Uragano in Salvador, Danneggiati più di 25 luoghi di culto di Chiese evangeliche

el-salvador-uragano-chiese-evangeliciSecondo l’Alleanza Evangelica salvadoregna più di 25 luoghi di culto sono stati danneggiati e molti di essi al momento non possono essere utilizzati per i servizi di culto. Inoltre varie famiglie cristiane hanno perso le loro case.

L’Alleanza Evangelica e più di 20 chiese stanno coordinando un piano d’azione per la raccolta di cibo e di vestiti per i senzatetto. “Cerchiamo di avvicinarci alle chiese e di vedere i loro bisogni immediati, che sono cibo, acqua e scarpe in particolare per i bambini, e già stiamo rispondendo a queste necessità”, ha detto Juan Carlos Hasbun, presidente dell’Alleanza Evangelica.

Inoltre si sta coordinando una strategia per valutare la condizione delle Congregazioni e sollecitare aiuti per la ricostruzione. “Chiediamo a donatori nazionali e internazionali di fornire tende per famiglie, qualche tipo di telo per ristabilire i culti o per ricostruire i danneggiati. L’obiettivo è quello di lasciare nel più breve tempo possibile i luoghi di culto come erano prima”, ha detto Hasbun.

Le operazioni si stanno realizzando in coordinamento con le autorità governative, ONG, chiese e paesi vicini. I media e le chiese hanno organizzato tempi di preghiera per la nazione e per il benessere delle persone colpite.

Via | AgenciaLaVoz.com

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Uzbekistan: notizie da Dmitry Shestakov, pastore evangelico condannato a 4 anni di prigione per “attività religiose illegali”

dmitry-shestakovOrmai conoscete tutti Dmitry Shestakov, il pastore affiliato alla Full Gospel Church ad Andijan (Uzbekistan) e arrestato il 21 gennaio del 2007 mentre guidava il culto domenicale. Il 9 marzo 2007 è stato condannato a 4 anni di prigione per “attività religiose illegali” ed è detenuto nel campo di lavori forzati di Navoi.

La famiglia di Dmitry vive ad Andijan, a ben 830 km di distanza dal carcere di Navoi: è un viaggio costoso e lunghissimo per la moglie e le figlie, solo per potergli far visita. Navoi è una città di per sé orribile; costruita dai russi come polo industriale brulica di aree adibite all’estrazione di gas naturale, petrolio e metalli di vario genere, con un tasso di inquinamento quindi elevatissimo.

Dalle notizie che abbiamo, il pastore Dmitry sta abbastanza bene, molti sono rimasti senza parole per il suo arresto. In carcere è rispettato da molti, ma non gli è permesso di pregare apertamente o di leggere la Bibbia: solo in pochi casi gli viene data l’opportunità di pregare a voce alta e tali occasioni sono preziose per lui.

Avrebbe potuto essere liberato se avesse firmato una dichiarazione di colpevolezza, cosa che si è rifiutato di fare. Gli appelli internazionali per una sua liberazione sono caduti nel vuoto, così Dmitry deve ancora affrontare più di un anno di carcere. E’ perfettamente conscio di tutti gli sforzi che sono stati fatti per lui e la sua famiglia è grata delle varie forme di supporto che hanno ricevuto dai cristiani di varie parti del mondo. Dmitry ha qualche problema di salute, per via della sua pressione alta. Recentemente, gli è stato assegnato nel campo lavori, un incarico più leggero e questa è davvero una buona notizia. La preghiera principale che lui stesso e la moglie rivolgono a Dio riguarda la sua salute psicofisica e spirituale.

Nel frattempo, Marina e le figlie Masha, Sasha e Vera gli fanno visita quando viene loro permesso (in 6 mesi solo 5 volte, di cui un’unica visita di lunga durata e 4 brevissime). “Il loro papà non ha fatto niente di criminale, non è un assassino o un ladro, e non si devono vergognare di lui” ci dice Marina. I cristiani in Uzbekistan sono messi sotto pressione, in costante tensione, derisi e offesi in diretta nazionale nel primo canale televisivo del paese attraverso programmi-farsa che istigano all’odio nei loro confronti e li mettono all’angolo come stolti creduloni, massa di ignoranti, un pericolo per la nazione intera (leggi anche l’articolo Uzbekistan: i cristiani sono il male! – dossier).
Il pastore Dmitry altro non è che una delle vittime di questa folle discriminazione.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Lo Stato russo vuole restringere le attività degli evangelici

da: AsiaNews
Solo i responsabili evangelici possono predicare. I fedeli devono avere l’autorizzazione del governo. Proibita l’evangelizzazione a chi “ha la fedina penale sporca”. Multe salate per chi prega o predica senza autorizzazione. … continua la lettura di questa notizia.

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Eritrea: ondata di arresti di credenti

container2_eritreaVenerdì scorso le forze di sicurezza eritree hanno arrestato altri 3 membri della Full Gospel Church di Asmara, portando a 13 le persone incarcerate negli ultimi 15 giorni e frequentanti la comunità del pastore Tewelde Hailom: il pastore stesso, fondatore della chiesa e oggi molto malato, rimane agli arresti domiciliari, piantonato da guardie (nella foto i famosi container dove vengono rinchiusi i credenti). I cristiani evangelici che quindi non si riconoscono nelle uniche 3 confessioni ammesse in Eritrea (Chiesa Cattolica, Ortodossa e Luterana), sono vittime di continui soprusi, vessazioni, incarceramenti, torture e sparizioni, considerati alla stregua di terroristi per il solo fatto di predicare il Vangelo di Cristo. Gli arresti non avvengono in modo casuale, non sono frutto di insensate azioni delle forze di sicurezza, ma si inseriscono in una precisa strategia di debilitazione, oppressione e annientamento della chiesa evangelica.
Ad essere arrestati sono solitamente i leader, per tagliare la testa al movimento cristiano, ritenuto un pericolo per la mascherata dittatura del presidente Isaias Afwerki. Questo presidente, amico dell’Italia e sostenuto dal nostro governo, si sta rivelando tra i più brutali persecutori di cristiani, grazie all’uso massiccio delle forze di sicurezza per pedinare, spiare, arrestare e torturare i credenti.

Mercoledì 14 ottobre sono partiti gli arresti senza mandato (una prassi di questo regime) nella chiesa Full Gospel Church di Asmara, a cui sono seguiti e seguiranno interrogatori brutali e incarceramenti senza veri processi. Le prime vittime sono state il pastore Samuiel Oqbagzi, assistente del pastore Tewelde Hailom, il collaboratore Gebreberhane Kifle e una donna Senait Tekle; due giorni dopo è stato il turno di un’altra donna della chiesa, Besrat Andamichel, assieme a 6 persone non identificate (purtroppo non è facile carpire le informazioni, dato che la collaborazione delle autorità è quasi inesistente). L’anziano pastore Hailom, nonostante le sue condizioni di salute, è stato comunque interrogato e, come si diceva, rimane agli arresti domiciliari.

Gli ultimi tre arrestati di cui abbiamo notizie sono Amanuiel Asrese, Musie Rezene e Yosief Admekome.
Amanuiel Asrese lavora per la Eritrean Water Resources come Financial Officer (reparto finanziario), è sposato e ha 6 figli. Anche Musie Rezene è sposato con 2 figli, mentre Yosief Admekome, secondo le informazioni raccolte, lavorerebbe per l’UNICEF-Eritrea.
Di tutte queste persone è facile perdere le tracce, non sappiamo in che carcere siano stati rinchiusi, dove siano stati portati dopo gli interrogatori, sappiamo solo che due di loro si trovano nella stazione di Polizia di Asmara numero 7.

Georgette Gagnon, direttrice per l’Africa di Human Rights Watch, la grande organizzazione indipendente che si batte per i diritti umani nel mondo, dichiara: “Il governo eritreo sta trasformando il paese in una gigantesca prigione”. Più di 2.800 persone (ma i dati non sono completi) agonizzano in prigione per il semplice fatto di non allinearsi alle confessioni cattolica, luterana e ortodossa: affrontano condizioni di sopravvivenza orribili, torture, inumani lavori forzati e scarsità di cibo, cure mediche e standard minimi sanitari. La maggior parte di loro finisce nel girone infernale del campo di concentramento Mitire Military Camp, appositamente adibito per i dissidenti cristiani. Abbiamo notizie di 10 decessi in questo campo.

Per approfondimenti, leggi anche il country profile di questo paese.

Fonte: Porte Aperte Italia

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