Credi in Colui che giustifica l’empio [Audio Streaming]

bibbia microfonoÈ on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Credi in Colui che giustifica l’empio” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:
Uomini e donne piccoli e grandi ricchi e poveri savi e ignoranti Ebrei e Gentili prestate la massima attenzione al messaggio che sto per trasmettervi da parte di Dio perché questo è il messaggio della salvezza che è in Cristo Gesù quindi quel messaggio che può salvarvi dal peccato e dalla perdizione eterna dice l’apostolo Paolo ai santi di Roma queste parole che leggerò dal capitolo quattro capitolo quattro dell’epistola di Paolo ai Romani alcuni versetti “Che diremo dunque che l’antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; infatti, che dice la Scrittura? Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia. Così pure Davide proclama la beatitudine dell’uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz’opere, dicendo: Beati quelli le cui iniquità sono perdonate, e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non imputa il peccato.” dunque l’apostolo Paolo prende ad esempio Abramo il patriarca Abramo che molto tempo prima che venisse in questo mondo Gesù Cristo il Figlio di Dio fu giustificato da Dio quindi fu reso giusto dichiarato e fatto giusto in virtù di che cosa in virtù della sua fede infatti è scritto che credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia dunque Abramo fu giustificato mediante la sua fede non mediante le sue opere buone no ma mediante la sua fede cioè soltanto mediante la fede ecco perché c’è scritto che ciò gli fu messo in conto di giustizia che cosa gli fu messo in conto di giustizia la fede la fede dunque la giustificazione è per fede soltanto per fede per essere dichiarati e fatti giusti da Dio bisogna credere ma bisogna credere in chi in chi devi credere tu che mi stai ascoltando per essere giustificato te lo dico subito devi credere in Gesù Cristo il Figlio di Dio che è colui che giustifica l’empio tu dirai allora mi stai dando dell’empio beh alla luce di quello che dice la Sacra Scrittura certo tu sei un peccatore tu sei dato all’empietà e dunque sei un nemico di Dio l’ira di Dio è sopra di te e morissi in questo momento te ne andra te ne andresti all’inferno cioè al soggiorno dei morti perché la Bibbia dice che gli empi se n’andranno al soggiorno dei morti quindi questa è la tua situazione e hai bisogno di essere giustificato e questa giustificazione la puoi ottenere soltanto credendo in Gesù Cristo che è colui che giustifica l’empio credendo in lui sarai appieno giustificato perché tutti i tuoi peccati ti saranno rimessi sarai appieno perdonato perché questo perché crederai in Colui che mediante il suo sacrificio espiatorio appunto espiatorio ha compiuto la propiziazione dei nostri peccati sì perché devi sapere che Colui che giustifica l’empio cioè appunto Gesù Cristo è colui che giustifica l’empio lui è morto sulla croce per i nostri peccati fu seppellito e il terzo giorno risuscitò dai morti facendosi vedere per molti giorni dai suoi discepoli prima poi di essere assunto in cielo alla destra di Dio quindi devi sapere che Egli cioè Gesù è in grado di giustificare l’empio e quindi è in grado di giustificare anche te in virtù di quello che lui ha fatto cioè in virtù della sua opera di redenzione che è completa perfetta a cui non c’è assolutamente niente da aggiungerci ecco perché ecco perché chi crede in lui riceve la remissione di tutti i suoi peccati ecco perché chi crede in lui viene giustificato appieno perché appunto egli è morto per i nostri peccati ed è risuscitato il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione dunque se tu crederai in lui la tua fede ti sarà messa in conto di giustizia sarai giustificato davanti al Signore smetterai di essere un empio e diventerai un giusto e dunque e dunque non sarai più sulla strada che mena nel soggiorno dei morti che appunto questa è la via della perdizione ma sarai sulla via della salvezza cioè su quella via che mena alla vita nel regno di Dio ossia nel regno dei cieli e quando ti dipartirai dal corpo ti dipartirai per andare in cielo con il Signore perché è là che vanno tutti coloro che sono stati giustificati e che muoiono nel Signore dunque vedi la buona notizia la buona notizia che ti annunzio la buona notizia relativa alla salvezza che è in Cristo Gesù la giustificazione che è in Cristo Gesù che si ottiene lo ribadisco solo per fede non per opere se fosse per opere qualcuno naturalmente o meglio chiunque si potrebbe gloriare nel cospetto di Dio potrebbe appunto vantarsi di di essersi meritata la salvezza la giustificazione ma questo è escluso questo vanto è escluso per la legge della fede la legge della fede che ti ho annunziato da parte del Signore ecco perché ti dico credi in Colui che giustifica l’empio e sarai giustificato sarai perdonato e sarai salvato dalla perdizione eterna considera dunque considera dunque quale buona notizia questa sì che è una buona notizia e infatti è la buona notizia relativa al regno di Dio dunque tu che vivi nel peccato sotto il dominio del peccato tu che veramente quindi ancora brancoli nel buio senza speranza devi sapere devi sapere che puoi essere giustificato solamente in una maniera credendo in Gesù Cristo fallo fallo pentendoti naturalmente dei tuoi peccati di quei dei peccati che hai commesso contro Dio violando la sua legge ravvediti dei tuoi peccati e credi in Colui che giustifica l’empio e la tua vita sarà totalmente trasformata perché all’istante ti sentirai veramente un giusto nel cospetto del Signore perché sarai reso giusto veramente per la grazia di Dio ti sentirai rinascere e infatti diventerai un figliuolo di Dio ti sentirai proprio una nuova creatura per la grazia di Dio e poi ti sentirai quindi giusti riconciliato con Dio e poi ti sentirai sicuro del perdono ottenuto e della salvezza ti sentirai assolutamente sicuro e tutto questo per la grazia di Dio perché tutto ciò è per grazia non è per opere altrimenti ti ripeto altrimenti l’uomo si vanterebbe nel cospetto di Dio ma Iddio sapendo che l’uomo appunto si sarebbe vantato in questa in questa diciamo diciamo in questa situazione eh nel caso appunto la salvezza fosse stata per opere allora il Signore ha tolto ha tolto appunto il vanto l’ha tolto perché perché lui ha stabilito ha stabilito la legge della fede e quindi che la giustificazione si ottiene soltanto mediante la fede in Gesù Cristo credi in Gesù Cristo lui è colui che giustifica l’empio e quindi se lo farai sarai giustificato ascolta non posticipare questa decisione non posticiparla perché veramente oggi oggi è il giorno della salvezza questo è il tempo accettevole chi ha orecchi da udire oda

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Sul calice che Gesù chiese al Padre di allontanare da Lui

Fratelli nel Signore, voglio brevemente spiegarvi cosa intese Gesù per calice nella notte in cui fu tradito, quando pregò il Padre nel giardino del Getsemani.

Luca afferma: “Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione. Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:39-44).

Per capire questa richiesta fatta da Gesù all’Iddio e Padre suo, bisogna innanzi tutto tenere a mente quale fosse il suo stato d’animo nel Getsemani. Marco dice infatti che Gesù dopo avere detto ai suoi discepoli di sedersi lì finché Lui avesse pregato, prese con sé Pietro e Giacomo e Giovanni e “cominciò ad essere spaventato ed angosciato. E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate” (Marco 14:33-34).

Gesù stava dunque soffrendo molto, ancora prima di mettersi a pregare. Le ragioni mi paiono evidenti, sapeva molto bene quali atroci sofferenze lo aspettavano, ed essendo un vero uomo si spaventò e fu angosciato al pensiero di quello che gli stava per accadere. E qui dunque vediamo che la Scrittura ci conferma pienamente che Gesù era un vero uomo, perché parla di un uomo spaventato e angosciato e molto triste.

Cosa fece allora Gesù? Chiese al Padre, se fosse possibile, di allontanare da lui quel calice che doveva di lì a poco bere. Dico ‘doveva’, perché così Dio aveva decretato nei Suoi confronti, e Gesù questo lo sapeva molto bene. Anche l’ora che Gesù chiese al Padre che se era possibile passasse oltre da Lui (cfr. Marco 14:35), era l’ora che doveva scoccare per Lui di lì a poco quando sarebbe stato dato in mano ai peccatori e avrebbe sofferto per mano loro, infatti dopo avere pregato, immediatamente prima che arrivassero ad arrestarlo Gesù dirà ai suoi discepoli: “L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino” (Marco 14:41), e quando lo arrestarono disse ai suoi nemici: “… questa è l’ora vostra e la potestà delle tenebre” (Luca 22:53)

Ecco perché Gesù nella preghiera disse: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”, perché sapeva che doveva sottomettersi al Padre, cosa che Egli fece anche in quell’occasione perché accettò di bere quel calice e di andare incontro a quell’ora. D’altronde, Gesù stesso aveva detto un giorno: “Ora è turbata l’anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest’ora” (Giovanni 12:27 – anche mettendo il punto di domanda al posto del punto esclamativo, come fanno alcune traduzioni, il senso non cambia perché le parole seguenti di Gesù spiegano che Lui era destinato ad andare incontro a quell’ora).

In quella particolare preghiera di Gesù, dunque noi vediamo una dimostrazione della sua perfetta umanità. Non ravvisiamo nessuna contraddizione da parte sua. La Scrittura dice che abbiamo un Sommo Sacerdote che “in ogni cosa è stato tentato come noi” (Ebrei 4:15), e se lo crediamo, dobbiamo credere anche che Gesù in quell’occasione fu tentato affinché non deponesse la Sua vita per redimerci. Da qui appunto quella richiesta, ma Egli non peccò, perché fu una preghiera in cui Egli si sottopose alla volontà del Padre Suo.

Nel Getsemani comunque Gesù fu consolato dal Padre Suo, infatti Dio gli mandò un angelo che gli apparve dal cielo a confortarlo. Ma badate che Gesù continuò a soffrire anche dopo l’apparizione di quell’angelo infatti immediatamente dopo avere detto che un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo, Luca dice che “essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:44).

Dunque, Gesù fu confortato mediante quell’angelo di Dio ma non liberato da quella sofferenza che stava patendo nel Getsemani. Fu invece liberato dal timore della morte, secondo che è scritto: “Il quale, ne’ giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d’esser liberato dal timore, benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; ed essendo stato reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d’una salvezza eterna, essendo da Dio proclamato Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebrei 5:7-10).

Quello che ottenne Gesù dunque fu la liberazione dal timore della morte, e quindi poté bere senza paura quel calice che gli era posto dinnanzi, sapendo peraltro la gioia che gli era posta dinnanzi. Certo Gesù si rivolse in preghiera a Colui che lo poteva salvare dalla morte, ma non poté ottenere di scampare alla morte, perché fu per questo che Egli era venuto nel mondo. Fu però – lo ripeto – liberato dal timore della morte, affinché potesse andare incontro a quell’ora con coraggio. Non è forse scritto nei Salmi infatti: “Io ho cercato l’Eterno, ed egli m’ha risposto e m’ha liberato da tutti i miei spaventi” (Salmo 34:4)?

Vorrei terminare ricordandovi, fratelli, che affinché Gesù diventasse un fedele e misericordioso sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, Egli doveva essere fatto in ogni cosa simile a noi, e quindi fu necessario che Egli soffrisse tutto quello che un uomo può soffrire anche dal punto di vista spirituale, e quindi anche le sofferenze da lui patite nel Getsemani servirono al Padre per rendere perfetto il duce della nostra salvezza (cfr. Ebrei 2:10), e metterlo in grado quindi di simpatizzare con noi nelle nostre infermità (cfr. Ebrei 4:15), e venirci in soccorso quando siamo tentati in quanto Egli stesso “ha sofferto essendo tentato” (Ebrei 2:18). E abbiamo visto quanto Gesù soffrì nel Getsemani essendo tentato. Come anche va detto, che quelle sofferenze servirono a farGli imparare l’ubbidienza, secondo che è scritto: “Imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì” (Ebrei 5:8).

A Colui che mediante la Sua morte ha distrutto il diavolo che aveva l’impero della morte, e ci ha liberati dal timore della morte, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

Giacinto Butindaro

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