Scenderai nell’Ades [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Scenderai nell’Ades” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 15 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che vi sto per trasmettere.

Nel nello scritto di Luca, dove racconta la storia di Gesù di Nazareth, leggiamo al capitolo 16 una storia che raccontò Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Questa storia mostra dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati, ossia attesta in maniera inequivocabile che i peccatori, quando muoiono, scendono nell’Ades, che è un luogo di tormento dove arde il fuoco, un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e dove appunto sono nei tormenti coloro che vi scendono. Quindi è una storia che vi voglio leggere perché dovete sapere voi peccatori dove state andando, perché voi siete sulla via che mena in perdizione, appunto nell’Ades, una volta morti. Questo naturalmente è necessario che ve lo dica da subito affinché non vi illudiate.

“Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse.”

Dunque voi siete sulla via che mena in perdizione, che mena nell’Ades una volta appunto morti. Siete diretti là dove appunto c’è un fuoco che arde. Quell’uomo disse: “Sono tormentato in questa fiamma.” Era morto, era stato seppellito, ma si ritrovò appunto in un luogo di tormento chiamato Ades, comunemente conosciuto col termine di inferno. È il soggiorno dei morti, dove vanno appunto le anime di coloro che muoiono nei loro peccati.

Dunque vedete, questo uomo si trovava nei tormenti, bramava essere rinfrescato con dell’acqua. Quell’uomo era cosciente, pienamente cosciente di quello che stava sperimentando, di quello che stava vedendo. Aveva anche dei ricordi, ricordava; quindi nell’aldilà i peccatori c’hanno una memoria, conservano la memoria. E infatti si ricordò che aveva cinque fratelli, che erano malvagi come lui naturalmente, e che erano diretti in quel luogo anche loro. E appunto avrebbe desiderato che Abramo mandasse Lazzaro a casa appunto di suo padre per avvertire i suoi cinque fratelli affinché essi non venissero anche loro in quel luogo di tormento. Però la risposta di Abramo fu: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli.” Il ricco insistette pensando che se Lazzaro fosse risuscitato e fosse andato a casa appunto di suo padre ad avvertire i suoi cinque fratelli, essi si sarebbero ravveduti. Ma Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse.”

Quindi voi dovete tenere bene a mente questo: esiste questo luogo di tormento. Non è frutto dell’immaginazione di qualcuno. Questo luogo di tormento esiste nell’aldilà, la sua esistenza è certa, sicura, non c’è alcun dubbio sulla sua esistenza. Ed è un luogo di tormento, la Scrittura lo chiama così. Ora, voi siete sulla via che, diciamo, che mena in questo luogo di tormento. Perché? Perché siete dei peccatori, siete sotto il peccato, siete dunque schiavi del peccato e meritate di andare all’inferno. Proprio meritate, meritate di andarci. Perché? Perché siete dei nemici di Dio, perché avete violato la legge di Dio. Dio è santo, ha promulgato una legge che è santa, voi avete trasgredito questa legge e quindi l’ira di Dio è sopra di voi. Siete dei nemici di Dio, e appunto in quanto siete dei nemici di Dio, se moriste in questo preciso momento, morireste nei vostri peccati e ve ne andreste appunto qua, o meglio là, nell’Ades, nei tormenti.

Allora voi direte: “E che dobbiamo fare allora per essere salvati, per essere strappati al fuoco dove siamo diretti, per scampare a questa orribile fine?” Ebbene, adesso ve lo dico cosa dovete fare: vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo. Cosa significa che vi dovete ravvedere? Significa che dovete cambiare mente, dovete lasciare i vostri pensieri iniqui, ingiusti, vani. Li dovete lasciare, dovete cambiare mente perché voi siete nemici nella vostra mente. Ecco perché dovete ravvedervi. E poi dovete credere nell’Evangelo.

Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questa è la buona novella, ossia l’Evangelo nel quale dovete credere per essere salvati dai vostri peccati, che appunto vi tengono schiavi, di cui siete schiavi; nel quale dovete credere per essere giustificati, nel quale dovete credere per ottenere la remissione dei vostri peccati.

Sì, perché voi potete ottenere la remissione dei vostri peccati; i peccati che voi avete commesso sono dei debiti che avete accumulato al cospetto di Dio. Tutti questi debiti, di questi debiti, di tutti questi debiti potete ottenere la cancellazione, la remissione appunto, credendo nell’Evangelo. Come anche, vi dicevo, potete essere giustificati, certo, perché la giustificazione che dà vita si ottiene credendo nell’Evangelo, perché è scritto: “Il giusto vivrà per fede.” Vedete? E poi appunto, in questa maniera sarete riconciliati con Dio, con Dio. Quindi non sarete più nemici di Dio ma sarete amici di Dio. Potrete dire appunto di avere pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, il Signore.

E poi, credendo nell’Evangelo, otterrete la vita eterna. Sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. E quindi avrete la certezza che quando vi dipartirete dal corpo andrete ad abitare con il Signore in cielo, in paradiso. Quindi avrete la certezza di essere stati strappati dal fuoco dove siete diretti. Non avrete più paura di morire, non avrete più la paura della morte che avete in questo momento, ma sarete tranquilli, fiduciosi nel Signore, pieni di fiducia, sapendo che appunto morire per un cristiano è un guadagno, perché il cristiano, quando quando muore, si diparte dal corpo e va ad abitare con il Signore, che è cosa di gran lunga migliore. Capite dunque la differenza tra l’essere sotto il peccato e sotto la grazia di Dio? Sì, sotto la grazia di Dio, perché appunto nel momento in cui uno crede nell’Evangelo è sotto la grazia di Dio. C’è una differenza abissale.

Vedete dunque come appunto il luogo dove vanno coloro che muoiono in Cristo è totalmente diverso dal luogo dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. Il luogo infatti dove vanno i cristiani, coloro che muoiono in Cristo, è il paradiso, il regno dei cieli, dove appunto dove appunto coloro che muoiono si riposano dalle loro fatiche, dove c’è la gloria di Dio, dove c’è il trono di Dio, dove c’è Gesù alla destra di Dio. È un luogo meraviglioso, dove regna la pace, dove c’è la gloria. E dunque tutto questo per grazia, non per opere, affinché nessuno si glori.

Quindi ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Dio avrà misericordia di voi, avrà misericordia delle vostre iniquità, se le getterà dietro le spalle, le cancellerà. Vi sentirete rigenerati, nati di nuovo. Finalmente potrete dire di essere figliuoli di Dio. Sì, perché adesso siete figliuoli di ira, per natura siete figliuoli di ira, perché l’ira di Dio è sopra di voi a motivo dei vostri peccati, ma nel momento in cui crederete nell’Evangelo diventerete figliuoli di Dio. Meraviglioso tutto questo. È meraviglioso.

E quindi vedete quanto è grande, eccelsa, meravigliosa la grazia di Dio. E io vi ho annunziato l’Evangelo della grazia di Dio affinché, credendo in esso, voi otteniate dal Signore grazia. Che farete? Vi farete beffe di me? Vi farete beffe di questo messaggio? Ricordatevi questo: il messaggio dell’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede.”

Se rifiuterete l’Evangelo, rifiuterete la giustificazione che dà vita. Quindi non vedrete la vita, l’ira di Dio rimarrà sopra di voi, perché rimarrete dei peccatori agli occhi di Dio, rimarrete dei nemici di Dio. E quindi? E quindi ciò che vi aspetterà sarà l’Ades. Scenderete nell’Ades, e allora sì, là poi vi ricorderete delle barzellette che raccontavate contro di me, vi ricorderete delle battute che facevate contro di me, vi ricorderete dell’Evangelo che vi ho annunziato. Ma sarà troppo tardi perché sarete nel fuoco, tormentati. Allora vi renderete conto di che cosa avrà significato disprezzare l’Evangelo della grazia di Dio. Allora ve ne renderete conto, ma vi ripeto: sarà troppo tardi. Sarete nel fuoco.

Terribile la fine che vi aspetta. D’altronde Gesù lo ha detto: “Chi non avrà creduto sarà condannato.” Non credete a quelli che vi dicono: “Ma no, ma tutti saremo salvati da Dio, non importa quello in cui uno crede, non importa quello che uno fa.” Vi stanno ingannando, vi stanno dicendo delle menzogne, vi stanno trascinando all’inferno.

Io vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché solamente credendo nell’Evangelo potete essere liberati dai vostri peccati, giustificati, perdonati, riconciliati con Dio e scampare a questo orribile luogo di tormento dove voi siete diretti. Quindi da un lato vi ho fatto conoscere dove state andando, cioè all’inferno, però attenzione, vi ho fatto anche conoscere dove andrete se vi ravvederete e crederete nell’Evangelo: andrete in paradiso. Quindi ravvedetevi e credete nell’Evangelo.

Chi ha orecchi da udire, oda.

A tutti quegli ‘evangelici’ che hanno creduto in un altro vangelo [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “A tutti quegli ‘evangelici’ che hanno creduto in un altro vangelo” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 15 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Questa mia predicazione è rivolta espressamente, direttamente a tutti quegli evangelici che hanno creduto in un altro vangelo. In sostanza questa mia predicazione è rivolta a tutti quegli evangelici che non avendo creduto nell’Evangelo di Dio sono degli increduli. Quindi prestate attenzione a quello che sto per dirvi perché è della massima importanza.

Ora voi vi definite evangelici, cristiani evangelici, credenti evangelici, e così via. Affermate di essere dei credenti, ma il fatto è che avete creduto in un altro vangelo. Benché voi vi definiate evangelici, a voi è stato trasmesso un altro vangelo.

Voi naturalmente non vi siete presi la briga di esaminare, di verificare se l’evangelo che vi era stato annunziato fosse vero, e così avete creduto in un altro evangelo, in uno dei tanti falsi vangeli che vengono propinati nelle denominazioni evangeliche, nelle associazioni evangeliche, nelle chiese evangeliche.

Dunque voi, agli occhi di Dio, che cosa siete? Non avendo creduto nell’Evangelo, siete degli increduli, ossia non avendo creduto nell’Evangelo, voi siete sotto il peccato, schiavi del peccato. Lo siete al pari dei musulmani, dei buddisti, dei satanisti, dei mariani, e così via. Cioè, siete dei peccatori, sotto il peccato.

E dunque l’ira di Dio è sopra di voi. Siete sulla via della perdizione e ciò che vi aspetta, se doveste morire in questo preciso momento, è l’inferno. L’anima vostra si dipartirebbe dal vostro corpo e ve ne andreste all’inferno, nel fuoco dell’inferno. Perché questa è la fine di tutti coloro che appunto non hanno creduto nell’Evangelo.

Infatti Gesù ha detto: “chi non avrà creduto sarà condannato”. Gesù non è che ha detto chi non avrà creduto in uno, in un qualsiasi Evangelo sarà condannato, no. Quando disse queste parole si riferiva all’Evangelo di Dio, che gli apostoli che lui aveva ordinato agli apostoli di andare per tutto il mondo e predicare ad ogni creatura.

Dunque prestate la massima attenzione perché quello che vi aspetta, a voi evangelici increduli, è l’inferno. Dunque voi avete delle colpe, eccome se avete delle colpe. Siete pieni di colpe agli occhi di Dio, siete al servizio del peccato, lo ripeto. E dunque il giudizio che vi aspetta è quello appunto il giudizio giusto di Dio, che è la condanna. Chi non avrà creduto sarà condannato.

Quindi voi vi siete illusi di avere creduto nell’Evangelo. Ciò che infatti vi era stato vi era stato offerto, annunziato come Evangelo, effettivamente non era l’Evangelo. Voi non lo sapevate, però ci siete cascati. Siete caduti vittima di questo inganno satanico.

Avete ascoltato la predicazione di uomini che non sono stabiliti da Dio e che non predicano l’Evangelo, predicano un altro evangelo e quindi siete rimasti ingannati. Sì, siete rimasti ingannati. E l’amore di Cristo mi costringe ad naturalmente annunziarvi l’Evangelo quindi affinché, o meglio nella speranza, che voi credendo in esso poi vi crediate in esso.

Allora qual è l’Evangelo di Dio? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati scelti innanzi da Dio. Questa è la buona novella nella quale dovete credere per essere salvati dai vostri peccati, perché la salvezza è per grazia mediante la fede, appunto mediante la fede nell’Evangelo.

Credendo nell’Evangelo dunque sarete salvati dai vostri peccati, otterrete la remissione dei vostri peccati, perché è scritto che chiunque crede in lui “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione de’ peccati mediante il suo nome”. Sarete rigenerati credendo nell’Evangelo, cioè nascerete di nuovo e poi sarete giustificati. Otterrete dunque la giustificazione che dà vita, e che si ottiene mediante la fede nell’Evangelo, e otterrete anche la vita eterna che è il dono di Dio in Cristo Gesù.

Dunque considerate quante cose otterrete credendo nell’Evangelo, cose che allo stato attuale delle allo stato attuale delle cose voi non avete. Questa è la ragione per cui voi non siete sicuri della vostra salvezza. Non potete essere sicuri della vostra salvezza avendo accettato un altro vangelo; è assolutamente impossibile. La certezza della salvezza c’è solamente in coloro che hanno creduto nell’Evangelo.

Infatti è chiamato, Paolo lo chiama, l’apostolo Paolo: “l’Evangelo della nostra salvazione” o “della vostra salvazione”, comprendete? Quindi senza l’Evangelo non c’è salvezza, senza l’Evangelo non c’è rigenerazione. Ecco perché ancora vi ritrovate schiavi del peccato. Eppure vi definite credenti, ma perché non avete mai creduto nell’Evangelo. Ecco perché avete diciamo la vostra coscienza è gravata dalle opere morte e vi riprende. E naturalmente vi dice sostanzialmente che siete dei peccatori. Per questa ragione, perché non avendo creduto nell’Evangelo voi non avete la remissione dei peccati e così anche la giustificazione.

Ecco perché assieme a tanti altri vi definite peccatori e dite “siamo tutti peccatori”. Ecco perché appunto non vi considerate giusti nel Signore, perché non avendo ottenuto la giustificazione che dà vita, cioè non avendo ottenuto la giustizia di Dio che viene dalla fede, non potete definirvi appunto i giusti dell’Altissimo.

Dunque, vedete, non avendo creduto nell’Evangelo voi siete praticamente quello che vi ho detto: siete dei peccatori, degli uomini senza Cristo, senza Dio, senza speranza nel mondo, alla stessa stregua di tutti gli altri increduli che naturalmente non si definiscono cristiani evangelici, ma lo sono.

Dunque capite bene quanto importante sia credere nell’Evangelo. Quindi io vi esorto: sì, lo so, voi andate al culto, magari siete stati anche battezzati, cantate, pregate, ma non siete salvati perché non avete creduto nell’Evangelo, non siete nati di nuovo, non sapete nemmeno cosa significhi nascere di nuovo, non sapete cosa sia la nuova nascita, siete ancora morti nei vostri falli e nei vostri peccati, perché non avete creduto nella buona novella che Gesù è il Cristo. Questa è la ragione.

Quindi esaminando voi stessi vi renderete conto che arriverete a questa conclusione che appunto: siete degli increduli, non siete nella fede, siete degli increduli. Quindi cosa dovete fare? Dovete ravvedervi, lasciare i vostri pensieri iniqui, malvagi, vani, e credere nell’Evangelo. Allora sì che nascerete di nuovo, allora sì che sarete salvati, allora sì che potrete definirvi giustificati, allora sì che potrete dire “ho la vita eterna, sono sicuro che dovessi morire in questo preciso momento, andrei ad abitare col Signore del regno dei cieli”. Solo in quel momento avreste diciamo questa diciamo capacità di dire queste cose, di affermare e proclamare queste cose

Il fatto che voi non abbiate, diciamo, questo modo di parlare, il fatto che voi non abbiate la certezza della salvezza, è la dimostrazione che voi non avete creduto nell’Evangelo. Ecco perché vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo.

Siete in tanti, lo so che siete in tanti. Riempite, domenica dopo domenica, o durante la settimana, i locali di culto di questa o di quell’altra chiesa e, assieme naturalmente a voi, ci sono anche i vostri conduttori che non vi hanno annunziato l’Evangelo perché non sanno cosa sia l’Evangelo. Non lo sanno, c’hanno ognuno c’hanno un loro Evangelo, quello che gli aggrada di più, quello che si sono inventati, ma non è l’Evangelo di Dio.

Quindi, ho voluto rivolgervi a rivolgermi a voi proprio perché l’amore del Signore mi costringe a parlarvi per la vostra salvezza, perché il mio desiderio è che siate salvati, che non rimaniate sotto il peccato. Il mio desiderio è che non rimaniate sulla via della perdizione. Il mio desiderio è che voi andiate in cielo, nel regno dei cieli, quando morirete. Il mio desiderio, non voglio vedervi andare all’inferno, io voglio, voglio vedere che voi veramente siete salvati. Quindi io spero e prego che il Signore veramente tra tra di voi, appunto, dia il ravvedimento, la fede ad alcuni, per salvarli, perché credetemi questo è la ragione per cui mi sono rivolto direttamente a voi.

Io sono stato, io sono stato per anni un giovane che si definiva evangelico, pregavo, cantavo ai culti, e c’era anche chi pensava che io fossi un credente perché mi vedeva cantare e pregare, ma io non e lo dicevo anche agli altri che ero un evangelico, lo dicevo anche ai cattolici, ma io sapevo di non essere un figliuolo di Dio. Io sapevo di essere un peccatore, sapevo di essere sulla via della perdizione, non avevo la certezza della salvezza perché non avevo creduto nell’Evangelo. Però, un giorno, il Signore si è compiaciuto di darmi il ravvedimento e, appunto, di farmi credere nell’Evangelo.

E quindi, il Signore appunto, mi ha salvato, mi ha perdonato, mi ha riconciliato con sé, mi ha giustificato, mi ha dato la vita eterna, e io lo ringrazierò per sempre. Quindi, il mio desiderio, sapendo, appunto, qual è l’andazzo che c’è nelle chiese, nelle chiese evangeliche, è proprio quello di vedere voi che vi definite evangelici e che siete degli increduli, di vedervi salvati, di vedervi giustificati, di vedervi perdonati, di vedervi nati di nuovo, perché allo stato attuale delle cose siete sotto il peccato, siete morti nei vostri falli e nei vostri peccati.

Quindi, ravvedetevi, fate quello che il Signore ha comandato di fare: ravvedetevi e credete all’Evangelo che vi ho annunziato. Ricordatevi, l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: ma il giusto vivrà per fede”. Solamente quando crederete nell’Evangelo, dichiarerete di essere giusti agli occhi di Dio perché siete stati giustificati. Allora smetterete di dire “siamo tutti i peccatori”, perché allora comprenderete, comprenderete che cosa avete ottenuto mediante la fede, cioè la giustificazione, la giustizia di Dio che si consegue mediante la fede. Anzi, comprenderete che siete diventati giustizia di Dio in Cristo Gesù.

Quindi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.

Coloro che credono in Gesù Cristo hanno la vita eterna [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Coloro che credono in Gesù Cristo hanno la vita eterna” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che vi sto per annunziare.

L’apostolo Giovanni nella sua prima epistola dice queste cose ai santi: “Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuolo di Dio”.

Quindi dovete sapere, voi che siete sotto il peccato, che siete sulla via della perdizione, che la vita eterna è posseduta da coloro che credono nel nome del Figliuolo di Dio, cioè da coloro che credono in Gesù Cristo, perché questo è il nome del Figliuolo di Dio.

Dunque la vita eterna si ottiene mediante la fede, cioè credendo in Gesù Cristo. La vita eterna non si ottiene per opere, la vita eterna non si ottiene facendo pellegrinaggi o mortificando il proprio corpo o diciamo facendo facendo elemosine, per farvi alcuni esempi. No, la vita eterna si ottiene per grazia da Dio e la ottengono coloro che credono nel nome del Figliuolo di Dio.

D’altronde Gesù stesso disse che “chi crede ha vita eterna”, quindi dovete prestare la massima attenzione alle parole di Gesù. È altresì scritto, è ancora scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”.

Quindi la vita eterna è il dono di Dio, non lo si può guadagnare, non lo si può meritare, lo si ottiene per grazia da Dio mediante la fede.

Ma che cosa significa credere nel nome del Figliuolo di Dio? Vuol dire credere che Gesù di Nazareth è il Cristo, o Messia, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo significa credere nel nome del Figliuolo di Dio, o credere nel Signore Gesù Cristo.

Dunque, chi crede ha vita eterna. Quindi non è un parlare presuntuoso quello di quelli che hanno creduto nel Signore Gesù Cristo quando dicono: “Abbiamo la vita eterna”, perché la Scrittura dice che: “La testimonianza è questa: Iddio ci ha data la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo. Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita”. Quindi noi, che abbiamo creduto nel nome del Figliuolo di Dio, vi dichiariamo che noi abbiamo la vita eterna, ma non perché ce la siamo meritata, ve lo ripeto, noi l’abbiamo ottenuta per grazia mediante la fede. E la nostra esortazione nei vostri confronti qual è? È quella appunto di ravvedervi e di credere nel nome del Figliuolo di Dio per ottenere anche voi la vita eterna, quindi la certezza che, quando morirete, vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare con il Signore in cielo, in paradiso, nel regno dei cieli, perché è là che vanno coloro che muoiono in Cristo, essi si dipartono dal corpo e l’anima loro va ad abitare con il Signore nel regno dei cieli, nella gloria. Essi dunque entrano nel riposo di Dio, là si riposano dalle loro fatiche, è meraviglioso avere la vita eterna.

Ma badate bene che, se rifiuterete di credere nel nome del Figliuolo di Dio, la Scrittura è altrettanto chiara a tale riguardo: “Chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui”. Quindi, dovete sapere questo: che se rifiuterete di credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, voi non vedrete la vita e l’ira di Dio rimarrà sopra di voi. Considerate, l’ira di Dio; qualcuno di voi dirà: “Ma perché l’ira di Dio è sopra di me?” Sì, l’ira di Dio è sopra di te a motivo del peccato che tu servi, perché tu sei un peccatore, servi il peccato, quindi sei un trasgressore della legge di Dio e quindi l’ira di Dio è sopra di te. Tu sei un nemico di Dio, non hai scampo; sei un nemico di Dio perché appunto sei un peccatore, e allora, dato che sei un peccatore, ciò che ti aspetta, quando morirai da non credente, appunto, è che cosa? L’inferno. Cioè, quando ti dipartirai dal corpo, una volta morto, nei tuoi peccati, tu ti dipartirai dal corpo ma non vedrai il paradiso, non entrerai in paradiso, ma te ne andrai all’inferno, in un luogo di tormento, dove arde il fuoco e dove vanno appunto le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Capisci, quindi, che cosa ti aspetta dopo la morte?

Dopo la morte non finisce tutto, come dicono molti; finisce solamente la vita terrena, ma l’essere umano continua a vivere in un’altra forma, con la sua anima, ma continua a vivere. E tu, se rifiuterai di credere nel nome del Figliuolo di Dio, te ne andrai all’inferno, in questo luogo terribile, orribile, dove c’è il pianto, lo stridore dei denti. E perché? Perché in mezzo al fuoco c’è il tormento. Quindi, io ti ho voluto mostrare la via della salvezza, che è una: la fede nel Figliuolo di Dio. Non c’è un’altra non c’è un’altra via. Quindi, ravvediti e credi nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio di Dio, e il Signore avrà misericordia di te; ti darà la remissione dei peccati, quindi ti cancellerà i tuoi peccati, ti giustificherà, sarai reso giusto e sarai riconciliato con Lui. E appunto, avendo la vita eterna, avrai poi la certezza di dove andrai dopo la morte, cioè avrai la certezza di andare ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Noi che ti annunziamo questo, noi che abbiamo ricevuto da Dio la vita eterna, ti possiamo assicurare, ti confermiamo che è proprio così: chi ha il Figliuolo ha la vita, e Iddio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo. Quindi, te lo ripeto: ravvediti e credi nell’Evangelo, credi nel nome del Figliuolo di Dio, e Iddio manterrà la sua parola, donandoti la vita eterna. Ma ti avverto di nuovo: se rifiuterai di credere nel nome del Figliuolo di Dio, te ne andrai in perdizione, perché là vanno i peccatori. Chi ha orecchi da udire, oda.

Ma Iddio lo risuscitò dai morti [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ma Iddio lo risuscitò dai morti” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Così è scritto; queste sono parole dell’apostolo Paolo e fanno parte di una sua predicazione
che rivolse ai Giudei in una sinagoga, precisamente nella sinagoga di Antiochia di Pisidia. Così disse l’apostolo Paolo: “Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebbero compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’erano con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Poiché Davide, dopo avere servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione”.

Dunque, l’apostolo Paolo annunziò a quei Giudei che in Gesù di Nazareth si adempirono le Scritture concernenti il Cristo di Dio, secondo le quali il Cristo doveva morire e risuscitare. Così Dio aveva stabilito infatti prima della fondazione del mondo. Questo era il suo piano che Egli formò in se stesso e che poi ha mandato ad effetto nel Signore Gesù Cristo, il quale infatti fu arrestato e condannato a morte, benché Egli non avesse commesso alcun peccato.

Egli, il Giusto, dunque fu crocifisso a Gerusalemme, e colui appunto che sentenziò la sua crocifissione fu Pilato, il governatore della Giudea. I Giudei chiesero a Pilato che fosse fatto morire, e Pilato acconsentì. E dopo che Gesù spirò, venne un uomo di nome Giuseppe d’Arimatea, chiese a Pilato il corpo di Gesù, e Pilato glielo glielo diede. E Giuseppe d’Arimatea prese il corpo di Gesù e lo seppellì in un sepolcro, in una tomba nuova che egli aveva fatto scavare nella roccia. Giuseppe d’Arimatea era un uomo ricco, un discepolo di Gesù, e là quindi fu posto il suo il corpo di Gesù.

Ma Iddio lo risuscitò dai morti, e dopo essere risuscitato apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. E la resurrezione del Cristo, come anche la sua morte, non fu altro che l’adempimento di quello che Iddio aveva detto. Iddio aveva detto infatti: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato. Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. E queste parole concernevano la resurrezione del Cristo, parlavano della resurrezione del Cristo, e Iddio le mandò ad effetto in Gesù, infatti lo risuscitò dai morti, e dunque Gesù, il Santo di Dio, non vide la corruzione, affinché si adempisse quello che era stato detto da Dio.

Quindi, questo è l’Evangelo, la buona novella, che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve ai suoi testimoni ch’erano stati innanzi scelti da Dio. Questa è la buona novella che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente.

Per cui, se tu che mi ascolti, tu che sei sotto il peccato e che sei sulla via della perdizione, se tu crederai nell’Evangelo, sarai salvato. Salvato dai tuoi peccati mediante appunto l’Evangelo. Sì, mediante l’Evangelo. Allora tu dirai: “Ma allora la salvezza è per grazia?” Sì, è per grazia, non è per opere, affinché nessuno si glori. Ecco perché ti esorto a ravvederti e a credere nell’Evangelo, nella buona novella. E non solo sarai salvato dai tuoi peccati, ma anche sarai giustificato, reso giusto e otterrai la remissione dei tuoi peccati. Considera, la remissione dei tuoi peccati, di tutti i tuoi peccati, di tutti i tuoi peccati che hai hai commesso e che sono dei debiti agli occhi di Dio. Ne otterrai la remissione credendo appunto nell’Evangelo. Sarai dunque riconciliato con Dio, perché allo stato attuale delle cose sei un nemico, un nemico di Dio. Considera, sei un nemico di Dio. Ora e otterrai anche la vita eterna, quindi avrai la certezza che, quando morirai, ti dipartirai dal corpo e andrai ad abitare con il Signore.

Ma bada bene, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Non vedrai la vita. Subirai la condanna di Dio, che è una condanna giusta perché Lui è un giusto giudice. Vedi, l’ira di Dio è sopra di te, e l’ira di Dio rimarrà sopra di te e i tuoi peccati, appunto perché non avrai creduto nell’Evangelo, ti saranno ritenuti, non ti saranno rimessi. La remissione dei peccati si ottiene soltanto credendo nell’Evangelo, e quindi, quando morirai, tu morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione. Te lo ripeto: te ne andrai in perdizione, te ne andrai all’inferno, un luogo di tormento nel cuore della terra, dove arde il fuoco – un fuoco non attizzato da mano d’uomo ma pur sempre fuoco – e là andrai. Andrai là, perché? Perché avrai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio.

Gesù l’ha detto prima di essere assunto in cielo, ha detto: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Marca queste parole, ricordati queste parole, perché queste parole si adempiranno in te se tu rifiuterai di credere nell’Evangelo. Sarai condannato e, quando sarai condannato, ti ricorderai che io ti avevo detto, ti avevo detto appunto le parole di Gesù. Quindi ti esorto a ravvederti e a credere nell’Evangelo. Ricordati, Dio è buono ed è pronto a perdonare coloro che si ravvedono e credono nell’Evangelo. Ma ricordati anche questo, che Dio è giusto, è un giusto giudice, è il giudice di tutta la terra e i suoi giudizi sono giusti. Per cui, se tu ti rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato, perché avrai fatto Dio bugiardo. Stai molto attento dunque, stai molto attento perché appunto rifiuterai di credere nella parola di Dio, e siccome che rifiuterai di credere nella buona novella, peccatore sei e peccatore rimarrai, perché si viene giustificati solamente credendo nell’Evangelo. La giustizia di Dio, che viene dalla fede, è rivelata nell’Evangelo, in nessun altro messaggio, solamente nell’Evangelo. E quindi è solamente credendo nell’Evangelo che tu, peccatore, puoi essere giustificato.

Quindi, ravvediti e credi nell’Evangelo. Ricordati, Gesù morì per i nostri peccati, secondo le Scritture, fu seppellito, ma il terzo giorno risuscitò dai morti, secondo le Scritture, e poi apparve. Quindi questo è l’Evangelo, ti scongiuro nel nome del Signore a ravvederti e a credere nell’Evangelo per ottenere la salvezza dai tuoi peccati. Chi ha orecchi da udire, oda.

Se morirai nei tuoi peccati, perderai l’anima tua [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Se morirai nei tuoi peccati, perderai l’anima tua” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 11 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

La Sacra Scrittura dice quanto segue in Matteo, al capitolo 16, al versetto 26: “E che gioverà egli a un uomo se, dopo avere guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?”

Queste parole furono pronunziate da Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Quindi sono parole fedeli, parole veraci, a cui dovete prestare la massima attenzione. Perché qua Gesù ha parlato di una perdita, di perdere qualcosa. E che cosa? L’anima.

Qualcuno allora dirà: “Io ho forse un’anima?” Sì, hai un’anima, hai un’anima all’interno del tuo corpo, che nel momento in cui morirai si dipartirà dal tuo corpo e scenderà. Sì, scenderà e andrà in un luogo di tormento che si chiama Ades. È un luogo dove arde il fuoco. È un luogo, appunto, proprio perché è di tormento, dove le anime sono tormentate.

Non è una leggenda, non è una dottrina che si è inventata la Chiesa per spaventare le persone, no. L’esistenza di questo luogo di tormento è attestata in maniera inequivocabile dalla Sacra Scrittura. E dunque è lì che tu, peccatore, stai andando all’inferno. Perché questo luogo comunemente viene definito inferno, cioè luogo di sotto, luogo inferiore. Tu stai andando all’inferno.

Dirai: “Perché sto andando all’inferno?” E io ti rispondo: “Perché sei un peccatore, perché sei sotto il peccato. Hai peccato agli occhi di Dio, hai accumulato dei peccati davanti a Dio, che sono dei debiti. E sei schiavo del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. E sei morto nei tuoi peccati, perché il salario del peccato è la morte”.

Quindi sei in questa condizione tragica, drammatica, orribile, davanti a Dio. Sei un peccatore sulla via della perdizione, sì, sulla via che mena all’inferno. Quindi, se tu morissi in questo momento, tu andresti direttamente, perché non è che c’è un altro luogo dove il peccatore se ne va prima di andare all’inferno. No, no, va direttamente all’inferno. Te ne andresti direttamente all’inferno, nel fuoco.

Guarda, mentre io ti sto parlando, devi sapere questo: ci sono persone all’inferno, tante, tante, tante. Ci sono tuoi conoscenti, i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi parenti, i tuoi colleghi di lavoro. Sono là all’inferno, sono morti e sono andati all’inferno. E tu ci stai andando, tu stai per raggiungerli. Perché? Perché, come loro, sei un peccatore.

Però, ascoltami, io ti annunzio la via della salvezza. L’unica via di salvezza che esiste, affinché tu possa scampare ed essere strappato alle fiamme dell’inferno. La via della salvezza è questa: ti devi ravvedere e credere nell’Evangelo.

Cosa significa che ti devi ravvedere? Significa che devi cambiare mente, cambiare modo di pensare, quindi lasciare i tuoi pensieri iniqui e malvagi. E devi credere nell’Evangelo. Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, o Messia, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per ottenere la remissione dei tuoi peccati, per essere affrancato dai tuoi peccati, per essere vivificato e quindi per essere rigenerato. E una volta appunto che crederai nell’Evangelo, sarai posto sulla via della salvezza. Non sarai più sulla via della perdizione sulla quale ti trovi in questo momento, ma sarai trasportato nella via della salvezza dove camminano i redenti, i salvati, i santi, i giusti, i figli dell’Iddio Altissimo.

Ed è quella via che prima di noi hanno percorso tanti, prima di accedere al regno di Dio, prima di essere salvati dal Signore nel suo regno celeste. Sì, perché chi cammina su questa via, chi giunge fino alla fine perseverando nella fede, poi alla fine del corso, sì, muore, l’anima sua si diparte dal corpo, ma si diparte dal corpo per andare ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Quindi viene salvata l’anima sua dal Signore nel suo regno celeste.

Questo è ciò che aspetta coloro che hanno creduto nell’Evangelo. Ma, come ti ho detto, coloro che muoiono nei loro peccati vanno all’inferno. Quindi, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Non ci sarà possibilità di salvezza, di perdono, di riconciliazione con Dio. No, no, no, non ci sarà più niente perché sarai condannato, perché rimarrai quello che sei. Ora rimarrai un peccatore con l’ira di Dio sopra il tuo capo.

E quando morirai? Ah, quando morirai. Terribile momento quando morirai senza Cristo. Quando morirai nei tuoi peccati, ah, vedrai che lascerai il tuo corpo ma non per andare in cielo, come tanti ti avevano detto illudendoti: “Tanto alla fine il Signore salverà tutti nella sua misericordia”. No, no, ma per andartene all’inferno. Perché avrai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio che ti ho annunziato che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Sappi che non c’è un altro messaggio più importante dell’Evangelo. Non c’è un altro messaggio salvifico oltre all’Evangelo. No, solamente mediante l’Evangelo l’uomo può essere salvato dai suoi peccati, perdonato e giustificato e riconciliato con Dio. Quindi ecco perché ti esorto, peccatore, a ravvederti e a credere nell’Evangelo, nella buona novella, altrimenti perderai l’anima tua. La perderai, sì, potrai avere potrai avere guadagnato veramente tanto sulla terra, potrai essere anche diventato un uomo ricco, famoso, potente, ma quando arriverà il momento della dipartenza, te ne andrai all’inferno. L’anima tua sarà perduta, perderai l’anima tua.

Sì, avrai guadagnato tanto sulla terra, tanti beni materiali, sì. E poi però hai perduto l’anima. Considera dunque quanto sia preziosa l’anima che hai dentro il tuo corpo. Quindi ecco perché ti ho voluto avvertire, perché la cosa è seria, è molto seria. Hai davanti hai davanti l’eternità, eh sì, il pensiero dell’eternità è dentro di te. E io appunto ti ho avvertito di dove andrai quando morirai.

Poi sai, andrai all’inferno, sì, perché morirai nei tuoi peccati, ma poi sappi che in quel giorno, cioè nel giorno del giudizio, risusciterai, in risurrezione di condanna, comparirai davanti al trono di Dio per essere giudicato secondo le tue opere e sarai gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Perché là vengono gettati i peccatori, quindi che farai? Ti ravvederai, crederai nell’Evangelo per essere salvato? Io spero proprio di sì, perché ti ripeto, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, perderai l’anima tua.

Prova a pensarci, hai un’anima, te lo ripeto, hai un’anima dentro di te. Quest’anima la perderai se non crederai nell’Evangelo. Quindi ravvediti e credi nell’Evangelo della grazia di Dio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

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