India, Un pastore protestante indiano aggredito dalla folla e arrestato dalla polizia

Gli attacchi ai cristiani in India sono in crescendo. Il presidente del Consiglio dei cristiani dell’India, Sajan K. George, ad AsiaNews: “E’ un problema molto serio non solo per i cristiani ma per l’India laica

Mumbai – I crescenti attacchi ai cristiani stanno diventano un problema molto serio per l’immagine laica dell’India, ha detto ad AsiaNews Sajan K. George, presidente del Consiglio dei cristiani dell’India (Gcic). Sajan si riferiva all’arresto, compiuto dalla polizia, del pastore Peter Paul Muthyalan nella città di Islampura, vicino a Bangalore, nello stato del Karnataka. Radicali islamici hanno fatto irruzione in casa sua accusandolo di “conversioni forzate”. Alcune bibbie sono state strappate, e oggetti e mobili danneggiati.

Sajan K. George ha detto ad AsiaNews che il pastore insegnava inglese nella scuola inglese Sunshine, e che la maggioranza dei suoi studenti erano islamici. Il pastore ha diretto servizi di preghiera negli ultimi cinque anni, con un seguito di circa 30 persone. Un collega della scuola biblica un giorno gli ha dato alcune bibbie in urdu, e del materiale evangelico sempre in urdu. Alcuni studenti hanno visto questo materiale, e gli hanno chiesto ripetutamente di mostrarglielo. L’ha fatto; alcuni ragazzini hanno chiesto e ottenuto qualche depliant.

Sajan K. George racconta che il 26 ottobre una folla di circa 300 musulmani ha investito la sua casa, accusandolo di convertire i musulmani, lo ha assalito e ha danneggiato mobilia e altri oggetti. Peter Paul Muthyalan ha detto ad AsiaNews: “Per quasi un’ora di fronte ai miei bambini piccoli e a mia moglie mi hanno picchiato. Hanno saccheggiato la casa, hanno portato via il lettore di DVD e il cellulare, e mi hanno trascinato a scuola, picchiandomi lungo il percorso. A scuola hanno chiesto del preside per protestare contro la mia attività”.

Gli agenti di polizia sono arrivati nel pomeriggio dalla città di Nelamangala, e hanno arrestato il pastore, insieme a suo fratello Naresh, in base alla legge 295°, che punisce chi in maniera maliziosa e deliberata ferisce i sentimenti religiosi degli altri. Il pastore è stato rilasciato su cauzione il 30 ottobre, e insieme con la sua famiglia è stato trasferito in un luogo sicuro, con l’aiuto del Consiglio delle chiese cristiane. Ha ricevuto minacce di morte.

Sajan K. George ha detto ad AsiaNews: “E’ un problema molto serio non solo per la comunità cristiana, ma per l’immagine laica dell’India il fatto che i cristiani in Karnataka siano attaccati con grande frequenza, e nella totale impunità. Da quando nel maggio del 2008 il Bjp è giunto al potere in Karnataka, gli attacchi contro la vulnerabile minoranza cristiana sono cresciuti. E’ vero che la maggior parte degli attacchi provengono dalla ‘Brigata gialla’ i crescenti attacchi ai cristiani in Iraq, Egitto e Algeria hanno imbaldanzito i radicali del Karnataka”.

Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione

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Algeria, il governo: ‘Esiste un piano per diffondere il cristianesimo’

Esiste un piano per diffondere il cristianesimo in Algeria”, ad affermarlo è il ministro per gli Affari religiosi di Algeri, Abu Abdullah Ghulamallah, citato dal quotidiano al-Quds al-Arabi. “Con l’avvento della globalizzazione è iniziata in Algeria una forte attività di missionari cristiani che portano da noi le cose negative dei loro Paesi. Riescono a convincere in modo particolare gli strati più poveri della popolazione e in particolare gli analfabeti“. Per combattere il fenomeno il ministro ha una soluzione. “Il governo è impegnato ad aumentare le attività culturali delle moschee e delle scuole religiose in modo da rendere la società immune dagli effetti negativi della globalizzazione”. Pastori evangelici provenienti dagli Stati Uniti sono molto attivi in Algeria, affiancati anche da missionari protestanti francesi. “Le attività dei missionari non sono limitate alla Cabilia berbera, ma si svolgono in molte altre province”. Per contrastare il fenomeno, il Parlamento ha approvato una legge che rende lecite le attività dei religiosi non musulmani solo se riconosciute dallo Stato.

Fonte: Peacereporter.net – riprodotto con autorizzazione

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FINLANDIA – 25.000 finlandesi lasciano la Chiesa di Stato dopo un dibattito sull’omosessualità

Circa 25.000 persone hanno spontaneamente abbandonato nel giro di una settimana la Chiesa luterana di Finlandia dopo che, in un dibattito televisivo, un eletto nelle file dei cristiano-democratici aveva detto che per un cristiano e’ un male avere una relazione omosessuale. Il giorno dopo erano in 200 ad aver abbandonato la Chiesa, il doppio che in un giorno ordinario, fino ai 25.000 in una settimana.
L’80% dei finlandesi aderisce alla Chiesa di Stato, finanziata da un’imposta prelevata ai loro membri. Secondo il giornale finlandese “Ilta-sanomat”, gli abbandoni della scorsa settimana costeranno piu’ di 7 milioni di euro alla Chiesa finlandese.

Fonte: ADUC

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Iran, In carcere da mesi un pastore protestante iraniano. Rischia la condanna a morte per apostasia

La moglie di Youcef Nadarkhani è stata liberata nei giorni scorsi dopo quattro mesi di detenzione. L’arresto avviene mentre i cristiani evangelici lamentano una crescente pressione nei loro confronti, una persecuzione senza precedenti dall’avvento del regime degli ayatollah.

Teheran –. Il pastore Youcef Nadarkhani è stato accusato di “apostasia” il mese scorso dall’11° Camera della Corte di Assise della provincia di Gilan, nell’Iran del Nord. Il suo avvocato sta per presentare ricorso dopo aver rilevato “seri errori procedurali”. Nadarkhani è stato arrestato per aver messo in questione l’istruzione islamica nelle scuole. “Noi siamo una famiglia cristiana – avrebbe detto. – Voglio che i miei figli ricevano un’istruzione religiosa cristiana, non islamica”.

Fatemeh Passandideh, moglie di un noto pastore protestante iraniano, è stata liberata qualche giorno fa dopo quattro mesi di detenzione; ma suo marito, ancora in prigione, potrebbe dover affrontare una condanna a morte per apostasia, ha detto la “Church of Iran”.

La comunità cristiana che fa riferimento al pastore imprigionato ha espresso preoccupazione per l’esito del processo alla coppia, che ha due figli piccoli. Questo caso esplode nel momento in cui ci sono notizie di una pressione crescente da parte delle autorità verso la “Church of Iran”, un movimento protestante che comprende parecchie chiese “sotterranee” in una nazione rigorosamente islamica. “Church of iran” afferma di essere “oggetto di una campagna di persecuzione senza precedenti dall’avvento della rivoluzione del 1979. Parecchi membri del movimento sono stati arrestati a partire dall’ottobre dello scorso anno, fra cui il pastore Behrouz Khandjani, che è ancora in isolamento nel “braccio 100” dell’area di Shiraz”.

“Elam Ministries” un gruppo protestante specializzato nella missione verso i musulmani dichiara di conoscere il caso di almeno un giovane iraniano convertito ucciso qualche settimana fa da un parente a causa della sua conversione, lasciando moglie e due bambini. “Middle East Concern”, un gruppo di attivisti per i diritti umani afferma che almeno tre dei quindici cristiani arrestati a luglio a Mashhad sono ancora in prigione, e “sotto pressione affinché rinneghino la loro fede; ma si rifiutano di farlo”. “Middle East Concern” cita inoltre la notizia della TV iraniana secondo cui nove convertiti sono stati arrestati a Hamedan, con l’accusa di proselitismo, che potenzialmente comporta il rischio di una condanna a morte. “Elam Ministries” sostiene che nel 1979 c’erano meno di 500 cristiani provenienti dall’Islam. “Oggi le stime più prudenti parlano di almeno centomila credenti nel paese”.

Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione

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Algeria: l’islam radicale avanza


>7 ottobre 2010 – Algeria La situazione per i cristiani in Algeria peggiora progressivamente, un lento declino in certe zone che preoccupa tutti noi. Dal 2006 in poi registriamo l’approvazione di leggi visibilmente discriminatorie, frutto di malsani accordi tra le autorità e le ali più estremiste dell’islam.
Durante lo scorso ramadan è stata eseguita una serie di arresti mirati nei confronti della comunità cristiana. In particolare vogliamo riportarvi la notizia dell’arresto di due cristiani algerini: Salem Fellak e Hocine Hocini, due lavoratori nel settore edile, sono stati arrestati dalle autorità locali per il semplice fatto che nella loro pausa pranzo stavano mangiando durante il periodo di ramadan. Alcuni poliziotti li hanno visti mentre serenamente stavano consumando il loro pranzo all’interno di un’abitazione privata e inizialmente li hanno redarguiti verbalmente per il fatto di non rispettare il digiuno imposto dal ramadan; accortisi poi che si trattava di cristiani, li hanno genericamente accusati di insultare l’islam, arrestati e interrogati per ore ammonendoli e minacciandoli in vari modi. – (continua)

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