È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Chi non avrà creduto sarà condannato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 8 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 8 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dopo essere risuscitato dai morti, apparve ai suoi discepoli. Quando apparve agli undici, e apparve loro mentre erano a tavola, disse loro:
“Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato, sarà salvato, ma chi non avrà creduto sarà condannato”.
Ponete la massima attenzione su queste parole di Gesù: chi non avrà creduto sarà condannato. Perché e queste sono le parole che vi spiegherò.
Allora, intanto, cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, l’Evangelo di Cristo, e questo è l’Evangelo nel quale, non credendo, l’uomo sarà condannato.
Perché è così grave non credere nell’Evangelo? Perché il non credere nell’Evangelo costa la condanna? Perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Questo significa che credendo nel messaggio dell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, viene reso giusto. Quindi, siccome che la giustizia di Dio basata sulla fede è rivelata nell’Evangelo, non credere nell’Evangelo equivale, dico equivale, a rimanere sotto il peccato, cioè equivale a rimanere agli occhi di Dio dei peccatori sulla via della perdizione, perché i peccatori sono sulla via della perdizione in quanto nemici di Dio.
I peccatori possono scampare alla perdizione solamente credendo nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo, l’uomo viene giustificato, giustificato dunque per fede, per la grazia di Dio. Questa è la ragione, dunque, per cui chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato. Quindi tu che mi ascolti, devi sapere questo: che se ti rifiuterai di credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, tu sarai condannato. Non importa quanto tu possa apparire giusto, buono e bravo al mondo; non importa di che religione tu faccia parte. Devi sapere questo: che se non crederai nell’Evangelo, sarai condannato. La Scrittura dice che “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui”.
È come dunque vi ho annunziato: cioè chi rifiuta di credere nell’Evangelo non vedrà la vita, non vedrà la vita perché non ha vita eterna e l’ira di Dio resta sopra lui. Cioè l’ira di Dio, l’ira di Dio è l’ira di Colui che ha creato tutte le cose. Devi sapere, quindi, che rifiutandoti di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di te e, se l’ira di Dio resterà sopra di te, è evidente che, quando tu morirai, uomo o donna che tu sia, te ne andrai in perdizione nelle fiamme dell’inferno, nelle fiamme di questo luogo di tormento nel quale appunto scendono le anime dei peccatori.
Dunque tu che mi ascolti, io ti esorto a ravvederti, ad abbandonare i tuoi pensieri vani, i tuoi pensieri iniqui e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo sarai giustificato, credendo nell’Evangelo sarai liberato dai tuoi peccati, sarai riconciliato con Dio, otterrai la vita eterna. Ma se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Il mio desiderio, la mia preghiera per te che ascolti, è che tu sia salvato e quindi che tu ti ravveda e creda nell’Evangelo della della grazia di Dio. Appunto, della grazia di Dio, perché la salvezza è per grazia, non è in virtù d’opere, affinché nessuno si glori. Quindi, ravvediti e credi nell’Evangelo, altrimenti sarai condannato, te ne andrai in perdizione, è cosa sicura, è cosa sicura.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’inferno: un luogo reale, un luogo di tormento, un luogo orribile!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 18 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, attesta l’esistenza di un luogo che si chiama Ades. Ades è un termine greco che designa il soggiorno dei morti. Questo luogo è comunemente chiamato inferno, ossia luogo di sotto, luogo inferiore, ed è un luogo reale, non è un luogo simbolico o metaforico, assolutamente no. È un luogo reale ed è un luogo di tormento, un luogo di tormento perché in questo luogo c’è il fuoco. È un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e quindi è un luogo orribile.
In questo luogo scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Infatti, Gesù, il Cristo di Dio, ha raccontato una storia: che è la storia del ricco e Lazzaro. Una storia, badate, non una parabola come dicono i bugiardi, una storia che in maniera molto eloquente ci dice che questo luogo è veramente un luogo di tormento.
Leggiamo infatti capitolo 16 di Luca a partire dal versetto 19: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.
Dunque, questo uomo ricco che vestiva porpora e bisso, ogni giorno godeva splendidamente, quindi era dato ai piaceri della vita, quando morì, dico quando morì, fu seppellito. Quindi il suo corpo, diciamo, fu seppellito, fu messo in un sepolcro, ma la sua anima discese nell’Ades, all’inferno, e si ritrovò quindi nei tormenti. Là desiderava tanto che qualcuno intingesse la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua, perché? Per quale ragione? Perché era tormentato in una fiamma. Le parole sue non lasciano alcun dubbio: “Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma”.
Ora, queste parole sono parole dure, ma sono parole vere, e ci dicono che coloro che sono nell’Ades sono tormentati in mezzo alle fiamme del fuoco. Dunque, le fiamme dell’inferno esistono, non sono allegoriche, non sono metaforiche come dicono i bugiardi. Sono reali e producono un tormento continuo in coloro che appunto sono scesi in questo luogo di tormento. Dunque voi che siete sotto il peccato, che siete dunque schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato, dovete sapere che siete sulla via della perdizione, ossia sulla via che mena o che porta in questo luogo di tormento. Segnatevele bene queste parole, segnatevele bene “questo luogo di tormento”, perché voi siete diretti in questo luogo di tormento. Voi non siete diretti in paradiso nel regno dei cieli come vi hanno detto i bugiardi. Voi essendo sotto il peccato, siete diretti all’inferno. Vi hanno illuso, io non vi illudo, io vi dico la verità che è in Cristo Gesù. Vi hanno lusingato, io non vi lusingo. Vi dico come stanno le cose, vi dico dove state andando, io vi devo avvertire. L’amore di Cristo mi costringe ad avvertirvi. Chi vi lusinga non vi vuole bene.
Dunque, siete diretti in questo luogo. Pensate solamente a questo: se voi doveste morire in questo momento, sprofondereste in questo luogo di tormento senza alcuna più speranza di salvezza. Sprofondereste nel fuoco dell’inferno. “Ci vuoi terrorizzare?” qualcuno dirà? No, io voglio la vostra salvezza, desidero che voi siate salvati e per questo vi devo dire quello che vi aspetta una volta che morirete. Perché siccome vi hanno detto che il Signore vi salverà sicuramente perché il Signore è buono, non guarda quello in cui uno crede o quello che uno non crede. Siccome che vi hanno detto che potete meritarvi il paradiso con le vostre buone opere. È chiaro che io vi devo avvertire, vi devo avvertire perché so dove state andando: state andando all’inferno, l’inferno vi sta aspettando. Ma siccome che il mio desiderio è che voi siate salvati, strappati alle fiamme dell’inferno, io vi annunzio la via della salvezza. Vi annunzio la via della salvezza e quindi vi dico: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, perché è solamente credendo nell’Evangelo che appunto l’uomo viene salvato dai suoi peccati e ottiene la remissione dei peccati, la giustificazione, la vita eterna.
Perché l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: ‘Ma il giusto vivrà per fede’”. Dunque, l’Evangelo, la buona novella. Qual è questa buona novella? La buona novella è che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti, secondo le Scritture, che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo che è potente a salvare chiunque crede in esso. Ecco perché vi esorto a ravvedervi, quindi ad abbandonare i vostri pensieri iniqui e vani che vi rendono nemici di Dio nella vostra nella vostra mente e a credere nell’Evangelo. Perché credendo nell’Evangelo appunto il Signore avrà misericordia di voi, perdonerà i vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati. Perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Sarete salvati, liberati quindi dai vostri peccati, sarete giustificati. Perché? Perché il giusto vivrà per la sua fede, otterrete la vita eterna, perché è scritto: “Chi crede nel Figliuolo” badate bene cosa c’è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”, ha ha vita eterna, e dunque dal momento che chi crede ha vita eterna è sicuro di scampare alle fiamme dell’inferno. È sicuro che quando morirà, egli si dipartirà dal corpo ossia la sua anima si dipartirà dal corpo ed andrà ad abitare con il Signore, nel regno dei cieli, nei luoghi altissimi.
Questo è quello che appunto l’uomo ottiene per grazia credendo nell’Evangelo. Quindi vi rinnovo appunto l’esortazione: ravvedetevi e credete nell’Evangelo, altrimenti, ve lo ripeto, altrimenti ciò che vi aspetta è la perdizione. Non illudetevi, non è che rifiutandovi di credere nell’Evangelo voi sarete salvati lo stesso. Il Signore Gesù disse prima di ascendere in cielo alla destra del del Padre: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Non illudetevi, solamente credendo nell’Evangelo potete essere salvati, perdonati, giustificati, potete ottenere la vita eterna, non c’è un’altra via.
Chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato, ciò che vi aspetta è la condanna in altre parole, la condanna. Ecco perché appunto voi quando morirete, morirete nei vostri peccati se appunto vi rifiuterete di credere nell’Evangelo, scenderete là dove il dove l’anima di questo uomo ricco ancora si trova. Pensate: dopo tutto questo tempo, quell’uomo, l’anima di quell’uomo è ancora in quel luogo nei tormenti, e voi lo raggiungerete. Allora vi ricorderete di chi vi ha annunziato l’Evangelo, di chi vi ha esortato a ravvedervi, a credere nell’Evangelo, ma sarà troppo tardi. Non avrete più la possibilità di ravvedervi, di credere nell’Evangelo e quindi? E quindi rimarrete nell’Ades, in attesa del giorno del giudizio, quando risorgerete in risurrezione di giudicio per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati secondo le vostre opere e gettati anima e corpo, badate bene, in un luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda, dove sarete tormentati nei secoli dei secoli.
Quindi considerate l’eternità che vi aspetta, un’eternità piena di infamia, di dolori, un’eternità di tormenti. È terribile ciò che vi aspetta, è qualcosa di orribile, perché prima una volta che morite, ve ne andrete nell’Ades, e poi dopo, il giorno del giudizio, quando appunto risorgerete, sarete gettati poi da Dio nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Talvolta mi mancano le parole, vorrei dirvi molto di più, ma veramente io voglio che voi riflettiate sulla fine orribile che vi che vi aspetta, voi che siete sotto il peccato. Per quello il mio desiderio è quello che voi siate salvati ed è per questo che vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. A voi, Mariani, che andate dietro gl’idoli, gl’idoli muti, che fate tutte queste processioni portando sul baldacchino questi questi idoli muti che hanno hanno gambe hanno gambe e non camminano, li devono portare, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono, hanno bocca e non parlano: voi voi che seguite questi idoli muti, ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli a Dio. Siete degli idolatri, ciò che vi aspetta quindi è l’inferno. Ma dove pensate di andare? Voi che vi prostrate davanti alle statue, alle immagini, che le adorate, le pregate, ma dove pensate di andare dopo dopo dopo morti? In paradiso? Voi non vedrete giammai il paradiso. Ah pensate di andare in purgatorio? Vi hanno detto che andrete in un purgatorio a purgarvi? No, non esiste il purgatorio, voi andrete all’inferno, nell’Ades, nei tormenti. Eppoi là vi ricorderete, vi ricorderete di chi vi metteva in guardia dagl’idoli, dall’idolatria e allora smetterete di farvi battute contro quelli che vi avvertivano dall’idolatria. Quindi, ravvedetevi e convertitevi, voi Mariani, da tutti da questa idolatria a cui siete dati, e credete nell’Evangelo della gloria del beato Iddio per essere salvati. Altrimenti, altrimenti perirete, vi ritroverete vi ritroverete lì assieme al al ricco, in questo luogo di tormento, in questo luogo quindi orribile, è orribile.
Ci sono molti che si fanno beffe dell’ dell’ dell’inferno. Ricordo ancora una volta, una volta stavo parlando, stavo parlando a una coppia di persone e gli parlai dell’inferno. In maniera sarcastica, in maniera ironica uno di loro mi disse: “Beh, così almeno starò al caldo”. Bada bene, non è che starai al caldo, tu starai in mezzo alle fiamme, nei tormenti, nei tormenti, ricordatelo questo. Ricordatelo tu che fai la stessa battuta. Io posso non sentirti fare questa battuta, ma Iddio ti sente. Sì certo, c’è il caldo soffocante della fiamma, però ricordati ricordati questo: piangerai e striderai i denti e battute non ne farai più sull’inferno. Lì smetterai di fare le battute sull’inferno e su quelli che avvertono dall’inferno, non importa chi tu sia.
Quindi vi scongiuro, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio affinché il Signore abbia misericordia di voi, perché ciò che vi aspetta veramente è questo luogo di tormento, questo luogo orribile che appunto è l’inferno. Ravvedetevi, credete nell’Evangelo della grazia di Dio. E il Signore avrà misericordia di voi, vi strapperà dalle fiamme di questo di questo di questo luogo veramente orribile. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 16 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.
Dio, dopo avere tratto il suo popolo, cioè il popolo d’Israele dalla terra d’Egitto, dopo una secolare schiavitù, dopo averlo tratto fuori con mano potente, lo condusse nel deserto per appunto portarlo nella terra di Canaan, che Iddio aveva promesso ad Abramo, Isacco e Giacobbe. Durante questo viaggio Iddio diede al popolo la legge, una legge che conteneva molti comandamenti, molti precetti, e questa legge comprendeva anche un rituale, un rituale che doveva essere seguito in base alle prescrizioni date da Dio una volta all’anno. Era un un rituale particolare che andava, diciamo, eseguito dal Sommo Sacerdote nel corso della festa annuale delle espiazioni che è chiamata lo Yom Kippur.
Questo rituale prevedeva lo scannamento, l’uccisione di alcuni animali che venivano offerti come sacrifici per il peccato. Il Sommo Sacerdote offriva di questi animali, il sangue di questi animali, sia per i propri peccati e i peccati della propria casa, ma anche per i peccati del popolo. Il sangue di questi animali doveva essere portato nel luogo Santissimo. Il luogo Santissimo era una delle sale o una delle stanze di cui era formato il tabernacolo che Iddio comandò a Mosè di erigere nel deserto. Nel luogo Santissimo poteva entrare solo il Sommo Sacerdote una volta all’anno e ci entrava con il sangue di animali, con appunto il sangue di questi animali che serviva per compiere l’espiazione dei peccati.
E questa, questo giorno era estremamente importante per gli ebrei, perché Iddio disse, poiché “in quel giorno si farà l’espiazione per voi, affin di purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti all’Eterno.”. Quindi in quel giorno avveniva la purificazione dei peccati, ma quel sangue, badate bene, il sangue di quegli animali era impossibile che togliesse i peccati. Perché? Perché la legge ha un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose. Quindi come dice la Scrittura, non può mai con quegli stessi sacrifici che sono offerti continuamente anno dopo anno, rendere perfetti quelli che si accostano a Dio.
Cosa significa questo? Che quei sacrifici non potevano rendere perfetti gli adoratori, quelli che li offrivano, non li potevano rendere perfetti quanto alla coscienza. Perché gli adoratori, anche dopo aver offerto quei sacrifici, avevano coscienza di peccati. Giustamente lo scrittore agli Ebrei dice: “Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati? Invece in quei sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati.”
Dunque quel sangue prefigurava il sangue del Cristo, del Figlio di Dio, che nella pienezza dei tempi sarebbe venuto nel mondo per compiere la propiziazione dei nostri peccati, offrendo il suo prezioso sangue. Solamente in questa maniera l’uomo sarebbe stato reso perfetto quanto alla coscienza. Dunque il Signore aveva promesso di mandare il suo Cristo, il suo Figliuolo nel mondo proprio per questo, per compiere l’espiazione dei nostri peccati. E nella pienezza dei tempi lo ha mandato. Il nome del suo Cristo è Gesù, il Nazareno, o Gesù di Nazareth, perché fu allevato a Nazareth una città della Galilea.
Egli venne per offrire il suo sangue, per spargere il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, ossia affinché noi fossimo purificati dai nostri peccati, ossia ancora affinché la nostra coscienza, mediante il suo sangue, fosse purificata dalle opere morte per servire all’Iddio vivente. Il sangue che Gesù Cristo ha sparso quando appunto fu immolato, perché egli fu ucciso dai Giudei, egli fu appunto ucciso dai Giudei i quali lo dettero in mano ai Romani che lo crocifissero, il suo sangue è quel sangue che è in grado di togliere i peccati. Mentre il sangue di tori e di becchi non poteva togliere i peccati, il sangue di Gesù Cristo li può togliere.
Ecco perché Giovanni il Battista, l’uomo che Dio mandò davanti al suo Cristo per preparargli la via, disse “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Gesù Cristo dunque mediante il suo sangue toglie i peccati, li toglie dalla coscienza di coloro che si ravvedono e credono in lui. Cosa significa che credono in lui? Che credono che lui è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.
Credendo in questo messaggio che è la buona novella ossia l’Evangelo, l’uomo ottiene la purificazione dei peccati, cioè i suoi peccati vengono tolti, cancellati. Sì cancellati perché gli vengono rimessi grazie a quello che ha compiuto Gesù Cristo sulla croce, cioè grazie al suo prezioso sangue che egli ha sparso per la remissione dei nostri peccati.
E dunque quello che dovete fare voi che siete sotto il peccato, che siete senza Cristo, senza Dio nel mondo è questo, ravvedetevi, quindi cambiate modo di pensare abbandonando i vostri pensieri malvagi, i vostri pensieri vani e credete, credete nell’Evangelo e allora sperimenterete quello che abbiamo sperimentato noi, cioè che il sangue di Gesù Cristo toglie i peccati. Il sangue di Cristo fa quello che il sangue di tori e di becchi non poteva fare sotto la legge, non poteva farlo, perché quel sangue raffigurava il sangue del Cristo di Dio.
Quindi vi annunzio in Gesù Cristo la remissione dei peccati. Sì, “Di Lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. E non solo la remissione dei peccati, ma anche la liberazione dai peccati, quindi la salvezza. L’uomo sotto il peccato è schiavo del peccato, credendo nell’Evangelo viene affrancato dal peccato, poi oltre che alla liberazione dei peccati ossia la salvezza, egli, l’uomo che crede nell’Evangelo ottiene anche la giustificazione, cioè egli viene giustificato.
Questo è qualcosa di meraviglioso, perché si adempie appunto che “il giusto vivrà per fede”, e come avvenne con Abramo, Iddio gli mette all’uomo la sua fede in conto di giustizia, in conto di giustizia.
E poi l’uomo, credendo nell’Evangelo, ottiene la vita eterna, perché “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”. Sappiatelo, la vita eterna è il dono di Dio che si riceve appunto per grazia mediante la fede. La Scrittura dice: “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”. Gesù disse: “chi crede ha vita eterna”. Quindi, chi crede nell’Evangelo ha vita eterna, quindi ha la certezza che quando morirà si dipartirà dal corpo e andrà ad abitare col Signore nel regno dei cieli. La certezza, sì, la certezza assoluta, perché d’altronde “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono”.
Nel momento in cui crederete quindi nell’Evangelo, avrete vita eterna e quindi scamperete alle fiamme dell’inferno, perché voi siete diretti all’inferno. In quanto peccatori, in quanto persone sotto il peccato, siete dirette, siete diretti all’inferno. L’inferno è un luogo di di tormento, un luogo reale, un luogo dove scendono le anime di coloro che muoiono nei loro peccati, ma appunto vi ho detto che credendo nell’Evangelo otterrete la vita eterna e quindi sarete strappati dalle fiamme dell’inferno dove voi siete diretti, e quindi esulterete, giubilerete, glorificherete Iddio per la sua grazia, sì, perché è tutto per grazia, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori.
Quando voi vi ravvederete e crederete nell’Evangelo, gusterete la bontà del Signore e capirete, capirete quanto è meraviglioso il Signore, quanto veramente il Signore è misericordioso e come veramente il Signore è pronto a perdonare, egli è un Dio perdonatore, un Dio che perdona le iniquità di coloro che si ravvedono e credono nel suo Figliuolo.
Ma vi avverto, se vi rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di voi, non vedrete la vita e morrete nei vostri nei vostri peccati e ve ne andrete all’inferno, là c’è il fuoco, là c’è il tormento, non c’è nessun riposo, nessuna pace, nessuna gioia, all’inferno c’è il pianto e lo stridore dei denti.
Quindi io vi ho avvertiti, vi ho avvertiti, vi ho detto qual è la vostra condizione, vi ho detto cosa dovete fare per ottenere la remissione dei vostri peccati, la liberazione dei vostri peccati, la giustificazione e la vita eterna, io vi ho mostrato la via, ve l’ho mostrata, ravvedetevi e credete nell’Evangelo affinché il Signore abbia misericordia di voi.
Ricordatevi, Gesù Cristo è “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Io ti dico a te peccatore che il Signore Gesù Cristo ha tolto i miei peccati nella sua grande misericordia, e quello che ha fatto con me lo ha fatto anche con tanti altri che hanno creduto in lui. Quindi, o uomo, donna che tu sia, ravvediti e credi nella buona novella che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio il quale è morto ed è risuscitato, credi in lui e il Signore avrà misericordia di te, e allora ti ricorderai delle parole di Giovanni il Battista quando disse quel giorno: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Doveva essere ucciso e risuscitare il terzo giorno” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura dice che ad un certo punto Gesù di Nazareth “cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno”.
Come mai Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli queste cose che gli dovevano accadere? Perché Gesù era il Cristo di Dio, cioè il Messia di Dio, del quale i profeti avevano preannunziato la venuta e del quale avevano detto che doveva essere ucciso e resuscitare dai morti. Infatti il profeta Isaia aveva detto del Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Egli dunque parlò della morte che doveva fare, il tipo di morte che doveva fare il Cristo, perché doveva essere, notate, doveva essere trafitto, doveva essere fiaccato e quindi doveva essere ucciso.
E non solo, doveva anche resuscitare. Infatti Davide, che era profeta, parlò della della resurrezione del Cristo quando, per lo Spirito Santo, disse: “Anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Davide non parlò di se stesso, ma, antivedendola, parlò della resurrezione del Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.
Dunque Gesù sapeva, sapeva, era pienamente consapevole, sapeva di essere il Cristo, Gesù il Figlio di Dio disceso dal dal cielo, perché il Padre appunto lo ha mandato in questo mondo. Egli discese dal cielo e sapeva di essere disceso per fare non la sua propria volontà, ma la volontà di Colui che lo aveva mandato, e la volontà di Dio, cioè del Padre, era che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, morisse e risuscitasse.
Dunque questo è quello che Dio aveva preannunziato e quello che Dio mandò poi ad effetto in Gesù, perché Gesù il Giusto, colui che non ha conosciuto peccato, benché fu tentato in ogni cosa come noi, però senza peccare, egli colui che non conobbe peccato si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sul legno della croce, perché Gesù fu crocifisso. Infatti, dopo essere stato arrestato a Gerusalemme e appunto condannato dal Sinedrio ebraico, condannato perché ritenuto colpevole di bestemmia, perché aveva dichiarato di essere il Cristo il Figliuolo di Dio, dopo essere stato condannato a morte dal Sinedrio ebraico, fu dato nelle mani del governatore della Giudea, che allora era Ponzio Pilato, il quale inizialmente voleva liberarlo, ma poi acconsentì a quello che la folla chiedeva a gran voce, cioè che Gesù di Nazareth, chiamato il Cristo, fosse crocifisso.
Sì, Gesù Cristo fu crocifisso dunque. La folla gridò davanti al governatore: “Crocifiggilo, crocifiggilo”, e benché il governatore della Giudea, cioè Ponzio Pilato, non trovasse in lui nulla che fosse degno di morte, alla fine poi il governatore sentenziò che fosse fatto quello che chiedeva il popolo, e dunque Gesù fu crocifisso.
Per cui noi vi annunziamo la la buona novella che le le predizioni concernenti il Cristo si sono adempiute in Gesù. Gesù dunque è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture. Dopo essere risuscitato, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, la buona novella appunto nella quale dovete, dovete credere, dovete credere per essere salvati, liberati dai vostri peccati, per ottenere la remissione dei peccati, per essere giustificati e per ottenere la vita eterna. Sì, perché la vita eterna non è non è il salario che Dio dona a qualcuno, non è una paga, ma è il dono di Dio in Cristo Gesù.
E dunque io vi esorto a ravvedervi e a credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, cioè il Messia. La sua morte fu una morte espiatoria e la sua resurrezione avvenne a cagione della nostra giustificazione. Dunque vi annunzio che credendo nell’Evangelo voi otterrete la salvezza dai vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati, perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Otterrete la giustificazione, sarete giustificati, perché la Scrittura dice che nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, “secondo che è scritto: Il giusto vivrà per fede”, quindi sarete giustificati e otterrete appunto, riceverete la vita eterna, perché chi crede ha vita eterna.
Dunque qualcuno dirà: “Ma allora è tutto gratuito?” Sì, viene tutto dato gratuitamente dal Signore, perché appunto mediante, per mezzo di Gesù Cristo, è venuta la grazia, cioè l’immeritato favore da parte di Dio. La salvezza è per grazia, la remissione dei peccati è per grazia, la giustificazione è per grazia, la vita eterna è per grazia che si riceve. Quindi vi annunzio in Cristo Gesù la grazia di Dio, sì la grazia di Dio e dunque ravvedetevi e credete in Gesù il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo per essere la propiziazione dei nostri dei nostri peccati.
Egli è venuto e ha compiuto questa meravigliosa opera di redenzione spargendo il suo prezioso sangue su quel legno della croce al Golgota e risuscitando dai morti il terzo giorno. E dunque chi crede in lui viene salvato, sì viene salvato e strappato dal fuoco. Quale fuoco? Il fuoco dell’inferno, nel quale egli è l’uomo peccatore è diretto e dove va nel momento in cui muore nei suoi peccati. È là che va, all’inferno. Poi, badate bene, in quel giorno, cioè nel giorno del giudizio, quando il peccatore poi risusciterà in resurrezione di giudizio, allora comparirà davanti al trono di Dio per essere giudicato dalle sue opere e sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, cioè la geenna, il fuoco eterno, dove sarà tormentato nei secoli dei secoli.
Dunque considerate quanto sia grande la salvezza che Cristo Gesù ha comprato con il suo prezioso sangue. È una grande salvezza, non rifiutatela, non rifiutatela, accettatela invece, accettatela, ravvedendovi e credendo in colui che è morto ed è risuscitato. Sì, Gesù Cristo è risuscitato dai morti, fu messo in una in una tomba, ma Iddio lo risuscitò dai morti, e apparve, vivente, vivente apparve, mangiò e bevve con i suoi discepoli, si fece toccare da loro, prima di essere assunto in cielo alla destra del Padre nei luoghi altissimi dove egli adesso intercede per i santi.
Quindi ricordatevi appunto che Gesù di Nazareth è il Cristo, e in lui, solamente in lui, c’è la salvezza. Nel suo nome “non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”. Ricordatevelo, nessun altro vi può salvare, perché Gesù Cristo è il Salvatore del mondo, è lui che il solo vero Iddio, il Creatore di tutte le cose, ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Non c’è un altro a cui vi potete affidare che può salvarvi. Sappiatelo questo, sappiatelo questo: Gesù Cristo è il Salvatore del mondo, perché lui è il Cristo, il Figlio di Dio.
Quindi ravvedetevi e credete appunto in Gesù Cristo, e il Signore avrà misericordia di voi come ha avuto misericordia di noi. Il Signore cancellerà i vostri peccati, non avrete più quel peso che vi opprime, costituito appunto dai vostri peccati. Il Signore vi libererà, sappiatelo, ma appunto sappiate anche questo: che se rifiuterete di credere nel Signore Gesù Cristo, ciò che vi attende è l’inferno. L’inferno è un luogo di tormento nell’aldilà dove appunto precipiterete quando spirerete, e là andrete nel tormento per esservi tormentati.
L’inferno non è un’invenzione della Chiesa, non è un mito, non è una favola, l’inferno esiste. L’inferno è un luogo reale e colui coloro che credono nel Signore Gesù Cristo vengono veramente strappati alle fiamme, alle fiamme, del fuoco di questo luogo terribile, terribile, nel quale appunto in questo momento tantissime anime sono lì a gemere, sono lì appunto a stridere i denti, perché in quel luogo veramente le anime sono tormentate.
Quindi ravvedetevi e credete nell’Evangelo per essere salvati e ottenere la vita eterna in Cristo Gesù. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 15 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.
Il profeta Isaia, uno dei profeti che parlarono ab antico da parte di Dio e che appunto preannunziarono la venuta del Cristo di Dio o del Messia di Dio, disse queste parole. Ripeto, fu il profeta Isaia a dire queste parole per lo Spirito Santo: “Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora in perpetuo: questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti”.
Dunque, parlando del Cristo, cioè dell’Unto di Dio, il profeta Isaia disse: “Un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato”. Egli, dunque, predisse in questa maniera la nascita del Cristo. Notate come egli parli di un evento che doveva ancora avvenire come fosse già avvenuto, e questo perché Dio chiama le cose che non sono come se fossero e parla di eventi che ancora devono avvenire, che sono da lui decretati come se fossero già avvenuti.
E dunque, quando venne la pienezza dei tempi, nacque un fanciullo, nacque a Betlemme, terra di Giuda, e questo affinché si adempisse quello che aveva detto un altro profeta, il profeta Michea. E questo fanciullo che nacque a Betlemme di Giuda, nacque da una donna che si chiamava Maria. Questa questa donna era rimasta incinta per virtù dello Spirito Santo, per cui il bambino che nacque fu generato dallo Spirito Santo. Questa donna era rimasta incinta per virtù dello Spirito Santo prima di diventare moglie di Giuseppe, ossia lei rimase incinta quando era ancora fidanzata, poi i due si sposarono e, quando venne il tempo, per lei appunto, poi partorì partorì questo fanciullo, il suo primogenito.
E questo gli era stato preannunziato a Maria da un angelo di Dio, l’angelo Gabriele, che Dio le aveva mandato mentre appunto lei si trovava a Nazareth, una città della Galilea. Questo angelo di Dio entrò da lei, la salutò e gli disse tra le altre cose queste parole, gli aveva detto: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, tu concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figliuolo dell’Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.
Fu in questa maniera che appunto questo angelo, questo santo angelo di Dio, preannunziò a quella giovane vergine fidanzata a Giuseppe, che era della casa di Davide, gli preannunziò appunto la nascita la nascita di questo fanciullo a cui avrebbe posto nome Gesù, che poi significa Gesù: Yahweh salva. E questo fanciullo sarebbe, o meglio, era il Figliuolo di Dio.
Ecco dunque che, quando Gesù nacque a Betlemme, si compì appunto la parola che aveva pronunziato Iddio per mezzo del profeta Isaia: Un figliuolo “Un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato”. Ebbene, quel figliuolo era il Figliuolo di Dio. Quel bambino che nacque circa duemila anni fa a Betlemme era l’Unigenito venuto da presso al Padre, il Figliuolo quindi di Dio.
Che cos’è che venne a fare in questo mondo? Perché Iddio lo diede? Perché Iddio lo mandò in questo mondo? Perché mandò il suo Figliuolo in questo mondo? Lo mandò affinché il mondo fosse salvato per mezzo di lui. Il Padre ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Gesù Cristo, infatti, è venuto nel mondo per salvare i peccatori e quindi per portare la salvezza. E questo perché gli uomini tutti hanno peccato e quindi sono sotto il sotto il gli uomini sono sotto il peccato. Sono dominati dal peccato, schiavi del peccato, e siccome che non possono redimersi da soli, non possono affrancarsi dal peccato da soli, Iddio ha mandato il suo Figliuolo nel mondo, lo ha mandato nel mondo dunque proprio per questo, per salvare il mondo per mezzo di lui. E dunque è venuto a portare la salvezza di Dio, e il Signore ha provveduto appunto tramite il suo Figliuolo alla salvezza.
E dunque in che maniera? In questa maniera: facendo sì che il il Cristo morisse per i nostri peccati. Lui, il Santo, il Giusto, che non aveva conosciuto peccato, benché in ogni cosa fu tentato come noi però senza peccare, egli si caricò dei nostri peccati, li portò appunto nel suo corpo sul legno. E dunque questo perché era stato preannunziato dal profeta Isaia, peraltro, che appunto il Cristo doveva essere “trafitto a motivo delle nostre trasgressioni e fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. E infatti Gesù il Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, poi fu seppellito, e ma il terzo giorno Iddio lo risuscitò dai morti affinché si adempissero anche in questo caso le Scritture. Perché Iddio aveva preannunziato oltre che la morte del suo Cristo anche la sua resurrezione, e lo aveva fatto appunto tramite Davide quando disse: “Anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.
E quindi Iddio resuscitò dai morti Gesù Cristo, ed egli apparve ai suoi discepoli, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Si fece vedere da loro, lo toccarono, mangiarono e bevvero con loro, e quindi furono testimoni i suoi discepoli della sua resurrezione. Il Signore Gesù Cristo, dunque, è veramente risuscitato ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione.
Dunque io vi annunzio la buona novella che Gesù di Nazareth, di Nazareth perché fu allevato a Nazareth mentre nacque a Betlemme e fu allevato a Nazareth, Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, del quale parlarono ab antico i profeti del Signore che erano uomini santi. E dunque in lui vi annunzio la salvezza dai peccati. In lui vi annunzio la remissione dei peccati, per cui chi crede in lui viene salvato dai suoi peccati, liberato dai suoi peccati, e sempre chi crede in lui ottiene la remissione dei peccati, nonché nonché la vita eterna, la vita eterna perché “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”.
Dunque quello che vi dico di fare è questo: ravvedetevi e credete, credete che Gesù di Nazareth è il Cristo del quale parlarono ab antico i profeti e che in lui quindi si sono adempiute le Scritture, secondo le quali il Cristo doveva morire per i nostri peccati e resuscitare dai morti. Credetelo e il Signore avrà misericordia di voi, avrà pietà di voi. Sarete salvati, liberati dai vostri peccati che ora vi dominano, e il Signore vi libererà e il Signore vi rimetterà tutti i vostri peccati perché “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione de’ peccati mediante il suo nome”.
E sarete quindi strappati dalle fiamme dove siete diretti, sì, perché la fine che vi aspetta, la fine che vi aspetta voi che siete sotto il peccato è questa: è la perdizione. Ciò che vi aspetta è l’inferno. Non c’è non c’è non c’è non c’è possibilità che voi scampiate all’ all’inferno all’infuori appunto della fede in Gesù Cristo. L’unica maniera in cui voi potete scampare dalle fiamme dell’inferno è ravvedervi e credere appunto in Gesù Cristo, il Figlio di Dio. E dunque, ravvedetevi e credete nel Signore Gesù Cristo affinché il Signore abbia misericordia di voi.
Badate bene, non rifiutate non rifiutate di credere in lui perché altrimenti sarete condannati. Gesù lo ha detto, disse queste parole: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Per cui sappiate, sarete condannati. Se rifiuterete di credere in lui, sarete condannati. Quando morirete, ve ne andrete in perdizione perché morirete nei vostri peccati. Ecco perché vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi davanti a Dio e a credere in Gesù Cristo.
Lui è appunto quel fanciullo del quale del quale parlò il profeta Isaia. Lui è quel figliuolo del quale parlò il profeta Isaia secoli prima che Gesù nascesse. Lui, cioè Gesù, è colui nel quale si sono adempiute queste parole: “Un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato”. Lui è il Cristo e io vi ho annunziato la buona novella che Gesù è il Cristo.
Credete, credete nella buona novella e il Signore vi salverà, vi perdonerà, vi giustificherà, vi darà la vita eterna e così quando morirete, morirete in Cristo e il Signore salverà l’anima vostra nel suo regno celeste. Altrimenti, vi aspetterà o comunque vi aspetta un’orribile fine perché morirete nei vostri peccati e ve ne andrete all’inferno.
L’inferno è un luogo reale, un luogo di tormento terribile. Il mio desiderio e la mia preghiera è che voi siate salvati e quindi il mio desiderio qual è? Il mio desiderio è che voi vi ravvediate e crediate nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.