Gesù Cristo si fece ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Gesù Cristo si fece ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili ascoltate. La Sacra Scrittura che è la Parola di Dio afferma che Gesù Cristo: “Essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù, si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre”. Dunque, Gesù Cristo prima di venire nel mondo, prima di essere introdotto nel mondo, era in forma di Dio, cioè era Dio, e benché fosse Dio annichilì se stesso prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini. Egli infatti era la Parola, come dice la Scrittura: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”. E nella pienezza dei tempi, “La Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità;”, e la Parola era l’unigenito Figliuolo di Dio. Egli dunque, era presso Dio, con Dio da ogni eternità, ma nella pienezza dei tempi prese forma di servo e divenne simile agli uomini; venne in carne simile a carne di peccato. Dunque, era un vero uomo, naturalmente mantenne la sua divinità, perché in Lui il Padre si compiacque di far abitare tutta la pienezza e non era contaminato dal peccato. Egli, infatti, fu generato dallo Spirito Santo nel seno di una giovane vergine di nome Maria che, quando rimase incinta per virtù dello Spirito Santo, era fidanzata ad un uomo di nome Giuseppe, che era della famiglia di Davide. E a tal proposito la Scrittura dice che: “E Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto, e non volendo esporla ad infamia, si propose di lasciarla occultamente. Ma mentre aveva queste cose nell’animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prendere teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. Or tutto ciò avvenne, affinché si adempiesse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: ‘Iddio con noi’. E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli avea comandato, e prese con sé sua moglie; e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù”. Dunque, questa è la maniera in cui Gesù Cristo, che era in forma di Dio, che era con Dio, ed era Dio, venne in questo mondo o nacque in questo mondo. E dunque, la Scrittura ci fa sapere che Lui, pur essendo stato trovato nell’ esteriore come un uomo, abbassò se stesso quindi si umiliò e si fece ubbidiente fino alla morte, e alla morte della Croce; questo perché Iddio gli aveva dato un ordine, che era quello appunto di deporre la sua vita. Ecco perché, Gesù Cristo un giorno disse queste parole, che sono eloquenti: “Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio”. Quindi il Figliuolo ricevette dal Padre l’ordine di deporre la sua propria vita per i nostri peccati; Egli, infatti, era stato determinato da Dio che dovesse morire per i nostri peccati. Infatti, Iddio aveva preannunziato questo tramite il profeta Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. In altre parole, il Cristo, il Figlio di Dio, la cui venuta era stata preannunciata dal Padre, doveva caricarsi dei nostri peccati, portare i nostri peccati nel suo corpo. E per questo Egli si fece ubbidiente alla morte, alla morte della croce perché era là, sulla croce, su quel legno, che appunto Egli doveva essere crocifisso, e nel suo corpo portare i nostri peccati. Dunque, Gesù Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, e dopo essere morto, Egli fu seppellito, ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti; sì, il suo corpo non rimase nella tomba, ma Iddio lo trasse dai morti. Egli risuscitò e apparve, apparve a molti, si fece vedere per diversi giorni dai suoi discepoli che poterono parlare con Lui, mangiare, bere con Lui, e quindi il Signore Gesù dimostrò in svariate maniere di essere risuscitato dai morti. Ora, questo è dunque l’Evangelo, la Buona Novella che Iddio ha ordinato appunto di predicare ad ogni creatura per tutto il mondo, che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, che apparve ai suoi discepoli, ai testimoni che erano in innanzi stati scelti da Dio. Questa è la Buona, la Buona Novella nella quale devi credere per essere salvato dai tuoi peccati, per ottenere la remissione dei tuoi peccati, per essere giustificato, e per ottenere la vita eterna. Altrimenti? Altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di te, e tu continuerai a servire il peccato, e quando morirai, siccome che morirai nei tuoi peccati, te ne andrai all’inferno, perché esiste un luogo di tormento chiamato inferno, dove arde il fuoco e dove vanno le anime di quelli che muoiono nei loro peccati. Ora, tu sei sotto il peccato, quindi non illuderti, dovessi morire in questo preciso momento, ti assicuro che tu andresti all’inferno, perché sei un peccatore; quindi, ti devi ravvedere e devi credere, in colui che morì e il terzo giorno resuscitò dai morti, in colui che ha ricevuto il nome che è al di sopra d’ogni altro nome. Considera questo, ti sto parlando di colui appunto che ha il nome al di sopra, al di sopra d’ogni nome, nessuno è pari a Lui, nessuno è pari al Signore Gesù. Non c’è un uomo che si possa paragonare a Gesù, perché Egli è il Cristo, il Figlio di Dio, Egli è il Salvatore del mondo. È Lui, e soltanto Lui, che Iddio ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo; non è che ce n’è qualcun altro, no, la salvezza è in Gesù Cristo. “In nessun altro è la salvezza, poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”, così è scritto, è così devi credere. Per essere salvato cioè, devi credere che Gesù Cristo, te lo ripeto per l’ennesima volta, devi credere, per essere salvato, che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, e che resuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, apparendo ai suoi discepoli. Questo è quello che devi credere per essere salvato, affrancato dal peccato, non c’è un’altra maniera, non illuderti. Pensi di poterti salvare con le tue opere buone? Ti stai illudendo! Pensi di poter essere salvato affidandoti a qualcun altro, come Maometto, Buddha, o Maria la madre di Gesù e così via? Ti stai illudendo, ti stai illudendo! Sei sulla via della perdizione. Io ti avverto, devi credere nella Buona Novella che Gesù è il Cristo. Solamente, solamente credendo nell’Evangelo sarai salvato dai tuoi peccati, perdonato e riconciliato con Dio; riconciliato sì, perché, perché tu attualmente sei un nemico di Dio, e l’ira di Dio è sopra, è sopra di te. Quindi non indugiare, affrettati, ravvediti e credi in colui che è il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente e il suo nome è Gesù. Questo è quello che Dio ha comandato che ti sia predicato peccatore. Quindi sappi, questa è la Parola dell’Iddio vivente e vero; non disprezzarla, non rigettarla, perché altrimenti, altrimenti rimarrai perduto per l’eternità. Passerai un’eternità tremenda nei tormenti, prima te ne andrai all’inferno cioè nell’Ades, poi nel giorno della resurrezione quando risorgerai eh, risorgerai in resurrezione di giudicio e comparirai davanti al trono di Dio, per essere giudicato secondo le tue opere. E sarai poi scaraventato in un altro luogo di tormento, però questa volta anima e corpo eh, nello stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la morte seconda, chiamata anche fuoco eterno; considera, sarai tormentato nei secoli dei secoli. Quindi, io ti ho avvertito, io ti ho avvertito! Io non ti sto illudendo, io non ti sto dicendo una cosa per un’altra, io ti sto dicendo che chi non avrà creduto nell’Evangelo sarà condannato. Quindi, se tu non crederai nell’Evangelo che ti ho annunziato, sarai condannato. Per cui? Che farai? Io ti dico quello che devi fare, ravvediti e credi nel Signore Gesù Cristo, che è morto ma è anche risuscitato dai morti, ed è apparso a molti facendosi vedere. Chi ha orecchi da udire, oda.

GESÙ CRISTO: l’unica Via che mena a Dio [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “GESÙ CRISTO: l’unica Via che mena a Dio” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 4 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 18 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili ascoltate. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nella notte in cui fu tradito disse queste parole ai suoi discepoli, con i quali appunto si trovava: “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò, e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi; e del dove io vo sapete anche la via”. Ora, dove stava per andare Gesù? Perché disse: “del dove io vo sapete anche la via”. Secondo quanto, sempre Gesù disse, Egli andava al Padre; infatti, Gesù sempre in quella notte disse loro: “Avete udito che vi ho detto: io me ne vo e torno a voi, se voi m’amaste, vi rallegrereste che io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me”. Ecco, dunque, dove Gesù promise ai suoi discepoli che sarebbe andato. Questo è confermato da altre parole di Gesù che pronunziò sempre in quella notte rivolgendosi ai suoi discepoli, quando, promettendo lo Spirito Santo disse loro queste cose: “E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.” Dunque, come potete vedere Gesù confermò che sarebbe andato al Padre. Più, diciamo, in là nel discorso, Gesù spiegò proprio ancora più chiaramente le cose. Infatti, che cosa disse? “Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo e torno al Padre”. Ecco dunque spiegato che cosa intendeva dire Gesù quando disse ai suoi discepoli “Del dove io vò sapete anche la via”; quel ‘dove io vo’. Quindi Gesù, con quelle parole volle dire che andava al Padre o tornava al Padre suo che è nei cieli. E difatti Gesù tornerà al Padre dopo essere risuscitato dai morti, e dopo essere apparso ai suoi discepoli per diversi giorni, Egli fu assunto in cielo alla destra del Padre nei luoghi altissimi e dopo alcuni giorni mandò lo Spirito Santo, che appunto sappiamo, dalle stesse parole di Gesù, avrebbe, e questo sta ancora facendo, convinto il mondo quanto alla giustizia ‘perché me ne vò al Padre e non mi vedrete più’, per citare le parole di Gesù. Ma Gesù non disse ai suoi discepoli solamente dove andava, e dove andò, come vi ribadisco, ma anche disse loro “del dove io vo sapete anche la via”. E sì, perché per andare al Padre c’è una via, c’è una via solamente, allora Toma gli disse, Toma era uno dei discepoli di Gesù, gli disse: “Signore non sappiamo dove vai, come possiamo saper la via”? Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Notate dunque, come è detto esplicitamente che Gesù Cristo, il Figlio di Dio è l’unica via che mena a Dio Padre; nessuno va al Padre se non per mezzo di Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Quindi vi sia chiaro a tutti voi, non ci sono più vie che menano al Padre che è nei cieli eh, non ci sono più strade, non ci sono più sentieri eh, c’è solo una via, e la via è Gesù di Nazaret il Cristo di Dio, cioè l’Unto di Dio del quale Iddio preannunziò la venuta nel mondo, per mezzo dei suoi profeti ab antico. Infatti, Iddio aveva parlato per bocca dei suoi profeti, preannunziando la venuta nel mondo del suo Figliuolo, il suo Unto, cioè Cristo, il suo Cristo. Infatti, il profeta Isaia, parlando del Cristo aveva detto quanto segue: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Ecco, dunque, che la morte del Cristo sarebbe stata una morte espiatoria, perché il Cristo si sarebbe caricato dei nostri peccati, li avrebbe portati nel suo corpo. E questo era stato preannunziato secoli prima che Gesù Cristo venisse nel mondo, ma oltre alla sua morte espiatoria era stata preannunziata da Dio anche la sua resurrezione dai morti. Infatti, Davide che era profeta aveva detto queste parole per lo Spirito Santo: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Davide non parlò di sé ma parlò del Cristo, antivedendola parlò infatti della resurrezione di Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Ecco, dunque, che queste parole profetiche si adempirono nella pienezza dei tempi in Gesù di Nazaret, il Giusto, il Santo, Colui che non aveva conosciuto peccato, benché in ogni cosa fu tentato come noi, ma egli non peccò, non trasgredì mai la legge di Dio, nella sua bocca non fu trovata né violenza e né frode. Egli era il Giusto e si caricò dei nostri peccati portandoli nel suo corpo. Dunque, vi annunzio la Buona Novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai suoi discepoli per diversi giorni facendosi vedere da loro con molte prove, mangiando, bevendo con loro, parlando con loro delle cose relative al regno di Dio. Questa è la Buona Novella relativa al regno, al regno di Dio e al nome del Figliuolo di Dio cioè Gesù Cristo. Credendo nella Buona Novella tu peccatore, sappi, sarai salvato dai tuoi peccati, perché Gesù Cristo è il Salvatore del mondo: credendo in Lui sarai giustificato, secondo che è scritto: “Il giusto vivrà per fede”. Credendo in Lui otterrai la remissione dei tuoi peccati perché è scritto: “Di Lui attestano tutti i profeti, che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Credendo in Lui otterrai la vita eterna, perché è scritto che “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”, sì, devi sapere che anche la vita eterna si ottiene credendo, perché è il dono di Dio in Cristo Gesù. Dunque, bada bene a te stesso peccatore, perché l’Evangelo che ti ho annunziato è “potenza di Dio per la salvezza d’ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco poiché in esso è rivelata la giustizia di Dio, da fede è fede, secondo che è scritto, ma il giusto vivrà per fede”. Ma sappi questo: che se ti rifiuterai di credere nell’Evangelo che ti ho annunziato, che è l’Evangelo di Dio, non sarai salvato dai tuoi peccati, rimarrai schiavo dei tuoi peccati e l’ira di Dio, quindi, resterà sopra di te; resterai, rimarrai un peccatore nemico di Dio nella tua mente e nelle tue opere malvagie e quando morirai, morirai nei tuoi peccati e te ne andrai all’Inferno. L’Inferno è un luogo di tormento dove c’è il fuoco che arde e dove vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Non è un’invenzione della Chiesa, non è un mito, non è una favola: l’inferno è un luogo reale, il fuoco che c’è all’inferno è reale e il tormento che c’è all’inferno è reale, sarai tormentato all’inferno. Sappilo. In mezzo al fuoco. Dunque, bada bene a come ascolti e bada bene a te stesso, fai quello che appunto devi fare per essere salvato. Ravvediti e credi nell’Evangelo. Allora sì, allora sì che sarai30salvato, giustificato, perdonato e riceverai la vita eterna e avrai la certezza che quando morirai andrai ad abitare con il Signore in cielo; con il Signore in cielo. Perché Gesù Cristo è in cielo, alla destra del Padre, e dove è Lui là vanno coloro che credono che Lui, cioè Gesù, è il Cristo di Dio. Dunque, nessuno va al Padre se non per mezzo di Gesù Cristo. Marcati queste parole, perché sono parole fedeli e veraci. Gesù Cristo il Figlio di Dio è l’unica via per mezzo della quale si va al Padre, per mezzo della quale si va in cielo. In cielo non ci puoi andare credendo in Maometto, in Buddha, in Zarathustra, in Hiram Abif il salvatore dei Massoni, non ci puoi andare appoggiandoti a Maria o al culto a Maria che è idolatria, non ci puoi andare tramite il cosiddetto Papa capo della Chiesa cattolica romana, in cielo ci puoi andare solamente tramite il Signore Gesù Cristo. Egli è la via, non ti fare ingannare dai massoni che ti dicono che Gesù è una delle vie, una delle porte, uno dei salvatori, ricordati: i massoni sono servi di Satana e procacciano il tuo male. Ti vogliono condurre alla perdizione, non ti amano, ti odiano e per questo ti dicono le menzogne, e una di queste menzogne è appunto che Gesù è una delle vie, uno dei sentieri che menano a Dio. Non credere loro, non credere a quello che ti dicono, credi al Signore Gesù Cristo: Lui è il fedele, Lui è il verace, Lui ha detto la verità perché Lui è la verità, Lui è la via, credi nel Signore Gesù Cristo, dunque e sarai salvato; Lui, Gesù, l’unica via che mena al Padre. Chi ha orecchi da udire oda.

Ecco cosa devi fare per essere salvato dai tuoi peccati [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ecco cosa devi fare per essere salvato dai tuoi peccati” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 18 MB (128 Kbps), 4 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 20 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili ascoltate quello che vi sto per annunziare. Nel libro degli Atti degli Apostoli, che è uno dei libri che forma la Bibbia, che è la Parola di Dio, troviamo scritto al capitolo XVI, questo episodio avvenuto attorno alla metà del primo secolo dopo Cristo nella città di Filippi. Filippi era una città nella Macedonia. Ora è scritto: “Or sulla mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. E ad un tratto, si fece un gran terremoto, talché la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. Il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, tratta la spada, stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. Ma Paolo gridò ad alta voce: Non ti far male alcuno, perché siam tutti qui. E quegli, chiesto un lume, saltò dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; e menatili fuori, disse: Signori, che debbo io fare per esser salvato? Ed essi risposero: Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua. Poi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. Ed egli, presili in quell’istessa ora della notte, lavò loro le piaghe; e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. E menatili su in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e giubilava con tutta la sua casa, perché avea creduto in Dio. Ora Paolo e Sila erano due Apostoli del Signore Gesù Cristo, i quali erano stati messi in carcere come dei malfattori, ma non avevano commesso alcuna mala azione, erano stati ingiustamente battuti con le verghe e dopo avere ricevuto quelle battiture erano stati cacciati in prigione; e il carceriere aveva ricevuto l’ordine di custodirli sicuramente; per cui appunto lui li cacciò nella prigione più interna e serrò loro i piedi nei ceppi. La ragione per cui erano stati battuti prima e poi messi, messi in carcere era stata che l’apostolo Paolo aveva cacciato, sgridato e cacciato, un demone da una donna che aveva uno spirito indovino, uno spirito immondo, che le permetteva appunto di indovinare. E quando avvenne ciò, perché appunto lo spirito uscì da quella donna quando l’apostolo Paolo gli comandò nel nome di Gesù Cristo di uscire da lei, quando appunto lo spirito uscì fuori, i padroni di quella giovane, di quella serva, vedendo che “la speranza”, questo dice la scrittura: “del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila, e li trassero sulla pubblica piazza davanti ai magistrati, e presentateli ai pretori, dissero: Questi uomini, che son Giudei, perturbano la nostra città, e predicano dei riti che non è lecito a noi che siam Romani né di ricevere né di osservare. E la folla si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe.” Ecco dunque appunto, quali sono i fatti che precedettero la loro cacciata in prigione. Ma ecco che Iddio venne in soccorso degli Apostoli, perché mandò un terremoto sulla mezzanotte; sì, perché i terremoti li manda l’Iddio vivente e vero, perché la Scrittura dice che “per la sua ira trema la terra”. E come abbiamo visto, il carceriere ad un certo punto, pensando che i carcerati fossero fuggiti, stava per uccidersi, ma Paolo appunto, gli impedì di uccidersi esortandolo a non farsi male alcuno. E allora il carceriere come abbiamo visto, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila, e menateli fuori gli fece questa domanda: “Signori che debbo io fare per essere salvato?”. Dunque, quell’uomo riconobbe il bisogno della salvezza, riconobbe che aveva bisogno di essere salvato e fece questa specifica domanda a quei due uomini che erano servitori di Dio e che annunziavano la via della salvezza. E dunque, quale fu la risposta? La risposta di Paolo e di Sila fu questa: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua”. Ecco, dunque, che cosa devi fare tu che sei senza Cristo, che sei sotto la potestà di Satana, che sei sotto il peccato, che sei sulla via della perdizione, ecco cosa devi fare per essere salvato dai tuoi peccati; sì, perché hai bisogno di essere salvato in quanto tu sei schiavo del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ma, c’è un ma, Dio ha provveduto la salvezza e l’ha provveduta per mezzo di Gesù Cristo il suo Figliuolo, che Egli ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo, ossia per salvare i peccatori. E dunque, che cosa devi fare tu peccatore schiavo del peccato per essere salvato dai tuoi peccati? Devi credere nel Signore Gesù. Tu dirai: “Che cosa significa credere nel Signore Gesù?”. Ebbene te lo spiego, significa che devi credere che Gesù è il Cristo di Dio, cioè l’Unto di Dio. Devi sapere infatti che Dio ab antico per mezzo dei suoi profeti preannunziò la venuta del suo Cristo, ossia del suo Unto, perché questo significa. Il termine Cristo viene da una parola greca, da un termine greco che significa Unto; l’equivalente, diciamo c’è una, c’è un’altra parola però questa volta ebraica che ha lo stesso significato e quando viene tradotta in italiano, questa parola viene tradotta con il termine italiano Messia, e anche questo termine significa Unto. Ora Iddio aveva preannunziato di mandare, di suscitare in Israele il suo Cristo, il quale sarebbe morto per i nostri peccati e sarebbe risuscitato il terzo giorno. Difatti Iddio aveva detto tramite il profeta Isaia, a proposito appunto del Cristo, “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Ecco, dunque, in che maniera Iddio preannunziò la morte del suo Cristo; e, Egli predisse anche la resurrezione del suo Cristo. Infatti, Davide, che era profeta, preannunziò la resurrezione di Cristo in questi termini: “Anche la mia carne riposerà in isperanza poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Ecco, dunque, in che maniera Davide, antivedendola parlò della resurrezione di Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’ Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Ora, queste parole si sono adempiute nella pienezza dei tempi, in Gesù; infatti, Gesù è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e poi apparve ai suoi discepoli, cioè ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Dunque, le scritture profetiche concernenti il Cristo si sono adempiute in Gesù e io ti annunzio dunque la Buona Novella, ossia l’Evangelo che Gesù è il Cristo. Dunque, è per mezzo di Cristo che Dio ha provveduto la salvezza. Considera infatti che Cristo è morto per i nostri peccati, Egli il Giusto, colui che non aveva conosciuto peccato, si caricò dei nostri peccati, nel suo corpo, li portò nel suo corpo quando Egli fu appeso alla Croce, perché Egli fu crocifisso per appunto, ordine di Ponzio Pilato il governatore della Giudea, dietro insistenti richieste dei Giudei che gridarono crocifiggilo, crocifiggilo, ecco dunque, che Egli quando fu appeso, crocifisso, inchiodato alla croce, portò i nostri peccati nel suo corpo per condannare il peccato, per annullarlo, e poi il terzo giorno risuscitò dai morti affinché appunto, si adempissero anche qui le Scritture. E dunque in questa maniera che Dio ha provveduto la salvezza, la salvezza dunque ci è stata acquistata da Gesù il Cristo, dunque la salvezza è per grazia. Ecco perché per essere salvato dai tuoi peccati devi credere che Gesù è il Cristo perché questo significa “credi nel Signore Gesù”. Devi credere che Gesù è il Cristo allora sarai salvato, affrancato dai tuoi peccati, smetterai di essere uno schiavo dei tuoi peccati, perché sarai liberato dai tuoi peccati mediante il sangue prezioso di Gesù Cristo che lui sparse sulla croce al Calvario. Dunque, la salvezza è per grazia, la salvezza non è per opere, affinché nessuno si glori nel cospetto di Dio. Quindi ravvediti, tu peccatore, ravvediti e credi nella Buona Novella che Gesù è il Cristo e sarai salvato dai tuoi peccati; i tuoi peccati ti saranno rimessi, sarai giustificato e otterrai la vita eterna, perché chi crede nel Figliuolo ha vita eterna. Considera dunque, quanto è grande l’amore di Dio, quanto è meravigliosa la sua grazia. Dunque, mediante la fede nel Signore Gesù l’uomo viene salvato, ottiene la remissione peccati, viene giustificato e ottiene la vita eterna e, appunto in questa maniera scampa così alle fiamme dell’inferno. Sì, perché esiste un luogo di tormento dove tu peccatore sei diretto eh, si chiama in greco Ades ma comunemente conosciuto con il termine inferno, luogo di sotto, inferiore. È un luogo reale, un luogo di tormento, dove arde il fuoco e dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. Là ci vanno coloro che rifiutano di credere che Gesù di Nazaret è il Cristo; infatti, dice la Sacra Scrittura quanto segue: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna, ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui”. Considera dunque questo: se rifiuti di credere nella Buona Novella che Gesù è il Cristo, rimarrai schiavo del peccato e l’ira di Dio resterà sopra di te, perché già l’ira di Dio è sopra di te e ci resterà, perché? Perché appunto tu sei un peccatore. Sei un nemico di Dio e quindi l’ira di Dio è sopra di te e se rifiuti di credere nella Buona Novella che Gesù è il Cristo questa ira rimarrà sopra di te. Considera dunque cosa c’è sopra di te: l’ira di Dio. Io spero veramente che tu sia spaventato, che tu sia terrorizzato, che tu ti, veramente ti getti ai piedi del Signore per invocare la sua misericordia affinché veramente credendo in Lui tu sia salvato dai tuoi peccati e dalle fiamme dell’Inferno dove sei diretto; perché guarda che se morissi in questo momento, senza Cristo, te ne andresti all’inferno perché là vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Non esiste il purgatorio, non esiste, è un’invenzione, è un’invenzione della Chiesa cattolica romana, esiste solo il paradiso e l’inferno e tu sei diretto all’inferno. Te lo dico con ogni franchezza, affinché tu non ti illuda. Ah, ma tu dirai: “ma io sono una brava persona”, no! Tu sei un peccatore, sei un peccatore, l’ira di Dio è sopra di te, tu sei un figliolo di ira, tu non sei una brava persona, tu sei un figliuolo di ira, schiavo del peccato, sei un nemico di Dio, nella tua mente e nelle tue opere malvagie; quindi, hai bisogno di ravvederti e di credere nell’Evangelo per essere salvato. Ah, tu dirai: “ma come è possibile una cosa del genere, è pazzia!” Ricordati che la pazzia di Dio e più savia degli uomini e che a Dio è piaciuto di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione, non mediante la filosofia eh, non mediante le parole di qualche filosofo, no, ma mediante la parola della Croce, la parola della croce che io ti ho annunziato, e quindi peccatore ascoltami, ravvediti e credi che Gesù di Nazaret è il Cristo di Dio e sarai salvato dai tuoi peccati. Altrimenti, peccatore sei e peccatore rimarrai, l’ira di Dio è sopra di te e rimarrà sopra di te, e quando morirai, quando morirai non vedrai il paradiso, no, perché dice la Scrittura che chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, non vedrà il paradiso, vedrai l’inferno, te ne andrai all’Inferno, dove c’è un fuoco, dove sarai tormentato in mezzo al fuoco. È terribile l’inferno. Guarda, io ti ho avvertito, farai bene veramente a prestare attenzione a questo avvertimento perché potrebbe essere anche l’ultimo giorno della tua vita sai? Tu che ne sai? Non ti vantare del domani perché non sai quello che un giorno possa produrre e sei senza Cristo, sei senza Cristo, sei senza vita, sei senza speranza, non hai la vita eterna. L’ira di Dio è sopra di te quindi affrettati, affrettati, ravvediti e credi. Credi che Gesù è il Cristo di Dio e sarai salvato dai tuoi peccati. E poi perseverando fino alla fine della fede, entrerai nel Regno dei Cieli, appunto, perché là il Signore accoglie, salva coloro che serbano la fede eh, fino al momento in cui rendono, appunto, lo spirito. Quindi peccatore ascoltami, ravvediti e credi, credi nella Buona Novella che Gesù di Nazareth è il Cristo e sarai salvato dai tuoi peccati, questo è quello che devi fare per essere salvato. Non pensare che ti puoi salvare con le tue opere buone, no, no, no, ti illudi se pensi di poterti salvare senza ravvederti e senza credere che Gesù è il Cristo; ti stai illudendo. Pensi di poterti salvare tu con le tue buone opere? Ah, sei un illuso, sei un illuso. E guarda, io spero veramente che tu esca da questa illusione, ravvedendoti e credendo nell’Evangelo, perché se rimarrai in questa illusione vedrai, vedrai, vedrai quando morirai, ah è terribile, terribile quello che ti aspetta; ti aspetta l’inferno! Ravvediti dunque, e credi, credi che Gesù è il Cristo di Dio e sarai salvato dai tuoi peccati. Chi ha orecchi da udire oda.

La salvazione viene dai Giudei [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “La salvazione viene dai Giudei” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 13 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 13 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Scrittura, che è la Parola di Dio, afferma che la salvazione viene dai Giudei; infatti, è dai Giudei che è venuto il Salvatore del mondo il cui nome è Gesù. Egli, infatti, nacque a Betlemme da una donna di nome Maria, sposata ad un uomo chiamato Giuseppe della casa di Davide, ma il bambino che lei partorì a Betlemme e che fu chiamato Gesù, non fu generato da seme d’uomo, quindi non fu generato da Giuseppe, ma fu generato dallo Spirito Santo perché così aveva detto il profeta. Infatti, il profeta aveva detto da parte di Dio molto tempo prima: “Ecco, la Vergine sarà incinta e partorirà un figliolo al quale sarà posto nome Emanuele”. Infatti, Maria rimase incinta per virtù dello Spirito Santo, mentre era fidanzata a Giuseppe e questo affinché si adempisse quello che era stato detto per mezzo del profeta, tant’è che Giuseppe quando vide che appunto Maria, la sua fidanzata, era incinta, si era proposto di lasciarla occultamente, ma mentre aveva queste cose nell’animo gli era apparso un angelo del Signore e questo angelo gli disse queste parole: “Giuseppe figliuol di Davide, non temere di prendere teco Maria tua moglie, perché ciò che in lei è generato è dallo Spirito Santo, ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. Dunque, Dio ha suscitato in Israele un Salvatore, che è Gesù Cristo il Signore, la cui venuta era stata predetta da Dio tramite i suoi profeti ab antico, e il Signore aveva preannunziato che sarebbe nato da una vergine, che sarebbe nato a Betlemme che sarebbe stato allevato a Nazareth, che sarebbe stato unto di Spirito Santo, che avrebbe compiuto segni e prodigi, miracoli, ma il Signore aveva anche preannunziato che il suo Cristo sarebbe morto per i nostri peccati. Infatti, il profeta Isaia aveva detto: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Dunque, Iddio aveva promesso di mandare il Cristo per redimere gli uomini dai loro peccati, affinché ciò potesse venire era necessario che il Cristo morisse per i nostri peccati e che risuscitasse dai morti. Infatti, Davide, che era profeta, aveva preannunziato la resurrezione del Cristo dicendo da parte di Dio per lo Spirito: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerei l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Fu in questa maniera, dunque, che Davide preannunziò la resurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione; e dunque Iddio, nella pienezza dei tempi, mandò ad effetto queste parole in Gesù di Nazaret. In Lui si sono adempiute, perché Gesù di Nazaret è il Cristo che doveva venire nel mondo per salvare il mondo. Io, dunque, vi annunzio la Buona Novella che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito e che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e dopo essere risuscitato apparve ai suoi discepoli; sì perché il Signore tra la moltitudine dei suoi discepoli ne aveva eletti, ne aveva eletti alcuni a cui aveva dato il nome di Apostoli. Li aveva appunto stabiliti i suoi testimoni, essi infatti diventano testimoni della sua resurrezione dopo che Egli apparve, apparve loro. Perché Gesù si presentò loro, facendosi vedere da loro, lo toccarono, mangiarono e bevve con loro prima che Egli fosse assunto in cielo alla destra del Padre. Dunque, questa è la Buona Novella che vi annunzio, ve la ripeto: “Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture e apparve ai suoi discepoli”. Questo è L’Evangelo che Iddio ha ordinato che vi sia annunziato; questo è l’Evangelo che è “Potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso è rivelata la giustizia di Dio, da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede”. Quindi sappiate questo, che credendo nell’Evangelo si viene salvati dai propri peccati, credendo nell’Evangelo si viene giustificati, dunque resi giusti. Dunque, voi che siete senza Cristo, voi che siete sotto il peccato, voi che siete sulla via della perdizione, sì, perché in quanto peccatori siete diretti all’inferno che è un luogo reale, un luogo di tormento reale, dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. Voi dovete sapere questo, che la salvezza è soltanto nel Signore Gesù Cristo, “In nessun altro è la salvezza poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini per il quale noi abbiamo ad essere salvati”. Egli è l’unico Salvatore, se ti hanno detto che puoi essere salvato tramite qualcun altro, sappi che ti hanno ingannato, la salvezza di Dio, che Egli ha procurato, è soltanto in Gesù di Nazaret il Cristo, del quale appunto ti ho annunziato la morte espiatoria e la sua resurrezione, nonché la sua apparizione perché Egli è veramente risuscitato, Egli risuscitò veramente e apparve ai suoi discepoli. Dunque, peccatore, ti esorto nel nome del Signore Gesù a ravvederti e a credere nell’Evangelo affinché tu sia salvato dai tuoi peccati, affinché tu sia giustificato, riconciliato con Dio, affinché tu scampi alle fiamme dell’inferno dove sei diretto, perché se morissi in questo momento eh, senza, senza Cristo sei e senza Cristo rimarresti; l’anima tua, l’anima tua se ne andrebbe direttamente all’inferno in mezzo al fuoco, perché per i peccatori c’è l’inferno. Mentre per coloro che credono nell’Evangelo e perseverano fino alla fine, nella fede nell’Evangelo c’è il paradiso, il regno dei cieli, e là che entrano coloro che hanno creduto nell’Evangelo e là si riposano dalle loro fatiche. Dunque, tu che mi ascolti, che brancoli nel buio, che sei senza speranza, che sei senza pace, che sei, perché sei senza Cristo, ravvediti e credi nell’Evangelo di Dio e Dio avrà misericordia di te, come ebbe misericordia di me molti anni addietro, salvandomi, giustificandomi, riconciliandomi, a sé. Iddio è buono, Iddio è amore, ma sappi che Iddio è un giusto giudice. E devi sapere questo, che Gesù ha detto queste parole prima di ascendere in cielo: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Quindi io ti avverto, se non crederai nell’Evangelo sarai condannato, morirai nei tuoi peccati eh, morirai nei tuoi peccati perché i tuoi peccati ti saranno ritenuti, e morendo nei tuoi peccati te ne andrai, te lo ripeto per l’ennesima volta, all’inferno, in attesa poi del giorno del giudizio eh, perché non è finita l’inferno eh, perché nel giorno del giudizio poi risusciterai, tu peccatore, in risurrezione di condanna, comparirai davanti al trono di Dio, Egli ti giudicherà secondo le tue opere e poi sarai scaraventato nel fuoco eterno, ossia nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarai tormentato nei secoli dei secoli. Ti rendi conto che cosa ti aspetta? Ti rendi conto quale orribile ignominia, quale tormento ti aspetta? È terribile quello che ti aspetta, ma io ti ho avvertito della fine a cui tu stai andando incontro, e non solo, ti ho anche mostrato la via della salvezza; è questa: ravvediti e credi nell’Evangelo, credi in Gesù il Cristo di Dio, che è morto, risuscitato ed è apparso. Egli vive e se credi in Lui vivrai anche tu, altrimenti perirai. Te lo ripeto per l’ennesima volta, se rifiuterai di credere in Gesù chiamato il Cristo, perirai. Quello che ti aspetterà è un’eternità piena di tormenti. Chi ha orecchi da udire oda.

L’Agnello di Dio che fu immolato [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “L’Agnello di Dio che fu immolato” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 17 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 19 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Quando Iddio istituì la festa della Pasqua, diede dei comandamenti ben precisi al popolo per mezzo di Mosè e Aronne. Il popolo era il popolo d’Israele che era tenuto in schiavitù da centinaia di anni sotto appunto Faraone, e il Signore, siccome che aveva promesso di liberare il suo popolo, mandò appunto Mosè e Aronne per liberare il suo popolo dalle mani degli Egiziani che li avevano appunto, ridotti in servitù ,una dura servitù, un’aspra servitù, e quando il Signore mandò loro, mandò dagli Egiziani Mosè e Aronne da Faraone per parlargli, per liberare il suo popolo, Faraone, indurato da Dio, si rifiutò di lasciare partire Israele, cioè gli israeliti. Questo perché Iddio aveva decretato di colpire l’Egitto con delle piaghe. Le piaghe furono 10 e alla decima piaga Faraone, costretto appunto da Dio, lasciò andare il popolo di Israele. Ma, prima che appunto l’Egitto e gli Egiziani fossero colpiti con l’ultima piaga, che consistette appunto nell’uccisione dei primogeniti, sia degli uomini che degli animali, il Signore appunto comandò di festeggiare la Pasqua, in quello che poi sarebbe diventato il primo dei mesi dell’anno del calendario ebraico e, per festeggiare la Pasqua, il popolo doveva prendere un agnello o un capretto senza difetto, maschio, dell’anno. E il quattordicesimo giorno di quel mese tutta la raunanza d’Israele radunata, lo doveva immolare sull’imbrunire e il sangue di quell’agnello doveva essere messo sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove appunto sarebbe stato mangiato. La carne, dunque, di quell’agnello doveva essere mangiata in quella notte e si doveva mangiare arrostita al fuoco eh, con pane senza lievito e con delle erbe amare. Così Dio aveva stabilito. E doveva essere mangiato con i fianchi cinti, con i calzari ai piedi e col bastone in mano. Doveva essere praticamente la Pasqua mangiata in fretta. Quella notte, infatti, il Signore aveva detto che sarebbe passato per il paese d’Egitto e avrebbe percosso ogni primogenito del paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, per fare in questa maniera giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. E il sangue che sarebbe stato messo, doveva essere messo sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case degli Israeliti, sarebbe servito di segno, e quando il Signore passando per il paese d’Egitto in quella notte, avrebbe visto il sangue, sarebbe passato oltre, e quelle case non sarebbero state colpite con la piaga appunto che Iddio aveva decretato di mandare sull’Egitto, per percuotere l’Egitto. In sostanza quel sangue avrebbe salvato quelle famiglie, infatti poi il Signore, sempre quando istituì la festa della Pasqua, disse: “Quando sarete entrati nel paese che l’Eterno vi darà conforme ha promesso osservate questo rito e quando i vostri figlioli vi diranno: “Che significa per voi questo rito?”, risponderete: Questo è il sacrificio della Pasqua in onore dell’Eterno, il quale passò oltre le case dei figlioli d’Israele in Egitto quando colpì gli Egiziani e salvò le nostre case”. Infatti, il termine Pasqua, che viene da una parola ebraica, significa passaggio, atto del passaggio, e difatti quella notte le cose accaddero come il Signore aveva detto: Egli passò per il paese d’Egitto, percosse gli Egiziani e anche Faraone uccidendo i primogeniti degli Egiziani, ma salvò gli Israeliti, salvò appunto, le loro case, perché vide il sangue dell’agnello, o del capretto, sugli stipiti e sull’architrave della porta delle case dove dimoravano gli Israeliti e così appunto che il Signore istituì la Pasqua. Ora la Pasqua che istituì il Signore in Egitto prefigurava Cristo Gesù, il Figlio di Dio, è Lui infatti la nostra Pasqua che è stata immolata nella pienezza dei tempi. Egli, infatti, è l’Agnello di Dio, che Dio ha preordinato prima della fondazione del mondo; preordinato ad essere offerto per i nostri peccati, a cagione delle nostre colpe, affinché noi fossimo liberati dai nostri peccati, fossimo liberati con il suo sangue. Ecco perché Dio Padre, nella pienezza dei tempi, ha mandato il suo unigenito Figliuolo nel mondo per salvare i peccatori, salvarli dai loro peccati. Questa salvezza, Cristo Gesù l’ha portata morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando dai morti il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione. E badate che quello che Cristo compì, Iddio lo aveva preannunziato chiaramente tramite i suoi profeti ab antico. Infatti, aveva detto che il suo Cristo sarebbe stato ucciso. Infatti, il profeta Isaia aveva detto: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui”. E difatti è questo quello che è avvenuto, i Giudei uccisero il Signore Gesù Cristo, adempiendo così quello che Dio aveva innanzi determinato che dovesse accadere. Dunque, Gesù il Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, poi fu seppellito, ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti secondo le Scritture. Già, perché anche in merito alla sua resurrezione, cioè alla resurrezione del Cristo, Iddio aveva preannunziato quello che sarebbe avvenuto, cioè sarebbe risuscitato. Infatti, Davide che era profeta aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. E in un altro luogo, è scritto nei Salmi, sempre in merito alla resurrezione del Cristo che sarebbe accaduta, “Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato” e queste parole appunto concernevano la resurrezione di Cristo. E quindi Iddio aveva preannunziato che il suo Cristo non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione, e questo si è adempiuto in Gesù. E quindi vi annunziamo in Gesù la resurrezione dei morti, perché Egli è veramente risuscitato dai morti ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione, e dopo che risuscitò, si fece vedere dai suoi discepoli. Dunque, ecco che il Cristo, del quale avevano parlato i santi profeti ab antico, era la nostra Pasqua ed è ancora la nostra Pasqua che appunto è stata immolata. Questa, dunque, è la Buona Novella che Gesù è il Cristo di Dio e dunque, vi annunzio che nel suo nome c’è la remissione dei peccati, perché “Di Lui attestano tutti i profeti, che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Nel suo nome c’è la vita eterna, Egli è la vita eterna, per cui chi crede in Lui riceve la vita eterna, e ha la vita eterna. Chi crede nel Signore Gesù Cristo viene giustificato, quindi viene reso giusto e quindi riconciliato con Dio per mezzo di Cristo Gesù. Quindi io vi esorto, nel nome del Signore Gesù, a ravvedervi, a lasciare i vostri iniqui, malvagi e vani pensieri e a credere nell’Evangelo di Dio che, ve lo ripeto, è questo: Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò al terzo giorno secondo le Scritture e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio, con i quali Gesù parlò, mangiò, bevve, dopo la sua resurrezione quando gli apparve, ed essi appunto, testimoniarono della resurrezione del Cristo che era avvenuta. E dunque, credendo nell’Evangelo si viene liberati dai peccati, si ottiene la remissione dei peccati, si viene giustificati e si ottiene la vita eterna. E quindi, in questa maniera, chi crede nell’Evangelo viene strappato al fuoco dove è diretto in quanto peccatore. Sì, perché tu devi sapere, tu che mi ascolti, che sei senza Cristo e senza Dio nel mondo, che sei un peccatore agli occhi di Dio; sei un nemico di Dio, l’ira di Dio è sopra di te. Hai bisogno della salvezza, hai bisogno di essere salvato, e la salvezza è solamente in Cristo Gesù. Non c’è salvezza fuori di Cristo Gesù, perché “Non c’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”, e tu in quanto peccatore appunto sei sulla via che va all’inferno. È una via spaziosa e tu la stai percorrendo, e a tua insaputa ti stai veramente, stai andando all’inferno, ma io per questo ti ho annunziato il ravvedimento e l’Evangelo, affinché tu, ravvedendoti e credendo nell’Evangelo, tu venga salvato, salvato mediante la fede, per la grazia di Dio; salvato grazie al sangue di Cristo Gesù, l’Agnello di Dio, ben preordinato prima della fondazione del mondo. Sì, grazie a quel sangue sarai salvato, nel momento in cui crederai nell’Evangelo e di quel sangue sarei cosparso, e con quel sangue sarai purificato da tutti i tuoi peccati. Tutti i tuoi peccati saranno cancellati, la tua coscienza, che è contaminata dalle opere morte, sarà purificata mediante il sangue prezioso dell’Agnello di Dio. Quindi bada bene a quello che farai, perché se ti rifiuterai di ravvederti e di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio rimarrà sopra di te e quando morirai, quando renderai lo spirito, la tua anima scenderà nelle fiamme dell’inferno, perché l’inferno è un luogo di tormento reale dove arde il fuoco, e dove vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi ti esorto, affinché tu non muoia nei tuoi peccati ti esorto a ravvederti e a credere nell’Evangelo, io ti scongiuro veramente nel nome del Signore, da parte di Dio: ravvediti peccatore e credi, credi in colui che è l’Agnello di Dio che è stato immolato, immolato a cagione delle nostre offese ed è risuscitato, il terzo giorno, a cagione della nostra giustificazione. Ravvediti e credi nel Signore Gesù Cristo, l’Agnello di Dio che fu immolato. Chi ha orecchi da udire oda.