché nessuno si glori.

Se fosse per opere, se fosse per opere, intanto non sarebbe non sarebbe per grazia, ma se fosse per opere la giustificazione, se la vita eterna si potesse ottenere per opere, l’uomo, una volta ottenuta la giustificazione, una volta ottenuta la vita eterna, sarebbe del continuo a gloriarsi di se stesso, a vantarsi di se stesso. Ma il vanto è escluso, è escluso per la legge della fede, perché appunto il giusto vivrà per la sua fede.

Io, che vi parlo, sono stato giustificato da Dio per grazia mediante la fede in Gesù Cristo e mi glorio nel Signore, che dice: “Chi si gloria, si glori nel Signore”. Mi glorio nel Signore perché lui mi ha, ha messo la mia fede, mi ha messo la fede in conto di giustizia. E dunque che devo dire, se non che voglio ringraziare il Signore Iddio per avermi giustificato. E siccome che ho creduto, parlo e ti annunzio, ti annunzio che cosa? Ti annunzio appunto che in Cristo Gesù c’è la giustificazione.

Perché appunto Cristo, come dice come dice l’Apostolo come dice l’Apostolo Paolo ai ai ai santi di Corinto: “Perché Colui che non ha conosciuto peccato, egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”. Quindi, l’uomo l’uomo che crede in Gesù Cristo diventa giustizia di Dio in Cristo Gesù. E tutto questo per i meriti di colui che è il Cristo, il Figlio di Dio, perché egli si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sul legno della croce dove fu crocifisso.

Lui si è caricato dei nostri peccati e spargendo il suo prezioso sangue ha espiato i nostri peccati. Sì, li ha espiati. E quindi, tu che mi ascolti, sappi che se crederai nell’Evangelo che ti ho annunziato, diventerai giustizia di Dio in Cristo Gesù ed esulterai, ti rallegrerai, farai festa. Perché? Perché non sarai più annoverato tra i peccatori sulla via della perdizione, ma sarai annoverato tra i giusti che sono sulla via della salvezza, che mena quindi nel regno dei cieli.

Quindi tu, che sei sotto il peccato, ravvediti, abbandona i tuoi pensieri iniqui, i tuoi pensieri vani e credi, credi nel Signore Gesù Cristo e sarai giustificato. E quindi, quando sarai giustificato, allora comprenderai le parole scritte dall’Apostolo dall’Apostolo Paolo ai santi di Roma: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”. Allora e solo allora capirai, capirai perché avrai pace con Dio. Perché? Perché sei stato giustificato da Dio per fede. Ma questa giustificazione, ricordati, appunto è per grazia, mediante la fede.

Ravvediti dunque e credi nel Signore Gesù Cristo. Ricordati: il giusto vivrà per la sua fede. Chi ha orecchi da udire, oda.

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo [Audio Streaming]

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Voglio che sappiate che Gesù Cristo è il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo perché così Dio aveva preannunziato tramite i suoi profeti antichi. Ebbene, che cosa doveva venire a fare nel mondo il Figliuolo di Dio?

Il Figliuolo di Dio doveva venire a salvare i peccatori, sì, doveva venire a salvare i peccatori perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Perché gli uomini sono senza Dio, senza Cristo nel mondo e dunque era necessario che il Figliuolo di Dio venisse in questo mondo per salvare gli uomini, salvare gli uomini dal peccato perché, appunto, gli uomini senza Dio, senza Cristo, sono sotto il peccato. Sono dominati dal peccato, il peccato li signoreggia. Gli uomini senza Dio, senza Cristo, non sono liberi ma sono schiavi, schiavi dunque del peccato perché chi commette il peccato è schiavo del peccato.

Ma Iddio, nel suo grande amore, nella pienezza dei tempi, ha mandato nel mondo il suo Figliuolo per essere il Salvatore del mondo, quindi per provvedere alla salvezza. In che maniera? Facendo sì che egli morisse e risuscitasse, cose che appunto Iddio aveva innanzi preannunziato tramite i suoi profeti. Infatti, il Cristo doveva morire, ossia il Figliuolo di Dio doveva morire per i nostri peccati, come aveva detto il profeta Isaia in merito al Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. E Davide, invece, parlando della resurrezione del Cristo, aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

Queste Scritture profetiche si sono adempiute in Gesù di Nazareth. Infatti, egli è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Dunque, è in questa maniera che Iddio ha provveduto la salvezza perché Cristo, con il suo sacrificio, ha annullato il peccato e quindi ora chi crede in lui viene affrancato dal peccato e viene viene viene fatto un servo di Dio, o servo della giustizia.

Quindi, affinché tu che sei sotto il peccato, affinché tu sia salvato, devi sapere questo: devi ravvederti e credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Allora sarai affrancato dal peccato, il peccato non ti dominerà più. Non solo sarai affrancato dal peccato, ma sarai anche perdonato perché ti saranno rimessi tutti i peccati che tu hai commesso, sì, tutti i peccati ti saranno cancellati. E poi sarai giustificato perché otterrai da Dio la giustizia che si basa sulla fede, che viene dalla fede e che è rivelata nell’Evangelo, cioè nella buona novella.

E dunque, oltre alla salvezza, oltre al perdono dei peccati, oltre alla giustificazione, otterrai anche la vita eterna, la vita eterna, sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Dunque, in questa maniera quindi, sarai riconciliato con Dio e sarai sicuro che, quando morirai, andrai ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Ma bada bene a quello che ti sto per dire adesso: se tu ti rifiuterai di credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, sappi che non vedrai la vita ma l’ira di Dio resterà sopra di te e, quando morirai, morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione. Sì, in perdizione. Cosa significa che te ne andrai in perdizione? Significa che te ne andrai in un luogo di tormento che si chiama Ades, dove arde il fuoco, e là sarai tormentato, in attesa poi del giorno del giudizio, quando risusciterai in resurrezione di giudicio. Sarai giudicato secondo le tue opere e scaraventato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, e là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, io ti ho fatto sapere cosa devi fare per essere salvato, perdonato, giustificato, e per ottenere la vita eterna, ma ti ho fatto anche sapere che cosa ti accadrà se tu ti rifiuterai di ravvederti e di credere nell’Evangelo della grazia di Dio. Ti aspetta un’orribile fine. Sappi veramente che quello che ti aspetta tu non riesci nemmeno a immaginare quanto sia orribile. Io ti dico con le mie parole che è orribile la fine a cui tu stai andando incontro. Tu che sei sotto il peccato, è orribile, qualcosa di terribile ti aspetta. Peraltro, passerai l’eternità nei tormenti. Capisci l’eternità cosa significa? Cioè un periodo di tempo senza fine. Non puoi non puoi delimitare l’eternità, l’eternità è in un periodo di tempo senza senza senza fine, nei secoli dei secoli. Quando sarai gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, considera: là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, ravvediti, ravvediti e credi nell’Evangelo, perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. L’Evangelo che sto annunziando non è una parola di poco valore, ma è la parola che può salvare l’anima tua. Se tu credi nell’Evangelo, sarai salvato, sarai salvato. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Che farai? Io non lo so, però io spero tanto, perché questo è il mio desiderio, che tu che mi ascolti, che brancoli nel buio al servizio del peccato, il mio desiderio è che tu ti ravveda e creda nel Signore Gesù Cristo per ottenere grazia da Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

Chi non avrà creduto sarà condannato [Audio Streaming]

Chi non avrà creduto sarà condannato
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Chi non avrà creduto sarà condannato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 8 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 8 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dopo essere risuscitato dai morti, apparve ai suoi discepoli. Quando apparve agli undici, e apparve loro mentre erano a tavola, disse loro:

“Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato, sarà salvato, ma chi non avrà creduto sarà condannato”.

Ponete la massima attenzione su queste parole di Gesù: chi non avrà creduto sarà condannato. Perché e queste sono le parole che vi spiegherò.

Allora, intanto, cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, l’Evangelo di Cristo, e questo è l’Evangelo nel quale, non credendo, l’uomo sarà condannato.

Perché è così grave non credere nell’Evangelo? Perché il non credere nell’Evangelo costa la condanna? Perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Questo significa che credendo nel messaggio dell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, viene reso giusto. Quindi, siccome che la giustizia di Dio basata sulla fede è rivelata nell’Evangelo, non credere nell’Evangelo equivale, dico equivale, a rimanere sotto il peccato, cioè equivale a rimanere agli occhi di Dio dei peccatori sulla via della perdizione, perché i peccatori sono sulla via della perdizione in quanto nemici di Dio.

I peccatori possono scampare alla perdizione solamente credendo nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, giustificato dunque per fede, per la grazia di Dio. Questa è la ragione, dunque, per cui chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato. Quindi tu che mi ascolti, devi sapere questo: che se ti rifiuterai di credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, tu sarai condannato. Non importa quanto tu possa apparire giusto, buono e bravo al mondo; non importa di che religione tu faccia parte. Devi sapere questo: che se non crederai nell’Evangelo, sarai condannato. La Scrittura dice che “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui”.

È come dunque vi ho annunziato: cioè chi rifiuta di credere nell’Evangelo non vedrà la vita, non vedrà la vita perché non ha vita eterna e l’ira di Dio resta sopra lui. Cioè l’ira di Dio, l’ira di Dio è l’ira di Colui che ha creato tutte le cose. Devi sapere, quindi, che rifiutandoti di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di te e, se l’ira di Dio resterà sopra di te, è evidente che, quando tu morirai, uomo o donna che tu sia, te ne andrai in perdizione nelle fiamme dell’inferno, nelle fiamme di questo luogo di tormento nel quale appunto scendono le anime dei peccatori.

Dunque tu che mi ascolti, io ti esorto a ravvederti, ad abbandonare i tuoi pensieri vani, i tuoi pensieri iniqui e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo sarai giustificato, credendo nell’Evangelo sarai liberato dai tuoi peccati, sarai riconciliato con Dio, otterrai la vita eterna. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Il mio desiderio, la mia preghiera per te che ascolti, è che tu sia salvato e quindi che tu ti ravveda e creda nell’Evangelo della della grazia di Dio. Appunto, della grazia di Dio, perché la salvezza è per grazia, non è in virtù d’opere, affinché nessuno si glori. Quindi, ravvediti e credi nell’Evangelo, altrimenti sarai condannato, te ne andrai in perdizione, è cosa sicura, è cosa sicura.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Gesù Cristo è risorto

Anni fa, io e mio fratello stavamo evangelizzando a Labico, un paesino della provincia di Roma, e precisamente vicino al lavatoio. Mentre ci trovavamo lì, un ragazzetto (avrà avuto sui 10-11 anni) che si trovava in bicicletta ebbe un problema perché gli uscì la catena della bicicletta. Accortici di questo ci avvicinammo e lo aiutammo a rimettere la catena nei suoi ingranaggi. Cogliemmo quindi l’occasione per parlargli dell’amore di Dio dicendogli che Dio aveva amato il mondo così tanto da dare il suo Figliuolo Gesù sulla croce per i nostri peccati e lo invitammo a credere con tutto il suo cuore in Gesù Cristo. Gli dicemmo a tale proposito di mettersi a pregare Gesù affinché perdonasse tutti i suoi peccati. Al che lui ci rispose: ‘Ma io lo prego di già Gesù!’ Al che io gli chiesi: ‘E cosa gli dici?’ La risposta fu questa: ‘Gesù, risuscita dai morti!’. Quando sentii quelle parole rimasi meravigliato e gli dissi subito: ‘Ma guarda che Gesù è già risuscitato dai morti!’ Sembrerà incredibile, eppure quel bambino cattolico non sapeva che Gesù era risuscitato. Con molta probabilità l’immagine del Gesù rappresentato sempre crocifisso che la Chiesa Cattolica romana espone un po’ da per tutto aveva avuto un influenza su questo bambino.

Alcuni non sanno che Gesù è risuscitato, sanno magari che è morto sulla croce ma non sanno che è risuscitato; altri poi non sanno neppure che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati. Altri ancora hanno sentito dire che Gesù è morto ed è risuscitato, ma non credono che sia morto e risorto per salvarci. E’ nostro dovere annunciare a tutti gli uomini, piccoli e grandi, sia la morte di Gesù Cristo che la sua resurrezione, la morte avvenuta a cagione delle nostre offese, la resurrezione a cagione della nostra giustificazione (cfr. Romani 4:25), ed esortarli a ravvedersi e credere in questi due eventi, che costituiscono la base del messaggio del Vangelo. La fede viene dall’udire, e l’udire si ha per mezzo della Parola di Dio, dice Paolo. Quindi facciamo risuonare in mezzo a questo mondo l’annuncio della Buona Novella, perché questo è il significato della parola ‘Vangelo’, affinché a coloro che sentiranno venga la fede per accettare il Vangelo ed essere salvati dai loro peccati.

pensieri

Pensieri (Vol. 1)

Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile! [Audio Streaming]

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 18 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, attesta l’esistenza di un luogo che si chiama Ades. Ades è un termine greco che designa il soggiorno dei morti. Questo luogo è comunemente chiamato inferno, ossia luogo di sotto, luogo inferiore, ed è un luogo reale, non è un luogo simbolico o metaforico, assolutamente no. È un luogo reale ed è un luogo di tormento, un luogo di tormento perché in questo luogo c’è il fuoco. È un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e quindi è un luogo orribile.

In questo luogo scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Infatti, Gesù, il Cristo di Dio, ha raccontato una storia: che è la storia del ricco e Lazzaro. Una storia, badate, non una parabola come dicono i bugiardi, una storia che in maniera molto eloquente ci dice che questo luogo è veramente un luogo di tormento.

Leggiamo infatti capitolo 16 di Luca a partire dal versetto 19:
“Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, questo uomo ricco che vestiva porpora e bisso, ogni giorno godeva splendidamente, quindi era dato ai piaceri della vita, quando morì, dico quando morì, fu seppellito. Quindi il suo corpo, diciamo, fu seppellito, fu messo in un sepolcro, ma la sua anima discese nell’Ades, all’inferno, e si ritrovò quindi nei tormenti. Là desiderava tanto che qualcuno intingesse la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua, perché? Per quale ragione? Perché era tormentato in una fiamma. Le parole sue non lasciano alcun dubbio: “Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma”.

Ora, queste parole sono parole dure, ma sono parole vere, e ci dicono che coloro che sono nell’Ades sono tormentati in mezzo alle fiamme del fuoco. Dunque, le fiamme dell’inferno esistono, non sono allegoriche, non sono metaforiche come dicono i bugiardi. Sono reali e producono un tormento continuo in coloro che appunto sono scesi in questo luogo di tormento. Dunque voi che siete sotto il peccato, che siete dunque schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, dovete sapere che siete sulla via della perdizione, ossia sulla via che mena o che porta in questo luogo di tormento. Segnatevele bene queste parole, segnatevele bene “questo luogo di tormento”, perché voi siete diretti in questo luogo di tormento. Voi non siete diretti in paradiso nel regno dei cieli come vi hanno detto i bugiardi. Voi essendo sotto il peccato, siete diretti all’inferno. Vi hanno illuso, io non vi illudo, io vi dico la verità che è in Cristo Gesù. Vi hanno lusingato, io non vi lusingo. Vi dico come stanno le cose, vi dico dove state andando, io vi devo avvertire. L’amore di Cristo mi costringe ad avvertirvi. Chi vi lusinga non vi vuole bene.

Dunque, siete diretti in questo luogo. Pensate solamente a questo: se voi doveste morire in questo momento, sprofondereste in questo luogo di tormento senza alcuna più speranza di salvezza. Sprofondereste nel fuoco dell’inferno. “Ci vuoi terrorizzare?” qualcuno dirà? No, io voglio la vostra salvezza, desidero che voi siate salvati e per questo vi devo dire quello che vi aspetta una volta che morirete. Perché siccome vi hanno detto che il Signore vi salverà sicuramente perché il Signore è buono, non guarda quello in cui uno crede o quello che uno non crede. Siccome che vi hanno detto che potete meritarvi il paradiso con le vostre buone opere. È chiaro che io vi devo avvertire, vi devo avvertire perché so dove state andando: state andando all’inferno, l’inferno vi sta aspettando. Ma siccome che il mio desiderio è che voi siate salvati, strappati alle fiamme dell’inferno, io vi annunzio la via della salvezza. Vi annunzio la via della salvezza e quindi vi dico: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, perché è solamente credendo nell’Evangelo che appunto l’uomo viene salvato dai suoi peccati e ottiene la remissione dei peccati, la giustificazione, la vita eterna.

Perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. Dunque, l’Evangelo, la buona novella. Qual è questa buona novella? La buona novella è che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti, secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo che è potente a salvare chiunque crede in esso. Ecco perché vi esorto a ravvedervi, quindi ad abbandonare i vostri pensieri iniqui e vani che vi rendono nemici di Dio nella vostra nella vostra mente e a credere nell’Evangelo. Perché credendo nell’Evangelo appunto il Signore avrà misericordia di voi, perdonerà i vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati. Perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Sarete salvati, liberati quindi dai vostri peccati, sarete giustificati. Perché? Perché il giusto vivrà per la sua fede, otterrete la vita eterna, perché è scritto: “Chi crede nel Figliuolo” badate bene cosa c’è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”, ha ha vita eterna, e dunque dal momento che chi crede ha vita eterna è sicuro di scampare alle fiamme dell’inferno. È sicuro che quando morirà, egli si dipartirà dal corpo ossia la sua anima si dipartirà dal corpo ed andrà ad abitare con il Signore, nel regno dei cieli, nei luoghi altissimi.

Questo è quello che appunto l’uomo ottiene per grazia credendo nell’Evangelo. Quindi vi rinnovo appunto l’esortazione: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, altrimenti, ve lo ripeto, altrimenti ciò che vi aspetta è la perdizione. Non illudetevi, non è che rifiutandovi di credere nell’Evangelo voi sarete salvati lo stesso. Il Signore Gesù disse prima di ascendere in cielo alla destra del del Padre: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Non illudetevi, solamente credendo nell’Evangelo potete essere salvati, perdonati, giustificati, potete ottenere la vita eterna, non c’è un’altra via.

Chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato, ciò che vi aspetta è la condanna in altre parole, la condanna. Ecco perché appunto voi quando morirete, morirete nei vostri peccati se appunto vi rifiuterete di credere nell’Evangelo, scenderete là dove il dove l’anima di questo uomo ricco ancora si trova. Pensate: dopo tutto questo tempo, quell’uomo, l’anima di quell’uomo è ancora in quel luogo nei tormenti, e voi lo raggiungerete. Allora vi ricorderete di chi vi ha annunziato l’Evangelo, di chi vi ha esortato a ravvedervi, a credere nell’Evangelo, ma sarà troppo tardi. Non avrete più la possibilità di ravvedervi, di credere nell’Evangelo e quindi? E quindi rimarrete nell’Ades, in attesa del giorno del giudizio, quando risorgerete in risurrezione di giudicio per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati secondo le vostre opere e gettati anima e corpo, badate bene, in un luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda, dove sarete tormentati nei secoli dei secoli.

Quindi considerate l’eternità che vi aspetta, un’eternità piena di infamia, di dolori, un’eternità di tormenti. È terribile ciò che vi aspetta, è qualcosa di orribile, perché prima una volta che morite, ve ne andrete nell’Ades, e poi dopo, il giorno del giudizio, quando appunto risorgerete, sarete gettati poi da Dio nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Talvolta mi mancano le parole, vorrei dirvi molto di più, ma veramente io voglio che voi riflettiate sulla fine orribile che vi che vi aspetta, voi che siete sotto il peccato. Per quello il mio desiderio è quello che voi siate salvati ed è per questo che vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. A voi, Mariani, che andate dietro gl’idoli, gl’idoli muti, che fate tutte queste processioni portando sul baldacchino questi questi idoli muti che hanno hanno gambe hanno gambe e non camminano, li devono portare, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono, hanno bocca e non parlano: voi voi che seguite questi idoli muti, ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli a Dio. Siete degli idolatri, ciò che vi aspetta quindi è l’inferno. Ma dove pensate di andare? Voi che vi prostrate davanti alle statue, alle immagini, che le adorate, le pregate, ma dove pensate di andare dopo dopo dopo morti? In paradiso? Voi non vedrete giammai il paradiso. Ah pensate di andare in purgatorio? Vi hanno detto che andrete in un purgatorio a purgarvi? No, non esiste il purgatorio, voi andrete all’inferno, nell’Ades, nei tormenti. Eppoi là vi ricorderete, vi ricorderete di chi vi metteva in guardia dagl’idoli, dall’idolatria e allora smetterete di farvi battute contro quelli che vi avvertivano dall’idolatria. Quindi, ravvedetevi e convertitevi, voi Mariani, da tutti da questa idolatria a cui siete dati, e credete nell’Evangelo della gloria del beato Iddio per essere salvati. Altrimenti, altrimenti perirete, vi ritroverete vi ritroverete lì assieme al al ricco, in questo luogo di tormento, in questo luogo quindi orribile, è orribile.

Ci sono molti che si fanno beffe dell’ dell’ dell’inferno. Ricordo ancora una volta, una volta stavo parlando, stavo parlando a una coppia di persone e gli parlai dell’inferno. In maniera sarcastica, in maniera ironica uno di loro mi disse: “Beh, così almeno starò al caldo”. Bada bene, non è che starai al caldo, tu starai in mezzo alle fiamme, nei tormenti, nei tormenti, ricordatelo questo. Ricordatelo tu che fai la stessa battuta. Io posso non sentirti fare questa battuta, ma Iddio ti sente. Sì certo, c’è il caldo soffocante della fiamma, però ricordati ricordati questo: piangerai e striderai i denti e battute non ne farai più sull’inferno. Lì smetterai di fare le battute sull’inferno e su quelli che avvertono dall’inferno, non importa chi tu sia.

Quindi vi scongiuro, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio affinché il Signore abbia misericordia di voi, perché ciò che vi aspetta veramente è questo luogo di tormento, questo luogo orribile che appunto è l’inferno. Ravvedetevi, credete nell’Evangelo della grazia di Dio. E il Signore avrà misericordia di voi, vi strapperà dalle fiamme di questo di questo di questo luogo veramente orribile. Chi ha orecchi da udire, oda.

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