Cina: Sequestrate 300 Bibbie a Evangelici Americani

Le autorita’ della dogana aeroportuale di Pechino hanno sequestrato 300 volumi della Bibbia a quattro americani appartenenti a un gruppo evangelico. “Non abbiamo fatto nulla di illegale”, ha detto Pat Klein, capo del gruppo, “non abbiamo intenzione di rovesciare il governo o destabilizzare le Olimpiadi”. Klein ha detto di aver portato in passato almeno 10.000 volumi della Bibbia in Cina e che nessuno glieli ha mai sequestrati. La costituzione della Cina comunista salvaguarda la liberta’ religiosa ma di fatto il potere costituito ne impedisce la diffusione.

Fonte: Repubblica.it

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Israele: La “figlia di Dio” e i quiz biblici

di Aviel Schneider

Un incontro delle autorità israeliane con i partecipanti alla gara biblica. L'ebrea messianica Bat-El Levi è la ragazza con la blusa rossa dietro il Presidente Shimon Peres.

Anche se la diciassettenne Bat-El Levi non ha vinto il primo premio nell’«International Bible Quiz» in Gerusalemme, una vittoria tuttavia l’ha ottenuta, perché la semplice partecipazione alla gara di un’ebrea messianica è un fatto sensazionale. La cosa ha provocato veementi minacce di boicottaggio da parte di rabbini ortodossi. Ma la ragazza ha trovato anche dei sostenitori. Né il Ministero dell’Educazione, né il Governo hanno ceduto alle richieste dell’organizzazione antimissionaria Jad Le’ Achim, la quale pretendeva che Bat-El (il nome significa “Figlia di Dio”) fosse squalificata a causa della sua fede in Gesù.

“La popolazione nazionale religiosa, con tutti i suoi svantaggi, non ha tuttavia alcun automatismo. Ciascuno può decidere da solo”, ha dichiarato il commentatore religioso Uri Orbach nel suo articolo su Ynet, alludendo alla partecipazione di Bat-El alla gara di quiz biblici. “E’ successo allora che nessun candidato religioso ha rinunciato alla sua partecipazione. Le minacce rabbiniche sono andate a vuoto”. Anche se Orbach ha presentato Bat-El come “piccola figlia di missionario”, è convinto tuttavia che gli ebrei secolari di Israele hanno molto meno conoscenza biblica degli ebrei religiosi. Nel «National Bible Quiz» della scuola statale d’Israele Bat-El ha raggiunto il primo posto e si è qualificata così per l’«International Bible Quiz» che si è svolto nel Giorno dell’Indipendenza e a cui erano presenti come ospiti d’onore il Primo Ministro Ehud Olmert e il Ministro Yuli Tamir.

In totale hanno preso parte alla gara 63 giovani provenienti da tutte le parti del mondo. Quattro di loro rappresentavano Israele. Hanno trascorso insieme 17 giorni in campi per quiz biblici in diverse parti d’Israele, per conoscere il paese e prepararsi insieme alle difficili domande bibliche. «Un giorno prima del Training gli organizzatori sono venuti a sapere che credo in Gesù. Mi hanno chiesto se sono un’ebrea messianica e se credo alla Torah, cosa che naturalmente è vera», ha detto Bat-El a israel heute. «Ho risposto a tutte le loro domande. Mi hanno trattato con cortesia e non hanno avuto niente da obiettare alla mia partecipazione al Bible Quiz.»

Gli altri candidati stranieri e israeliani erano diventati curiosi. Un’ebrea che crede in Gesù? Volevano capire. «Alcuni di loro erano scioccati. Altri mi schivavano. Ma quello che ci univa era l’amore per la Bibbia. Qualcuno ha perfino preso le mie parti», ha aggiunto Bat-El. Ha sottolineato comunque che i candidati non avevano nessun problema ad avere tra loro una credente in Gesù e quindi nessuno ha rinunciato alla partecipazione. «Sono riuscita ad arrivare tra i primi 16. Al successivo turno, in cui si qualificano soltanto 8 candidati, gli altri erano semplicemente più bravi di me», ha ammesso sorridendo Bat-El. «La giuria in parte la conoscevo già. Sono stati corretti con me. Non mi hanno fatto domande particolari né hanno tentato di manipolarmi con qualche forma di mobbing perché credo in Gesù.» Bat-El ha dimostrato ai suoi compagni che nonostante la sua fede in Gesù lei non è una straniera nel popolo ebraico, e questo ha tranquillizzato gli altri candidati e gli organizzatori. «In me non hanno visto una straniera in mezzo al popolo, ma un’ebrea che si distingue da loro soltanto per il fatto che crede in Gesù come il Messia.» Bat-El ha altri sei fratelli. E’ la seconda figlia di Jitzchak e Ruth Levi.

Con la sua partecipazione ha portato il Messia un po’ più vicino al popolo. Il suo esempio personale e la sua conoscenza biblica hanno fatto sì che nessuno fosse disturbato dalla sua fede in Gesù. E questo ha spuntato tutte le calunnie e gli appelli al boicottaggio da parte dei rabbini ortodossi. La testimonianza di fronte a tutto il popolo è stata quindi molto più grande di quanto avrebbe potuto fare una costosa campagna di evangelizzazione.

Fonte: (israel heute, giugno 2008 – trad. www.ilvangelo-israele.it)

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Rinvenuto a Gerusalemme un sigillo di Godolia, ministro del re Sedecia

Il sigillo del ministro del re Sedekia

Durante uno scavo nella città di Davide è stato ritrovato un sigillo di 2600 anni fa appartenente a un ministro del re biblico Sedecia.

L’archeologa Eilat Mazar, direttrice dello scavo, ha dichiarato che il sigillo, recante il nome di Gedalyahu ben Pashur (Godolia, figlio di Pascùr), un personaggio che, come si legge nel Libro di Geremia, fu ministro sotto il re Sedecia (597-586 a.C.), è stato ritrovato a pochi metri dal luogo dove era stato scoperto tre anni addietro un altro sigillo appartenente a Yehukual ben Shelemyahu (Iucàl, figlio di Selemia), anch’egli ministro di Sedecia.

Mazar ha fatto notare come sia raro il rinvenimento di un sigillo, un oggetto molto fragile, in condizioni simili a quelle dello scavo.

In qualche misura, ha aggiunto, era anche prevedibile la scoperta di questo sigillo, visto che nella Bibbia i due ministri appaiono insieme al servizio del re Sedecia.

Il primo sigillo fu scoperto all’interno di un’imponente struttura in pietra, che, secondo l’archeologa, potrebbe essere il palazzo di Davide, mentre il secondo giaceva ai piedi del muro esterno della stessa costruzione, sotto una torre costruita al tempo di Neemia.

Entrambi i sigilli, di un centimetro di diametro, sono stati trovati sotto le macerie della distruzione risalente al periodo del Primo Tempio.

Mazar conferma che le lettere sono in ebraico antico e chiaramente leggibili.

Nel Libro di Geremia (38,1) sono menzionati entrambi i ministri insieme ad altri due: “Sefatià figlio di Mattàn, Godolia figlio di Pascùr, Iucàl figlio di Selemia e Pascùr figlio di Malchia udirono queste parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo (traduzione CEI)”.

Sono trascorsi venticinque anni da quando, sempre nell’area archeologica della città di Davide, furono trovati altri sigilli d’epoca biblica. Nel 1982 l’archeologo israeliano Yigal Shiloh scoprì un deposito segreto di bolle in un luogo vicino, e tra queste vi era quella di Gemaryahu ben Shaphan (Ghemarià, figlio di Safàn), anche lui menzionato nella Bibbia, ministro e scriba durante il regno del re Ioiakim (608-597 a.C.).

Lo scavo in corso è condotto per conto dello ’Shalem Center’, un istituto di ricerca di Gerusalemme, e dell’ala destra della ’Fondazione della città di Davide’, con il patrocinio dell’Università ebraica di Gerusalemme.

Adattamento: R.P.

Fonte: SBF Taccuino / Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post (31 luglio 2008 )

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Giovedì, 24 luglio ore 15:45 – Troppe connessioni simultanee (> 100.000) alla pagina del Codex Sinaiticus

Troppe connessioni simultanee (> 100.000). La pagina del manoscritto è temporaneamente non disponibile. Si prega di riprovare più tardi.

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Una parte del Codice Sinaitico sarà consultabile in internet a partire da giovedì

Internet: online Bibbia del Sinai, più antica al mondo

Codex Sinaiticus - Foto: AFP/Florian Eisele

La prima parte del Codex Sinaiticus, il manoscritto considerato la Bibbia più antica ancora esistente, sarà consultabile a partire da giovedì in internet. Lo ha annunciato oggi la Biblioteca dell’Università di Lipsia (Germania orientale) che si è occupata della digitalizzazione del cimelio.

Le pergamene della Bibbia del Sinai, trascritte in lingua greca nella prima metà del IV secolo d.C. in Egitto, sono ripartite tra il monastero di Santa Caterina sul Sinai (Egitto), la Biblioteca russa di San Pietroburgo, la British Library di Londra e appunto Lipsia.

La versione digitalizzata consultabile a partire da giovedì (www.codex-sinaiticus.net) sarà composta da un centinaio di fogli, cioè tutti i 43 di Lipsia e 67 almeno di quelli di Londra. Per la versione completa del testo, invece, bisognerà aspettare il 2009, quando tutte le circa 390 pagine del manoscritto saranno disponibili in internet.

Sui fogli di pergamena del Codex Sinaiticus, grandi 38 per 34,5 cm, è riportata circa la metà del Antico Testamento, alcuni testi considerati apocrifi ma a esso collegati e l’intero Nuovo Testamento, insieme con due testi dei primi tempi dell’era cristiana, che ora non compaiono più nelle bibbie moderne. Si ritiene che altre 330 pagine facessero parte del codice, la parte mancante del Antico Testamento ora scomparsa.

L’Università di Lipsia ha annunciato che sono previste anche due edizioni cartacee: una solo testuale e l’altra in facsimile del manoscritto.

Fonte: Ticino News/ ATS

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