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Le feste di Natale devastate dalla violenza
ROMA, lunedì, 4 febbraio 2008 (ZENIT.org).- La comunità cristiana in India, da lungo tempo sotto pressione, ha subito pesanti aggressioni durante il periodo natalizio. Gli estremisti indù hanno attaccato le celebrazioni cristiane nell’India orientale, saccheggiando e bruciando una serie di chiese locali, secondo quanto riportato dall’Associated Press (AP) il 26 dicembre.
La persecuzione ha avuto luogo nello Stato di Orissa, che secondo AP è un territorio che ha una storia di violenze contro le minoranze cristiane. È lo stesso Stato in cui, nel 1999, un missionario australiano, Graham Staines, e i suoi due figli, sono stati bruciati vivi, mentre dormivano nella loro auto dopo una lezione sulla Bibbia.
In seguito a queste aggressioni di Natale, che sono proseguite nei giorni successivi, quasi 700 cristiani hanno trovato rifugio nei campi di accoglienza statali, secondo il Times of India del 29 dicembre. Il giornale afferma che due poliziotti sono stati sospesi per non aver evitato la violenza sui cristiani della Vigilia di Natale. Il Governo ha anche trasferito un funzionario distrettuale per non aver adottato misure adeguate.
Alcuni leaders cristiani in Kenya hanno denunciato l’incapacità delle chiese cristiane del paese a denunciare, insieme, unite, le violenze scoppiate dopo le discusse elezioni presidenziali che hanno causato finora un migliaio almeno di vittime. “Voglio far sentire forte e chiara la mia preoccupazione”, ha detto il vescovo anglicano keniota Gideon Ireri di Mbeere, nell’est del paese, “per il fatto che noi non stiamo parlando con una sola voce in questo tempo di grave crisi”. Alcuni osservatori attribuiscono questa mancanza di unità tra le chiese alle profonde divisioni tribali che stanno risorgendo, in modo marcato, negli ultimi tempi. Proprio dalle chiese era venuto, prima dello scoppio dell’attuale crisi, l’appello a non sottovalutare la pericolosità delle divisioni etniche nel paese.
Fonte: VoceEvangelica/Eni – 05 febbraio 2008
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Secondo notizie provenienti da missionari delle Assemblies of God, circa 70.000 membri delle Assemblee di Dio sono sfollati e senza casa in Kenya, con centinaia di chiese delle Assemblee di Dio distrutte o abbandonate.
Sul sito delle Assemblies of God c’è la possibilità di fare una donazione on line a favore dei rifugiati. Chi desidera può andare sul sito AGRelief e cliccare su Donate, una volta nella pagina copiate il seguente codice in neretto: AGRelief — Kenya Refugees 891167-9 (60). Fate clic sul link Donate che c’è in fondo alla pagina. Specificate l’ammontare in dollari che volete dare e incollate il codice nel campo Comments. Fate clic su donate e seguite la procedura.
Il Signore vi benedica.
“Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti.” (Galati 6:10)
Nella foto: bambini keniani in fila per il cibo fuori della stazione di polizia di Tigoni, vicino Nairobi. REUTERS/Zohra Bensemra (KENYA)
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Tramite un comunicato Internet, l’Organizzazione di Al Qaeda per il Maghreb islamico ha incitato i suoi seguaci ad attaccare le comunità cristiane e ebraiche e “i loro interessi” nel Nord Africa. Tale documento, apparso su diversi siti islamici, porta la firma del leader di Al Qaeda nel Maghreb, Abu Mossab Abdeluadud; sebbene l’autenticità sia difficilmente verificabile, nel comunicato si ribadisce la rivendicazione, già fatta circolare nella giornata di ieri, dell’attacco di venerdì verificatosi all’ambasciata di Israele in Mauritania, e si afferma che i “leoni” di Al Quaeda sono pronti per effettuare aggressioni con il fine di “ripulire la terra dell’Islam” da “ebrei, cristiani e loro agenti” . L’Organizzazione invita inoltre “i governanti al soldo dell’Occidente” a interrompere ogni tipo di relazione con Israele.
Fonte: PeaceReporter – riprodotto con autorizzazione – 04.2.2008 12:08:00
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