Pedofilia: USA, via libera a processo contro Vaticano

NEW YORK – Per la prima volta una corte di appello federale degli Stati Uniti ha dato il via libera ad un processo contro il Vaticano per presunti casi di abusi sessuali. È la prima volta che allo stato Vaticano non viene garantita dagli USA l’immunità sovrana sancita dal Foreign Sovereign Immunities del 1976.

La corte di appello di Cincinnati ha dichiarato legittima la richiesta a procedere in sede processuale contro la Santa Sede in un caso di abusi sessuali commessi da religiosi della diocesi di Louisville in Kentucky, ipotizzando dunque che il Vaticano potrebbe essere ritenuto corresponsabile della condotta dei suoi membri.

“Se qualcuno può rompere questa barriera viene aperta la strada ad altri processi contro la Chiesa Cattolica”, ha dichiarato Jonathan Levy, avvocato di Washington che rappresenta un folto gruppo di sopravvissuti dei campi di concentramento in una azione legale rivolta contro varie parti incluso il Vaticano.

Dall’altra parte, Jeffrey Lena, avvocato della Santa Sede, pur dicendosi “attualmente non intenzionato” a chiedere alla corte d’appello di rivedere la decisione, ha precisato che “la sentenza è ancora molto lontana dal dimostrare la responsabilità diretta del Vaticano” per la condotta dei suoi membri.

Una delle questioni calde su cui si dibatte oggi in merito alle responsabilità del Vaticano è il documento del 1962, a firma di Giovanni XXIII, nel quale ai vescovi veniva imposto il silenzio sui casi di abusi sessuali.

SDA-ATS
Fonte: SwissInfo

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Svizzera: Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra

FRIBURGO – Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo indagati per abusi sessuali è stato smascherato un “predatore” di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell’anno è sospettato di aver abusato di 24 fanciulli sull’arco di almeno 35 anni. Lo ha indicato oggi la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre. Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana.

La giudice ha reso conto stamani delle investigazioni avviate inizio estate sulla base di una “lista di sospetti” ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque indagini preliminari sono state avviate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l’operato della giustizia si è concentrato sugli altri tre. Uno dei religiosi è stato scagionato e l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata.

Il caso più grave è rappresentato dal frate cappuccino di 68 anni, sul quale agli inizi dell’anno la magistratura francese aveva aperto un’inchiesta. L’uomo “ha agito in tutta impunità per più di 35 anni”. Quando la giudice ha ricevuto il fascicolo riunito dalla diocesi, esso conteneva già i nomi di otto vittime, fra le quali il nipote dell’ecclesiastico. Dopo l’interrogatorio dell’interessato, il loro numero è salito a 22. L’apposita commissione della diocesi ha poi annunciato due vittime supplementari.

Il frate contesta due casi, che sarebbero ormai caduti in prescrizione. Gli abusi sono stati commessi in svariati cantoni e in Francia. È tuttavia in questo paese che sono stati commessi i fatti non ancora coperti dalla prescrizione: l’ultimo risale al 1995, mentre il nipote è stato molestato nel 1992. La giudice friburghese ha già contattato un collega di Grenoble, cui saranno trasmessi i risultati dell’inchiesta. Il religioso potrebbe essere giudicato in Francia o nel cantone – il cui nome è stato taciuto – dove risiede attualmente.

Le vittime dell’ecclesiastico erano tutti ragazzini dai 9 ai 14 anni “particolarmente vulnerabili”, ha dichiarato la giudice. Tre di loro erano handicappati. I primi abusi sono incominciati nel 1958 quando il religioso studiava in un convitto in Vallese. L’ecclesiastico era poi stato implicato in casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972. Nel 1989 aveva lasciato il paese per la Francia. Nel 2002, la diocesi, venuta a conoscenza della situazione, aveva allertato la curia di Grenoble della pericolosità dell’uomo. Dopo essere stato trasferito a Lione, il frate era rientrato in Svizzera nel 2005.
SDA-ATS

Fonte: SwissInfo

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Pedofilia, indagato ex prete di Fiumicino: è accusato di aver abusato di 4 minorenni

ROMA (31 ottobre) – Avrebbe abusato di almeno quattro minorenni e le violenze si sarebbero consumate in canonica. Per questo Josè P.V, 48 anni, ex parroco della chiesa Nostra Signora di Fatima ad Aranova, nel comune di Fiumicino, è indagato dalla procura di Roma.

Violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico sono i reati contestati al prete dal pm romano Francesco Scavo, titolare di un’altra indagine per pedofilia in cui è coinvolto un altro ex prete di Roma.

L’indagine su don Josè è scaturita da alcune segnalazioni ricevute dagli investigatori nel corso dell’inchiesta su don Ruggero Conti, ex parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima a Selva Candida a sua volta arrestato nei mesi scorsi, e poi scarcerato per motivi di salute, per i reati di violenza sessuale continuata e aggravata per aver ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi.

Don Ruggero dovrebbe essere sentito la prossima settimana dal magistrato che poi dovrebbe procedere a chiudere le indagini. Secondo quanto si è appreso padre Josè avrebbe abusato di almeno quattro minorenni, giovani che all’epoca avevano circa 11 anni e che adesso ne hanno circa 14, per fatti accaduti prima del novembre del 2005, quando il parroco venne trasferito in Spagna dal vescovo Gino Reali.

Fonte: Il Messaggero

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Aveva 56mila foto hard Prete sotto processo in Galles

Un sacerdote anglicano è finito sotto processo a Cardiff perchè nel corso degli anni si è fatto un’enorme collezione di foto pedo-pornografiche, scattate da lui stesso o scaricate da Internet. Cinquantanove anni, vicario di una parrocchia nella campagna del Galles fino al gennaio scorso quando è stato scoperto, il reverendo Richard Hart ha ammesso oggi in aula di aver raccolto 56.000 immagini di bambini in pose più o meno oscene che sono state ritrovate sul suo computer. Il prete, sospeso ‘a divinis’ dalla chiesa anglicana gallese che si dice «profondamente rattristata e scioccata» dalla vicenda, è attualmente in carcere e il tribunale ha fissato per il 25 settembre l’annuncio della pena che gli sarà inflitta.
Tramite un avvocato, Hart ha fatto sapere che non ha presentato domanda di libertà provvisoria perchè gli sembra giusto pagare con la prigione. Secondo i capi d’accusa il sacerdote – sposato ad una donna di quarant’anni – ha incominciato a mettere su Internet la sua collezione pedo-pornografica nel 1991. Nelle prossime settimane una commissione disciplinare anglicana deciderà se ridurre per sempre il reverendo Hart allo stato laicale.

Fonte: Leggo Online

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Australia: arrestato prete accusato di pedofilia

SYDNEY – Avrebbe commesso 30 aggressioni a sfondo sessuale a danno di minori tra gli anni ’70 e ’80 nella scuola media San Pio X di Adamstown e in due parrocchie rurali dello stato del Nuovo Galles del sud. Per questo un prete cattolico ancora in servizio e’ stato arrestato oggi a Sydney. Il 65enne padre John Sidney Denham, cui e’ stata negata la liberta’ su cauzione, e’ stato rinviato a giudizio al primo ottobre davanti al tribunale centrale di Newcastle. La prima denuncia contro il sacerdote era stata presentata lo scorso aprile. I 30 reati sono stati, invece, ricostruiti da una speciale task force della polizia. Domenica scorsa il vescovo dell’arcidiocesi Michael Malone aveva chiesto perdono alle vittime nella cattedrale di Newcastle. (Agr)

Fonte: Corriere.it

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