Sfollati in Kenya ancora in disperato bisogno di aiuto

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Randy Hurst, direttore delle Assemblies of God World Missions Communications, ha affermato che sono oltre 70.000 gli sfollati tra i membri delle Assemblee di Dio. I credenti in Kenya dividono le loro case, il cibo e i vestiti con molti di questi sfollati a causa delle violenze, ma essi hanno ancora bisogno del nostro aiuto. Hurst spiega che sono due i motivi principali per cui più di 600.000 sfollati non rientrano nelle loro case: le loro case sono state distrutte dalle violenze; o sono stati avvertiti da altre tribù di non tornare nelle loro case sotto minaccia di morte. Secondo statistiche delle AGWM, attualmente nelle Assemblee di Dio in Kenya vi sono più di 1 milione di membri e 4.000 chiese. Hurst dice che il 7 % dei membri delle Assemblee di Dio sono sfollati. Dal Kenya è recentemente tornato lo staff delle AGWM Communications, e ieri hanno postato nel sito AGRelief.org delle foto sulla distribuzione di aiuti tra i credenti. Ho inserito le foto qui sopra.

Sul sito delle Assemblies of God c’è la possibilità di fare una donazione on line a favore dei rifugiati. Chi desidera può andare sul sito AGRelief e cliccare su Donate, una volta nella pagina copiate il seguente codice in neretto: AGRelief — Kenya Refugees 891167-9 (60). Fate clic sul link Donate che c’è in fondo alla pagina. Specificate l’ammontare in dollari che volete dare e incollate il codice nel campo Comments. Fate clic su donate e seguite la procedura.

Il Signore vi benedica.

“Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.” (Galati 6:10)

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Algeria: Abderrahmane Chibane, presidente dell’associazione degli ulema musulmani algerini, chiama i servizi di sicurezza ad opporsi agli evangelisti americani

Pubblicato il 18 febbraio 2008 su El Khabar

Abderrahmane Chibane, presidente dell’associazione degli ulema musulmani algerini, ha indicato che la chiesa evangelista in Algeria, « ricorre a metodi su cui i servizi di sicurezza sono chiamati a vigilare”. Egli ha dichiarato che degli evangelisti del Nord America, che fanno parte dei neoconservatori, “visitano alcune wilayas a fini politici”.
In una lunga lettera distribuita alla stampa ieri, Chibane ha dichiarato che gli evangelisti nord-americani ed i preti europei che visitano l’Algeria, “sono animati da una medesima convinzione”.
Secondo lui, le due parti intraprendono contatti con alcuni loro amici in diverse wilayas al fine di “servire degli obiettivi politici” che egli non ha precisato.
Chibane ha rivelato che gli evangelisti sono animati da una medesima convinzione secondo la quale gli altri cristiani hanno tradito il messaggio di Cristo, e il mondo vivrà in armonia solo al Suo ritorno, dopo l’edificazione di uno Stato che raggruppi tutti gli ebrei del mondo sulla terra di Palestina.
Chibane ha definito questa credenza “sionismo sul modello cristiano”, indicando che “i nostri figli algerini che hanno scelto il Cristianesimo come religione hanno adottato questa credenza”. Egli ha aggiunto che l’attività dell’associazione degli ulema “mette in rilievo l’applicazione della legge sulle religioni diverse dall’islam, sull’insieme del territorio”, sottolineando che l’apparato di sicurezza deve imperativamente intervenire per far applicare la legge sull’esercizio dei culti per i non musulmani.
Chibane, nella sua lettera, ha precisato che gli evangelisti si rivolgono generalmente “ai poveri, ai malati e agli analfabeti”.

18-02-2008
Par H. Yes/ Traduit par F.L

Fonte: Collectif Algérie/El Khabar

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Nigeria: scontri tra cristiani e islamici Accuse di «blasfemia», tre assassinati

DA ABUJA

Un poliziotto e due giovani cristiani sono stati uccisi nei giorni scorsi in Nigeria in seguito ad una serie di incidenti scatenatisi dopo la voce di presunti atti di “blasfemia” di studenti cristiani contro Maometto. Il fatto è avvenuto in una scuola secondaria a Sumaila, una settantina di chilometri a sud della città di Kano, nel nord del Paese. L’emittente Al-Arabiya ha ricostruito i fatti avvenuti nello scorso fine settimana. Una delle vittime è l’ispettore di polizia Jibrin Garba, addetto alla sicurezza nella caserma cittadina, proprio il luogo dove alcuni studenti cristiani avevano cercato rifugio dopo l’attacco di un gruppo di giovani estremisti islamici infuriati per un gesto – pare un articolo o un’immagine – considerato offensivo verso Maometto. «Tre persone sono state uccise durante un assalto contro la stazione di polizia, ogni cosa nell’edificio è stata data alle fiamme» ha spiegato il capo degli agenti Aminu Yesufu, il quale ha indicato in una ventina i feriti causati dalle violenze. «I cristiani in fuga hanno cercato di trovare rifugio nella caserma di polizia, ma centinaia di furenti studenti islamici hanno preso d’assalto la struttura e bruciato ogni cosa dopo che gli agenti si erano rifiutati di consegnare nelle loro mani i cristiani accusati ». Sempre la scorsa settimana, altre violenze di matrice religiosa erano scoppiate nella città di Yana, nello stato di Bauchi, quando un gruppo di musulmani aveva accusato una donna cristiana di blasfemia nei confronti della religione coranica; la polizia aveva sparato sulla folla di rivoltosi, uccidendo un giovane islamico. ( L.F.)

Fonte: Avvenire.it – domenica 17 febbraio 2008

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Protestanti d’Algeria – Incontro col pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria (EPA), durante un recente soggiorno in Francia

Come è organizzato il protestantesimo in Algeria?
Diverse comunità sono unite alla Chiesa Protestante d’Algeria fondata nel 1972. Il protestantesimo in Algeria era all’inizio metodista e riformato. Oggi è in maggior parte di sensibilità evangelica. I protestanti in Algeria sono minoritari ma tuttavia più numerosi dei cattolici.

Quante comunità conta l’EPA?
Oggi 32, una ventina d’altre sono in attesa di adesione. Le Chiese sono piene, ognuna in media ha da 100 a 150 parrocchiani, per alcune il doppio. I locali per molte sono piccolissimi. Nonostante le nuove leggi del 2006 che regolano l’organizzazione dei luoghi di culto, le autorità non danno l’autorizzazione per la creazione o la ristrutturazione di nuovi luoghi di culto conformi alla legislazione.

L’EPA è in crescita?
Sì, ciò corrisponde ad uno sviluppo normale ma non può essere qualificato “nuovo” come lo pretendono i media e le autorità. L’EPA non comprende come le 32 piccole chiese che la compongono facciano tremare le 35.000 moschee, di cui una buona parte è installata in Cabilia! Mentre le comunità cristiane vogliono vivere in pace, i media tendono ad esagerare o caricaturare la presenza e il numero di cristiani protestanti. L’EPA si guarda bene dall’entrare nel dibattito e di partecipare così al diversivo.

Come vengono formati i pastori?
Alcuni sono stati studenti di facoltà teologiche di Vaux-sur-Seine, d’Aix-en-Provence, o anche dell’Istituto Protestante di Parigi. Altri si sono formati sul posto. La maggior parte dei pastori hanno, oltre al loro ministero, una attività professionale che permette loro di guadagnarsi da vivere. L’EPA pensa di istituire in Algeria un luogo di formazione, delle sessioni sono già organizzate.

Qual’è la situazione delle relazioni interreligiose?
Ce ne sono poche con i cattolici e dipendono spesso dall’iniziativa dei protestanti. Non abbiamo dibattiti particolari con i musulmani ma tuttavia si vivono talvolta degli incontri formali.

Che cosa vi aspettate dalle relazioni con i protestanti di Francia?
La loro solidarietà e fraternità cristiana e le loro preghiere. Contiamo su voi per aiutarci a far applicare in Algeria l’articolo 18 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo che garantisce la libertà di pensiero, di coscienza e di religione e quindi il diritto di esercitare il culto di propria scelta.

Che cos’è per voi oggi fonte di speranza nel vissuto della vostra fede?
Il campo mediatico valica largamente le frontiere e permette di esprimere ciò che non era possibile dire in un’epoca ancora recente. Tutti hanno accesso all’informazione, ognuno può quindi farsi la sua idea. La televisione via satellite ha un ruolo essenziale nella diffusione delle idee, compreso nel campo religioso.

Fonte: Protestants.org

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Un altro attacco contro un centro cristiano a Gaza

Uomini armati stamattina hanno attaccato un centro YMCA e hanno messo una bomba nella biblioteca e una nella segreteria. Nessun ferito, migliaia di libri distrutti. E’ un nuovo gesto intimidatorio contro realtà cristiane.

Gaza – Né morti, né feriti, ma migliaia di libri bruciati in un attacco avvenuto questa mattina contro un centro dell’YMCA a Gaza (nella foto), ultimo episodio di una serie di violenze contro la piccola comunità cristiana della Striscia.

Un gruppo di uomini armati, sembra 14, all’alba hanno forzato l’ingresso del centro della Young Men’s Christian Association (YMCA), hanno bloccato i due vigilantes che vi si trovavano ed hanno collocato una bomba nella biblioteca ed un’altra nell’ufficio dell’amministrazione. Solo la prima è esplosa, provocando un incendio che ha distrutto moltissimi volumi.

Gli intrusi, a quanto riferito dal segretario generale del centro, Eissa Saba, hanno anche frugato negli uffici e si sono impadroniti del suo computer. Al termine del raid i due vigilantes sono stati portati via e rilasciati successivamente nella zona settentrionale della Striscia.

Da quando i fondamentalisti di Hamas hanno preso il controllo della Striscia, per i 3.500 cristiani che vi vivono la vita si è fatto più dura e sono numerosi gli episodi di intimidazione. L’episodio più grave è avvenuto lo scorso 7 ottobre, quando Rami Khader Ayyad, 32 anni, legato all’organizzazione protestante Palestinian Bible Society, fu rapito, torturato ed ucciso.

Fonte: AsiaNews/Agenzie – 15/02/2008 11:57 – riprodotto con autorizzazione

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Il blog di Illuminato Butindaro
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