Algeria: quattro algerini convertiti al Cristianesimo accusati di apertura di luogo di culto

Algeria: quattro cristiani accusati di apertura di luogo di culto – Nel Mondo

Si apre domani in Cabilia, nell’Algeria orientale, il processo a quattro algerini convertiti al cristianesimo per “apertura illegale di un luogo di culto”. Lo ha annunciato uno dei legali dei quattro imputati. Mohamed Ben Belkacem ha precisato che i quattro, tutti tra i 35 e i 45 anni, “sono accusati di aver aperto un tempio protestante senza aver ottenuto un’autorizzazione preventiva dalle autorità”. Uno di loro è accusato anche di aver ospitato illegalmente uno straniero, un pastore francese giunto in Algeria per tenere una conferenza. Inizialmente previsto per il 10 ottobre e rinviato su richiesta del presidente della corte che ha chiesto la presenza di testimoni, il processo si svolgerà davanti al tribunale di Larbaa Nath Irathen.

Aggiornamento – 29.11.2010
Il verdetto del processo ai quattro cristiani, che si è tenuto Domenica 28 novembre nel tribunale di Larbaa Irathen Nath, wilaya di Tizi Ouzou, è stato fissato per il 12 dicembre. Il pubblico ministero ha chiesto un anno di carcere per ciascuno dei quattro imputati, ossia la pena minima prevista dall’articolo 13 della legge 03-06 febbraio 2006 sull’esercizio dei culti.

via collectifalgerie.free.fr

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Algeria, il governo: ‘Esiste un piano per diffondere il cristianesimo’

Esiste un piano per diffondere il cristianesimo in Algeria”, ad affermarlo è il ministro per gli Affari religiosi di Algeri, Abu Abdullah Ghulamallah, citato dal quotidiano al-Quds al-Arabi. “Con l’avvento della globalizzazione è iniziata in Algeria una forte attività di missionari cristiani che portano da noi le cose negative dei loro Paesi. Riescono a convincere in modo particolare gli strati più poveri della popolazione e in particolare gli analfabeti“. Per combattere il fenomeno il ministro ha una soluzione. “Il governo è impegnato ad aumentare le attività culturali delle moschee e delle scuole religiose in modo da rendere la società immune dagli effetti negativi della globalizzazione”. Pastori evangelici provenienti dagli Stati Uniti sono molto attivi in Algeria, affiancati anche da missionari protestanti francesi. “Le attività dei missionari non sono limitate alla Cabilia berbera, ma si svolgono in molte altre province”. Per contrastare il fenomeno, il Parlamento ha approvato una legge che rende lecite le attività dei religiosi non musulmani solo se riconosciute dallo Stato.

Fonte: Peacereporter.net – riprodotto con autorizzazione

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FINLANDIA – 25.000 finlandesi lasciano la Chiesa di Stato dopo un dibattito sull’omosessualità

Circa 25.000 persone hanno spontaneamente abbandonato nel giro di una settimana la Chiesa luterana di Finlandia dopo che, in un dibattito televisivo, un eletto nelle file dei cristiano-democratici aveva detto che per un cristiano e’ un male avere una relazione omosessuale. Il giorno dopo erano in 200 ad aver abbandonato la Chiesa, il doppio che in un giorno ordinario, fino ai 25.000 in una settimana.
L’80% dei finlandesi aderisce alla Chiesa di Stato, finanziata da un’imposta prelevata ai loro membri. Secondo il giornale finlandese “Ilta-sanomat”, gli abbandoni della scorsa settimana costeranno piu’ di 7 milioni di euro alla Chiesa finlandese.

Fonte: ADUC

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Germania: capo chiesa protestante fermata al volante, aveva bevuto troppo

Hannover, 23 feb. – (Adnkronos/Dpa) – Margot Kaessmann, primo vescovo donna eletta l’anno scorso alla guida di 25 milioni di protestanti tedeschi, e’ stata fermata dalla polizia stradale per essere passata col rosso ed e’ risultata positiva al test alcolemico nel sangue, con un valore superiore di oltre tre volte il limite consentito.

A riferire quanto accaduto nel fine settimana e’ la Chiesa protestante tedesca, mentre il vescovo Kaessmann, 51 anni e quattro figli, si e’ detta “scioccata per aver commesso un errore cosi’ grave”. “Sono consapevole di quanto sia pericoloso e irresponsabile bere e poi guidare”, ha aggiunto, dicendo di accettare tutte le conseguenze penali della sua condotta. In Germania il limite del tasso alcolemico nel sangue per chi guida e’ di 0,5%.

Fonte: Libero-News.it

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Spagna, a Siviglia un Museo dell’Inquisizione

Il Castello di San Giorgio a Siviglia ha aperto le porte al pubblico il mese scorso. L’edificio, che fu un quartier generale dell’Inquisizione nella città dal XV al XVIII secolo, è ora a tutti gli effetti un museo sugli orrori che si perpetrarono tra le sue mura.

Il nome esatto del percorso di visita della parte del castello aperta è: “Uno spazio di riflessione: il Castello di San Giorgio“. Una sala offre ai visitatori un video che mostra loro cosa significasse essere vittima di un processo dell’Inquisizione, e soffrire in prima persona l’abuso di potere. Il percorso guidato conduce poi lungo un corridoio e mostra i resti delle mura dove i prigionieri gridavano in agonia durante le sessioni di tortura. Pannelli informativi descrivono la vita quotidiana nelle varie parti del castello: le scuderie, gli uffici legali, le cucine, le cantine e la casa dell’Inquisitore capo.

Una sezione ricorda i molti che soffrirono nell’edificio, tra cui molti protestanti, come Casiodoro de Reina, Constantino Ponce de la Fuente e Maria de Bohorques. Quest’ultima è descritta come “appartenente al gruppo protestante di Ponce de León, figlio del conte di Bailén, che fu accusato di aver ricevuto letteratura protestante da un mulattiere di nome Julián Hernández“. Era una donna colta che cercò di far passare le proprie idee come cattoliche, ma prima dell’esecuzione due gesuiti e due domenicani cercarono di “salvarle l’anima“. Se ne andarono impressionati dalla sua saggezza e da come difese la propria fede, ma questo non fu sufficiente a salvarle la vita. Fu bollata come “luterana” e il suo corpo fu in seguito bruciato.

Casiodoro de Reina, che viene ricordato con particolare ammirazione dagli evangelici per il suo lavoro di traduzione della Bibbia in spagnolo, è descritto come “un insegnante evangelico che studiò nel monastero geronimita di San Isidoro del Campo“. Era uno di quelli che riuscirono a scappare in esilio a Ginevra, e insieme a uomini come Cipriano de Valera e Antonio del Corro, divenne uno dei personaggi di spicco nella Riforma. L’Inquisizione si dovette accontentare di bruciare una sua effigie in un “processo” del 1562.

Un altro dei protestanti di cui si fa menzione è Constantino Ponce de la Fuente, “canonico in Siviglia per ordine del Vaticano“. Nel 1558 fu accusato dall’Inquisizione di essere un luterano. Avevano già in precedenza bruciato i suoi libri in pubblico, diffamato la sua persona e l’avevano confinato nel Castello di Triana, dove morì prima di essere processato.

Il museo è stato aperto dal sindaco di Siviglia, Alfredo Sánchez Monteseirín, e l’intero progetto è costato 2.5 milioni di euro. Lo scopo è quello di analizzare la natura umana, e in particolare come si possa essere vittima di un’intolleranza ed in seguito essere attivamente partecipe in un’altra intolleranza. Emilio Monjo, membro dell’Unità per gli Studi Protestanti di Siviglia, dice: “Essere all’interno di quelle mura che testimoniarono la fede dei nostri padri è un’emozione molto forte. L’intolleranza e l’oppressione che si percepiscono nel castello sono una sfida per il visitatore. Ognuno di noi si può vedere impotente davanti al potere, ma anche esercitare il potere sugli altri“. I fondatori del museo sperano che i visitatori mettano in discussione le proprie motivazioni e si chiedano quali sono i problemi della società di oggi, in modo che un’intolleranza di questo genere non debba ripetersi in futuro.

Fonte: Protestante Digital, El País, Diario de Sevilla, Emilio Monjo Editing: Daniel Hofkamp, ACPress.net

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