L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo [Audio Streaming]

L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’uomo è giustificato per mezzo della fede in Gesù Cristo” trasmessa in diretta stasera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma che l’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma lo è per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Quindi, dovete sapere questo: voi che siete sotto il peccato, voi che siete signoreggiati dal peccato e che quindi siete morti nei vostri falli e nei vostri peccati, dovete sapere questo che non potete auto-giustificarvi, cioè non potete farvi giusti da voi stessi. Non importa quante opere buone voi possiate fare, dovete sapere questo: che la vostra giustizia è come un panno sporco agli occhi del Signore. Sappiatelo questo: non importa quanto voi cerchiate di operare il bene, voi davanti a Dio rimanete dei peccatori. L’ira di Dio è su di voi e siete sulla via della perdizione.

Questo significa che se doveste morire in questo momento, precipitereste nell’Ades, cioè ve ne andreste all’inferno dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e questo appunto perché siete dei peccatori. Agli occhi di Dio siete dei peccatori. Ma mentre da un lato voi non potete farvi giusti, dovete sapere che voi potete essere giustificati, cioè potete essere resi giusti da Dio. E questa giustificazione è per grazia, mediante la fede in Gesù Cristo, perché l’uomo è giustificato per mezzo della fede in Cristo Gesù, in quanto il giusto vivrà per la sua fede.

Dunque, per essere giustificati, voi dovete credere nel Signore Gesù Cristo. Cosa significa che dovete credere nel Signore Gesù Cristo? Significa che dovete credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano innanzi stati scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere giustificati, in quanto nell’Evangelo la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Dunque è bene che abbiate davanti ai vostri occhi l’Evangelo. Tenetelo davanti ai vostri occhi, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco, proprio appunto perché in esso la giustizia di Dio è rivelata, una giustizia che viene da Dio che si basa sulla fede, è una giustizia che Iddio, che Iddio dona, che Iddio dona all’uomo che crede.

Infatti, che cosa è scritto in merito ad Abramo, il patriarca Abramo? Che credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, cioè la sua fede gli fu messo, gli fu messa in conto di giustizia. Dunque, a chi non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia.

Ed è questo che appunto ti voglio far sapere: se tu credi nell’Evangelo, la tua fede ti è ti sarà messa in conto di giustizia, sarai giustificato, reso giusto. Quindi l’ira di Dio sarà rimossa da te, smetterai di essere un peccatore sulla via della perdizione, perché ti ritroverai sulla via della salvezza, su quella via che mena nel regno dei cieli.

Perché adesso tu sei sulla via della perdizione, che mena all’inferno, però se tu crederai nell’Evangelo, sarai giustificato per fede e quindi sarai sulla via della salvezza, sulla via che mena alla vita, sulla via che mena nel regno dei cieli. Perché chi crede nell’Evangelo ha vita eterna. Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Iddio dona la vita eterna, la dona quindi la dà gratuitamente la dà gratuitamente a coloro che credono. La scrittura dice infatti: “Chi crede ha vita eterna”.

Dunque, considera credendo nell’Evangelo, che cosa otterrai. Otterrai la giustizia di Dio e quindi sarai reso giusto e otterrai anche la vita eterna. Quindi avrai la certezza che quando morirai ti dipartirai dal corpo ed andrai ad abitare con il Signore lassù nei luoghi altissimi. Dirai allora: “Ma allora è tutto per grazia?” Sì, è tutto per grazia affinché nessuno si glori.

Se fosse per opere, se fosse per opere, intanto non sarebbe non sarebbe per grazia, ma se fosse per opere la giustificazione, se la vita eterna si potesse ottenere per opere, l’uomo, una volta ottenuta la giustificazione, una volta ottenuta la vita eterna, sarebbe del continuo a gloriarsi di se stesso, a vantarsi di se stesso. Ma il vanto è escluso, è escluso per la legge della fede, perché appunto il giusto vivrà per la sua fede.

Io, che vi parlo, sono stato giustificato da Dio per grazia mediante la fede in Gesù Cristo e mi glorio nel Signore, che dice: “Chi si gloria, si glori nel Signore”. Mi glorio nel Signore perché lui mi ha, ha messo la mia fede, mi ha messo la fede in conto di giustizia. E dunque che devo dire, se non che voglio ringraziare il Signore Iddio per avermi giustificato. E siccome che ho creduto, parlo e ti annunzio, ti annunzio che cosa? Ti annunzio appunto che in Cristo Gesù c’è la giustificazione.

Perché appunto Cristo, come dice come dice l’Apostolo come dice l’Apostolo Paolo ai ai ai santi di Corinto: “Perché Colui che non ha conosciuto peccato, egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”. Quindi, l’uomo l’uomo che crede in Gesù Cristo diventa giustizia di Dio in Cristo Gesù. E tutto questo per i meriti di colui che è il Cristo, il Figlio di Dio, perché egli si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sul legno della croce dove fu crocifisso.

Lui si è caricato dei nostri peccati e spargendo il suo prezioso sangue ha espiato i nostri peccati. Sì, li ha espiati. E quindi, tu che mi ascolti, sappi che se crederai nell’Evangelo che ti ho annunziato, diventerai giustizia di Dio in Cristo Gesù ed esulterai, ti rallegrerai, farai festa. Perché? Perché non sarai più annoverato tra i peccatori sulla via della perdizione, ma sarai annoverato tra i giusti che sono sulla via della salvezza, che mena quindi nel regno dei cieli.

Quindi tu, che sei sotto il peccato, ravvediti, abbandona i tuoi pensieri iniqui, i tuoi pensieri vani e credi, credi nel Signore Gesù Cristo e sarai giustificato. E quindi, quando sarai giustificato, allora comprenderai le parole scritte dall’Apostolo dall’Apostolo Paolo ai santi di Roma: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”. Allora e solo allora capirai, capirai perché avrai pace con Dio. Perché? Perché sei stato giustificato da Dio per fede. Ma questa giustificazione, ricordati, appunto è per grazia, mediante la fede.

Ravvediti dunque e credi nel Signore Gesù Cristo. Ricordati: il giusto vivrà per la sua fede. Chi ha orecchi da udire, oda.

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo [Audio Streaming]

Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Gesù Cristo è il Figliuol di Dio che doveva venire nel mondo” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Voglio che sappiate che Gesù Cristo è il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo perché così Dio aveva preannunziato tramite i suoi profeti antichi. Ebbene, che cosa doveva venire a fare nel mondo il Figliuolo di Dio?

Il Figliuolo di Dio doveva venire a salvare i peccatori, sì, doveva venire a salvare i peccatori perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Perché gli uomini sono senza Dio, senza Cristo nel mondo e dunque era necessario che il Figliuolo di Dio venisse in questo mondo per salvare gli uomini, salvare gli uomini dal peccato perché, appunto, gli uomini senza Dio, senza Cristo, sono sotto il peccato. Sono dominati dal peccato, il peccato li signoreggia. Gli uomini senza Dio, senza Cristo, non sono liberi ma sono schiavi, schiavi dunque del peccato perché chi commette il peccato è schiavo del peccato.

Ma Iddio, nel suo grande amore, nella pienezza dei tempi, ha mandato nel mondo il suo Figliuolo per essere il Salvatore del mondo, quindi per provvedere alla salvezza. In che maniera? Facendo sì che egli morisse e risuscitasse, cose che appunto Iddio aveva innanzi preannunziato tramite i suoi profeti. Infatti, il Cristo doveva morire, ossia il Figliuolo di Dio doveva morire per i nostri peccati, come aveva detto il profeta Isaia in merito al Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. E Davide, invece, parlando della resurrezione del Cristo, aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.

Queste Scritture profetiche si sono adempiute in Gesù di Nazareth. Infatti, egli è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Dunque, è in questa maniera che Iddio ha provveduto la salvezza perché Cristo, con il suo sacrificio, ha annullato il peccato e quindi ora chi crede in lui viene affrancato dal peccato e viene viene viene fatto un servo di Dio, o servo della giustizia.

Quindi, affinché tu che sei sotto il peccato, affinché tu sia salvato, devi sapere questo: devi ravvederti e credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Allora sarai affrancato dal peccato, il peccato non ti dominerà più. Non solo sarai affrancato dal peccato, ma sarai anche perdonato perché ti saranno rimessi tutti i peccati che tu hai commesso, sì, tutti i peccati ti saranno cancellati. E poi sarai giustificato perché otterrai da Dio la giustizia che si basa sulla fede, che viene dalla fede e che è rivelata nell’Evangelo, cioè nella buona novella.

E dunque, oltre alla salvezza, oltre al perdono dei peccati, oltre alla giustificazione, otterrai anche la vita eterna, la vita eterna, sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Dunque, in questa maniera quindi, sarai riconciliato con Dio e sarai sicuro che, quando morirai, andrai ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Ma bada bene a quello che ti sto per dire adesso: se tu ti rifiuterai di credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, sappi che non vedrai la vita ma l’ira di Dio resterà sopra di te e, quando morirai, morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione. Sì, in perdizione. Cosa significa che te ne andrai in perdizione? Significa che te ne andrai in un luogo di tormento che si chiama Ades, dove arde il fuoco, e là sarai tormentato, in attesa poi del giorno del giudizio, quando risusciterai in resurrezione di giudicio. Sarai giudicato secondo le tue opere e scaraventato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, e là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, io ti ho fatto sapere cosa devi fare per essere salvato, perdonato, giustificato, e per ottenere la vita eterna, ma ti ho fatto anche sapere che cosa ti accadrà se tu ti rifiuterai di ravvederti e di credere nell’Evangelo della grazia di Dio. Ti aspetta un’orribile fine. Sappi veramente che quello che ti aspetta tu non riesci nemmeno a immaginare quanto sia orribile. Io ti dico con le mie parole che è orribile la fine a cui tu stai andando incontro. Tu che sei sotto il peccato, è orribile, qualcosa di terribile ti aspetta. Peraltro, passerai l’eternità nei tormenti. Capisci l’eternità cosa significa? Cioè un periodo di tempo senza fine. Non puoi non puoi delimitare l’eternità, l’eternità è in un periodo di tempo senza senza senza fine, nei secoli dei secoli. Quando sarai gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, considera: là sarai tormentato nei secoli dei secoli.

Quindi, ravvediti, ravvediti e credi nell’Evangelo, perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. L’Evangelo che sto annunziando non è una parola di poco valore, ma è la parola che può salvare l’anima tua. Se tu credi nell’Evangelo, sarai salvato, sarai salvato. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Che farai? Io non lo so, però io spero tanto, perché questo è il mio desiderio, che tu che mi ascolti, che brancoli nel buio al servizio del peccato, il mio desiderio è che tu ti ravveda e creda nel Signore Gesù Cristo per ottenere grazia da Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile! [Audio Streaming]

L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 18 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, attesta l’esistenza di un luogo che si chiama Ades. Ades è un termine greco che designa il soggiorno dei morti. Questo luogo è comunemente chiamato inferno, ossia luogo di sotto, luogo inferiore, ed è un luogo reale, non è un luogo simbolico o metaforico, assolutamente no. È un luogo reale ed è un luogo di tormento, un luogo di tormento perché in questo luogo c’è il fuoco. È un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e quindi è un luogo orribile.

In questo luogo scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Infatti, Gesù, il Cristo di Dio, ha raccontato una storia: che è la storia del ricco e Lazzaro. Una storia, badate, non una parabola come dicono i bugiardi, una storia che in maniera molto eloquente ci dice che questo luogo è veramente un luogo di tormento.

Leggiamo infatti capitolo 16 di Luca a partire dal versetto 19:
“Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, questo uomo ricco che vestiva porpora e bisso, ogni giorno godeva splendidamente, quindi era dato ai piaceri della vita, quando morì, dico quando morì, fu seppellito. Quindi il suo corpo, diciamo, fu seppellito, fu messo in un sepolcro, ma la sua anima discese nell’Ades, all’inferno, e si ritrovò quindi nei tormenti. Là desiderava tanto che qualcuno intingesse la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua, perché? Per quale ragione? Perché era tormentato in una fiamma. Le parole sue non lasciano alcun dubbio: “Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma”.

Ora, queste parole sono parole dure, ma sono parole vere, e ci dicono che coloro che sono nell’Ades sono tormentati in mezzo alle fiamme del fuoco. Dunque, le fiamme dell’inferno esistono, non sono allegoriche, non sono metaforiche come dicono i bugiardi. Sono reali e producono un tormento continuo in coloro che appunto sono scesi in questo luogo di tormento. Dunque voi che siete sotto il peccato, che siete dunque schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, dovete sapere che siete sulla via della perdizione, ossia sulla via che mena o che porta in questo luogo di tormento. Segnatevele bene queste parole, segnatevele bene “questo luogo di tormento”, perché voi siete diretti in questo luogo di tormento. Voi non siete diretti in paradiso nel regno dei cieli come vi hanno detto i bugiardi. Voi essendo sotto il peccato, siete diretti all’inferno. Vi hanno illuso, io non vi illudo, io vi dico la verità che è in Cristo Gesù. Vi hanno lusingato, io non vi lusingo. Vi dico come stanno le cose, vi dico dove state andando, io vi devo avvertire. L’amore di Cristo mi costringe ad avvertirvi. Chi vi lusinga non vi vuole bene.

Dunque, siete diretti in questo luogo. Pensate solamente a questo: se voi doveste morire in questo momento, sprofondereste in questo luogo di tormento senza alcuna più speranza di salvezza. Sprofondereste nel fuoco dell’inferno. “Ci vuoi terrorizzare?” qualcuno dirà? No, io voglio la vostra salvezza, desidero che voi siate salvati e per questo vi devo dire quello che vi aspetta una volta che morirete. Perché siccome vi hanno detto che il Signore vi salverà sicuramente perché il Signore è buono, non guarda quello in cui uno crede o quello che uno non crede. Siccome che vi hanno detto che potete meritarvi il paradiso con le vostre buone opere. È chiaro che io vi devo avvertire, vi devo avvertire perché so dove state andando: state andando all’inferno, l’inferno vi sta aspettando. Ma siccome che il mio desiderio è che voi siate salvati, strappati alle fiamme dell’inferno, io vi annunzio la via della salvezza. Vi annunzio la via della salvezza e quindi vi dico: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, perché è solamente credendo nell’Evangelo che appunto l’uomo viene salvato dai suoi peccati e ottiene la remissione dei peccati, la giustificazione, la vita eterna.

Perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. Dunque, l’Evangelo, la buona novella. Qual è questa buona novella? La buona novella è che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti, secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo che è potente a salvare chiunque crede in esso. Ecco perché vi esorto a ravvedervi, quindi ad abbandonare i vostri pensieri iniqui e vani che vi rendono nemici di Dio nella vostra nella vostra mente e a credere nell’Evangelo. Perché credendo nell’Evangelo appunto il Signore avrà misericordia di voi, perdonerà i vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati. Perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Sarete salvati, liberati quindi dai vostri peccati, sarete giustificati. Perché? Perché il giusto vivrà per la sua fede, otterrete la vita eterna, perché è scritto: “Chi crede nel Figliuolo” badate bene cosa c’è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”, ha ha vita eterna, e dunque dal momento che chi crede ha vita eterna è sicuro di scampare alle fiamme dell’inferno. È sicuro che quando morirà, egli si dipartirà dal corpo ossia la sua anima si dipartirà dal corpo ed andrà ad abitare con il Signore, nel regno dei cieli, nei luoghi altissimi.

Questo è quello che appunto l’uomo ottiene per grazia credendo nell’Evangelo. Quindi vi rinnovo appunto l’esortazione: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, altrimenti, ve lo ripeto, altrimenti ciò che vi aspetta è la perdizione. Non illudetevi, non è che rifiutandovi di credere nell’Evangelo voi sarete salvati lo stesso. Il Signore Gesù disse prima di ascendere in cielo alla destra del del Padre: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Non illudetevi, solamente credendo nell’Evangelo potete essere salvati, perdonati, giustificati, potete ottenere la vita eterna, non c’è un’altra via.

Chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato, ciò che vi aspetta è la condanna in altre parole, la condanna. Ecco perché appunto voi quando morirete, morirete nei vostri peccati se appunto vi rifiuterete di credere nell’Evangelo, scenderete là dove il dove l’anima di questo uomo ricco ancora si trova. Pensate: dopo tutto questo tempo, quell’uomo, l’anima di quell’uomo è ancora in quel luogo nei tormenti, e voi lo raggiungerete. Allora vi ricorderete di chi vi ha annunziato l’Evangelo, di chi vi ha esortato a ravvedervi, a credere nell’Evangelo, ma sarà troppo tardi. Non avrete più la possibilità di ravvedervi, di credere nell’Evangelo e quindi? E quindi rimarrete nell’Ades, in attesa del giorno del giudizio, quando risorgerete in risurrezione di giudicio per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati secondo le vostre opere e gettati anima e corpo, badate bene, in un luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda, dove sarete tormentati nei secoli dei secoli.

Quindi considerate l’eternità che vi aspetta, un’eternità piena di infamia, di dolori, un’eternità di tormenti. È terribile ciò che vi aspetta, è qualcosa di orribile, perché prima una volta che morite, ve ne andrete nell’Ades, e poi dopo, il giorno del giudizio, quando appunto risorgerete, sarete gettati poi da Dio nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Talvolta mi mancano le parole, vorrei dirvi molto di più, ma veramente io voglio che voi riflettiate sulla fine orribile che vi che vi aspetta, voi che siete sotto il peccato. Per quello il mio desiderio è quello che voi siate salvati ed è per questo che vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. A voi, Mariani, che andate dietro gl’idoli, gl’idoli muti, che fate tutte queste processioni portando sul baldacchino questi questi idoli muti che hanno hanno gambe hanno gambe e non camminano, li devono portare, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono, hanno bocca e non parlano: voi voi che seguite questi idoli muti, ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli a Dio. Siete degli idolatri, ciò che vi aspetta quindi è l’inferno. Ma dove pensate di andare? Voi che vi prostrate davanti alle statue, alle immagini, che le adorate, le pregate, ma dove pensate di andare dopo dopo dopo morti? In paradiso? Voi non vedrete giammai il paradiso. Ah pensate di andare in purgatorio? Vi hanno detto che andrete in un purgatorio a purgarvi? No, non esiste il purgatorio, voi andrete all’inferno, nell’Ades, nei tormenti. Eppoi là vi ricorderete, vi ricorderete di chi vi metteva in guardia dagl’idoli, dall’idolatria e allora smetterete di farvi battute contro quelli che vi avvertivano dall’idolatria. Quindi, ravvedetevi e convertitevi, voi Mariani, da tutti da questa idolatria a cui siete dati, e credete nell’Evangelo della gloria del beato Iddio per essere salvati. Altrimenti, altrimenti perirete, vi ritroverete vi ritroverete lì assieme al al ricco, in questo luogo di tormento, in questo luogo quindi orribile, è orribile.

Ci sono molti che si fanno beffe dell’ dell’ dell’inferno. Ricordo ancora una volta, una volta stavo parlando, stavo parlando a una coppia di persone e gli parlai dell’inferno. In maniera sarcastica, in maniera ironica uno di loro mi disse: “Beh, così almeno starò al caldo”. Bada bene, non è che starai al caldo, tu starai in mezzo alle fiamme, nei tormenti, nei tormenti, ricordatelo questo. Ricordatelo tu che fai la stessa battuta. Io posso non sentirti fare questa battuta, ma Iddio ti sente. Sì certo, c’è il caldo soffocante della fiamma, però ricordati ricordati questo: piangerai e striderai i denti e battute non ne farai più sull’inferno. Lì smetterai di fare le battute sull’inferno e su quelli che avvertono dall’inferno, non importa chi tu sia.

Quindi vi scongiuro, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio affinché il Signore abbia misericordia di voi, perché ciò che vi aspetta veramente è questo luogo di tormento, questo luogo orribile che appunto è l’inferno. Ravvedetevi, credete nell’Evangelo della grazia di Dio. E il Signore avrà misericordia di voi, vi strapperà dalle fiamme di questo di questo di questo luogo veramente orribile. Chi ha orecchi da udire, oda.

Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo! [Audio Streaming]

Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!
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È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 16 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Dio, dopo avere tratto il suo popolo, cioè il popolo d’Israele dalla terra d’Egitto, dopo una secolare schiavitù, dopo averlo tratto fuori con mano potente, lo condusse nel deserto per appunto portarlo nella terra di Canaan, che Iddio aveva promesso ad Abramo, Isacco e Giacobbe. Durante questo viaggio Iddio diede al popolo la legge, una legge che conteneva molti comandamenti, molti precetti, e questa legge comprendeva anche un rituale, un rituale che doveva essere seguito in base alle prescrizioni date da Dio una volta all’anno. Era un un rituale particolare che andava, diciamo, eseguito dal Sommo Sacerdote nel corso della festa annuale delle espiazioni che è chiamata lo Yom Kippur.

Questo rituale prevedeva lo scannamento, l’uccisione di alcuni animali che venivano offerti come sacrifici per il peccato. Il Sommo Sacerdote offriva di questi animali, il sangue di questi animali, sia per i propri peccati e i peccati della propria casa, ma anche per i peccati del popolo. Il sangue di questi animali doveva essere portato nel luogo Santissimo. Il luogo Santissimo era una delle sale o una delle stanze di cui era formato il tabernacolo che Iddio comandò a Mosè di erigere nel deserto. Nel luogo Santissimo poteva entrare solo il Sommo Sacerdote una volta all’anno e ci entrava con il sangue di animali, con appunto il sangue di questi animali che serviva per compiere l’espiazione dei peccati.

E questa, questo giorno era estremamente importante per gli ebrei, perché Iddio disse, poiché “in quel giorno si farà l’espiazione per voi, affin di purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti all’Eterno.”. Quindi in quel giorno avveniva la purificazione dei peccati, ma quel sangue, badate bene, il sangue di quegli animali era impossibile che togliesse i peccati. Perché? Perché la legge ha un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose. Quindi come dice la Scrittura, non può mai con quegli stessi sacrifici che sono offerti continuamente anno dopo anno, rendere perfetti quelli che si accostano a Dio.

Cosa significa questo? Che quei sacrifici non potevano rendere perfetti gli adoratori, quelli che li offrivano, non li potevano rendere perfetti quanto alla coscienza. Perché gli adoratori, anche dopo aver offerto quei sacrifici, avevano coscienza di peccati. Giustamente lo scrittore agli Ebrei dice: “Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati? Invece in quei sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati.”

Dunque quel sangue prefigurava il sangue del Cristo, del Figlio di Dio, che nella pienezza dei tempi sarebbe venuto nel mondo per compiere la propiziazione dei nostri peccati, offrendo il suo prezioso sangue. Solamente in questa maniera l’uomo sarebbe stato reso perfetto quanto alla coscienza. Dunque il Signore aveva promesso di mandare il suo Cristo, il suo Figliuolo nel mondo proprio per questo, per compiere l’espiazione dei nostri peccati. E nella pienezza dei tempi lo ha mandato. Il nome del suo Cristo è Gesù, il Nazareno, o Gesù di Nazareth, perché fu allevato a Nazareth una città della Galilea.

Egli venne per offrire il suo sangue, per spargere il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, ossia affinché noi fossimo purificati dai nostri peccati, ossia ancora affinché la nostra coscienza, mediante il suo sangue, fosse purificata dalle opere morte per servire all’Iddio vivente. Il sangue che Gesù Cristo ha sparso quando appunto fu immolato, perché egli fu ucciso dai Giudei, egli fu appunto ucciso dai Giudei i quali lo dettero in mano ai Romani che lo crocifissero, il suo sangue è quel sangue che è in grado di togliere i peccati. Mentre il sangue di tori e di becchi non poteva togliere i peccati, il sangue di Gesù Cristo li può togliere.

Ecco perché Giovanni il Battista, l’uomo che Dio mandò davanti al suo Cristo per preparargli la via, disse “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Gesù Cristo dunque mediante il suo sangue toglie i peccati, li toglie dalla coscienza di coloro che si ravvedono e credono in lui. Cosa significa che credono in lui? Che credono che lui è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Credendo in questo messaggio che è la buona novella ossia l’Evangelo, l’uomo ottiene la purificazione dei peccati, cioè i suoi peccati vengono tolti, cancellati. Sì cancellati perché gli vengono rimessi grazie a quello che ha compiuto Gesù Cristo sulla croce, cioè grazie al suo prezioso sangue che egli ha sparso per la remissione dei nostri peccati.

E dunque quello che dovete fare voi che siete sotto il peccato, che siete senza Cristo, senza Dio nel mondo è questo, ravvedetevi, quindi cambiate modo di pensare abbandonando i vostri pensieri malvagi, i vostri pensieri vani e credete, credete nell’Evangelo e allora sperimenterete quello che abbiamo sperimentato noi, cioè che il sangue di Gesù Cristo toglie i peccati. Il sangue di Cristo fa quello che il sangue di tori e di becchi non poteva fare sotto la legge, non poteva farlo, perché quel sangue raffigurava il sangue del Cristo di Dio.

Quindi vi annunzio in Gesù Cristo la remissione dei peccati. Sì, “Di Lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. E non solo la remissione dei peccati, ma anche la liberazione dai peccati, quindi la salvezza. L’uomo sotto il peccato è schiavo del peccato, credendo nell’Evangelo viene affrancato dal peccato, poi oltre che alla liberazione dei peccati ossia la salvezza, egli, l’uomo che crede nell’Evangelo ottiene anche la giustificazione, cioè egli viene giustificato.

Questo è qualcosa di meraviglioso, perché si adempie appunto che “il giusto vivrà per fede”, e come avvenne con Abramo, Iddio gli mette all’uomo la sua fede in conto di giustizia, in conto di giustizia.

E poi l’uomo, credendo nell’Evangelo, ottiene la vita eterna, perché “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”. Sappiatelo, la vita eterna è il dono di Dio che si riceve appunto per grazia mediante la fede. La Scrittura dice: “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”. Gesù disse: “chi crede ha vita eterna”. Quindi, chi crede nell’Evangelo ha vita eterna, quindi ha la certezza che quando morirà si dipartirà dal corpo e andrà ad abitare col Signore nel regno dei cieli. La certezza, sì, la certezza assoluta, perché d’altronde “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono”.

Nel momento in cui crederete quindi nell’Evangelo, avrete vita eterna e quindi scamperete alle fiamme dell’inferno, perché voi siete diretti all’inferno. In quanto peccatori, in quanto persone sotto il peccato, siete dirette, siete diretti all’inferno. L’inferno è un luogo di di tormento, un luogo reale, un luogo dove scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati, ma appunto vi ho detto che credendo nell’Evangelo otterrete la vita eterna e quindi sarete strappati dalle fiamme dell’inferno dove voi siete diretti, e quindi esulterete, giubilerete, glorificherete Iddio per la sua grazia, sì, perché è tutto per grazia, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori.

Quando voi vi ravvederete e crederete nell’Evangelo, gusterete la bontà del Signore e capirete, capirete quanto è meraviglioso il Signore, quanto veramente il Signore è misericordioso e come veramente il Signore è pronto a perdonare, egli è un Dio perdonatore, un Dio che perdona le iniquità di coloro che si ravvedono e credono nel suo Figliuolo.

Ma vi avverto, se vi rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di voi, non vedrete la vita e morrete nei vostri nei vostri peccati e ve ne andrete all’inferno, là c’è il fuoco, là c’è il tormento, non c’è nessun riposo, nessuna pace, nessuna gioia, all’inferno c’è il pianto e lo stridore dei denti.

Quindi io vi ho avvertiti, vi ho avvertiti, vi ho detto qual è la vostra condizione, vi ho detto cosa dovete fare per ottenere la remissione dei vostri peccati, la liberazione dei vostri peccati, la giustificazione e la vita eterna, io vi ho mostrato la via, ve l’ho mostrata, ravvedetevi e credete nell’Evangelo affinché il Signore abbia misericordia di voi.

Ricordatevi, Gesù Cristo è “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Io ti dico a te peccatore che il Signore Gesù Cristo ha tolto i miei peccati nella sua grande misericordia, e quello che ha fatto con me lo ha fatto anche con tanti altri che hanno creduto in lui. Quindi, o uomo, donna che tu sia, ravvediti e credi nella buona novella che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio il quale è morto ed è risuscitato, credi in lui e il Signore avrà misericordia di te, e allora ti ricorderai delle parole di Giovanni il Battista quando disse quel giorno: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Chi ha orecchi da udire, oda.

Doveva essere ucciso e risuscitare il terzo giorno [Audio Streaming]

Doveva essere ucciso e risuscitare il terzo giorno
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Doveva essere ucciso e risuscitare il terzo giorno” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura dice che ad un certo punto Gesù di Nazareth “cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno”.

Come mai Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli queste cose che gli dovevano accadere? Perché Gesù era il Cristo di Dio, cioè il Messia di Dio, del quale i profeti avevano preannunziato la venuta e del quale avevano detto che doveva essere ucciso e resuscitare dai morti. Infatti il profeta Isaia aveva detto del Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Egli dunque parlò della morte che doveva fare, il tipo di morte che doveva fare il Cristo, perché doveva essere, notate, doveva essere trafitto, doveva essere fiaccato e quindi doveva essere ucciso.

E non solo, doveva anche resuscitare. Infatti Davide, che era profeta, parlò della della resurrezione del Cristo quando, per lo Spirito Santo, disse: “Anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Davide non parlò di se stesso, ma, antivedendola, parlò della resurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.

Dunque Gesù sapeva, sapeva, era pienamente consapevole, sapeva di essere il Cristo, Gesù il Figlio di Dio disceso dal dal cielo, perché il Padre appunto lo ha mandato in questo mondo. Egli discese dal cielo e sapeva di essere disceso per fare non la sua propria volontà, ma la volontà di Colui che lo aveva mandato, e la volontà di Dio, cioè del Padre, era che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, morisse e risuscitasse.

Dunque questo è quello che Dio aveva preannunziato e quello che Dio mandò poi ad effetto in Gesù, perché Gesù il Giusto, colui che non ha conosciuto peccato, benché fu tentato in ogni cosa come noi, però senza peccare, egli colui che non conobbe peccato si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sul legno della croce, perché Gesù fu crocifisso. Infatti, dopo essere stato arrestato a Gerusalemme e appunto condannato dal Sinedrio ebraico, condannato perché ritenuto colpevole di bestemmia, perché aveva dichiarato di essere il Cristo il Figliuolo di Dio, dopo essere stato condannato a morte dal Sinedrio ebraico, fu dato nelle mani del governatore della Giudea, che allora era Ponzio Pilato, il quale inizialmente voleva liberarlo, ma poi acconsentì a quello che la folla chiedeva a gran voce, cioè che Gesù di Nazareth, chiamato il Cristo, fosse crocifisso.

Sì, Gesù Cristo fu crocifisso dunque. La folla gridò davanti al governatore: “Crocifiggilo, crocifiggilo”, e benché il governatore della Giudea, cioè Ponzio Pilato, non trovasse in lui nulla che fosse degno di morte, alla fine poi il governatore sentenziò che fosse fatto quello che chiedeva il popolo, e dunque Gesù fu crocifisso.

Per cui noi vi annunziamo la la buona novella che le le predizioni concernenti il Cristo si sono adempiute in Gesù. Gesù dunque è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture. Dopo essere risuscitato, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, la buona novella appunto nella quale dovete, dovete credere, dovete credere per essere salvati, liberati dai vostri peccati, per ottenere la remissione dei peccati, per essere giustificati e per ottenere la vita eterna. Sì, perché la vita eterna non è non è il salario che Dio dona a qualcuno, non è una paga, ma è il dono di Dio in Cristo Gesù.

E dunque io vi esorto a ravvedervi e a credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, cioè il Messia. La sua morte fu una morte espiatoria e la sua resurrezione avvenne a cagione della nostra giustificazione. Dunque vi annunzio che credendo nell’Evangelo voi otterrete la salvezza dai vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati, perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Otterrete la giustificazione, sarete giustificati, perché la Scrittura dice che nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, “secondo che è scritto: Il giusto vivrà per fede”, quindi sarete giustificati e otterrete appunto, riceverete la vita eterna, perché chi crede ha vita eterna.

Dunque qualcuno dirà: “Ma allora è tutto gratuito?” Sì, viene tutto dato gratuitamente dal Signore, perché appunto mediante, per mezzo di Gesù Cristo, è venuta la grazia, cioè l’immeritato favore da parte di Dio. La salvezza è per grazia, la remissione dei peccati è per grazia, la giustificazione è per grazia, la vita eterna è per grazia che si riceve. Quindi vi annunzio in Cristo Gesù la grazia di Dio, sì la grazia di Dio e dunque ravvedetevi e credete in Gesù il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo per essere la propiziazione dei nostri dei nostri peccati.

Egli è venuto e ha compiuto questa meravigliosa opera di redenzione spargendo il suo prezioso sangue su quel legno della croce al Golgota e risuscitando dai morti il terzo giorno. E dunque chi crede in lui viene salvato, sì viene salvato e strappato dal fuoco. Quale fuoco? Il fuoco dell’inferno, nel quale egli è l’uomo peccatore è diretto e dove va nel momento in cui muore nei suoi peccati. È là che va, all’inferno. Poi, badate bene, in quel giorno, cioè nel giorno del giudizio, quando il peccatore poi risusciterà in resurrezione di giudizio, allora comparirà davanti al trono di Dio per essere giudicato dalle sue opere e sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, cioè la geenna, il fuoco eterno, dove sarà tormentato nei secoli dei secoli.

Dunque considerate quanto sia grande la salvezza che Cristo Gesù ha comprato con il suo prezioso sangue. È una grande salvezza, non rifiutatela, non rifiutatela, accettatela invece, accettatela, ravvedendovi e credendo in colui che è morto ed è risuscitato. Sì, Gesù Cristo è risuscitato dai morti, fu messo in una in una tomba, ma Iddio lo risuscitò dai morti, e apparve, vivente, vivente apparve, mangiò e bevve con i suoi discepoli, si fece toccare da loro, prima di essere assunto in cielo alla destra del Padre nei luoghi altissimi dove egli adesso intercede per i santi.

Quindi ricordatevi appunto che Gesù di Nazareth è il Cristo, e in lui, solamente in lui, c’è la salvezza. Nel suo nome “non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”. Ricordatevelo, nessun altro vi può salvare, perché Gesù Cristo è il Salvatore del mondo, è lui che il solo vero Iddio, il Creatore di tutte le cose, ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Non c’è un altro a cui vi potete affidare che può salvarvi. Sappiatelo questo, sappiatelo questo: Gesù Cristo è il Salvatore del mondo, perché lui è il Cristo, il Figlio di Dio.

Quindi ravvedetevi e credete appunto in Gesù Cristo, e il Signore avrà misericordia di voi come ha avuto misericordia di noi. Il Signore cancellerà i vostri peccati, non avrete più quel peso che vi opprime, costituito appunto dai vostri peccati. Il Signore vi libererà, sappiatelo, ma appunto sappiate anche questo: che se rifiuterete di credere nel Signore Gesù Cristo, ciò che vi attende è l’inferno. L’inferno è un luogo di tormento nell’aldilà dove appunto precipiterete quando spirerete, e là andrete nel tormento per esservi tormentati.

L’inferno non è un’invenzione della Chiesa, non è un mito, non è una favola, l’inferno esiste. L’inferno è un luogo reale e colui coloro che credono nel Signore Gesù Cristo vengono veramente strappati alle fiamme, alle fiamme, del fuoco di questo luogo terribile, terribile, nel quale appunto in questo momento tantissime anime sono lì a gemere, sono lì appunto a stridere i denti, perché in quel luogo veramente le anime sono tormentate.

Quindi ravvedetevi e credete nell’Evangelo per essere salvati e ottenere la vita eterna in Cristo Gesù. Chi ha orecchi da udire, oda.

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