USA: La più grande diocesi cattolica chiede procedura fallimentare per abusi di preti pedofili

La piu’ grande diocesi cattolica statunitense, quella di Fairbanks in Alaska, ha avviato la procedura fallimentare per far fronte alle spese legali derivanti dalle molestie sessuali perpetrate da preti pedofili. Lo riporta Donatella Poretti, deputata radicale della Rosa nel Pugno. ‘Sono circa 150 i casi giudiziari che la Chiesa cattolica deve affrontare in quella Diocesi. Gli abusi sessuali avrebbero avuto luogo fra gli anni ’50 e ’80. Gia’ a novembre 2007, un ordine cattolico in Alaska aveva accettato di risarcire ben 50 milioni di dollari a piu’ di 100 nativi per abusi commessi da preti gesuiti’.
Ma come spiega Poretti, quella di Fairbanks ‘si aggiunge cosi’ ad un lungo elenco di diocesi statunitensi che, pur di evitare migliaia di cause pubbliche in cui gli imputati non erano solo i singoli preti pedofili ma anche le gerarchie che li avevano protetti, stanno faticosamente cercando di risarcire bonariamente le proprie vittime’. Fra le altre diocesi Usa in procedure fallimentari ci sono quelle di San Diego, Davenport, Tucson, Spokane, Portland. […]

L’articolo completo su Aduc

Post correlati:

Condividi

USA: Prete accusato di molestie su minori potrebbe aver trasmesso Hiv/Aids a proprie vittime

Un altro terribile capitolo nella storia dei preti cattolici pedofili. Un prete accusato di molestie e violenze sessuali su minori, secondo fonti ufficiali della diocesi di Fort Worth (Texas), sarebbe affetto da Aids.
Il parroco, Philip Magaldi, espulso dalla Chiesa dopo le accuse rivoltegli da almeno cinque minori, avrebbe parlato della propria malattia con i dirigenti della diocesi. Questi ultimi avrebbero quindi invitato tutte le vittime del prete a mettersi in contatto con la diocesi. E’ infatti possibile che il pastore cattolico abbia trasmesso la malattia alle proprie vittime.

Fonte: Aduc – 16 febbraio 2008

Post correlati:

Condividi

Pedofilia, condannato don Crocetti a 4 anni e 4 mesi

Tentata violenza sessuale su minorenni, condannato a 4 anni e 4 mesi don Massimiliano Crocetti.

Crocetti, prete di 36 anni, originario di Montefiascone, era stato arrestato nell’agosto del 2006 con l’accusa di tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo di quindici anni a Oriolo Romano e di un tredicenne di Vetralla. I due paesi dove il prete era stato parroco.
Le indagini furono avviate a seguito della segnalazione fatta dai servizi sociali del comune di Oriolo, con i quali erano entrati in contatto i genitori del quindicenne, al centro delle attenzioni del sacerdote.

Per la tentata violenza sessuale nei confronti del ragazzo di Oriolo, gli avvocati difensori Antonello Cecchini e Severo Bruno, hanno chiesto il patteggiamento.

Rito abbreviato per la vicenda di Vetralla.

Ieri mattina il Gup Silvia Mattei, per il caso di Oriolo Romano ha inflitto una pena di un anno e sei mesi.

Per il caso di Vetralla, invece, la condanna è stata di due anni e dieci mesi.

Schiaccianti le prove portate dal pubblico ministero Tucci. Tra queste le offerte in denaro e aiuto nello studio in cambio di prestazioni sessuali.

L’avvocato Bruno ha annunciato il ricorso in appello.

Fonte: TusciaWeb.it – 16 febbraio 2008 – ore 12,06

Post correlati:

Condividi

Don Marco verso il rito abbreviato

di MARILÙ MUSTO

Casal di Principe. Una località segreta, mantenuta tale dal muro di silenzi alzato da una comunità ecclesiastica, ma i guai giudiziari nei quali don Marco Cerullo si è cacciato per una storia di presunti abusi su un suo alunno, potrebbero raggiungerlo anche lì, nel luogo segreto in cui il viceparroco sconta gli arresti domiciliari circondato da sacerdoti che hanno offerto di ospitarlo. Perché dopo quasi due mesi dal suo arresto il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Antonio Ricci sta per avanzare la richiesta di incidente probatorio. Non potrebbe fare altrimenti. È previsto infatti che per i delitti sessuali o a sfondo sessuale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini debbano chiedere che si proceda con incidente probatorio all’assunzione della testimonianza di persona minorenne. Il legale della famiglia dell’alunno, Costantino Puocci, aveva avanzato l’istanza il 24 dicembre del 2007, ma il pm ha ritenuto opportuno valutare prima lo stato psicologico della vittima. Un passo prudente e graduale prima di acquisire tutte le prove di una triste e spiacevole verità. Diversa la posizione dell’avvocato Carmine Ucciero, legale di don Marco che non ha escluso che dopo aver ricevuto gli atti inviati al Riesame possa chiedere il rito abbreviato. Ciò comporterebbe l’ammissione di colpa di don Marco che davanti ai carabinieri che lo avevano colto in flagranza di reato il 19 dicembre scorso, aveva ammesso l’abuso scoppiando in lacrime, ma ascoltato dal gip aveva ritratto dicendo che il suo «era solo un abbraccio affettuoso». Quegli abbracci, altri abbracci di don Marco ad altri alunni o ragazzi della parrocchia, i militari di Casal Di Principe hanno smesso di cercarli. Le perquisizioni in chiesa e in alloggio hanno dato esito negativo e con esso sono svanite anche le speranze che ulteriori denunce potessero giungere in caserma. Un altro muro alzato da sfondare, anche questo fatto di silenzi. In caso di rito abbreviato l’ex viceparroco potrebbe ottenere lo sconto della pena di un terzo, pena che va da un minimo di sei ad un massimo di dodici anni di reclusione; con le attenuanti generiche prevalenti il minimo potrebbe scendere a cinque anni. Anni durante i quali don Marco potrebbe anche non vedere mai le grate del carcere. Il fascicolo degli atti, con il rito abbreviato, potrebbe passare nelle mani di Francesco Chiaromonte. La vicenda giudiziaria e le ipotesi sullo sviluppo del caso s’intrecciano con la sorte della parrocchia del Santissimo Salvatore di Casal Di Principe. Perché da circa due mesi la chiesa non ha un viceparroco, ma è retta da don Carlo Aversano, rimasto solo e ancora addolorato per quanto accaduto. Sarebbe stato invece sostituito l’insegnate di religione cattolica nella scuola media ed elementare di Villa Literno. Dal plesso scolastico l’alunno, senza l’autorizzazione dei genitori, non sarebbe dovuto uscire, perché il permesso ratificato dal vicedirigente aveva accordato solo lo spostamento da un’aula all’altra per realizzare il «progetto Natale». Da questa circostanza sarebbe nata la querela di parte contro don Marco perché «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino «per condurlo, con un raggiro, in una zona periferica della città per poi costringerlo a subire abusi di tipo sessuale».

Fonte: Il Dialogo/Il Mattino – 09/02/2008

Post correlati:

Condividi

SVIZZERA – Abusi sessuali commessi da preti: i casi più importanti

BERNA – Ecco alcuni dei più importanti abusi sessuali commessi da membri del clero della Chiesa cattolica nell´ultimo decennio:

Marzo 1998: l´ex sacerdote di Lumino e Castione è condannato a cinque anni di reclusione. La Corte d´assise di Bellinzona lo riconosce colpevole di attentati al pudore e di pornografia ai danni di undici bambini della regione.

Maggio 1999: l´ex sacerdote di Chiasso è condannato a 18 mesi di carcere con la sospensione condizionale per aver abusato di un chierichetto di 15 anni.

Maggio 2000: il servizio bernese delle donne violentate rende pubblico il caso di una donna abusata da un prete nel canton Friburgo. Gli abusi sono avvenuti nel corso di colloqui di “accompagnamento spirituale”. Il sacerdote è condannato a cinque mesi con la sospensione condizionale.

Giugno 2001: è rivelata nel Giura la condanna per pornografia di un prete pensionato, al quale inizio anno sono stati inflitti tre mesi di carcere da scontare. Gli atti di pedofilia, commessi dal sacerdote trent´anni prima, sono caduti in prescrizione.

Luglio 2003: l´ex sacerdote di Uznach (SG) è condannato a quattro anni e mezzo di carcere per aver abusato di un ragazzo ogni settimana per cinque anni, dal 1992 al 1997. In seguito a questo caso, la diocesi di San Gallo istituisce una commissione di esperti contro gli abusi sessuali.

14 gennaio 2008: a Delémont, nell´ambito di una commissione rogatoria internazionale, un padre cappuccino ammette di aver abusato nel 1992 del nipote 12enne nella regione di Grenoble (F). In un secondo tempo, il cappuccino rivela di aver abusato di un bambino di 10 anni a Lully (FR) negli anni Ottanta.

Fine gennaio 2008: Nicolas Betticher, vicario generale giudiziario della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo denuncia alla magistratura due preti sospettati di aver commesso abusi sessuali a Ginevra e Friburgo.

Fonte: Ticinonline.ch – 01/02/2008 – 19:05

Post correlati:

Condividi