Peccatore, quando morirai, non passerai a miglior vita perché ti inghiottirà l’inferno! [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Peccatore, quando morirai, non passerai a miglior vita perché ti inghiottirà l’inferno”. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 15 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

La Sacra Scrittura insegna che esiste un luogo di tormento nell’aldilà. In questo luogo di tormento, chiamato Ades, scendono coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi è bene che voi sappiate, voi che siete dei peccatori, voi che siete schiavi del peccato, e che quindi siete nemici di Dio, dico, è bene che sappiate che state andando in questo luogo di tormento, che è l’inferno, un luogo di sotto, inferiore, un luogo di tormento dove c’è il fuoco.

Sì, avete compreso bene, il fuoco, un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco. E Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che nella pienezza dei tempi è disceso dal cielo per volontà di Dio, perché egli doveva morire per i nostri peccati e risuscitare dai morti a cagione della nostra giustificazione, dico, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha parlato di questo luogo di tormento.

Lo ha citato diverse volte, ma in una circostanza lo ha citato nel parlare di una nel raccontare una storia. La storia del ricco e Lazzaro, una storia che voglio leggervi perché è bene che voi che siete sulla via della perdizione, sulla via che mena all’inferno, sappiate questo, cioè sappiate dove state andando.

Dice Gesù: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Dunque, Abramo disse a quell’uomo: “Tu sei tormentato”. Sì, era tormentato nel fuoco e bramava che Lazzaro fosse mandato a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescagli la lingua, perché era tormentato. Ricordava, aveva il ricordo dell’acqua quell’uomo, ma non gli fu data alcuna acqua per rinfrescarlo in mezzo a quel tormento. Rimase dunque tormentato ed è ancora là.

Questo uomo è ancora dopo migliaia di anni, si trova ancora in questo luogo di tormento chiamato Ades. Ricordatevi quello che è scritto: “essendo nei tormenti”. Dunque, capite dove state andando? Capite che ciò che vi aspetta è il tormento? Dopo morti vi aspetta il tormento, non vi aspetta alcun riposo, alcuna gioia, niente. Qualcuno vi dirà che passerete a miglior vita, ma ricordatevi, voi peccatori, che non passerete a miglior vita quando morirete.

I peccatori non passano a miglior vita quando muoiono, perché il soggiorno dei morti inghiottisce chi ha peccato. Voi dunque sarete inghiottiti dall’inferno, perché siete dei peccatori, siete schiavi del peccato e meritate di andare all’inferno. Ma Iddio mi ha mandato a predicarvi l’Evangelo, cioè la buona novella.

E qual è questa buona novella? Che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Dovete quindi sapere che chi crede nell’Evangelo viene salvato dai suoi peccati e giustificato.

Non solo, chi crede nell’Evangelo ottiene la vita eterna e così scampa all’inferno. Perché coloro che credono nell’Evangelo, quando muoiono, muoiono in Cristo e il Signore li salva nel suo regno celeste. Dunque coloro che credono nell’Evangelo sono sulla via della salvezza. Non più sulla via della perdizione, ma sulla via della salvezza, che mena in cielo, nel paradiso.

Quindi tu, peccatore, sì ti ho detto che non passerai a miglior vita, perché chi muore nei nei propri nei propri peccati assolutamente va all’inferno. Però vedi, ti ho annunziato la via della salvezza, ti ho annunziato cosa devi fare per essere salvato dai tuoi peccati ed essere strappato così alle fiamme di questo luogo di tormento. Ravvediti dunque e credi nell’Evangelo della grazia di Dio e Dio avrà misericordia di te.

Iddio ti donerà, il Signore prenderà i tuoi peccati e li cancellerà; saranno cancellati, capito? Come appunto come se venisse cancellato un debito. Ecco, i peccati sono dei debiti, e nel momento in cui crederai nell’Evangelo, se ci crederai, devi sapere questo: che tutti questi debiti che hai accumulato nel cospetto di Dio ti saranno cancellati in un momento, in un momento, e ti sentirai finalmente libero e ti sentirai finalmente sgravato da questo peso, che veramente che è come un macigno che pesa sopra l’uomo senza Dio.

Quindi vedi, da un lato c’è l’inferno, questo luogo di tormento che inghiottisce i peccatori, ma dall’altro c’è il regno dei cieli, il paradiso, dove il Signore salva coloro che hanno creduto. E dunque, sapendo che così è scritto: “Chi non avrà creduto sarà condannato”, io ti ho avvertito, ti ho avvertito che cosa ti succederà se rifiuterai di credere nell’Evangelo.

Tu dirai: “Ma come è possibile? Ma non c’è un’altra via di salvezza?”. No, non ce n’è un’altra. Questa è la via della salvezza e l’Evangelo è l’unico messaggio che esiste veramente sotto il sole, sotto il cielo, è l’unico messaggio mediante il quale l’uomo viene salvato. Non ce n’è un altro, te lo posso assicurare. Quindi non ti fare beffe dell’Evangelo e non posticipare quello che di fare, quello che Dio ti comanda di fare, ravvediti in questo momento e credi nell’Evangelo.

E il Signore avrà misericordia di te, perché il Signore è pronto a perdonare coloro che credono nel suo Figliuolo, Gesù Cristo. Sì, Gesù, il Cristo di Dio, è il Figlio di Dio che il Padre ha mandato nella pienezza dei tempi, nel mondo, per essere il Salvatore del mondo, per salvare i peccatori.

Quindi, peccatore, sappi che solamente se crederai nell’Evangelo sarai salvato e poi, quando morirai, passerai a miglior vita. Allora sì, passerai a miglior vita sicuramente una volta che hai creduto nell’Evangelo, perché morire in Cristo è cosa di gran lunga migliore, perché si va ad abitare con il Signore nel regno dei cieli.

Allora sì, allora sì, in questo caso sì, perché appunto uno è morto in Cristo. Allora sì, lui lui sì, chi è morto in Cristo, sì chi è passato a a a migliore vita, come si suol dire. Ma altrimenti, altrimenti se rifiuterai di credere nell’Evangelo, ti aspetta questo questo luogo di tormento, terribile.

E ti voglio dire un’altra cosa: sei malato forse? Sei malato, ti, diciamo, ti manca poco tempo di vita, i dottori hanno detto che hai poca vita ancora sulla faccia della terra. Ora qualcuno magari ti sta dicendo: “Smetterai di soffrire”. Eh no, no, io non ti lusingo, non smetterai per niente di soffrire, anzi soffrirai di più, perché te ne andrai all’inferno, nel fuoco, nei tormenti.

Quindi ravvediti, ravvediti e credi nell’Evangelo che ti ho annunziato. È l’Evangelo della grazia di Dio. Ravvediti e credi nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.

L’inferno: un luogo di tormento dove vanno le anime dei peccatori [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’inferno: un luogo di tormento dove vanno le anime dei peccatori” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 15 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che vi sto per annunziare.

La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, fa sapere che c’è un luogo di tormento nell’aldilà, dove vanno le anime dei peccatori. Questo luogo di tormento si chiama Ades, comunemente chiamato inferno. È un luogo infatti inferiore, di sotto. In questo luogo, quando i peccatori muoiono, va la loro anima. È un luogo di tormento. Un luogo di tormento, perché c’è il fuoco. E le anime di coloro, appunto, che vi scendono sono nei tormenti.

Quindi prestate attenzione a quello che dice la Scrittura, capitolo 16 di Luca. Queste sono parole di Gesù, perché fu Gesù a raccontare questa storia verace, fedele, e che appunto sono in obbligo di appunto trasmettervi perché questa storia è un monito. È un monito per voi che siete appunto sulla via della perdizione, e io voglio avvertirvi affinché veramente non possiate dire un giorno che non vi avevo avvertito. Vi devo avvertire perché state andando all’inferno. Non state andando in un bel luogo, non state andando in un luogo in un luogo di riposo. State andando all’inferno, un luogo di tormento. E quindi io sono obbligato da parte di Dio a avvertirvi.

Così è scritto, sono parole di Gesù: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse”.

Quindi c’è la certezza assoluta che esiste l’Ades, questo luogo di tormento. Gesù ne ha parlato. Non è un luogo metaforico, non è un luogo allegorico, non è un luogo simbolico, è un luogo reale, come è reale il come è reale il fuoco che c’è nell’Ades. Infatti, vedete come il ricco chiese ad Abramo appunto di mandare Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua perché era tormentato in quella fiamma. Quindi siate certi di questo: che all’inferno, dove siete diretti, c’è il fuoco.

Quindi in queste parole, in questo racconto, si parla appunto dell’Ades come luogo di tormento. Ora qualcuno dirà: “Ma ci vuoi spaventare?”. Sì, vi voglio spaventare, nel senso che il mio desiderio, la mia preghiera è che voi rimaniate spaventati nel sentire parlare dell’inferno, e appunto che questo spavento vi spinga a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. Perché? Perché è solamente in questa maniera che potrete scampare alle fiamme dell’inferno, cioè potrete evitare di andare all’inferno solamente ravvedendovi e credendo nell’Evangelo.

Cosa significa che vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo? Adesso vi spiego pure questo. Allora, che vi dovete ravvedere significa che dovete cambiare modo di pensare, cambiare mente, dovete lasciare i vostri pensieri iniqui, vani, ingiusti. Che dovete credere nell’Evangelo significa che dovete credere nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questa è la via della salvezza, cioè la via stabilita da Dio affinché l’uomo sia salvato. Salvato da che cosa? Salvato dai suoi peccati perché l’uomo senza Dio è schiavo del peccato, in quanto chi commette il peccato è schiavo del peccato. Siete degli schiavi, avete capito? Non siete uomini liberi. Oggi molti dicono: “Siamo degli uomini liberi”, ma quali uomini liberi? Chi commette il peccato è schiavo del peccato. Quindi uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto e l’uomo e l’uomo è schiavo del peccato, è un peccatore. Quindi ubbidisce alle voglie della carne e dei pensieri, e dunque è un nemico di Dio. È nemico di Dio, considerate, nella mente e nelle opere. Quindi l’ira di Dio è sopra l’uomo.

Capite dunque che cosa siete davanti a Dio? Siete dei peccatori. Siete dei peccatori e meritate di andare all’inferno. Sì, questo lo meritate. Voi non meritate di andare in paradiso, ma quale paradiso? Voi meritate di andare all’inferno perché siete malvagi. Siete per natura figliuoli di ira, l’ira di Dio è sopra di voi. Quindi meritate di andare all’inferno.

Ma Iddio nel suo grande amore ha mandato il suo Figliuolo Gesù Cristo nel mondo per salvare i peccatori, quindi per salvarli dai loro peccati, liberarli. E questa liberazione avviene quando l’uomo crede nell’Evangelo e l’uomo viene liberato dai suoi peccati mediante il sangue di Gesù Cristo. E non solo viene salvato, viene anche perdonato, ottiene infatti la remissione dei peccati. Tutti quei peccati che egli ha commesso, tutti quei debiti che egli ha accumulato nei confronti di Dio, perché i peccati sono dei debiti, gli vengono cancellati immediatamente mediante la fede nell’Evangelo. Mediante la fede nell’Evangelo, egli viene poi anche giustificato, quindi reso giusto, per cui riconciliato con Dio.

Coloro che credono nell’Evangelo possono dire dunque: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio”. Finalmente lo possono dire, ma fino a che non credono nell’Evangelo non possono dirlo, perché solamente credendo nell’Evangelo, mediante l’Evangelo, che l’uomo viene riconciliato con Dio e sempre mediante la fede dell’Evangelo ottiene la vita eterna. Considerate: la vita eterna, la vita eterna, quindi, non è che si può guadagnare, non la si può meritare; è il dono di Dio, la si ottiene gratuitamente.

Considerate dunque credendo nell’Evangelo quante cose si ottengono. Ma possibile mai, qualcuno dirà, ma possibile mai che sia tutto per grazia? Sì, è tutto per grazia. È tutto per grazia, non è non è per opere affinché nessuno si glori nel cospetto di Dio.

Chi ti parla, chi ti parla è stato salvato, perdonato, giustificato, riconciliato con Dio, ha ottenuto la vita eterna per grazia, mediante la fede. Quindi io ti confermo che quello che dice la Sacra Scrittura è la verità. Fidati di quello che dice la Sacra Scrittura perché la Sacra Scrittura è la parola di Dio, e è impossibile che Dio abbia mentito. Ricordati questo: Dio è verace. Ricordati questo: Dio è verace e ci ha parlato mediante il suo Figliuolo in questi ultimi tempi. E quindi Gesù, perché questo è il nome del Figliuolo di Dio, ha detto la verità, anche nel quando raccontò la storia del ricco e del Lazzaro, ha detto la verità.

Quindi è così: c’è l’Ades, c’è questo luogo di tormento e ci sei diretto. Quindi, per questo ti dicevo: sono obbligato ad avvertirti, ad ammonirti, perché l’Ades esiste, ci stai andando. Però vedi come anche ti ho annunziato la via della salvezza, cioè ti ho mostrato cosa devi fare per essere salvato ed essere strappato dalle fiamme dell’inferno. Perché il mio desiderio è quello che tu sia salvato. Capisci? Salvato.

Infatti, il desiderio dei giusti è il bene soltanto. Lo so, sul momento uno viene rattristato nel sentire parlare in questa maniera, lo so, lo so, ma vedi, ricordati questo: che la tristezza secondo Iddio, perché c’è una tristezza secondo secondo secondo Iddio, è una cosa veramente meravigliosa, perché la tristezza del mondo produce la morte. Eh sì, quella è la tristezza del mondo, ma attenzione, c’è anche la tristezza secondo Dio. Che cosa fa la tristezza secondo Dio? Produce un ravvedimento che mena alla salvezza e del quale non c’è mai da pentirsi.

Ricordo ancora quando fui rattristato da Dio, contristato da Dio la sera che il Signore volle salvarmi. Prima che io prima che io credessi nell’Evangelo, prima che io invocassi il Signore affinché avesse misericordia di me, io fui contristato da Dio. Fui contristato perché riconobbi riconobbi, piangendo veramente, che avevo peccato, avevo peccato contro Dio ed ed ero meritevole della condanna eterna. Ma poi, quando veramente ho creduto nel Signore Gesù Cristo, e allora, e allora quella tristezza si è mutata in in allegrezza. Infatti poi ero pieno di gioia, pieno di gioia sì, e sono tutt’ora pieno di gioia perché perché faccio parte della famiglia di Dio, dei riscattati dell’Eterno che camminano sulla via della salvezza che mena nel regno dei cieli. Già, la via della salvezza mena nel regno dei cieli.

Quindi tu che sei sulla via della perdizione devi sapere questo: che sì è vero, si viene rattristati da Dio, ma ricordati che questa tristezza secondo Iddio produce un ravvedimento che mena alla salvezza del quale non c’è mai da pentirsi. Infatti, non mi sono mai pentito di essermi ravveduto, e quindi quello che ti dico è questo: ravvediti, credi nell’Evangelo di Dio che ti ho annunziato e vedrai che il Signore ti salverà. Il Signore ti salverà come salvò me, ti perdonerà come perdonò me, il Signore ti giustificherà come giustificò me e ti darà la vita eterna come la diede a me. E sarà una cosa meravigliosa, gloriosa, che tu veramente ti ricorderai per sempre, e per la quale celebrerai Iddio di giorno in giorno, sempre, perché è l’opera sarà l’opera di Dio che ha compiuto in te.

Quindi ti ho avvertito: stai andando all’inferno. Non puoi essere salvato in nessun’altra maniera, non puoi essere salvato da nessun altro. Io ti ho detto cosa devi fare perché ti ho mostrato la via della salvezza. Ricordati: in nessun altro è la salvezza, perché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati. Ricordati che Gesù Cristo è stato mandato da Dio Padre nel mondo per essere il Salvatore del mondo, non uno dei tanti salvatori come se ce ne fossero tanti; no, lui è il Salvatore del mondo. Infatti, Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori. Fuori di lui non c’è salvezza perché è lui che è morto sulla croce per i nostri peccati, è lui il Giusto e il Santo che si è caricato dei nostri peccati, è lui che offrì se stesso in offerta e sacrificio a Dio per i nostri peccati ed è lui che è risuscitato dai morti il terzo giorno a cagion della nostra giustificazione.

L’opera, l’opera della salvezza che Dio ha stabilito, l’ha stabilita per mezzo o meglio anche prestabilita per mezzo di Gesù Cristo. Quindi ravvediti e credi nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figliuolo di Dio che doveva venire nel mondo per morire, capisci? Per morire per i nostri peccati e naturalmente per risuscitare dai morti.

Ti ho annunziato l’Evangelo. Sono felice di averti annunziato l’Evangelo e il mio desiderio, la mia preghiera è che tu, che sei senza Dio, tu possa veramente ravvederti e credere nell’Evangelo, perché diventerai una nuova creazione, una nuova una nuova creatura. Diventerai un figliuolo di Dio, lavato nel sangue prezioso dell’Agnello. E chi è l’Agnello? È Gesù Cristo. Lui è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Ravvediti e credi in lui.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Che farò dunque di Gesù detto Cristo? [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 15 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

 Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Così è scritto in Matteo al capitolo 27:

“Or Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de’ Giudei? E Gesù gli disse: Sì, lo sono. E accusato da’ capi sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: Non odi tu quante cose testimoniano contro di te? Ma egli non gli rispose neppure una parola; talché il governatore se ne meravigliava grandemente. Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare alla folla un carcerato, qualunque ella volesse. Avevano allora un carcerato famigerato, di nome Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo? Poiché egli sapeva che glielo avevano consegnato per invidia. Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non avere nulla che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui. Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chiedere Barabba e far perire Gesù. E il governatore prese a dir loro: Qual de’ due volete che vi liberi? E quelli dissero: Barabba. E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso. Ma pure, riprese egli, che male ha fatto? Ma quelli vie più gridavano: Sia crocifisso! E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi. E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli. Allora egli liberò loro Barabba; e dopo avere fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. E spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto; e intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e una canna nella mano destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui, lo beffavano, dicendo: Salve, re de’ Giudei! E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo. E dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto, e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo menarono via per crocifiggerlo”.

Dunque Gesù, dopo essere stato arrestato dai Giudei, fu portato davanti al Sinedrio dove fu appunto condannato a morte perché aveva dichiarato di essere il Cristo, il Figlio di Dio. E dopo, appunto, i Giudei lo consegnarono al governatore della Giudea che era Ponzio Pilato.

Dunque Pilato inizialmente voleva liberare Gesù, lo voleva liberare perché non aveva trovato in lui nulla che fosse degno di morte. E siccome appunto per Pasqua lui soleva liberare alla folla un carcerato, e siccome che a quel tempo c’era un carcerato di nome Barabba, e allora Pilato praticamente chiese: “Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto Cristo?”. E i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chiedere Barabba e a fare perire Gesù. E il governatore appunto, come leggiamo, prese a dire loro: “Qual dei due volete che vi liberi?”. E quelli risposero: “Barabba”. A quel punto Pilato disse loro: “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso”.

Ora il popolo gridò: “Sia crocifisso”, cioè Gesù doveva essere crocifisso, doveva essere messo a morte nonostante non avesse fatto alcunché che meritasse la morte. Infatti così avvenne. Infatti leggiamo che Pilato liberò loro Barabba e, dopo avere fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Infatti fu menato al Golgota, cioè al Calvario, al luogo del Teschio e là fu crocifisso in mezzo a due ladroni, uno alla destra e uno e l’altro a sinistra, e questo affinché si adempissero le Scritture: “Egli è stato annoverato tra i malfattori”.

Ora Gesù fu crocifisso, perché fu crocifisso? Perché fu ucciso dai Giudei? Perché così era stato scritto, così era stato preannunziato, predeterminato da Dio perché Dio aveva parlato tramite i profeti. Aveva detto per esempio tramite il profeta Isaia: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Dunque egli fu crocifisso affinché si adempissero le parole del profeta Isaia secondo cui appunto egli doveva morire per i nostri peccati. Sì, perché lui, Gesù, non aveva peccato, lui non conobbe peccato, lui era il Giusto, il Santo, non aveva fatto alcunché di male ai Giudei, aveva fatto soltanto del bene. Infatti era andato attorno, dopo che era stato unto di Spirito Santo e di potenza, era stato era andato attorno facendo del bene, guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo. Perché? Perché Dio era con lui. Ma il bene che egli fece al popolo fu contraccambiato con il male, e difatti egli fu arrestato e poi, appunto, condannato a morte.

Dunque, affinché si adempissero le Scritture, perché Gesù di Nazareth, o Gesù il Nazareno, è il Figlio di Dio che il Padre, nella pienezza dei tempi, ha mandato nel mondo per essere la propiziazione per i nostri peccati. Egli, dunque, doveva, lui il Giusto, doveva caricarsi dei nostri peccati, doveva portarli nel suo corpo sulla croce affinché noi ottenessimo, mediante la fede nel suo nome, la remissione dei peccati.

E dunque egli fu crocifisso. E dopo che morì, venne un uomo di nome Giuseppe d’Arimatea, era un uomo ricco, il quale era diventato anche lui un discepolo di Gesù. Naturalmente, non aveva consentito all’operare dei dei Giudei, e questo uomo si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù, e Pilato appunto fece sì che gli fosse rilasciato. E Giuseppe allora d’Arimatea prese il corpo, lo involse in un pannolino netto e lo pose nella propria tomba nuova che aveva fatto scavare nella roccia. E dopo avere rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò. E dunque Gesù quindi, dopo essere morto per i nostri peccati, fu seppellito, ma il terzo giorno Iddio lo risuscitò dai morti affinché si adempissero le Scritture.

Sì, anche per quanto riguarda la resurrezione di Gesù Cristo era stato appunto preannunziato che il Cristo doveva risuscitare. Infatti Davide aveva scritto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Davide non parlò di se stesso ma parlò della risurrezione di Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. E queste parole che concernevano la resurrezione del del del Cristo si sono adempiute in Gesù perché egli risuscitò dai morti il terzo giorno, come si adempirono anche queste altre parole: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato”.

E dunque Gesù Cristo risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e, dopo essere risuscitato, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Si fece vedere da loro per diversi giorni, mangiò con loro, bevve con loro, parlò con loro.

Ora questo è l’Evangelo, la buona novella che Dio ha comandato che vi sia annunziata. Questa è la parola di verità ed è potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in questa parola, cioè nell’Evangelo, è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Quindi, in Cristo Gesù, io vi annunzio la remissione dei peccati, vi annunzio la giustificazione perché, credendo in lui, si viene si ottiene la remissione dei peccati e si ottiene la giustificazione solamente, appunto, credendo in lui. Quindi la remissione dei peccati non si ottiene per opere buone che si sono compiute. La giustificazione, altrettanto, si riceve per grazia mediante la fede, affinché nessuno si glori nel cospetto di Dio. E dunque vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo sarete salvati dai vostri peccati, sarete sarete giustificati e quindi sarete riconciliati con Dio, otterrete la vita eterna. Quindi avrete la certezza di andare in cielo col Signore quando morirete. Sì, perché coloro che muoiono, muoiono in Cristo, si dipartono dal corpo e vanno ad abitare con il Signore nella gloria, nel regno dei cieli, in paradiso.

Ma badate bene perché se rifiuterete di credere nell’Evangelo, ciò che vi aspetta è il tormento all’inferno. L’inferno è un luogo di tormento dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi badate a voi stessi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo per ottenere la remissione dei vostri peccati. A proposito, il prete non può rimettervi i peccati. Voi cattolici romani che andate a confessarvi dal prete sappiate che quella confessione è inutile, quella assoluzione che vi dà il vostro prete è inutile, non serve a niente. La remissione dei peccati si ottiene credendo nell’Evangelo.

Ecco perché appunto vi esorto, vi scongiuro nel nome del Signore a credere nell’Evangelo perché solamente credendo nell’Evangelo potete ottenere la remissione di tutti i vostri debiti che avete accumulato nel cospetto di Dio. Solamente credendo nell’Evangelo potete scampare, essere strappati al fuoco dell’inferno dove siete diretti.

Quindi io vi ho avvertiti, vi ho avvertiti come è giusto che sia, perché voi vi trovate sulla via della perdizione e io ho il dovere di avvertirvi che, se rifiuterete di credere nell’Evangelo, sarete condannati. Per voi non ci sarà speranza alcuna di salvezza più, no. Perirete, perirete e ve ne andrete all’inferno, nel fuoco. È terribile, terribile quello che vi aspetta se morirete nei vostri peccati. Quindi, per l’ennesima volta, vi rinnovo l’esortazione: ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.

La Buona Novella che Gesù è il Cristo [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “La Buona Novella che Gesù è il Cristo” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 12 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate:

Vi annunzio la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Non è una buona novella qualsiasi, ma è la buona novella, la buona novella di Dio, la buona novella che Iddio, per mezzo del suo Figliuolo Gesù Cristo, ha ordinato che venga predicata per tutto il mondo ad ogni creatura.

Dunque, la buona novella di Dio è che Gesù di Nazareth è il Cristo. Infatti, Iddio aveva promesso ab antico, per mezzo dei suoi profeti, di inviare nel mondo il suo Cristo, cioè il suo Unto che doveva morire per i nostri peccati. Infatti, Iddio aveva detto per mezzo del profeta Isaia, in merito al Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Dunque, la morte del Cristo doveva essere una morte espiatoria, in quanto Egli si sarebbe caricato dei nostri peccati.

Ma Iddio aveva fatto sì che fosse preannunziata anche la resurrezione del suo Cristo. Infatti aveva infatti aveva detto nei per mezzo per mezzo di Davide, che era profeta, aveva detto nel Salmo secondo: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi io ti ho generato”. E non solo, aveva detto per mezzo di Davide ancora, aveva detto in un altro luogo: “Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Dunque, considerate attentamente che anche la resurrezione del Cristo era stata annunciata da Dio molto, molto tempo prima che Gesù Cristo venisse nel mondo.

Ebbene, le Scritture profetiche concernenti il Cristo, io vi annunzio, si sono adempiute in Gesù di Nazareth – di Nazareth perché egli fu allevato a Nazareth, una città della Galilea. Dunque, vi annunzio che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio, i quali lo videro veramente risuscitato, parlarono con lui, mangiarono e bevvero con lui dopo la sua resurrezione.

Dunque, questa è la buona novella, cioè l’Evangelo. L’Evangelo che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Dunque, dovete sapere questo: che credendo nell’Evangelo l’uomo viene giustificato. Giustificato, sì, cioè viene rivestito della giustizia di Dio, ottiene la giustizia di Dio che viene dalla fede e, quindi, Iddio lo dichiara giusto, lo rende giusto. Dunque, dovete sapere questo: che voi, che siete dei peccatori, che siete sotto il peccato, dovete sapere che solamente credendo nell’Evangelo potete essere giustificati, resi giusti. Non c’è un’altra maniera. Non potete essere giustificati mediante le opere della legge, assolutamente, perché se Cristo, se la giustizia si ottenesse per mezzo delle opere della legge, Cristo sarebbe morto inutilmente. Ma Cristo è morto invece per i nostri peccati, caricandosi dei nostri peccati, e quindi è credendo in lui che si viene giustificati. La giustificazione, dunque, è per grazia mediante la fede.

Non illudetevi, potete sforzarvi quanto volete, potete potete fare tutte le opere giuste che volete, ma non sarete giustificati per le opere. Continuerete a rimanere dei peccatori agli occhi di Dio, l’ira di Dio continuerà a rimanere sopra sopra di voi, e quindi continuerete a rimanere sulla via della perdizione, pensando appunto di potervi giustificare da voi stessi. No! Voi pensate di stabilire la vostra propria giustizia, e quindi pensate di rifiutare la giustizia di Dio che viene dalla fede? Ebbene, dovete sapere questo: che sarete condannati. Quando quando morirete, ve ne andrete all’inferno perché morirete nei vostri peccati e quindi ve ne andrete in questo luogo di tormento dove arde il fuoco e dove sarete tormentati.

Considerate questo, perché? Perché avrete preferito stabilire la vostra giustizia, che agli occhi di Dio è un abito lordato, un abito sporco, avrete preferito la vostra giustizia alla giustizia di Dio basata sulla fede e che è rivelata appunto nell’Evangelo che vi ho annunziato. Quindi, io vi esorto nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché il giusto vivrà per fede.

Lo ribadisco questo perché molti oggi pensano di potere essere giustificati facendo opere buone, ma questo è un’illusione, un inganno. Per essere giustificati dovete credere nell’Evangelo, perché Dio ha stabilito che il giusto vivrà per fede. Lo ripeto: è Dio che l’ha stabilito, non è che l’ho l’ho stabilito io. Io ve lo comunico, ve lo trasmetto, ve lo proclamo, ma è Dio che ha stabilito che il giusto vivrà per fede.

Ed è per questo che appunto vi annunzio la buona novella di Dio, affinché, credendo in essa, voi siate giustificati, resi giusti agli occhi di Dio; affinché siate salvati dai vostri peccati di cui siete schiavi; affinché otteniate la remissione dei peccati. Perché voi avete accumulato tanti peccati davanti a Dio, perché avete violato la sua parola, e la violazione della sua legge costituisce un debito, e questi debiti gravano sulla vostra coscienza.

E credendo nell’Evangelo otterrete anche la vita eterna, la vita eterna. Considerate questo, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. La vita eterna non è qualcosa che l’uomo può guadagnarsi o meritarsi; la vita eterna l’uomo la riceve in dono da Dio. E dunque questa è la ragione per cui l’Evangelo che vi annunzio è l’Evangelo della grazia, perché per mezzo di esso vi annunciamo la grazia di Dio che è in Cristo Gesù.

Ma badate bene che se rifiuterete la grazia di Dio, morirete nei vostri peccati, ve lo ripeto per l’ennesima volta, e ve ne andrete all’inferno, perché l’inferno esiste, è un luogo di tormento reale, reale, dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati.

Quelli invece che muoiono in Cristo, e che sono appunto coloro che hanno creduto nel nell’Evangelo, quando muoiono, dove vanno? Vanno in paradiso, nel regno dei cieli, là si riposano dalle loro fatiche. Là là veramente non solo si riposano dalle loro fatiche, ma lodano lodano il Signore, glorificano glorificano Iddio, entrano là, là entrano nella pace. È qualcosa di meraviglioso il regno dei cieli!

Considerate dunque la differenza, la differente sorte che aspetta coloro che appunto credono nell’Evangelo: li aspetta la gloria, il regno di Dio, il paradiso celeste, il regno celeste del Signore. Là essi vengono salvati quando essi muoiono.

Ma quanto è terribile e orribile la sorte che appunto attende coloro che muoiono nei loro peccati! Quindi, badate bene, io veramente vi esorto a credere nell’Evangelo, a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché se moriste se moriste in questo momento senza avere creduto nell’Evangelo, ve ne andreste all’inferno. All’inferno, capite dove ve ne andreste?

Quindi, l’Evangelo è veramente potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, d’ogni credente. Non sottovalutate l’Evangelo, non disprezzate l’Evangelo, non ignorate l’Evangelo. L’Evangelo è l’unico messaggio mediante il quale voi potete essere salvati, giustificati, riconciliati con Dio ed essere strappati dal fuoco nel quale appunto siete diretti. Quindi, ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

Vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo di Dio [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo di Dio” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Voglio esortarvi a ravvedervi e a credere nell’Evangelo di Dio. Perché? Perché questa è l’esortazione che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, rivolgeva alle moltitudini, alle folle. Infatti, è scritto che “Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo”.

Perché dovete ravvedervi? Cosa significa ravvedersi? Ravvedersi significa cambiare mente, cambiare modo di pensare, quindi significa che dovete lasciare i vostri pensieri iniqui, vani, malvagi, sì, quei pensieri ingiusti, malvagi, disonesti, brutti che voi, diciamo, avete nella vostra mente, li dovete lasciare e dovete credere nell’Evangelo.

Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere salvati.

Salvati da che cosa? Dai vostri peccati, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. Voi avete peccato, siete schiavi del peccato e quindi avete bisogno di essere liberati. Questa liberazione dal peccato si può ottenere solamente credendo nell’Evangelo, perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Quindi è solamente credendo nell’Evangelo che si ottiene la salvezza.

Quindi, la salvezza è per grazia, non è per opere, affinché nessuno si glori. Ecco perché, appunto, vi esorto a credere nell’Evangelo. Ora, è fondamentale che voi comprendiate questo: non c’è un altro messaggio sulla faccia della terra che voi potete ascoltare che nel quale credendo potete ottenere la salvezza. Non ce n’è un altro. Al di fuori dell’Evangelo non c’è, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco.

Cioè, l’Iddio vivente e vero, il Creatore di tutte le cose, ha stabilito di salvare coloro che credono nell’Evangelo, ossia di salvare l’uomo mediante la fede nell’Evangelo. Ecco perché è indispensabile che voi crediate nell’Evangelo per essere salvati. A Dio è piaciuto di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione, non mediante un altro messaggio, assolutamente. Quindi, dovete considerare che se voi rifiuterete di credere nell’Evangelo, rimarrete sotto il peccato, rimarrete schiavi del peccato e, rimanendo schiavi del peccato, rimarrete nemici di Dio, perché i peccatori sono nemici di Dio, nemici di Dio nella loro mente, nelle loro opere malvagie. E sopra i nemici di Dio c’è l’ira di Dio, l’ira di Dio.

E rimanendo nemici di Dio, poi morirete nei vostri peccati e morendo nei vostri peccati ve ne andrete all’inferno. Sì, perché esiste un luogo di tormento nell’aldilà, dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. È un luogo orribile, terribile, dove arde il fuoco e dove vanno appunto coloro che muoiono nei loro peccati, quindi gli increduli, che gl’increduli muoiono nei loro peccati.

Dunque, io vi avverto in maniera solenne che se rifiuterete di credere nell’Evangelo, quando morirete per voi non ci sarà alcuna speranza di salvezza: ve ne andrete all’inferno, nelle fiamme dell’inferno, nei tormenti, perché là le anime degli empi sono tormentate. L’inferno è un luogo reale, non è l’inferno non è un luogo simbolico, è un luogo reale. Il fuoco che c’è all’inferno è reale, il tormento che c’è all’inferno è reale.

La Scrittura ne parla dell’inferno, lo chiama Ades e lo presenta in maniera inequivocabile come un luogo di tormento. E là siete diretti. Ecco perché vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. Vedete, credendo nell’Evangelo, l’uomo viene non solo salvato dai suoi peccati, cioè liberato dai suoi peccati, ma viene anche perdonato, perché ottiene la remissione dei peccati.

Perché i peccati che l’uomo commette sono dei debiti che egli contrae con Dio. L’uomo peccatore è un debitore nei confronti di Dio, un debitore ha dei debiti. Questi debiti che gravano sulla vostra coscienza possono essere cancellati, vi possono essere rimessi, ma vengono rimessi solamente mediante la fede. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome.

Quindi è credendo nell’Evangelo che si ottiene la remissione dei peccati. Non solo, è credendo nell’Evangelo che si viene giustificati, quindi resi giusti. Considerate, considerate la meravigliosa grazia di Dio: Iddio rende giusti coloro che credono nel suo Evangelo e quelli che vengono resi quelli che vengono giustificati possono poi dire: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio”; “il giusto vivrà per la sua fede”.

Quindi, vedete, anche la giustificazione che dà vita si ottiene credendo nell’Evangelo e anche la vita eterna si ottiene mediante l’Evangelo, credendo nell’Evangelo, perché chi crede nel Figliuolo ha la vita eterna. La vita eterna si ottiene quindi anch’essa per grazia, per grazia, non per opere. La vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Quindi, non vi illudete, è tutto per grazia, mediante la fede che si ottiene da Dio credendo nell’Evangelo.

Vedete quant’è importante l’Evangelo che vi ho annunziato? Lo vedete quant’è importante? Ecco perché è la buona novella della grazia di Dio, perché credendo nell’Evangelo si ottiene veramente per grazia da Dio la salvezza, la remissione dei peccati, la giustificazione che dà vita, la riconciliazione, la vita eterna.

Oh, meravigliosa grazia di Dio! E quindi, peccatore, che aspetti? Affrettati, ravvediti e credi nell’Evangelo di Dio e Dio avrà misericordia di te e ti salverà e ti darà la gioia della salvezza ed esulterai, esulterai, gioirai di una allegrezza ineffabile e gloriosa, come gioiamo noi che appunto abbiamo ottenuto questa così grande salvezza da Dio.

Ricordati: chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, per cui è certo, sicuro, che quando morirà andrà ad abitare con il Signore nel regno dei cieli, cioè nel paradiso. È sicuro, certo! E quindi, te lo ripeto, affrettati, peccatore, ravvediti e credi nell’Evangelo di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

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