Israele: Una scoperta sul Monte del Tempio riaccende una disputa

Archeologi israeliani hanno dichiarato che per la prima volta sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti all’epoca del Tempio di Salomone. I resti sono stati rinvenuti lo scorso mese nel luogo giudaico più sacro, risvegliando un dibattito storico e politico per un’area sacra anche ai musulmani.

Nel corso di lavori di ristrutturazione condotti nell’area del Monte del Tempio gli archeologi si sono imbattuti in uno strato ben conservato dove hanno trovato frammenti di ceramica e ossi di animali. I pezzi sono stati datati dagli scienziati israeliani all’epoca del Primo Tempio (ottavo secolo a.C.), approssimativamente al tempo del re Ezechia menzionato nell’Antico Testamento. La scoperta comprende frammenti di orli e fondi di ciotole, il fondo di un piccolo orcio per versare olio, l’ansa di una piccola brocca e l’orlo di una giara per lo stoccaggio. Gli studiosi affermano che la manifattura è tipica dei vasi israeliti di quel tempo.

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Israele: Scoperto un muro del periodo di Neemia

Nel corso degli scavi attualmente condotti nell’area della Città di Davide a Gerusalemme sono venuti alla luce i resti di un muro risalenti al tempo di Neemia.

La dott.sa Eilat Mazar, archeologa dell’università ebraica di Gerusalemme e direttrice degli scavi, ha proposto questa datazione in seguito allo scavo effettuato sotto una torre vicina, attribuita in precedenza al periodo asmoneo (142-137 a.C) ma che, invece, risulterebbe essere stata costruita alcuni secoli prima.

Sia la sezione di muro (30 metri) sia quella della torre (6 x 3) sono ora datate al quinto secolo a.C.

Un buon numero di bullae, punte di frecce e di sigilli rinvenuti appartengono a questo periodo.

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Il Frammento “Sabbagh” del Codice di Aleppo

Un frammento di otto centimetri del Codice di Aleppo, un manoscritto della Bibbia ebraica di 1087 anni, è stato ceduto a un rappresentante del Ben Zvi Institute di Gerusalemme dopo 18 anni, durante i quali, gli studiosi israeliani hanno provato a recuperarlo dall’uomo d’affari Sam Sabbagh.

Sabbagh salvò il frammento da un incendio della sinagoga di Aleppo (Siria) nel 1947.

Scritto su entrambi i lati, il frammento è una delle parti del codice andate perdute. Il manoscritto è una copia della Bibbia scritta nel 920 d.C. a Tiberiade dallo scriba Shlomo Ben Buya’a. Il frammento in possesso di Sabbagh riporta versi dell’ottavo capitolo del libro dell’Esodo comprese le parole di Mosè al Faraone: “Lascia andare il mio popolo, perché mi possa servire…”. Sabbagh per sessanta anni ha creduto che il piccolo pezzo di pergamena fosse stato il suo portafortuna. Era convinto che, grazie alla piccola pergamena che portava sempre con sé avvolta in un contenitore di plastica trasparente, si fosse salvato dai tumulti scoppiati ad Aleppo, durante la guerra del 1947 scoppiata in Israele, e che avesse potuto così emigrare dalla Siria negli Stati Uniti nel 1968 e cominciare una nuova vita a Brooklyn. L’inseparabile portafortuna era con lui anche quando subì un complicato intervento chirurgico.

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Una enorme bandiera d’Israele grande come due stadi di calcio!

Per il suo 60esimo anniversario Israele riceverà dalle Filippine una bandiera con la stella di David grande come 2 stadi di calcio. Un regalo enorme che sarà iscritto nel libro Guinness dei primati. Il tutto pesa 5 tonnellate e la sua preparazione ha mobilitato 40 volontari e 6 sarti. Questa bandiera è già stata spiegata a Manila nel giugno 2007 per celebrare l’amicizia tra i due paesi.

Fonte: Guysen News – martedì 20 novembre 08:52

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