Uzbekistan: arresti di evangelici pentecostali

Va in carcere e rischia condanne fino a cinque anni chi possiede libri religiosi o si riunisce in case private per pregare. A fine gennaio la polizia uzbeka ha arrestato un pastore pentecostale che presiedeva un culto domenicale con l’accusa di essere il capo di un’organizzazione religiosa illegale, questo nonostante sia risultato registrato secondo la legge e autorizzato sin dall’ottobre 2004 a svolgere servizi religiosi. I capi d’imputazione a suo carico vanno dalla guida di un gruppo religioso illegale, all’incitamento all’odio religioso, alla distribuzione di materiale di propaganda religiosa estremista, fatti che prevedono ognuno una pena dai 5 ai 10 anni di carcere.

A febbraio la polizia ha arrestato anche un pastore kazako in visita ad una comunità cristiana di Samarcanda, la capitale dell’Uzbekistan, perché trovato in possesso di testi religiosi. È stato rilasciato dieci giorni dopo grazie all’intervento del console e del ministro degli Esteri del suo Paese. Nella zona nord occidentale del Paese è stata interrotta una riunione di preghiera in una casa privata e due dei circa venti evangelici presenti sono stati arrestati per violazione della legge sulle organizzazioni religiose: rischiano fino a cinque anni.

Fonte: Cristiani Oggi, 16-31 marzo 2007, pag. 4

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