Nepal: La storia di uno Sherpa

Gli Sherpa sono il gruppo etnico che popola la regione più montagnosa del Nepal. Ma il termine “sherpa” è anche usato per designare una guida locale od un portatore per le spedizioni di alpinismo nell’Himalaya. Questi sherpa sono tenuti in grande stima a motivo della loro conoscenza eccezionale della montagna, delle loro tecniche di sopravvivenza, e della loro resistenza nelle condizioni estreme in altitudine.

Ang Kusang Sherpa era una di queste guide, ed aveva fatto innumerevoli ascensioni con visitatori stranieri. Una di queste spedizioni fu per lui l’occasione di stringere amicizia con una cliente di Hong Kong che gli parlò di Gesù. Ciò lo interessava e fece molte domande. Di ritorno a casa, lei gli mandò una Bibbia in nepalese ed altro materiale biblico.
“Mi misi a studiare la Bibbia, racconta Ang Kusang. A poco a poco mi resi conto delle differenze tra le religioni. Riconobbi che Gesù era il Figlio di Dio, e compresi che non c’era miglior modo di vivere che quello che egli stesso aveva mostrato con i suoi atti, con le sue parole, e con il suo modo di amare e di rispettare le persone. Divenni cristiano nel 1999, e fui battezzato nel 2002. La Bibbia è l’unica carta che posseggo per orientarmi!”
Ang Kusang ha finito per sposarsi con la sua cliente, che egli ha raggiunto ad Hong Kong. Durante le sue visite in Nepal passa alla Società Biblica per comprare bibbie e altro materiale biblico in nepalese. Egli vorrebbe aprire una libreria cristiana ad Hong Kong per rispondere ai bisogni delle sette Chiese nepalesi di questa città.

Fonte: ABU, Nouvelles bibliques de l’ABU n° 419, marzo 2008 – pag. 47

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Cristiani attaccati in Etiopia: quattro morti, settanta feriti e centinaia di persone in fuga

Lo scorso 3 marzo, dei cristiani riuniti in diverse chiese del sud dell’Etiopia sono stati attaccati da centinaia di uomini armati di machete e randelli. Gli uomini sono entrati dalle finestre aperte ed hanno barricato le porte. Tre missionari sono stati ritrovati morti, un’altra persona è deceduta il 9 marzo e settanta sono rimaste ferite. Centinaia di persone sono fuggite dalla regione e sono state accolte da dei cristiani in altre città.
A detta delle organizzazioni cristiane locali i motivi esatti di questi attacchi rimangono ignoti.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui /ANS – riprodotto con autorizzazione

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Algeria: Le autorità sospendono le attività di Chiese protestanti

ALGERI, 16 marzo 2008 (AFP) – Le autorità prefettizie hanno sospeso due chiese protestanti di Tizi Ouzou (Cabilia, est) finché esse non ricevano un “certificato di conformità” per l’esercizio del loro culto, ha annunciato domenica all’AFP il pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa protestante d’Algeria.

Si tratta della Chiesa della Nouvelle Ville e di Tafath (Lumière), che contano rispettivamente 700 e 200 membri, ha precisato il pastore.

Questa decisione è stata presa nell’ambito della nuova legge del febbraio 2006 che regola il culto dei non musulmani, considerata restrittiva da questi ultimi. L’esercizio del culto non musulmano, riconosciuto dalla Costituzione, è soggetto ad autorizzazione prefettizia e deve essere compiuto nei luoghi autorizzati dal Ministero degli Affari Religiosi.

Le autorità prefettizie hanno per altro convocato i responsabili della chiesa protestante di Larbâa Nath Irathen, nello stesso dipartimento, “forse per notificargli la stessa richiesta”, ha indicato il pastore.

Egli ha aggiunto che a sua conoscenza, la chiesa protestante di Béjaïa per il momento non aveva ricevuto nessuna notifica di chiusura.

Il pastore Mustapha Krim ha indicato che egli “non aveva intenzione di chiudere le chiese interessate” e che stava per “chiedere udienza alla prefettura di Tizi Ouzou per presentare il dossier completo che autorizza queste chiese ad esercitare la loro attività in tutta legalità”.

Le chiese interessate esistevano prima dell’entrata in vigore della legge del 2006 e l’applicazione del testo contro di loro avrebbe “un carattere retroattivo che sarebbe inaccettabile” ha egli detto. […]

Fonte: La Croix/AFP

Aggiornamento relativo al pastore Hugh Johnson:

“Il ricorso del pastore è in corso di esame davanti al Consiglio di Stato”. (AFP)

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Degli evangelici americani firmano una dichiarazione di pentimento per la guerra in Iraq

In occasione del quinto anniversario dell’inizio della guerra in Iraq, il prossimo 19 marzo, dei leader dell’ambiente evangelico americano hanno organizzato una dichiarazione pubblica di pentimento. Essa ha come scopo quello di dimostrare che i cristiani credono che questa guerra sia un peccato. Sono già state raccolte più di 20.000 firme.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui – riprodotto con autorizzazione

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[Video] Reportage sui cristiani di Gaza

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Via | Blogdei

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