Singapore, Frammenti dei Rotoli del Mar Morto esposti per la prima volta in Asia

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Nell’esposizione che si tiene alla ‘The Arts House‘ dal 27 agosto al 20 settembre sono presenti un centinaio di artefatti tra cui varie Bibbie antiche, l’intera Bibbia versione King James in microfilm che un’astronauta lasciò sulla Luna (Missione Apollo 14) e rari libri e manoscritti dei riformatori Giovanni Calvino, Martin Lutero, William Tyndale e John Wycliffe.

Guarda foto foto (slide) dell’esposizione

Visita sito theartshouse.com.sg e livinglegacy2009.com per maggiori informazioni.

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[Video] Israele, Arad: Ebrei messianici perseguitati ogni giorno da ebrei ultraortodossi

http://www.youtube.com/watch?v=4p_tNkcRhtQ

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Nuovo software usa algoritmi per decifrare testi antichi

di Ari Rabinovitch BEERSHEBA, Israele (Reuters) – Alcuni ricercatori israeliani hanno sviluppato un programma per computer che consente di decifrare testi antichi fino ad ora indecifrabili e che potrebbe essere il primo passo verso la creazione di un motore di ricerca tipo Google ma per i documenti storici. Il programma si basa su uno schema di algoritmi di riconoscimento simile a quelli adottati dalle forze dell’ordine per identificare e confrontare le impronte digitali. Ma in questo caso, il programma identifica lettere, parole e addirittura calligrafie, risparmiando ore di studio dei manoscritti a storici e studiosi. Riconoscendo questi modelli, il computer può ricreare con elevata precisione porzioni di testo che si sono sbiadite con il tempo o che sono state coperte da altre scritte successive, ha spiegato Itay Bar-Yosef, uno dei ricercatori dell’Università Ben-Gurion di Negev. ”Più programmi il computer analizza, più accurato e preciso diventa”, ha detto Bar-Yosef. Il computer lavora su copie digitalizzate dei documenti, assegnando valori numerici ad ogni pixel del testo a seconda di quanto è sbiadito. Separa poi il testo dallo sfondo e identifica le singole righe, lettere e parole. Inoltre analizza la calligrafia e lo stile della scrittura in modo da poter “riempire gli spazi bianchi”, dove i caratteri sbiaditi o sbavati sarebbero altrimenti illeggibili, ha continuato Bar-Yosef. I ricercatori si sono concentrati su antichi testi ebraici, ma hanno detto che il programma può essere utilizzato anche con altri linguaggi. Il team ha pubblicato il suo lavoro — ancora in fase di sviluppo — sulla rivista Pattern Recognition che uscirà a dicembre, ma è già disponibile online. Un programma per tutti gli studiosi accademici sarà pronto nel giro di due anni, ha detto Bar-Yosef. E mentre le biblioteche di tutto il mondo stanno digitalizzando le loro collezioni, il nuovo programma — sostengono i ricercatori — potrebbe portare ad un motore di ricerca per passare in rassegna qualunque database digitale di documenti manoscritti. Uri Ehrlich — un esperto in testi di preghiera antica che lavora con il team di scienziati informatici di Bar-Yosef — ha detto che con l’aiuto del nuovo programma, i risultati che finora richiedevano anni di ricerca potrebbero essere raggiunti in pochi minuti. ”Quando saranno stati digitalizzati abbastanza testi, riuscirà a rimettere insieme frammenti di libri attualmente dispersi in tutto il mondo”, ha detto Ehrlich.

Via | mytech.it

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Resti del periodo del re Ezechia scoperti a sud di Gerusalemme

Di recente è stato scoperto un centro amministrativo risalente a più di 2700 anni fa nel kibbutz Ramat Rachel a sud di Gerusalemme.

Fra i ritrovamenti portati alla luce vi è un gran numero di manici di anfore sigillati. I ricercatori ritengono che queste contenevano olio, vino e altri prodotti agricoli destinati come tasse a dominatori stranieri.

Un complesso di costruzioni forma il centro amministrativo che fu attivo dal regno di Manasse a quello di Zedechia, al termine del periodo del primo tempio, e per almeno duecento anni dopo il ritorno a Gerusalemme e durante il periodo ellenistico.

Sotto gli Asmonei il centro fu raso al suolo e al di sopra fu costruito un villaggio ebraico, del quale rimangono molti bagni rituali in case private e grotte adoperate per l’allevamento di piccioni.

Il villaggio continuò ad esistere fino al 68 d.C., quando i romani presero e distrussero Gerusalemme. Nell’area i bizantini costruirono una chiesa.

Adattamento: R.P.
Fonte: SBF Taccuino / Hillel Fendel, Arutz Sheva ( 10 agosto 2009 )

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L’Erodion e la tomba di Erode nel deserto

L’Erodion fu identificato la prima volta con certezza nel 1838 dallo studioso americano Edward Robinson.

Dopo aver scalato la montagna e paragonato le sue osservazioni con quelle dello storico ebreo-romano Giuseppe Flavio del primo secolo, Robinson giunse alla conclusione che tutti quei dettagli non lasciavano dubbi che fosse l’Erodion, dove il tiranno giudeo trovò il suo ultimo riposo. L’osservazione di Robinson fu confermata verso la fine del medesimo secolo da Conrad Schick, il famoso architetto e archeologo tedesco che condusse ampi sopralluoghi a Gerusalemme e nelle zone circostanti.

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