Noi crediamo d’essere salvati per la grazia del Signore Gesù, mediante il suo Evangelo

L’apostolo Paolo nel ricordare ai Corinti l’Evangelo che gli aveva annunciato anni prima, gli dice: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano” (1 Corinzi 15:1-2).

Quindi noi siamo salvati mediante l’Evangelo, che Paolo ricevette per rivelazione di Gesù Cristo. Lo riteniamo così com’è scritto, e quindi non abbiamo creduto invano. Quindi, a distanza di tempo da quando credemmo al principio, noi affermiamo assieme a Pietro: “Noi crediamo d’esser salvati per la grazia del Signor Gesù” (Atti 15:11). E “se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia” (Romani 11:6). Non siamo quindi salvati per le opere buone che compiamo (che sono utili e per le quali otterremo un premio quando compariremo davanti al tribunale di Cristo), ma per la grazia del Signore. Tenetelo sempre presente questo, affinché non siate sedotti da coloro che annullano la grazia di Dio.

Giacinto Butindaro

Tratto da: La nuova Via

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