Germania: capo chiesa protestante fermata al volante, aveva bevuto troppo

Hannover, 23 feb. – (Adnkronos/Dpa) – Margot Kaessmann, primo vescovo donna eletta l’anno scorso alla guida di 25 milioni di protestanti tedeschi, e’ stata fermata dalla polizia stradale per essere passata col rosso ed e’ risultata positiva al test alcolemico nel sangue, con un valore superiore di oltre tre volte il limite consentito.

A riferire quanto accaduto nel fine settimana e’ la Chiesa protestante tedesca, mentre il vescovo Kaessmann, 51 anni e quattro figli, si e’ detta “scioccata per aver commesso un errore cosi’ grave”. “Sono consapevole di quanto sia pericoloso e irresponsabile bere e poi guidare”, ha aggiunto, dicendo di accettare tutte le conseguenze penali della sua condotta. In Germania il limite del tasso alcolemico nel sangue per chi guida e’ di 0,5%.

Fonte: Libero-News.it

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Eritrea: 14 cristiani rilasciati su cauzione

Dopo le ondate di arresti indiscriminati di cristiani avvenute nell’ultimo mese dell’anno (leggi a proposito Eritrea: ondata di arresti di credenti), oggi vi riportiamo una buona notizia per 14 cristiani detenuti a causa della loro fede. Il 5 febbraio scorso, le autorità di Adi-Nefase (il campo militare ad Assab) hanno deciso per il rilascio di 12 cristiani della Chiesa di Kale-Hiwot, in prigione ingiustamente da ben 2 anni. A questa decisione si aggiunge quella del famigerato campo di Mitire, con la quale ad altri 2 cristiani, membri della Chiesa Rhema, è stata concessa la libertà su cauzione. Come sapete non vi è libertà di culto in Eritrea al di fuori delle confessioni riconosciute, che sono l’Ortodossa, la Cattolica, la Luterana e, ovviamente, l’Islam.
Di seguito pubblichiamo i nomi dei 12 rilasciati dal campo militare di Adi-Nefase: 7 giovani uomini, Fetewe Gebremichel, Yosief Yehdego, Kibreab Tsegay, Habtom Kiros, Bereket Tesfay, Hiyabu Genzebu, Amanuiel Mehari; e 5 giovani donne, Almaze Teckle, Hagosa Abraha, Emnet Kiflom, Terhase Measho e Hiwet Kibrom. Tutti al tempo dell’arresto erano studenti delle superiori. Al momento del rilascio è stato intimato loro di non partecipare a nessun tipo di attività cristiana e semmai dovessero disobbedire a tale ordine, è stata promessa loro l’esecuzione sul posto.

Contesto e situazione diverse per gli altri due giovani uomini, in precedenza soldati dell’esercito regolare, rilasciati dal campo di Mitire dopo un anno e 7 mesi di detenzione: Aklilu Tesfamichel e Gebru Tesfayon, questi i loro nomi, erano stati incarcerati per aver condiviso il Vangelo di Cristo con alcuni commilitoni, un gesto che hanno pagato con l’internamento in uno dei campi più duri e inumani dell’Eritrea. Oggi sono tornati a ricoprire il ruolo nell’esercito che avevano prima di essere arrestati.

I dati precisi sul numero di prigionieri cristiani detenuti nelle terribili carceri eritree sono difficili da raccogliere. Da una recente analisi si parla di oltre 2.220 persone, ma è assai difficile avere la stima esatta, poiché altri calcoli elevano il numero fino a poco meno di 3.000. Quel che è certo è che fra loro ci sono 38 leader di comunità, arrestati per la loro attività cristiana, ma detenuti senza nemmeno un capo d’accusa. 17 di loro sono in carcere da più di 5 lunghissimi anni.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Uzbekistan: Falsa accusa di spaccio di stupefacenti per un cristiano battista

I fedeli temono che la polizia voglia così colpire le loro comunità. Sistematiche le persecuzioni contro i battisti, non riconosciuti dallo Stato. Ma anche contro gruppi islamici.

Tashkent – Ora i fedeli cristiani sono arrestati e processati con false accuse. Il cristiano battista Tohar Haydarov denuncia all’agenzia Forum 18 che “la polizia ha piantato una scatola con lo stupefacente” nella sua proprietà e che lo ha anche “malmenato e costretto a firmare vari documenti”.

Tohar Haydarov è stato portato il 18 gennaio presso la polizia, nella centrale regione di Syrdarya. Il poliziotto gli ha preso le chiavi, è andato a casa sua e poi ha denunciato di avere trovato “una sostanza simile alla marijuana” in una borsa. Ora è accusato di produzione e spaccio di stupefacenti e rischia fino a 5 anni di reclusione. Gli altri fedeli dicono che conoscono bene Haydarov ed escludono che possa spacciare droga, per cui denunciano che le prove sono state fabbricate.

Il Consiglio delle Chiese battiste si rifiuta di chiedere l’autorizzazione dello Stato, necessaria anche solo per incontrarsi e pregare, e insistono che incontrarsi per pregare è un loro diritto.

Intanto nella città di Almalyk, regione di Tashkent, il 24 gennaio la polizia ha spaccato la porta e fatto irruzione durante un pacifico incontro della comunità battista, riuniti a prendere un tè presso la casa di Sergei Brislavki. Ha portato al commissariato tutti i 19 fedeli presenti, percuotendoli durante il tragitto, alcuni sono stati trattenuti. Ora anche loro temono accuse penali per violazione della legge sulla religione o del divieto di insegnare dottrina religiosa.

La polizia colpisce anche gli islamici che sono autonomi dai gruppi riconosciuti dallo Stato. Nella regione di Syrdarya circa 57 islamici sono stati trattenuti, per motivi mai comunicati. Nel Kashkadarya una donna è detenuta dal 16 gennaio per avere ospitato un incontro religioso nella propria abitazione.

Le autorità uzbeke smentiscono simili episodi, ma si rifiutano di discuterli con F18.

Fonte: AsiaNews/F18 – riprodotto con autorizzazione

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[Video] ‘Haiti, i miracoli della fede’

Video tratto da http://video.corriere.it/ che parla di una grande liberazione operata da Dio ad Haiti in seno alla Chiesa Battista in occasione del grande terremoto del Gennaio 2010

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