IRAN: A Shiraz, campagna di repressione contro cristiani convertiti

L’agenzia Compass Direct denuncia una raffica di perquisizioni e arresti a metà maggio contro chiese domestiche nel sud del Paese. Obiettivo della polizia, gli ex musulmani che hanno abbandonato l’islam. Alcuni di loro sono ancora in carcere.

Teheran (AsiaNews) – A metà maggio la polizia iraniana ha attuato una serie di arresti e perquisizioni contro alcune famiglie di cristiani convertiti dall’islam nel sud del Paese . A denunciarlo è l’agenzia Compass Direct. La raffica di arresti è iniziata l’11 maggio, quando due coppie sono state prese in custodia dagli agenti mentre si imbarcavano all’aeroporto internazionale di Shiraz. I quattro – Homayon Shokohie Gholamzadeh, 48 anni, e sua moglie Fariba Nazemiyan Pur, 40; Amir Hussein Bab Anari, 25 anni, e sua moglie Fatemeh Shenasa, 25 – sono stati sottoposti a diverse ore di un interrogatorio, tutto incentrato sulla loro fede e le “attività delle loro chiese domestiche”, racconta una fonte di Compass. Le due donne sono state subito rilasciate. Anari è rimasto in carcere fino al 14 maggio, mentre Gholamzadeh è ancora detenuto.

Lo stesso giorno degli arresti all’aeroporto, la polizia ha fatto irruzione nella casa di Hamid Allaedin Hussein, 58, arrestando lui e i suoi tre figli: Fatemah, 28 anni, Muhammed Ali, 27, e Mojtaba, 21 anni. Gli agenti hanno confiscato tutti i libri, i CD e i computer trovati nell’abitazione della famiglia. Al momento, Mojtaba non è stato ancora liberato.

Due giorni dopo è stata la volta di altri due musulmani convertiti al cristianesimo: Mahmood Matin e Arash – questi i loro nomi – sono ancora in carcere.

Stime non ufficiali registrano un forte aumento tra i musulmani in Iran di conversioni al cristianesimo tra le fila delle cosiddette “chiese domestiche” protestanti. Il regime islamico iraniano considera le “religioni straniere” una minaccia alla sicurezza nazionale. Negli ultimi anni numerosi musulmani convertiti al cristianesimo sono stati giustiziati con l’accusa di “spionaggio” per l’estero. La legge iraniana prevede la pena capitale per l’apostasia, di cui si macchia chi abbandona l’islam.

Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione

Post correlati:

Condividi

Algeria: Tre anni di carcere richiesti per una convertita al Cristianesimo

ALGERI, 21 maggio 2008 (AFP) – Il procuratore della Repubblica di Tiaret (ovest) ha richiesto martedì tre anni di carcere senza condizionale per una algerina convertita al cristianesimo e giudicata per esercizio illegale di un culto non musulmano, ha annunciato ieri all’AFP il presidente della Chiesa Protestante d’Algeria (EPA).

“Il processo di Habiba Kouider, 37 anni, si è svolto martedì al tribunale di Tiaret. Tre anni di carcere sono stati richiesti per questa donna accusata di praticare un culto non musulmano senza autorizzazione ufficiale”, ha dichiarato il pastore Mustapha Krim.

Il verdetto sarà emesso il 27 maggio, ha egli precisato.

Secondo il pastore, Habiba Kouider è stata arrestata da dei gendarmi all’inizio di aprile sulla strada che collega Tiaret ed Orano (340 e 430 km ad ovest di Algeri) in possesso di una decina di esemplari della bibbia.

Essa è stata perseguita nell’ambito di una nuova legge del 2006 che esige un’autorizzazione prefettizia per l’esercizio del culto non musulmano in Algeria.

Altri sei algerini anch’essi convertiti al cristianesimo devono comparire il 27 maggio davanti a questo stesso tribunale “per proselitismo religioso”, ha aggiunto il presidente della Chiesa Protestante. Essi sono stati arrestati due settimane fa dalla polizia a Tiaret. […]

Fonte: La Croix/AFP

Post correlati:

Condividi

India: Due pastori aggrediti in Andhra Pradesh

Circa 60 radicali indù hanno aggredito due pastori in Andhra Pradesh, India.

Secondo una notizia apparsa sul sito dell’ All India Christian Council (Aicc), l’attacco del 5 maggio si è verificato nel villaggio di Mahanandi, nel distretto di Kurnool, Stato dell’Andhra Pradesh.

I pastori Shankaraiah e Dasanna sono stati aggrediti fuori dal villaggio. I presunti aggressori erano guidati da Gihwananda Swami, descritto nella notizia come “un leader di fanatici indù”. I pastori sono stati picchiati, riferisce la notizia, e poi consegnati alla polizia con una denuncia nei loro confronti per “attività di conversione su larga scala”.

L’ All India Christian Council ha condannato l’attacco e ha richiesto di intraprendere un’azione legale contro gli aggressori.

Fonte: ANS

Post correlati:

Condividi

Rifugiati: accogliere i perseguitati religiosi

Le persone che fuggono dal proprio paese per motivi religiosi devono essere riconosciute come rifugiati, secondo le regole stabilite dalle Convenzioni internazionali. Lo ha sostenuto lo storico delle religioni tedesco Hans Meier, cattolico, intervenendo lo scorso 8 maggio sulle pagine del quotidiano svizzero “Neue Zürcher Zeitung”. Meier ha formulato queste considerazioni alla luce del crescente numero di profughi per motivo di religione nel mondo, in particolare di profughi di religione cristiana. Limitarsi a riconoscere lo statuto di rifugiato ai perseguitati politici è riduttivo, ha sostenuto Meier. Considerando la situazione dei cristiani in Iraq, nel mondo arabo, in India, in Tailandia, nella Corea del Nord, in Cina, in Pakistan, in Iran e nei paesi islamici africani, lo statuto di rifugiato dovrebbe essere riconosciuto – secondo Meier – ai cristiani che fuggono da quei paesi. Il diritto di praticare liberamente la propria religione dovrebbe essere affiancato, ha concluso lo storico delle religioni, con un esplicito diritto, sancito a livello mondiale, alla conversione.

Fonte: Voce Evangelica/nzz

Condividi