India, Escalation di terrore in Orissa: a morte i cristiani!

Dopo l’assassinio del leader indù Swami Laxmananda Saraswati il 23 agosto scorso in Orissa, un elevato stato d’allerta si è diffuso in tutto lo Stato indiano, mentre il governo, cosciente che il fatto potesse essere usato dagli estremisti locali come pretesto per creare disordini, prendeva delle misure di sicurezza per proteggere le chiese e i luoghi di incontro dei cristiani. Ebbene la reazione degli estremisti, radunati in folle aggressive e armate, non si è fatta attendere, attaccando i cristiani della zona e le loro proprietà,  e investendo letteralmente le inadeguate forze di polizia schierate dal governo centrale, che sono rimaste a guardare.

I disordini sono stati fomentati dal Bajrang Dal (l’ala più giovane del VHP, ovvero del Vishwa Hindu Parishad, di cui Swami Laxmananda Saraswati era uno dei leader), dal Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), dal Hindu Jagaran Morcha, tutti supportati dal partito Bhartiya Janata Party (BJP). Poco importa se dell’attentato di cui sopra sia sospettato un gruppo di ribelli maoisti, il bersaglio dei disordini sembrano essere esclusivamente i cristiani della zona.

Nell’escalation di orrore che sta avendo luogo in Orissa stanno perdendo la vita numerosi fratelli, molti altri vengono torturati e picchiati, mentre chiese e proprietà di varia natura dei cristiani vengono date alle fiamme (spesso quando all’interno ci sono gli stessi proprietari).

Qui di seguito vi forniamo una lista non completa (e in continuo aggiornamento, perché i fatti si susseguono i rapporti degli inviati sono spesso concitati) dei disordini a danno di cristiani nello Stato di Orissa, dove trovate chiese date alle fiamme, persone assassinate, devastazioni di ogni tipo:

  • tre chiese bruciate nei distretti di Dumerguda, Talsara, Sundergarh;
  • una chiesa cattolica data alle fiamme e una battista è stata attaccata nel distretto di Phulbani; in questa stessa zona sono state bruciate svariate abitazioni di cristiani, così come la casa di un pastore e quella del suo assistente;
  • altre tre chiese attaccate nel distretto di Kandhamal;
  • una chiesa attaccata nel distretto di Koraput;
  • la scuola Ichhapur Carmel è stata pesantemente danneggiata;
  • gli uffici della World Vision (un’organizzazione cristiana statunitense) a Bhawanipatna, nel distretto di Kalahandi, sono stati danneggiati e un’auto di proprietà dell’organizzazione distrutta, mentre nella stessa cittadina una famiglia cristiana è stata vittima della violenza dei manifestanti;
  • altra chiesa a Jeypore ha subito danni;
  • due scuole e un ostello sono stati dati alle fiamme;
  • la chiesa cattolica di Satyanagar, Bhubaneswar (capitale dello Stato di Orissa) è stata attaccata;
  • stessa sorte ad un’altra chiesa a Chandipali, Bargarh;
  • attaccata anche una chiesa pentecostale a Sambalpur;
  • ingenti danni anche al National Institute of Social Work and Social Sciences (NISWASS) e al Xavier Institute of Management (XIM) a Bhubaneswar;
  • una chiesa e circa 20 case hanno subito danni, mentre un uomo che risponde al nome di Rasananda Pradhan è stato assassinato a Rupagaon, vicino a Chakapada, nel distretto di Kandhamal;
  • a Khuntapali, Padampur, un orfanatrofio è stato dato alle fiamme, padre Edward, una suora e dei bambini sono bruciati vivi, mentre almeno 22 membri dell’istituto risultano scomparsi;
  • nella stessa zona, un pastore è stato bruciato vivo, dentro la sua casa;
  • altra chiesa data alle fiamme a Sukinda;
  • attacchi ad una chiesa dei fratelli anche a Gosaninuagaon, Berhampur;
  • l’ufficio di Compassion East India (NGO) a Bhubaneswar ha subito dei danni;
  • altre chiese attaccate a Bhimaguda, Nabarangpur, a Jayadev Vihar, Bhubaneswar, a Bidanasi, Cuttack, a Rayagada, a Raikia, così come nel distretto di Kandhamal, ma in questa occasione il pastore non è riuscito a scappare ed è bruciato vivo;
  • altre scuole ed ostelli danneggiati a Madupur, Sohela, Bargarh, lo stesso dicasi per lo scuola-bus della De Paul School, a Berhampur;
  • la William Carey School con i suoi vari scuola-bus, tutto dato alle fiamme;
  • una suora di nome Mina Barua è stata rapita, mentre un prete (padre Thomas Clave) è stato picchiato e denudato;
  • in un posto chiamato Tamba due missionari sono stati arsi vivi;
  • picchiato brutalmente anche Sikender Singh, pastore di una missione pentecostale, nella zona di Bhavani Patna, distretto di Kalahandi, dove peraltro un altro pastore (David Diamond Pahar) è stato costretto a fuggire dopo che 200 estremisti avevano circondato la sua casa (a tutt’oggi non si sa dove si trovi); lo stesso distretto è protagonista di altri attacchi, tre negozi distrutti, due persone (Mr. Alok Das and Rev. I. N. Senapati) sono state picchiate, mentre due famiglie (sempre cristiane), Barik e Pradhan, sono state obbligate con la forza ad abbandonare il villaggio, ma nella concitazione degli eventi il signor Pradhan risulta scomparso;

Queste sono solo alcune notizie che ci giungono da quello che potremmo definire ormai un fronte, dato che una vera e propria guerra si è scatenata contro i cristiani di Orissa: preghiamo per loro!

Fonte: Porte Aperte Italia

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India: Cristiani attaccati nell’Orissa

Alleanza Mondiale Battista

Washington, 27 agosto 2008 – I cristiani sono sotto attacco nello stato dell’Orissa nell’India orientale. Più di 600 chiese sono state distrutte, 4000 i cristiani costretti a fuggire dai loro villaggi e almeno 25 coloro che sono rimasti uccisi a causa della violenta persecuzione.

In risposta agli attacchi il segretario generale dell’Alleanza Mondiale Battista (Amb) Neville Callam ha detto “Negli ultimi giorni Orissa è stato teatro di tristi eventi. A cominciare dall’insensato omicidio dell’indù Laxmanananda Swami Saraswati il 23 agosto. Sono rattristato dalle false notizie che affermano che i cristiani hanno la responsabilità di questo assassinio e sono addolorato per le atrocità commesse contro i cristiani in Orissa”.

Il leader religioso indù Swami Laxmanananda Saraswati, nonché quattro dei suoi discepoli sono stati uccisi nel distretto di Kandhamal nell’Orissa sabato 23 agosto. Anche se un gruppo maoista ha rivendicato la responsabilità degli omicidi, i sostenitori del leader ucciso sostengono che i cristiani responsabili delle uccisioni. Come rappresaglia fondamentalisti indù hanno lanciato una serie di attacchi contro i cristiani.

Fin da domenica 24 agosto chiese, scuole e altre istituzioni, luoghi di preghiera e case di cristiani sono stati saccheggiati, distrutti e bruciato. I cristiani sono stati assaliti e, sembra, almeno venti-cinque di loro sono stati uccisi, alcuni dei quali bruciati vivi o letteralmente fatti a pezzi.

In un’e-mail all’Amb del 26 agosto Swarupananda Patra, segretario generale della Federazione delle chiese battiste in Orissa ha dichiarato: “Tutti i villaggi cristiani sono abbandonati nel Kandhamal perché i cristiani, vecchi e giovani, malati e le madri incinte si nascondono nelle foreste esposti alle piogge monsoniche privi di cibo e rifugio.”

Patrasso ha riferito che il Kandhamal è lo stato più colpito, con almeno otto cristiani uccisi e quasi tutti le case appartenenti a cristiani distrutte, ma anche i cristiani nei distretti di Balasore, Bargarh e Kalahandi stanno subendo gravi persecuzioni.

P. Ramesh Kumar, direttore della Scuola tecnica di Balasore, ha riferiti all’Amb il 25 agosto: “Siamo tutti in grave pericolo e minacciati da queste associazioni… Vi preghiamo di continuare a sostenerci in preghiera, soprattutto pregate per la sicurezza dei fratelli e delle sorelle cristiani che si nascondono nella giungla”.

“Faccio appello alle autorità di governo in India affinché di intervengano per salvare la vita dei molti che sono vittime della crisi in corso”, ha detto Callam. “Il rispetto dei principi della libertà religiosa e della sacralità della vita umana non richiede di meno. Faccio anche appello a tutti i battisti nel mondo affinché preghino Dio di proteggere i nostri fratelli e sorelle nell’Orissa”.

Anche Patra ha lanciato un appello per la preghiera. “Non abbiamo alcuna richiesta se non che preghiate per noi dal momento che non sappiamo come affrontare il domani.”

Questa non è la prima volta che nell’Orissa si sono verificati violenti attacchi contro i cristiani. Nel dicembre del 2007 i militanti indù hanno bruciato circa 90 chiese e 600 case, uccidendo, secondo le stime, 10 persone.

Nell’Orissa ci sono diverse convenzioni e unioni battiste che sono membro dell’Amb, per un totale di quasi 500000 credenti battezzati e circa 3500 chiese.

Fonte: UCEBI

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India, Orissa: indù bruciano case e chiese di cristiani. Tre morti per asfissia

Continuano il pogrom dei radicali indù contro strutture e persone cristiani. Colpite alcune istituzioni protestanti e cattoliche. La gente fugge nella foresta, senza cibo e riparo. La polizia ha decretato il coprifuoco.

Bubaneshwar – Ancora violenze nel distretto di Kandhamal dove è in atto un vero e proprio pogrom dei cristiani. Ieri notte, nella zona di Raikia, altre tre persone sono morte per asfissia, mentre le loro case venivano bruciate da gruppi di radicali indù.

Con quelle di stanotte, salgono a 5 le vittime delle violenze scatenate dopo la morte del leader del Vhp (Vishwa Hindu Parishad), Swami Laxanananda Saraswati.

Ieri in due diversi incidenti sono morti la missionaria laica Rajani Majhi di 21 anni (in precedenza si pensava fosse una religiosa), arsa viva mentre cercava di salvare gli ospiti di un orfanotrofio della missione di Bargarh, e un uomo, anch’egli bruciato vivo, a Kandhamal. Intanto cresce il numero di chiese cattoliche e protestanti distrutte e incendiate, case razziate e bruciate, villaggi assediati, scuole assalite. Molte persone sono fuggite nella foresta e non hanno cibo né riparo.

Stamane una chiesa cattolica e 5 case di cristiani sono state date alle fiamme nel villaggio di Badimunda.

Il p. Dibakar Pariccha, di Giustizia e Pace di Bubaneshwar, ha stilato una lista delle violenze (che riportiamo altrove) e ad AsiaNews indica le urgenze della situazione: “in tutto lo Stato, e soprattutto nel distretto di Kandhamal molte famiglie sono senza cibo, moltissimi senza tetto e perfino senza abiti per coprirsi. La notte scorsa, con tutta la forte pioggia, molta gente era nascosta nella foresta all’addiaccio. La condizione di bambini e donne è indescrivibile. I bambini non possono andare a scuola e sono traumatizzati dalle violenze; le donne esauste di fronte alla distruzione delle loro case e delle loro famiglie”.

Intanto polizia ed esercito cercano di garantire l’ordine, ma razzie e assedi continuano anche oggi, dopo lo sciopero di ieri voluto dai radicali indù, che ha bloccato il traffico di tutto lo Stato dell’Orissa. Su tutto il distretto di Kandhamal è stato imposto il coprifuoco a tempo indefinito. Personale antisommossa è stato posto davanti a obbiettivi sensibili, come istituzioni cristiane, scuole, collegi.

Per l’assassinio di Swami Laxanananda la polizia sospetta dei guerriglieri maoisti. Ma i gruppi radicali indù – in particolare un membro della Vhp, la signora Nivedita Miyar Cuttak – hanno accusato i cristiani. In seguito a ciò, alcuni leader hanno cominciato ad arringare folle di fanatici gridando slogan del tipo: “Uccidete i cristiani e distruggete le istituzioni dei cristiani”.

Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione

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Eritrea: Studenti cristiani rinchiusi nei container

Il centro militare di Sawa e container

Il 5 agosto otto studenti dell’accademia militare di Sawa sono stati rinchiusi in container metallici. Avevano manifestato coraggiosamente dopo che le autorità del campo hanno sequestrato e bruciato le Bibbie personali degli studenti che rientravano nell’accademia.
Secondo una fonte che desidera mantenere l’anonimato, mentre le Bibbie bruciavano, il comandante ha lanciato un avvertimento a tutti gli studenti, dicendo loro che Sawa è un luogo di patriottismo e non un posto per gli evangelici.

Secondo il nostro informatore, nel centro di Sawa è vietato dibattere temi riguardanti la fede con altri studenti, pregare prima dei pasti e possedere la Bibbia o altri libri cristiani. Tutti gli studenti scoperti a contravvenire questi divieti rischiano severe punizioni e la reclusione.
Il servizio militare è obbligatorio in Eritrea e i centri militari come quello di Sawa danno una preparazione sia militare che accademica. Sono passaggi obbligati per ottenere un diploma che permetta di accedere agli studi superiori o militari.
L’eritrea rifiuta le accuse di repressione religiosa e dichiara che il paese ha una costituzione laica e vanta una lunga tradizione religiosa.

Nel 2007 il Dipartimento di Stato Americano ha inserito l’Eritrea nella lista dei paesi che violano gravemente la libertà religiosa. Oltre 2.000 cristiani, fra cui molti pastori, sono attualmente detenuti a causa della loro fede nelle stazioni di polizia e nei campi militari in tutta l’Eritrea. Benché molti cristiani siano detenuti da mesi o addirittura da anni, nessuno di loro è stato giudicato e condannato da un tribunale.

Fonte: Porte Aperte Italia

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