Prova dell’affidabilità della Bibbia ritornata a Gerusalemme

Per un anno, la Turchia dà in prestito a Israele l’iscrizione di Siloam del re Ezechia di Giuda, intagliata nella pietra e risalente probabilmente all’anno 701 a.c.: è quanto ha annunciato l’ambasciatore turco in Israele a seguito di una richiesta di Uri Lupolianski, sindaco di Gerusalemme.

In occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato d’Israele, che sarà celebrato il prossimo anno, la Turchia è pronta a concedere in prestito per un anno la preziosa iscrizione in ebraico antico scoperta nel 1880, al tempo della dominazione ottomana, e poi trasportata in Turchia.

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Israele – In aumento gli esentati dal servizio militare

Il numero dei giovani israeliani che vengono esentati dal servizio militare è in costante aumento. Nell’anno in corso sono stati rimandati a casa quasi il 28 per cento, mentre nel 1991 la loro percentuale era di appena l’11,2 per cento. I dati sono stati pubblicati oggi dalle forze armate, in occasione di un convegno su vari aspetti della società israeliana in corso a Sderot. La maggior parte degli esoneri del 2007 sono dovuti a ragioni religiose: ne hanno beneficiato l’11,2 per cento, che ricevono una educazione religiosa ultraortodossa. A Tel Aviv la percentuale dei giovani che non si arruolano è del 34,8 per cento.

Fonte: PeaceReporter 06.11.2007 12:24:00 – riprodotto con autorizzazione

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Ex mufti: Il Muro del Pianto non fa parte del Tempio

L’ex mufti di Gerusalemme, Ikrema Sabri, ha rilasciato una dichiarazione in cui nega che ci sia mai stato un tempio ebraico sul Monte del Tempio, sostenendo inoltre che il Muro del Pianto faceva parte di una moschea.

Ha osservato che mancano prove dell’esistenza di un tempio sull’area occupata dalla moschea Al-Aqsa. L’assenza di elementi probativi ha una sua ragione più profonda: “Allah è giusto e non avrebbe consentito la costruzione della Al-Aqsa, se lì ci fosse stato un tempio di altri in precedenza”.

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Israele, nasce la protesta laica «Basta con la circoncisione»

Il Corriere della Sera, 25/10/2007

Un’associazione di genitori dice no alla pratica. Ma il 97 per cento dei cittadini la rispetta
Israele, nasce la protesta laica «Basta con la circoncisione»
Lo scrittore Shalev: «Un mistero che non capisco»

di Davide Frattini
GERUSALEMME — Udi vorrebbe far causa ai genitori per quello che gli hanno tolto. Trentotto anni fa, quando aveva otto giorni. Eran, se potesse, tornerebbe indietro. Così ha deciso di «risparmiare» almeno il figlio. Di non circonciderlo. Di non cedere alle pressioni della madre («è la legge religiosa»), di non ascoltare i fratelli («stai commettendo un’ingiustizia verso il bambino»). «Adesso sono felice per lui. Il piccolo Tal potrà provare qualcosa che io non ho mai sentito».

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Il blog di Illuminato Butindaro
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