Atti osceni in luogo pubblico, denunciato un pastore evangelico

Pastore evangelista denunciato per atti osceni

Denunciato per atti osceni in luogo pubblico.
Protagonista dell’episodio un pastore evangelista originario del Tirreno cosentino, sorpreso a masturbarsi in pieno giorno.
L’uomo, del quale sono state rese note solo le iniziali di nome e cognome, G.V., di 60 anni, è stato beccato verso le 13 da una pattuglia di motociclisti della polizia municipale giunta sul ponte Alarico, a pochi metri dalla chiesa di San Francesco di Paola.
Sono stati alcuni automobilisti ad accorgersi di quanto stava avvenendo.
Il chiaro atteggiamento equivoco del sessantenne non è sfuggito ad alcune persone che stavano rientrando a casa.
A quell’ora la strada che attraversa il ponte Alarico è molto trafficata per la chiusura di uffici e scuole.
Una telefonata è giunta alla sala operativa della polizia municipale che ha inviato sul posto una pattuglia di motociclisti.
L’uomo non ha opposto resistenza ed ha abbozzato una mezza difesa. «Sì, è vero – ha detto agli agenti – quello che sto facendo va contro i messaggi che lancio durante le mie prediche. Sono mortificato».
Gli uomini del comandante Scaramuzzo hanno chiamato altri colleghi e l’uomo che nel frattempo si era ricomposto è stato portato in auto nella vicina caserma di via Bendicenti.
Il pastore evangelista è stato identificato e denunciato per atti osceni in luogo pubblico. Un dettagliato rapporto è stato trasmesso anche al magistrato di turno. Dopo di che l’autore del gesto è stato rilasciato.(fra.ros.)

 

 

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“Pillole di stoltezza ADI”: manipolato addirittura il battesimo dei proseliti degli Ebrei

Pearlman, che vi ricordo era Ebreo di nascita e quindi conosceva i rituali del Giudaismo antico e moderno, sta parlando della maniera biblica in cui va ministrato il battesimo in acqua che è quella per immersione, e allora in questo contesto parla del battesimo a cui si sottoponevano i proseliti degli ebrei, cioè quei Gentili che si convertivano al Giudaismo, e dice: ‘The convert stood up to his neck in water while the law was read to him, after which he plunged himself beneath the water as a sign that he was cleansed from the defilements of heathenism and had begun to live a new life as a member of God’s covenant people’ (KDB, pag. 353).

La traduzione è: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la legge, dopo di che egli si immergeva [lett: egli immergeva se stesso] sotto l’acqua come un segno che egli era stato purificato dalle contaminazioni del paganesimo e aveva cominciato a vivere una nuova vita come un membro del popolo del patto di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la Legge; dopo di che lo si immergeva nell’acqua, indicando così che era stato purificato da ogni contaminazione del paganesimo ed aveva cominciato a vivere una vita nuova come membro del popolo di Dio’ (DDB, pag. 279-280).

Sconcertante, semplicemente sconcertante. Le ADI hanno sentito il bisogno di manipolare pure un’usanza del Giudaismo, che è quella della tevilah, che è il rito del battesimo dei proseliti fatti dagli Ebrei, a cui si sottopongono i Gentili che si convertono al Giudaismo, e che consiste in una auto-immersione nell’acqua da parte del convertito. Nel libro ‘Il mondo dove visse Gesù’ (di H. Cousin – J.-P. Lémonon, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2006, pag. 72, volume 6), si legge per esempio: ‘Tra le realtà impure che bisogna purificare si trovano i timorati di Dio, che decidono di sottoporsi alla circoncisione e di diventare proseliti. Da ciò deriva il «battesimo (tevilah) dei proseliti», che compare ancora sporadicamente nel primo secolo della nostra era. E’ lo stesso convertito che si immerge nell’acqua e compie il rito di purificazione alla presenza di testimoni. Solo allora può offrire il sacrificio dei proseliti. Tuttavia, questa immersione non lo rende membro del popolo giudaico, perché per appartenere al popolo eletto è necessario il rito della circoncisione’.

Dunque, coloro che leggono ‘Le dottrine della Bibbia’ in italiano, credono che i proseliti ebrei venivano o vengono immersi nell’acqua, quando invece erano e sono tuttora loro stessi ad immergersi nell’acqua. Una cosa veramente grave quella che hanno fatto le ADI. Sono stati capaci pure di stravolgere la realtà storica. Io penso che molto probabilmente questa manipolazione rende bene l’idea – molto di più di qualsiasi altra – di quale spirito opera nelle ADI, e che costoro sono in grado di adattare tutto, e dico tutto, alla loro dottrina giusta o sbagliata che essa sia. Praticamente, in questo caso, pur di avvalorare il battesimo per immersione che le ADI praticano a coloro che credono, battesimo che è amministrato in maniera biblica, sono andati a modificare il battesimo dei proseliti degli Ebrei. Giudicate voi.

Giacinto Butindaro

Dal mio libro: Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman

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Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman

Ti invito a leggere il mio ultimo libro dal titolo “Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman“.

Sei anche invitato/a a lasciare qua un commento sul mio libro “Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman”, diretto a quelli di ADI-Media.

Fallo per amore della verità e dei santi, con la speranza che in seno alle ADI si ravvedano da questo modo di agire disonesto e fraudolento nei confronti del prossimo e tanti fratelli comprendano di essere stati ingannati dai dirigenti della loro stessa denominazione.

Giacinto Butindaro

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Algeria: quattro cristiani condannati con la condizionale

Algeria: condannati 4 cristiani convertiti

Quattro algerini convertiti al cristianesimo sono stati condannati oggi in Algeria a pene tra i due e tre mesi di carcere con la condizionale per l’apertura di “un luogo di culto non autorizzato”.

Il Tribunale di Larbaa Nath irathen, in Cabilia, 100 km ad est di Algeria, riferisce El Watan online, ha condannato Abdenour Raid, Nacer Mokrani et Idir Haoudj, tutti originari della regione berbera, a due mesi di carcere con la condizionale per aver costruito un tempio protestante senza l’autorizzazione della Commissione nazionale dei culti non musulmani. Tre mesi invece sono stati inflitti a Yahou Mahmoud accusato anche di aver di aver ospitato illegalmente uno straniero, un pastore protestante francese.

Secondo la legge algerina, entrata in vigore nel 2006, chi “pratica una religione diversa dall’Islam deve costituire un’associazione a carattere religioso” e chiedere permessi per “la celebrazione delle cerimonie, che devono tenersi in luoghi autorizzati”.

Rischia invece dai due ai cinque anni di prigione e multe fino a 10 mila euro chiunque ‘tenti di convertire un musulmano ad un’altra religione, costringendolo o usando mezzi di seduzione”.
ATS

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Eritrea: continuano gli arresti di cristiani

Eritrea: continuano gli arresti di cristiani – dossier

9 dicembre 2010 – Eritrea

La situazione in Eritrea è complessa. Un’analisi accurata è difficile, poiché i dati che raccogliamo sono in continuo cambiamento e le stime di certo non ci vengono dalle autorità eritree, chiuse e assai poco propense alla collaborazione. Perciò abbiamo testimonianze di rilasci e di arresti in ondate che, da un punto di vista strategico, hanno l’unico scopo di fiaccare, spezzare e ridurre in briciole la Chiesa in Eritrea. I malati gravi (credenti che magari hanno contratto malattie nelle terribili carceri del paese) vengono rilasciati e costretti agli arresti domiciliari; coloro che non hanno una posizione di leadership nella chiesa e firmano un particolare “accordo” con lo stato, a volte vengono rilasciati; i credenti che vengono scoperti mentre stanno facendo il servizio militare nazionale vengono incarcerati, subiscono specifiche “punizioni” e poi, a volte, vengono reinseriti nel servizio militare, dove a seconda del comandante che si ritrovano, possono subire angherie di ogni tipo o essere lasciati in pace; di altri semplicemente – specie i leader ma non solo loro – se ne perdono le tracce in carcere, ecco quindi che delineare un quadro con cifre precise del numero di credenti incarcerati è assai complicato.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto notizie di ondate di arresti che come sempre spezzano comunità intere. Il 28 novembre scorso 15 credenti sono stati arrestati dalle autorità eritree nella cittadina di Hagaz, mentre stavano partecipando ad una riunione. Si tratta di 15 uomini dai 18 ai 30 anni che stanno svolgendo il servizio militare in quella zona. Il 19 novembre scorso Ferewini Gebru Tekleberhne, una donna di 35 anni circa, è stata uccisa nel centro di detenzione di Sawa, dove era rimasta incarcerata in un container metallico negli ultimi 2 anni. Probabilmente in preda all’esaurimento più totale ha tentato un’improbabile fuga ed è stata freddata a colpi di arma da fuoco dalle guardie. Era stata arrestata durante il suo servizio militare obbligatorio a causa del fatto che frequentava un gruppo evangelico al di fuori delle 4 confessioni permesse: Chiesa Ortodossa, Chiesa Cattolica, Chiesa Luterana e Islam. In questo campo di Sawa, vicino al confine con il Sudan, esistono aree dedicate alle punizioni per chi tenta di disertare (sono in molti e sempre di più quelli che tentano di scappare dal paese) e per coloro, come Ferewini, che frequentano chiese evangeliche cosiddette “non registrate”. Ovviamente non è praticamente possibile registrarle, quindi o si frequentano le 4 religioni succitate o si frequentano le tante chiese clandestine evangeliche. Il 14 novembre scorso, ben 37 cristiani sono stati arrestati nella città portuale di Assab, tra cui 7 donne e una incinta di 7 mesi. Sono stati prelevati dai loro posti di lavoro, in un’ondata di arresti mirata a scardinare le comunità cristiane della zona: i loro nomi, infatti, erano indicati in una lista che la polizia aveva con sé durante le retate, ciò denota una strategia ben precisa, tesa a minare la fede cristiana nella zona.

Come si diceva all’inizio di questo articolo, la situazione in Eritrea è complessa: i fratelli e le sorelle eritree ci chiedono di pregare per loro. Vi segnaliamo che al nostro prossimo convegno annuale di Porte Aperte, dal 15 al 17 aprile 2011 a Torre Pedrera (Rimini), sarà presente come ospite speciale Helen Berhane, una donna eritrea incarcerata per molto tempo nei terribili container metallici a causa della sua fede in Dio.

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