Questa così grande salvezza che noi abbiamo ottenuto da Dio l’abbiamo ricevuta per grazia, senza avere compiuto nessuna opera giusta da potercela meritare. L’abbiamo ricevuta per mezzo della fede nel Figliuolo di Dio morto sulla croce per i nostri peccati e risorto dai morti per la nostra giustificazione. Se dunque l’abbiamo ricevuta gratuitamente dov’è il vanto? Esso è escluso, come dice Paolo, per la legge della fede (cfr. Rom. 3:27).
Quindi, davanti a Dio, noi non abbiamo nulla di che gloriarci. Come non aveva nulla di che gloriarsi davanti a Dio il nostro padre Abramo di cui la Scrittura dice che credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia (cfr. Gen. 15:6 e Rom. 4:2-3).
Ringraziato sia Dio del suo dono ineffabile!
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
L’apostolo Paolo nel ricordare ai Corinti l’Evangelo che gli aveva annunciato anni prima, gli dice: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano” (1 Corinzi 15:1-2).
Quindi noi siamo salvati mediante l’Evangelo, che Paolo ricevette per rivelazione di Gesù Cristo. Lo riteniamo così com’è scritto, e quindi non abbiamo creduto invano. Quindi, a distanza di tempo da quando credemmo al principio, noi affermiamo assieme a Pietro: “Noi crediamo d’esser salvati per la grazia del Signor Gesù” (Atti 15:11). E “se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia” (Romani 11:6). Non siamo quindi salvati per le opere buone che compiamo (che sono utili e per le quali otterremo un premio quando compariremo davanti al tribunale di Cristo), ma per la grazia del Signore. Tenetelo sempre presente questo, affinché non siate sedotti da coloro che annullano la grazia di Dio.
C’è dunque da parte di costoro un attacco alla resurrezione di Cristo, di cui molti non si avvedono, ma di cui noi ci siamo accorti subito per la grazia di Dio.
Quindi, oggi, sì in questo preciso giorno, anzi in questo preciso momento, noi CREDENTI SIAMO GIUSTIFICATI GRATUITAMENTE PER LA SUA GRAZIA!
Giacinto Butindaro
“Ora, però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata una giustizia di Dio, attestata dalla legge e dai profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” (Romani 3:21-24). Quindi, oggi, sì in questo preciso giorno, anzi in questo preciso momento, noi CREDENTI SIAMO GIUSTIFICATI GRATUITAMENTE PER LA SUA GRAZIA! Il motivo? Perché è scritto: “Il giusto vivrà per la sua fede” (Habacuc 2:4). Per cui la nostra fede ci è messa in conto di giustizia, come fu messa in conto ad Abramo, secondo che è scritto: “Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia” (Romani 4:3). Non sono quindi le nostre opere buone, che compiamo, ad esserci messe in conto di giustizia, ma la nostra fede. Come dice infatti Paolo: “Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto di giustizia, ma ANCHE PER NOI AI QUALI SARÀ COSÌ MESSO IN CONTO; PER NOI CHE CREDIAMO in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione” (Romani 4:23-25). Notate bene che l’apostolo Paolo – che era un credente zelante nelle opere buone – qua sta includendosi tra coloro a cui la fede verrà messa in conto di giustizia, infatti dice “ANCHE PER NOI AI QUALI SARÀ COSÌ MESSO IN CONTO; PER NOI CHE CREDIAMO”. Anche in questo preciso momento dunque, come lo fu nel momento in cui credemmo al principio, noi possediamo “la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere” (Romani 4:6) che fu proclamata da Davide dicendo: “Beati quelli le cui iniquità son perdonate, e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato” (Romani 4:7-8). Riflettiamo: in virtù di cosa potevamo dire pochi secondi dopo che credemmo al principio “Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1)? In virtù del fatto che la nostra fede ci era stata da pochi secondi messa in conto di giustizia! Ed ora, in questo preciso momento, a distanza di giorni, mesi e anni – periodo durante il quale abbiamo fatto opere buone – in virtù di cosa possiamo dire quelle stesse parole? Sempre in virtù del fatto che la nostra fede ci è messa in conto di giustizia! Dio infatti è giusto e “giustificante colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:26). Chi dunque ha fede in Gesù (o è nella fede) è giustificato per la grazia di Dio! Ringraziato sia Dio per il dono della giustizia! Serbate dunque la fede fino alla fine, perché è scritto: “Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce” (Ebrei 10:37-38).
E quindi siamo quello che siamo e abbiamo quello che abbiamo PER LA GRAZIA DI DIO. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.
Giacinto Butindaro
Lo sapete fratelli perché in questo preciso momento, ripeto, in questo preciso momento, siamo figliuoli di Dio, siamo salvati dai nostri peccati, abbiamo la remissione dei peccati, siamo giustificati, siamo santificati, riconciliati con Dio, ed abbiamo la vita eterna? Perché crediamo nell’Evangelo cioè nella Buona Novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; e che apparve ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio (cfr. 1 Corinzi 15:3-5; Atti 10:41). Dunque, è perché abbiamo la fede, o perché siamo nella fede. Non è in virtù delle buone opere che abbiamo compiuto a partire da quando abbiamo creduto fino ad ora alla gloria di Dio, no, fratelli, ma in virtù della fede preziosa che abbiamo ricevuto, che è la fede degli eletti di Dio. E quindi siamo quello che siamo e abbiamo quello che abbiamo PER LA GRAZIA DI DIO. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.