Turchia: serie televisiva incita all’odio

Il 29 dicembre la polizia turca ha arrestato Murat Tabuk (22 anni), che si era proposto di uccidere un pastore cristiano ad Antalya. Dal 25 dicembre Ramazan Arkan era sotto la protezione della polizia perché le autorità sospettavano un attentato.

Durante l’interrogatorio Tabuk ha confessato di aver avuto l’intenzione di assassinare Arkan. Ha detto di essere stato ispirato dalla popolare serie televisiva intitolata “La valle dei lupi”. In queste trasmissioni ultranazionalistiche i missionari cristiani vengono dipinti come infiltrati politici che corrompono i poveri con lo scopo di convertirli al cristianesimo.
E’ la seconda volta in un mese che questa serie incita a violenze contro i cristiani. (CD)

Fonte: Porte Aperte Italia, 156. Marzo 2008, pag. 13

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Pastore usbeco amnistiato

A dicembre Salavat Serikbajev, un pastore del Karakalpakstan in Uzbekistan, ha ottenuto l’amnistia in occasione della rielezione del presidente Islam Karimov. Nel maggio del 2007 era stato condannato ai lavori forzati per lo Stato.

Fonte: Porte Aperte Italia, 156. Marzo 2008, pag. 12

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Cristiano messicano in carcere

Il 3 novembre José Perez Giron è stato arrestato per aver rifiutato di firmare un accordo con i leader locali del Chiapas, uno stato federato del Messico. Non voleva partecipare alla festa del 12 dicembre della Madonna di Guadalupe perché la riteneva pagana. Dopo alcuni giorni è stato rilasciato.

Fonte: Porte Aperte Italia, 156. Marzo 2008, pag. 13

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Algeria: Organizzata una catena di preghiera

In Algeria la campagna anticristiana non si affievolisce. Anche se il pastore Hugh Johnson ha ottenuto una proroga di tre mesi per lasciare il paese, le condanne pronunciate contro altri tre pastori non sono state annullate. In tutto, sei responsabili di comunità protestanti ed evangeliche sarebbero infastiditi dalla giustizia algerina.

Ecco il messaggio di un pastore algerino che ci invita ad unirci alla catena di preghiera lanciata nelle 32 comunità della Chiesa protestante d’Algeria.

“E’ curioso come le futilità si facciano da parte in tempo di persecuzione, la preghiera torna in primo piano e da questo fatto, anche l’unità. Abbiamo appena lanciato una iniziativa di catena di preghiera e digiuno di un anno a livello nazionale. Le comunità si mobilitano a turno. I luoghi di culto sono pieni e non possono più contenere i fedeli. Invitiamo tutti i cristiani a mobilitarsi con noi secondo Efesini 6 (10-12). Gli atti degli apostoli non sono finiti. Mancano ancora gli atti dei cristiani del tempo presente e futuro. Possiamo dire che siamo contenti che se la prendono con noi in quanto discepoli di Gesù, non siamo un gran che da noi stessi ma Colui che è in noi è più potente di colui che è nel mondo.

La nostra situazione oggi sembra preoccupante sul piano dei diritti umani ma siamo più che mai rinvigoriti nella nostra fede nonostante queste pressioni multiple. I giornali non cessano di qualificarci come dei rinnegati, degli agenti di potenze straniere e cos’altro? Ma per la grazia di Dio non abbiamo avuto aggressioni fisiche in queste ultime settimane. Sentiamo la protezione del Signore in molte situazioni e siamo contenti di vedere alcuni laici difendere a spada tratta il nostro diritto di culto, così come alcuni partiti d’opposizione.

[…]

Infine, in mancanza di autorizzazione ufficiale, otto chiese appartenenti alla Chiesa protestante d’Algeria si sono viste notificare l’ordine di cessare ogni attività. Per adesso i responsabili cristiani rifiutano di chiudere i loro luoghi di culto.

Fonte: Journalchretien.net / Portes Ouvertes France – 5 marzo 2008

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Appello alla preghiera per i cristiani algerini

La missione Porte Aperte lancia un appello alla preghiera per i cristiani algerini. “Molti di loro danno prova di straordinaria maturità”, dice Michel Varton, direttore di Portes Ouvertes France, “ma in questi tempi di sconvolgimenti, essi hanno bisogno di essere sostenuti poiché è per l’Evangelo che soffrono” […]

Da: Journalchretien.net – 5 marzo 2008

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