Svizzera – Preti pedofili: emerge un nuovo caso in Romandia

Nella diocesi di Losanna, Ginevra, Friborgo è emerso un nuovo caso di pedofilia. La denuncia alle autorità, che risale a lunedì, è stata fatta da monsignor Nicolas Betticher. “E’ nell’ambito di tutto ciò che viene detto in queste settimane che abbiamo ricevuto una serie di informazioni inquietanti, le quali mi hanno spinto a un simile passo”, ha affermato il vicario giudiziale al telegiornale romando. La curia non ha però voluto rivelare quale è il cantone coinvolto. Questa nuova vicenda di abuso sessuale si aggiunge a quella del frate cappuccino, venuta a galla di recente.

Fonte: Swiss TXT – 23.1.2008 09:25

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Svizzera: Il prete pedofilo e le coperture della diocesi

Friburgo – Per la prima volta un membro della gerarchia cattolica svizzera ammette una responsabilità della Chiesa nella vicenda del sessantasettenne prete pedofilo di cui la stampa ha riferito nelle ultime settimane in seguito a un’indagine avviata contro di lui in Francia. Nicolas Betticher, portavoce e, dal primo gennaio, anche vicario generale giudiziario della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo ammette persino una “complicità” nella recidiva.
“La parola complicità mi fa male per la Chiesa che amo, ma è vero”, ha dichiarato Betticher in una intervista pubblicata ieri dal giornale romando Le Matin Dimanche.
“È evidente che la procedura non si è svolta correttamente all’epoca. Altrimenti non ci sarebbe potuta essere una recidiva”, ha aggiunto. La curia sapeva infatti dal 1989 almeno che il sacerdote, un cappuccino, aveva abusato di un ragazzo, ma non aveva denunciato il fatto alla giustizia civile. La gerarchia ecclesiastica aveva preferito lasciar trasferire il molestatore in Francia, dove in almeno un’occasione ha compiuto lo stesso reato. Betticher ha detto di non avere spiegazioni per l’agire di allora: “Non ne ho idea. Non ho ritrovato dossier. Monsignor Genoud non era vescovo. Io non c’ero. Constato che si è agito in modo inaccettabile. All’epoca c’era una omertà spaventosa. Nei club di calcio, nelle scuole, si agiva allo stesso modo. Ma per un prete, è molto più grave: dev’essere al di sopra di ogni sospetto”. Da allora le cose sono cambiate, ha assicurato Betticher: “Abbiamo ormai una procedura molto severa. Non appena il vicario giudiziario è informato dei so­spetti, deve immediatamente condurre un’indagine ecclesiastica. Se i fatti trovano conferma, chiederà al prete di denunciarsi. Se rifiuta, lo farà egli stesso”.
Il prete in questione è tornato in Svizzera nel 2005 e vive attualmente nel convento di Montcroix a Delémont, nel canton Giura, dove è protetto dalla pressione dei media, secondo quanto ha affermato il padre provinciale dei cappuccini, Ephrem Bücher, in carica da un anno. “Siamo anche noi responsabili in quanto cappuccini, perché all’epoca non abbiamo agito come avremmo dovuto”, ha ammesso Bücher ai microfoni della radio romanda.
Il sacerdote è stato interrogato lo scorso 14 gennaio dalla polizia cantonale giurassiana su richiesta di quella francese. Egli ha ammesso palpeggiamenti a carattere sessuale su un dodicenne nel 1992 nella regione di Grenoble. La vittima era suo nipote, ha indicato la magistratura francese, che si riserva di spiccare un mandato di cattura internazionale. Il prete avrebbe anche riconosciuto di aver commesso molestie in Svizzera.
La polizia giurassiana indaga ora a sua volta per chiarire se l’ecclesiastico abbia commesso anche in patria abusi non ancora caduti in prescrizione.

Fonte: LaRegioneTicino/ ATS/RED

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Pedofilia: confessa il prete svizzero indagato in Francia

DÉLÉMONT (JU)/LIONE (F) – Un prete svizzero di 67 anni sospettato di pedofilia in Francia ha confermato durante un’audizione davanti alla polizia giurassiana di aver molestato sessualmente un minorenne nel 1992. La vittima era il nipote di 12 anni, ha indicato la giustizia giurassiana.

Il sacerdote ha precisato di aver avvicinato intimamente il ragazzo in una sola occasione dopo il suo arrivo in Francia nella regione di Grenoble, ha precisato oggi il procuratore generale della Corte d’appello di Lione, Jean-Olivier Viout.

Ascoltato dalla polizia giudiziaria giurassiana lunedì l’uomo ha poi dato il suo accordo affinché il verbale venisse consegnato al procuratore generale della Corte d’appello di Lione. Il 67enne avrebbe anche riconosciuto di aver commesso molestie in Svizzera.

Il prete era già stato implicato in altri casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972.Nel 1989 aveva lasciato la Svizzera e vissuto in Francia dove dapprima aveva ottenuto un ministero a Grenoble (F). Nel 2002, la Diocesi di Ginevra, Losanna e Friburgo, venuta a conoscenza della situazione, ha allertato la curia di Grenoble della pericolosità dell’uomo. Quest’ultimo ha negato i fatti, ma è comunque stato trasferito a Lione (F), secondo informazioni date alla stampa da Nicolas Betticher, portavoce della diocesi romanda.

La giustizia francese potrebbe decidere di archiviare il caso o chiedere un mandato d’arresto internazionale a causa della gravità dei fatti. Le autorità francesi avevano inoltrato giovedì scorso una domanda di assistenza giudiziaria per procedere ad un’udienza del prete, dopo che questi aveva ammesso in interviste al giornale “Tribune de Lyon” di aver commesso un abuso sessuale in Francia.

La polizia giurassiana sta indagando per sapere se l’uomo abbia commesso abusi in Svizzera non ancora prescritti. Trasmetterà quindi le sue conclusioni al Ministero pubblico che potrà, all’occorenza, aprire un procedura e chiedere l’arresto del sospettato.

Il prete risiede da due anni al convento dei cappuccini di Montcroix a Delémont. L’uomo, che aveva lasciato la Svizzera dopo un caso simile terminato con un indennizzo alla vittima, ha vissuto per oltre una decina d’anni in Francia ed è poi tornato in Svizzera nel 2005.

Fonte: SwissInfo/SDA-ATS – 16 gennaio 2008 – 16.06

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Pedofilia: Ammissione shock prete svizzero, “sono recidivo”

(ASCA-AFP) – Ginevra, 15 gen – Un prete svizzero sospettato di pedofilia e’ stato sottoposto ad interrogatorio dalla polizia dopo aver rilasciato un’intervista al settimanale francese Tribune de Lyon in cui ammetteva di ”esserci ricaduto una volta”. Dopo la rivelazione shock del prete la procura di Lione ha ordinato alle autorita’ svizzere di procedere all’interrogatorio del prete sessantasettenne. Il sacerdote recidivo, prima dell’intervento della polizia svizzera, aveva trascorso le ultime settimane in un convento nella citta’ di Delemont, il capoluogo del cantone di Jura. Precedentemente, il prete e’ stato trasferito dal 1989 al 2005 in un monastero francese, dopo le accuse di pedofilia per episodi che sarebbero avvenuti nella citta’ di Fribourg dal 1968 al 1972. (Piu’Europa). Reds

Fonte: Asca

JU: sentito un prete per caso di pedofilia

Un prete svizzero è stato interrogato ieri sera per diverse ore dalla polizia giurassiana e il verbale è stato trasmesso alla giustizia francese. Il 67enne, che vive a Delémont, è sospettato di pedofilia. Avrebbe ammesso, sulla Tribune de Lyon, di aver commesso un abuso su minorenne in Francia. Il sacerdote aveva già violentato un chierichetto a Friborgo tra il 1968 e il 1972, secondo la Liberté. Nel 1989 aveva lasciato la Svizzera per Grenoble. Nel 2002, venuta a conoscenza della situazione, la diocesi di Ginevra, Losanna e Friborgo aveva allertato la curia francese della sua pericolosità

Fonte: Swiss TXT 15.1.2008 17:40

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Brindisi: «Il prete mi ha molestato»

Un giovane pastore del Brindisino ha denunciato un sacerdote per presunte violenze avvenute nel 2001 quando aveva solo 15 anni, e pascolava il gregge nelle campagne di Erchie

ERCHIE (BRINDISI) – Avrebbe molestato in più occasioni un pastorello che col suo gregge si aggirava nelle campagne di Erchie, fino a quando il giovane, diventato maggiorenne, non ha denunciato tutto ai carabinieri. Ora un sacerdote di 61 anni del paese, che è anche titolare di cattedra in una scuola media, rischia il processo per violenza sessuale e atti osceni. La notizia è pubblicata nelle pagine di cronaca di Brindisi della «Gazzetta del Mezzogiorno».
Il sostituto procuratore presso il tribunale di Brindisi Pierpaolo Montinaro ha chiesto infatti il rinvio a giudizio del sacerdote. I fatti risalirebbero al 2001, quando il pastorello aveva 15 anni, ma le indagini sono state avviate nel gennaio del 2006, dopo la denuncia della vittima.
Il pastorello sarebbe stato avvicinato più volte dall’uomo, che avrebbe cercato di convincerlo ad avere con lui rapporti sessuali e in una circostanza lo avrebbe fatto assistere ad un rapporto con una persona di colore. Il ragazzo avrebbe saputo solo anni dopo che il molestatore era un sacerdote, quando cioè ha fatto denuncia ai carabinieri e questi sono risaliti all’identità dell’uomo attraverso la targa della sua auto.

11/1/2008
Fonte: Il Dialogo/La Gazzetta del Mezzogiorno

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