[Video] Luca Adamo: “Così Satana ha cominciato ad avere il mal di testa…”

Luca Adamo, predicatore pentecostale itinerante, in una predicazione tenuta negli studi televisivi della TBNE nel novembre 2009, ha affermato:

‘Guardate cosa dice Dio. Genesi 3 al versetto 15, Dio parla e dice: “Io porrò inimicizia fra il tuo seme e il seme di lei, esso ti schiaccerà il capo e tu ferirai il suo calcagno”. Vediamo di capirci meglio. Dio ha visto che satana aveva tentato il suo uomo, Dio ha visto che il diavolo aveva mandato distruzione nell’uomo, e allora ha parlato e ha detto: ‘Mister Satana ti dico come andrà a finire la storia, nascerà un uomo da donna, che ti schiaccerà il capo, non ti dico chi è, non ti dico dove nascerà, non ti dico da chi verrà, l’unico dato che ti do è che verrà un liberatore, non sarà un angelo, non sarà un cherubino, sarà un uomo nato da donna, verrà e ti schiaccerà il capo, certo tu gli ferirai il calcagno’. La Chiesa ha avuto tanto martirio, un po’ di male ce l’ha fatto il nemico, ma noi gli abbiamo schiacciato il capo, alleluia, non è straordinario, non è straordinario? Così Dio dal cielo dice: ‘Mister Satana, ti dico come sarà la mia vendetta, un nato di donna ti schiaccerà il capo!’ Così Satana ha cominciato ad avere il mal di testa, l’emicrania nasce dal diavolo, perché il diavolo ha cominciato a dire: ‘Come un nato di donna?’ Se avesse detto ‘un cherubino speciale’ l’avrebbe potuto riconoscere subito. Ci siete? Se avesse detto ‘un angelo dal cielo con quattro ali’ lui avrebbe subito riconosciuto questo angelo dal cielo. Ma Dio gli ha detto ‘un uomo’ ‘un nato di donna’ e basta, non gli ha data più nessuna indicazione. Così Satana, che conosceva bene Dio, ha detto: ‘Sicuramente questo liberatore vendicherà Adamo, vendicherà il tradimento di Adamo ed Eva’. E allora ha cominciato a guardarsi intorno per cercare di capire chi potesse essere il liberatore. E ha messo gli occhi su Caino e Abele. Ora Caino e Abele è una storia abbastanza importante. Ma mettiamoci negli occhi del diavolo, del nemico dell’anima nostra. Lui vede Caino che fa un offerta al Signore, e il Signore non prende questa offerta, poi vede Abele – Chuck – che fa l’offerta al Signore, e vede che il Signore gradisce l’offerta di Abele. E allora Satana deve avere detto: ‘Se nasce mai uno che mi schiaccerà il capo, se un liberatore dovesse mai nascere, non potrebbe che nascere dalla linea di Abele, perché la linea di Abele era gradita a Dio, e allora Satana uccide Abele. Viè, viè! Mi stai sentendo? stai capendo cosa sto dicendo? Satana uccide Abele perché aveva capito che Gesù Cristo sarebbe nato da quella discendenza!’

Ora, in questi pochi minuti di predicazione da me tratti ci sono svariate menzogne dette da Luca Adamo. Vediamole:

Luca Adamo mette in bocca a Dio parole che Dio non ha mai detto come per esempio queste: ‘Mister Satana ti dico come andrà a finire la storia, nascerà un uomo da donna, …. non ti dico chi è, non ti dico dove nascerà, non ti dico da chi verrà, l’unico dato che ti do è che verrà un liberatore, non sarà un angelo, non sarà un cherubino, sarà un uomo nato da donna, ….. ‘Mister Satana, ti dico come sarà la mia vendetta’.

  1. Non è vero che noi abbiamo schiacciato il capo a Satana, perché sarà Cristo a schiacciare il capo a Satana.
  2. Non è vero che ‘così Satana ha cominciato ad avere il mal di testa’. Questo modo di parlare dimostra l’arroganza di chi dice queste cose.
  3. Non è vero che ‘Satana, che conosceva bene Dio, ha detto: ‘Sicuramente questo liberatore vendicherà Adamo, vendicherà il tradimento di Adamo ed Eva’. E allora ha cominciato a guardarsi intorno per cercare di capire chi potesse essere il liberatore’. Queste sono fantasie.
  4. Non è vero che perché Dio gradì l’offerta di Abele, Satana ‘deve avere detto: ‘Se nasce mai uno che mi schiaccerà il capo, se un liberatore dovesse mai nascere, non potrebbe che nascere dalla linea di Abele, perché la linea di Abele era gradita a Dio, e allora Satana uccide Abele’. Sono fantasie anche queste. Satana non arrivò affatto a quella conclusione, e non uccise Abele. Infatti ad uccidere Abele non fu Satana ma Caino suo fratello, e lo fece per la ragione detta da Giovanni: “Perché le sue opere erano malvagie, e quelle del suo fratello erano giuste” (1 Giovanni 3:12).

Concludo, mettendovi ancora una volta in guardia da questo tipo di predicatori, che mettono in bocca a Dio e a Satana quello che vogliono loro, e che interpretano le Scritture in maniera arbitraria. Sono gonfi e non sanno nulla. Nuvole senz’acqua.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

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[Video] Corrado Salmè insegna il falso sulle lingue e l’interpretazione

Corrado Salmè, pastore del Centro Apostolico Missionario GIUBILEO di San Giovanni La Punta (Catania), durante una sua predicazione del 1-12-2009 dal titolo ‘Dieci motivi per parlare in altre lingue’ ha affermato tra le altre cose quanto segue:

‘Il segno delle lingue è una cosa, il dono delle lingue è un altro. Perché l’uso di queste due espressioni, hanno due usi diversi. C’è l’uso devozionale, che è quello che noi utilizziamo nel parlare con Dio: ‘Chi parla in altra lingua non parla agli uomini ma parla a Dio’. Mentre nel dono delle lingue quel parlare in lingue è diretto agli agli uomini perché deve essere interpretato’.

Quindi, detto in altre parole, quando parla in lingue in privato parla a Dio, mentre quando parla in lingue nell’assemblea dei santi egli si rivolge agli uomini. Il che è falso perché la Scrittura dice che il parlare in altra lingua è SEMPRE diretto a Dio (1 Corinzi 14:2).

Ascoltalo Salmè da te stesso in questo video, e ascolta anche perché secondo Salmè, Dio avrebbe deciso di parlare alla Chiesa sia attraverso le lingue che attraverso la profezia perché si tratta di qualcosa di veramente assurdo.

Leggi la mia confutazione di questo falso insegnamento, che peraltro è molto diffuso in ambito Pentecostale.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

Confutazione di quello che insegna Corrado Salmè (che è insegnato da tanti altri pastori pentecostali) , Confutazione della dottrina ‘Le lingue più interpretazione corrispondono alla profezia’

Giacinto Butindaro

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[Video] L’ ‘apostolo’ Bruno Interlandi somministra il ‘vino nuovo’

Ancora ciance e stranezze dette e fatte in mezzo al popolo di Dio

In questo video vedrete come Bruno Interlandi, pastore del Centro Cristiano di Napoli per le Nazioni, durante la Conferenza Regionale per le Chiese Evangeliche della Sardegna ‘Quanto ami la Tua Terra?’, tenutasi a Sassari il 2 Aprile 2006, e durante la quale egli ha predicato, stappa una bottiglia di vino, riempie diversi bicchieri, e invita i presenti a venire avanti a bere un sorso di vino dicendo ‘Signore, voglio qualcosa di nuovo’, perché quel vino rappresenta il vino nuovo che Dio vuole dare ai Sardi e a tutta l’Italia.

Ma descriviamo nei dettagli quello che si vede e sente nel video:

Bruno Interlandi afferma: ‘Sono da due tre settimane avevo chiesto al Signore: ‘Signore, dammi una parola per la Sardegna’. Ogni volta che andiamo in un posto non vogliamo portare ….. non vogliamo semplicemente portare una predicazione ma vogliamo che Dio ci dia qualcosa di specifico. E ho detto: ‘Signore, parlami in qualsiasi maniera a te piaccia’. E circa due settimane fa ho visto un documentario sulla televisione, parlavano del sughero. E io non guardo mai i documentari, comunque ho iniziato a guardarlo. Facevano vedere come tagliavano dall’albero il sughero, come lo essiccavano dopo 14 mesi, poi come gli toglievano tutte le scorie, tutto il processo che veniva tagliato. E poi dicono: ‘I produttori più grandi del mondo di sughero sono il Portogallo, la Spagna e la Sardegna’. … un’informazione che non avevo. Ho detto: ‘Ma, chissà se mi vuoi dire qualcosa con questo, Signore’ E’ rimasto lì. E poi siamo arrivati questa mattina … il Signore continuava a darmi … c’è qualcosa che ti voglio dire su questo … Sapete? La Sardegna secondo me, Il diavolo una delle cose che ha fatto è che l’ha nascosta …se voi chiedete ad un bambino di disegnare l’Italia, disegna l’Italia e forse la Sicilia, ma difficilmente disegna anche la Sardegna. Non so se lo avete notato. Ma succede spesso. Come che non si conoscesse, come se nessuno sapesse che è lì, diciamo in un certo senso, no, viene nascosta. La Sicilia magari è conosciuta non per cose belle, ma è conosciuta nel mondo … ma la Sardegna in qualche maniera viene nascosta. Il Signore mi diceva: ‘E’ il diavolo che la nasconde, perché ha paura dei Sardi, perché ha paura di quello che quelle persone possono fare …. Io voglio fare qualcosa. Sapete, guardando una bottiglia di vino, noi vediamo la bottiglia di vino , ma non pensiamo che c’è che cosa? Il tappo. Ed è fatto di che cosa? Del sughero. Io voglio fare una cosa che credo che sta facendo il Signore in cielo questa sera, anzi questa mattina. Lui sta aprendo la bottiglia del nuovo vino, che vuole versare. Dio sta aprendo la bottiglia di quel sughero che rappresenta la Sardegna, e dice: ‘Così come si stapperà qua, si stapperà in tutta l’Italia. Siete con me?’ (l’uditorio risponde ‘Amen e batte le mani) … Sapete, Dio ha creato una nuova generazione di uomini e donne … Sapete, c’è un vino nuovo, c’è un vino nuovo che Dio ci vuole dare, non quello vecchio, c’è qualcosa di nuovo che Dio ci vuole dare, c’è qualcosa di fresco che Dio ci vuole dare. Sapete, la cosa strana, il vino rosso normalmente non viene servito freddo, vero? ma questo è freddissimo, non so che cosa ha, è freddissimo, è proprio fresco. Il Signore è stamattina è oggi che vuole dare un vino fresco. E io credo che una delle cose che rappresenti questa riunione è il fatto di stappare, la possibilità che non solo la Sardegna ma l’Italia intera riceva vino nuovo, vino nuovo, vino nuovo, amen? (l’uditorio risponde ‘Amen’ e applaude)

Lui allora stappa la bottiglia di vino, e dice: Gloria a te Signore!’ E dice (mentre riempie dei bicchieri): ‘Riceviamo il vino nuovo, riceviamo il vino nuovo, Signore, versalo, versalo, nelle nostre vite, Signore, versa il tuo vino nelle nostre chiese, versa il tuo vino nella nostra nazione, versa il tuo vino, Signore, versa il tuo vino, Signore, versalo nelle persone che hanno bisogno di te, versalo nelle persone che sono ammalate, versalo nelle persone che sono indemoniate, versalo nelle persone che ti stanno cercando, versa Signore, il nuovo vino. Padre. Si è stappata la bottiglia per ognuno di noi, versalo nelle nostre famiglie, versalo nei nostri lavori, Signore, versa il tuo vino, versa il tuo vino, Padre, vogliamo bere da te, non vogliamo avere più sete di te, Signore non vogliamo più avere fame di te, vogliamo essere soddisfatti della tua presenza, Signore, riempici con il tuo vino, riempici con il tuo vino, riempici con il tuo vino, Signore, riempici col tuo vino, Padre. Sì Signore, Sì Signore’.

Una volta terminato di riempire vari bicchieri egli dice (tenendo un bicchiere in alto con la sua mano destra): ‘Io vi invito a fare una cosa. So che non è organizzato. Vediamo di farlo il più in ordine possibile, con reverenza, so che magari alcuni di voi non vorranno bere nello stesso bicchiere di altri, io vi rispetto per quello. Ma se volete come altro di dire: ‘Signore, io voglio qualcosa di nuovo’, venite a bere un piccolo (e lui stesso a questo punto beve un piccolo sorso di vino dal bicchiere che tiene in mano) sorso e dite ‘Signore, io voglio qualcosa di nuovo’. Facciamolo in silenzio, facciamolo in riverenza, mentre Corrado continua a ministrarci. …. Venite, Venite ….’.

A questo punto comincia una processione di persone che vengono avanti a bere dai vari bicchieri di vino che sono su un tavolo. E mentre avviene tutto ciò, si sente Interlandi pregare, invocare Dio, mentre Corrado Salmè conduce la lode.

Che dire? Oramai in seno alle Chiese di cose strane che vengono dette e fatte da pastori ce ne sono sempre di più. Diletti, guardatevi da coloro che cercano di introdurre queste stranezze nel vostro mezzo, che vi assicuro non hanno nulla di spirituale, perché sono solo manifestazioni carnali che non fanno altro che far biasimare la dottrina di Dio, e che quindi vanno riprovate con forza.

In merito alle cose dette da Bruno Interlandi sul sughero, sulla bottiglia di vino, sul vino nuovo e così via, sono ciance, solo ciance, che però riescono a sedurre i cuori dei semplici che si lasciano impressionare dal fatto che lui afferma che Dio gli ha rivelato o fatto comprendere quelle cose. Ma Dio non gli ha rivelato proprio niente, non gli ha detto proprio niente, non gli ha affatto fatto capire quelle cose: lui mette in bocca a Dio parole che Dio non ha detto. Guardatevi dunque da questo uomo.

Vi ricordo le parole di Paolo ai santi di Roma:

“Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

Spagna, a Siviglia un Museo dell’Inquisizione

Il Castello di San Giorgio a Siviglia ha aperto le porte al pubblico il mese scorso. L’edificio, che fu un quartier generale dell’Inquisizione nella città dal XV al XVIII secolo, è ora a tutti gli effetti un museo sugli orrori che si perpetrarono tra le sue mura.

Il nome esatto del percorso di visita della parte del castello aperta è: “Uno spazio di riflessione: il Castello di San Giorgio“. Una sala offre ai visitatori un video che mostra loro cosa significasse essere vittima di un processo dell’Inquisizione, e soffrire in prima persona l’abuso di potere. Il percorso guidato conduce poi lungo un corridoio e mostra i resti delle mura dove i prigionieri gridavano in agonia durante le sessioni di tortura. Pannelli informativi descrivono la vita quotidiana nelle varie parti del castello: le scuderie, gli uffici legali, le cucine, le cantine e la casa dell’Inquisitore capo.

Una sezione ricorda i molti che soffrirono nell’edificio, tra cui molti protestanti, come Casiodoro de Reina, Constantino Ponce de la Fuente e Maria de Bohorques. Quest’ultima è descritta come “appartenente al gruppo protestante di Ponce de León, figlio del conte di Bailén, che fu accusato di aver ricevuto letteratura protestante da un mulattiere di nome Julián Hernández“. Era una donna colta che cercò di far passare le proprie idee come cattoliche, ma prima dell’esecuzione due gesuiti e due domenicani cercarono di “salvarle l’anima“. Se ne andarono impressionati dalla sua saggezza e da come difese la propria fede, ma questo non fu sufficiente a salvarle la vita. Fu bollata come “luterana” e il suo corpo fu in seguito bruciato.

Casiodoro de Reina, che viene ricordato con particolare ammirazione dagli evangelici per il suo lavoro di traduzione della Bibbia in spagnolo, è descritto come “un insegnante evangelico che studiò nel monastero geronimita di San Isidoro del Campo“. Era uno di quelli che riuscirono a scappare in esilio a Ginevra, e insieme a uomini come Cipriano de Valera e Antonio del Corro, divenne uno dei personaggi di spicco nella Riforma. L’Inquisizione si dovette accontentare di bruciare una sua effigie in un “processo” del 1562.

Un altro dei protestanti di cui si fa menzione è Constantino Ponce de la Fuente, “canonico in Siviglia per ordine del Vaticano“. Nel 1558 fu accusato dall’Inquisizione di essere un luterano. Avevano già in precedenza bruciato i suoi libri in pubblico, diffamato la sua persona e l’avevano confinato nel Castello di Triana, dove morì prima di essere processato.

Il museo è stato aperto dal sindaco di Siviglia, Alfredo Sánchez Monteseirín, e l’intero progetto è costato 2.5 milioni di euro. Lo scopo è quello di analizzare la natura umana, e in particolare come si possa essere vittima di un’intolleranza ed in seguito essere attivamente partecipe in un’altra intolleranza. Emilio Monjo, membro dell’Unità per gli Studi Protestanti di Siviglia, dice: “Essere all’interno di quelle mura che testimoniarono la fede dei nostri padri è un’emozione molto forte. L’intolleranza e l’oppressione che si percepiscono nel castello sono una sfida per il visitatore. Ognuno di noi si può vedere impotente davanti al potere, ma anche esercitare il potere sugli altri“. I fondatori del museo sperano che i visitatori mettano in discussione le proprie motivazioni e si chiedano quali sono i problemi della società di oggi, in modo che un’intolleranza di questo genere non debba ripetersi in futuro.

Fonte: Protestante Digital, El País, Diario de Sevilla, Emilio Monjo Editing: Daniel Hofkamp, ACPress.net

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