[Video] USA, Pastore battista prega per la morte del presidente Obama

Anche tra i Battisti ci sono operatori di scandali e propagatori di eresie

Wiley Drake, pastore della First Southern Baptist Church in Buena Park, California, in questa intervista dice che prega per la morte del presidente americano Barack Obama, ed esorta i credenti a fare la stessa cosa.

Come potete vedere non ci sono solo pastori e predicatori Pentecostali, ma anche pastori e predicatori Battisti che insegnano eresie e a motivo di queste loro eresie fanno biasimare la via della verità.

Ma dove mai nel Nuovo Testamento ci viene comandato da Cristo o dagli apostoli di innalzare a Dio preghiere di questo genere? Da nessuna parte. Il desiderio dei giusti è il bene soltanto (Proverbi 11:23), dice la Scrittura, e quindi il nostro desiderio e la nostra preghiera è che gli uomini siano salvati (Romani 10:1), non importa quanto malvagi essi siano. Questo è il giusto sentimento, prodotto dallo Spirito Santo, che è nel cuore dei discepoli di Cristo.

Nessuno vi seduca fratelli con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

 

Svizzera: l’EPER aumenta gli aiuti alle vittime del terremoto in Haiti

L’EPER, l’Opera di Aiuto delle Chiese protestanti svizzere, aumenta gli aiuti alle vittime del terremoto in Haiti a un milione di franchi. Una parte di questo contributo servirà a fornire cibo e acqua a 2.500 persone a Port-au-Prince. Il resto verrà utilizzato per la ricostruzione.

L’ufficio di coordinamento dell’EPER a Port-au-Prince ha iniziato a fornire assistenza alla popolazione colpita dal sisma. Due centri di distribuzione forniscono ogni giorno un pasto caldo e acqua a 2.500 abitanti della capitale. La durata di questa distribuzione è stimata inizialmente a tre mesi per un budget provvisorio di 500.000 franchi.

In parallelo, l’EPER ha già in programma la ricostruzione. Il responsabile del programma dell’EPER arriverà sull’isola mercoledì e farà le prime valutazioni. La prossima settimana, due delegati aggiuntivi (un ingegnere edile e uno specialista di logistica) rafforzeranno la sua équipe. La ricostruzione si concentrerà nelle zone rurali che hanno ricevuto pochi aiuti finora. Oltre ad alloggi temporanei verrà esaminata la ricostruzione di scuole.

L’EPER è partner della Catena della Solidarietà.

Per ulteriori informazioni fare clic qui.

Via | heks.ch

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Uzbekistan: Tashkent, pesanti multe e carcere per i cristiani

Anche nel periodo di Natale la polizia ha perseguitato gli incontri religiosi. Le multe spesso ammontano all’equivalente di anni di stipendio e per i recidivi c’è la prigione.

Tashkent – La persecuzione della polizia uzbeka contro i cristiani è continuata anche durante il Natale . La polizia ha fatto irruzione durante incontri e funzioni religiose ed elevato pesanti multe. Ma per i “recidivi” c’è anche la prigione.

Domenica 3 gennaio la polizia ha interrotto un incontro di circa 40 fedeli della Chiesa Protestante Holiness Full Gospel in un’abitazione privata nel villaggio Umid, distretto di Yangiyul. La chiesa è riconosciuta dalle autorità e può svolgere attività religiosa, ma l’ufficiale di polizia Bobur Usmanov ha spiegato all’agenzia Forum 18 che “non è registrata nel villaggio Umid”.

La legge sulla libertà religiosa, inasprita negli ultimi anni, prevede che ogni gruppo religioso può svolgere attività solo se registrato nella zona. La norma è interpretata in modo ancora più restrittivo dalla polizia, che spesso chiede uno specifico riconoscimento per ogni piccola città e villaggio. Senza tale approvazione, è considerato illecito persino riunirsi per pregare o parlare di religione, anche in una casa privata.

Ora per i leader della Chiesa, Kholmet Ashirov, Ayazbek Taytaliyev e Rustam Usmanov, è probabile la condanna a pesantissime multe. Gli ultimi due nel 2009 sono stati 5 giorni in carcere, per una sentenza della Corte distrettuale di Yangiyul, sempre per avere organizzato e presieduto incontri religiosi, e rischiano una nuova condanna detentiva in quanto “recidivi”.

Alla fine di dicembre il tribunale penale di Termez ha condannato il pastore Bakhrom Nazarov alla multa di 2..805.000 som (circa 1270 euro) per avere tenuto senza autorizzazione un incontro di preghiera. La paga media mensile nel Paese è stimata pari a 15 euro, per cui la multa corrisponde al guadagno di 81 mesi di lavoro. Nazarov, leader della Full Gospel Church di Urgench, pure non registrata, è stato già più volte minacciato dalla autorità, è stato in carcere e nel 2004 gli hanno confiscato persino la bibbia.

L’agenzia F18 segnala che nel 2009 la situazione dei cristiani è peggiorata e molti fedeli hanno scontato tra i 5 e i 15 giorni di carcere per avere tenuto o partecipato a incontri religiosi. Tra costoro: Mahmudjon Turdiev, Mahmudjon Boynazarov e Ravshanjon Bahmarov, tutti di Kurgantepe; Roman Tsoi, Pavel Nenno, Andrei Sim, Vladimir Tyo, Yuri Tyo e Dmitri Sim di Tashkent. Fonti locali riferiscono che Mahmudjon Turdiev e Ravshanjon Bahmarov sono stati minacciati di subire un’ulteriore detenzione, se insistono nell’appello proposto contro la condanna.

Sono pure finiti in carcere per periodi tra 5 e 15 giorni i Testimoni di Geova Dilshod Akhmedov, Fatima Akhmedov, Ilhamjan Akhmedov, Galina Fris, Ayshe Setablaeva, Mamlakat Nabieva, Angelina Farahova, Gulchehra Tashboltaeva. Alcuni di loro hanno fatto appello e il giudice di appello di Mirza-Ulugbek (Tashkent) ha confermato la condanna e ha pure irrogato pesanti multe: 1.962.800 som, pari a 890 euro per Mamlakat Nabieva, Angelina Farahova, Gulchehra Tashboltaeva e altri 4 fedeli, molti dei quali sono disoccupati.

Fonte: AsiaNews/F18 – riprodotto con autorizzazione

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Il pastore Sylvain Exantus, presidente della Federazione Protestante di Haiti, ha dato sue notizie e lancia un appello di aiuto

Sono vivo insieme alla mia famiglia. Gloria a Dio! La scuola di cui sono il direttore (El Shaddai College) è crollata venti minuti dopo che l’ho lasciata…

Sylvain Exantus, presidente della Federazione protestante haitiana

Sono vivo insieme a tutta la mia famiglia. Gloria a Dio! La scuola di cui sono il direttore (El Shaddai College) è crollata venti minuti dopo che l’ho lasciata.
Martedì dopo il terremoto sono rimasto bloccato nel centro di Port-au-Prince non trovando modo per tornare a casa. Abbiamo dovuto dormire sotto le stelle a Champs de Mars. Solo mercoledì pomeriggio ho potuto raggiungere casa mia. Ho cercato invano di mettermi in contatto telefonico con gli altri membri del Comitato esecutivo della Federazione Protestante di Haiti.

Il bilancio è molto pesante, a Port-au-Prince c’è il caos. Oltre 100.000 morti, migliaia di case crollate, ma anche scuole, ministeri, il Palazzo Nazionale, i tribunali, chiese, la cattedrale, il Parlamento, il Ministero della Pubblica Istruzione, ospedali. Il personale delle Nazioni Unite è gravemente colpito fra cui il Rappresentante del Segretario Generale, una cinquantina di francesi sono dispersi, ecc. E’ un bilancio provvisorio che tende ad aggravarsi.

La Federazione Protestante di Haiti lancia un appello alla solidarietà nazionale ed internazionale per far fronte ai bisogni urgenti, quali: acqua, cibo, cure mediche, kit di sopravvivenza, tende, ecc.

Via | Protestants.org

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WWList 2010: elenco dei paesi in cui i cristiani sono perseguitati

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Pronta anche quest’anno la nuova World Watch List di Porte Aperte, l’elenco dettagliato dei paesi in cui la persecuzione contro i cristiani è reale. Realizzata sulla base di accurate ricerche sul campo in molti paesi nel mondo, la WWList abbraccia un periodo che va dal 1 novembre 2008 al 31 ottobre 2009 (sono esclusi dunque dall’analisi empirica i mesi di novembre e dicembre 2009) e tiene conto dei miglioramenti o dei peggioramenti della situazione dei cristiani nei più di 50 paesi in cui esiste una forma di discriminazione di natura religiosa, che va dai gravi episodi persecutori (omicidi, torture, ecc.) a quelli più lievi (fenomeni di intolleranza di vario genere). L’equipe di esperti di Porte Aperte Internazionale ha analizzato attentamente la mole di dati raccolti, ottenendo una classifica esemplificativa dei paesi più intolleranti nei confronti del Cristianesimo.

Per l’ottavo anno consecutivo la Corea del Nord occupa la prima posizione nella WWList, un triste primato per un paese in cui ogni attività religiosa è considerata come un tentativo di insurrezione contro la stabilità del regime dittatoriale di Kim Jong-II. I cristiani sono costretti ad affrontare terribili persecuzioni, bersaglio in tutto il paese di arresti, torture e persino uccisioni. La Corea del Nord è tristemente nota per i campi di lavori forzati. Quest’anno l’Iran sorpassa l’Arabia Saudita, trovando quindi la seconda posizione. Il regime teocratico iraniano si fonda sull’islam radicale, perciò negli ultimi tempi (specie dall’elezione di Ahmadinejad nonché dai tumulti scoppiati dopo la sua discussa rielezione) i cristiani sono stati ancor più perseguitati rispetto al passato, attraverso irruzioni, perquisizioni, arresti e vessazioni di ogni tipo. L’Arabia Saudita, comunque, rimane salda in terza posizione, per la costante mancanza di libertà religiosa, un fatto quest’ultimo che non cambia rispetto all’anno precedente. È piuttosto preoccupante l’ascesa della Somalia (un po’ in tutte le classifiche negative a dire il vero) che passa in quarta posizione: nell’aprile del 2009 il Parlamento ha approvato all’unanimità l’introduzione della legge islamica. I cristiani vengono monitorati, controllati, seguiti e perseguitati dal governo e dai militanti islamici, sempre più presenti nel territorio.

L’islam è la religione ufficiale anche nelle Maldive, Afghanistan, Yemen e Mauritania. La Mauritania passa dalla 18ª posizione all’ottava, un peggioramento dovuto a un’esponenziale crescita di eventi persecutori nei confronti dei cristiani, tra cui vale la pena ricordare l’assassinio di un giovane padre di famiglia in giugno, l’arresto e la tortura di altri 35 in luglio e la detenzione di altri 150 in agosto. Non ci sono miglioramenti in termini di libertà religiose in Laos (che ricopre la nona posizione), il governo continua quindi la sua politica discriminatoria e repressiva. L’Uzbekistan mantiene la decima posizione, con un palese deterioramento delle condizioni dei cristiani, arrestati, multati, interrogati e psicologicamente vessati dalla polizia, e spesso obbligati dai familiari a “tornare all’islam”.

Per vedere nel dettaglio la WWList 2010 con approfondimenti sulle prime 10 nazioni di questa classifica, va nella sezione WWList.

Fonte: Porte Aperte Italia

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