Sui due testimoni che devono venire (perché li rigetteranno anche tanti che si dicono Cristiani) [Audio Streaming]

bibbia microfonoÈ on line il file audio della confutazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Sui due testimoni che devono venire (perché li rigetteranno anche tanti che si dicono Cristiani)” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 80 MB (128 Kbps), 15 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 86 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Post correlati:

Innestati contro natura nell’ulivo domestico [Audio Streaming]

bibbia microfonoÈ on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Innestati contro natura nell’ulivo domestico” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 90 MB (128 Kbps), 17 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 96 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Post correlati:

Dio volge il cuore del re dovunque Gli piace [Audio Streaming]

bibbia microfonoÈ on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Dio volge il cuore del re dovunque Gli piace”. Il file è un MP3 e pesa circa 92 MB (128 Kbps), 18 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 98 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Il Mar Morto si sta prosciugando sempre più rapidamente, ogni giorno nascono nuove crepe e sinkhole

The Dead Sea-IsraelIl Mar Morto si sta ritirando ad una velocità incredibile lasciando dietro di sé immense crepe e “sinkhole” (letteralmente “buchi sprofondati”).

Il Mar Morto si estende per oltre 96 km nel territorio tra Israele e la Giordania. Le sue acque sono 10 volte più salate dell’Oceano Atlantico perché non ha sbocchi. L’aumento di crepe è direttamente connesso con il prosciugarsi del Mar Morto, che si ritira di un metro ogni anno.

Le fenditure che appaiono sotto forma di sinkhole (sinonimo di dolina, si tratta di una depressione di forma sub-circolare dovuta al crollo di piccole cavità carsiche sotterranee) non fanno altro che moltiplicarsi su tutta la zona, e secondo gli esperti, se ne forma circa una al giorno ma non c’è modo di sapere quando o come faranno la loro comparsa.

Le stime del magazine Moment suggeriscono che, sulla sponda israeliana, si contano circa 3.000 sinkhole: un numero incredibile se si considera che nel 1990 se ne contavano solo 40, ed il primo si è formato negli anni ’80.

Secondo gli esperti urge una soluzione immediata per arginare il fenomeno: per Alon Tal, professore al Department of Desert Ecology alla Ben-Gurion University, “l’intervento umano ha quasi distrutto il Mar Morto. Ci vorranno misure straordinarie, accurate e prudenti, e cooperazione regionale, per salvarlo.”

Fonte: Meteoweb.eu

Post correlati:

Israele, sulle tracce del terribile assedio romano di Gerusalemme

Archeologia a Gerusalemme: sulle tracce del terribile assedio romano di duemila anni fa

brocche-gerusalemme-assedioUna piccola cisterna annessa a un edificio è stata portata alla luce di recente durante uno scavo archeologico che la Israel Antiquities Authority sta conducendo nei pressi del Muro Occidentale (“del pianto”), vicino all’Arco di Robinson, nel parco archeologico di Gerusalemme. Dentro la cisterna c’erano tre brocche da cucina intatte e una piccola lampada a olio di ceramica che risalgono ai tempi della prima guerra giudaica (66-70 e.v.). Il vasellame è stato rinvenuto nel canale di drenaggio che è stato interamente portato alla luce, dalla Vasca di Siloe, nella Città di David, all’inizio dell’Arco di Robinson.
Secondo Eli Shukron, direttore degli scavi per la Israel Antiquities Authority, “questa è la prima volta che siamo in grado di collegare dei reperti archeologici con la carestia che ebbe luogo durante l’assedio di Gerusalemme al tempo della rivolta anti-romana. Le brocche da cucina intatte e la lampada a olio in ceramica indicano che la gente scendeva nella cisterna dove mangiava di nascosto il cibo contenuto nelle brocche senza farsi vedere da nessuno, il che corrisponde al racconto fornito da Giuseppe Flavio”. Nel suo libro “La guerra giudaica”, Giuseppe descrive l’assedio romano a Gerusalemme e la tremenda fame che esso provocò all’interno della città accerchiata. Nella sua drammatica descrizione della carestia a Gerusalemme, egli racconta dei ribelli ebrei che cercavano il cibo nelle case dei loro fratelli. Costoro, scrive Giuseppe, nascondevano il cibo che possedevano per timore che venisse rubato dai ribelli e lo mangiavano negli angoli più nascosti delle loro case.
«La fame aumentava il furore dei ribelli – scrive Giuseppe Flavio – E poiché non si trovava grano da nessuna parte, essi irrompevano nelle case per rovistare: se ne trovavano, percuotevano gli abitanti per aver negato di averne; se non ne trovavano, li torturavano sospettandoli d’averlo nascosto troppo bene. … Molti barattavano segretamente le loro proprietà per una misura di grano, se erano ricchi, di orzo se erano poveri. E rinchiusi nei più nascosti recessi della casa, alcuni lo divoravano crudo com’era, tanta era la loro fame; altri lo mettevano a cuocere, secondo necessità e paura. Non c’era più da nessuna parte una tavola imbandita». (Giuseppe Flavio, “La guerra giudaica”, Libro V).

(Da: MFA, 27.6.13)

Fonte: Israele.net

Post correlati:

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.