Ma Iddio lo risuscitò dai morti [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ma Iddio lo risuscitò dai morti” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Così è scritto; queste sono parole dell’apostolo Paolo e fanno parte di una sua predicazione
che rivolse ai Giudei in una sinagoga, precisamente nella sinagoga di Antiochia di Pisidia. Così disse l’apostolo Paolo: “Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebbero compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’erano con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Poiché Davide, dopo avere servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione”.

Dunque, l’apostolo Paolo annunziò a quei Giudei che in Gesù di Nazareth si adempirono le Scritture concernenti il Cristo di Dio, secondo le quali il Cristo doveva morire e risuscitare. Così Dio aveva stabilito infatti prima della fondazione del mondo. Questo era il suo piano che Egli formò in se stesso e che poi ha mandato ad effetto nel Signore Gesù Cristo, il quale infatti fu arrestato e condannato a morte, benché Egli non avesse commesso alcun peccato.

Egli, il Giusto, dunque fu crocifisso a Gerusalemme, e colui appunto che sentenziò la sua crocifissione fu Pilato, il governatore della Giudea. I Giudei chiesero a Pilato che fosse fatto morire, e Pilato acconsentì. E dopo che Gesù spirò, venne un uomo di nome Giuseppe d’Arimatea, chiese a Pilato il corpo di Gesù, e Pilato glielo glielo diede. E Giuseppe d’Arimatea prese il corpo di Gesù e lo seppellì in un sepolcro, in una tomba nuova che egli aveva fatto scavare nella roccia. Giuseppe d’Arimatea era un uomo ricco, un discepolo di Gesù, e là quindi fu posto il suo il corpo di Gesù.

Ma Iddio lo risuscitò dai morti, e dopo essere risuscitato apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. E la resurrezione del Cristo, come anche la sua morte, non fu altro che l’adempimento di quello che Iddio aveva detto. Iddio aveva detto infatti: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato. Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. E queste parole concernevano la resurrezione del Cristo, parlavano della resurrezione del Cristo, e Iddio le mandò ad effetto in Gesù, infatti lo risuscitò dai morti, e dunque Gesù, il Santo di Dio, non vide la corruzione, affinché si adempisse quello che era stato detto da Dio.

Quindi, questo è l’Evangelo, la buona novella, che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve ai suoi testimoni ch’erano stati innanzi scelti da Dio. Questa è la buona novella che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente.

Per cui, se tu che mi ascolti, tu che sei sotto il peccato e che sei sulla via della perdizione, se tu crederai nell’Evangelo, sarai salvato. Salvato dai tuoi peccati mediante appunto l’Evangelo. Sì, mediante l’Evangelo. Allora tu dirai: “Ma allora la salvezza è per grazia?” Sì, è per grazia, non è per opere, affinché nessuno si glori. Ecco perché ti esorto a ravvederti e a credere nell’Evangelo, nella buona novella. E non solo sarai salvato dai tuoi peccati, ma anche sarai giustificato, reso giusto e otterrai la remissione dei tuoi peccati. Considera, la remissione dei tuoi peccati, di tutti i tuoi peccati, di tutti i tuoi peccati che hai hai commesso e che sono dei debiti agli occhi di Dio. Ne otterrai la remissione credendo appunto nell’Evangelo. Sarai dunque riconciliato con Dio, perché allo stato attuale delle cose sei un nemico, un nemico di Dio. Considera, sei un nemico di Dio. Ora e otterrai anche la vita eterna, quindi avrai la certezza che, quando morirai, ti dipartirai dal corpo e andrai ad abitare con il Signore.

Ma bada bene, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Non vedrai la vita. Subirai la condanna di Dio, che è una condanna giusta perché Lui è un giusto giudice. Vedi, l’ira di Dio è sopra di te, e l’ira di Dio rimarrà sopra di te e i tuoi peccati, appunto perché non avrai creduto nell’Evangelo, ti saranno ritenuti, non ti saranno rimessi. La remissione dei peccati si ottiene soltanto credendo nell’Evangelo, e quindi, quando morirai, tu morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione. Te lo ripeto: te ne andrai in perdizione, te ne andrai all’inferno, un luogo di tormento nel cuore della terra, dove arde il fuoco – un fuoco non attizzato da mano d’uomo ma pur sempre fuoco – e là andrai. Andrai là, perché? Perché avrai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio.

Gesù l’ha detto prima di essere assunto in cielo, ha detto: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Marca queste parole, ricordati queste parole, perché queste parole si adempiranno in te se tu rifiuterai di credere nell’Evangelo. Sarai condannato e, quando sarai condannato, ti ricorderai che io ti avevo detto, ti avevo detto appunto le parole di Gesù. Quindi ti esorto a ravvederti e a credere nell’Evangelo. Ricordati, Dio è buono ed è pronto a perdonare coloro che si ravvedono e credono nell’Evangelo. Ma ricordati anche questo, che Dio è giusto, è un giusto giudice, è il giudice di tutta la terra e i suoi giudizi sono giusti. Per cui, se tu ti rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato, perché avrai fatto Dio bugiardo. Stai molto attento dunque, stai molto attento perché appunto rifiuterai di credere nella parola di Dio, e siccome che rifiuterai di credere nella buona novella, peccatore sei e peccatore rimarrai, perché si viene giustificati solamente credendo nell’Evangelo. La giustizia di Dio, che viene dalla fede, è rivelata nell’Evangelo, in nessun altro messaggio, solamente nell’Evangelo. E quindi è solamente credendo nell’Evangelo che tu, peccatore, puoi essere giustificato.

Quindi, ravvediti e credi nell’Evangelo. Ricordati, Gesù morì per i nostri peccati, secondo le Scritture, fu seppellito, ma il terzo giorno risuscitò dai morti, secondo le Scritture, e poi apparve. Quindi questo è l’Evangelo, ti scongiuro nel nome del Signore a ravvederti e a credere nell’Evangelo per ottenere la salvezza dai tuoi peccati. Chi ha orecchi da udire, oda.

Se morirai nei tuoi peccati, perderai l’anima tua [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Se morirai nei tuoi peccati, perderai l’anima tua” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 11 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 11 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

La Sacra Scrittura dice quanto segue in Matteo, al capitolo 16, al versetto 26: “E che gioverà egli a un uomo se, dopo avere guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?”

Queste parole furono pronunziate da Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Quindi sono parole fedeli, parole veraci, a cui dovete prestare la massima attenzione. Perché qua Gesù ha parlato di una perdita, di perdere qualcosa. E che cosa? L’anima.

Qualcuno allora dirà: “Io ho forse un’anima?” Sì, hai un’anima, hai un’anima all’interno del tuo corpo, che nel momento in cui morirai si dipartirà dal tuo corpo e scenderà. Sì, scenderà e andrà in un luogo di tormento che si chiama Ades. È un luogo dove arde il fuoco. È un luogo, appunto, proprio perché è di tormento, dove le anime sono tormentate.

Non è una leggenda, non è una dottrina che si è inventata la Chiesa per spaventare le persone, no. L’esistenza di questo luogo di tormento è attestata in maniera inequivocabile dalla Sacra Scrittura. E dunque è lì che tu, peccatore, stai andando all’inferno. Perché questo luogo comunemente viene definito inferno, cioè luogo di sotto, luogo inferiore. Tu stai andando all’inferno.

Dirai: “Perché sto andando all’inferno?” E io ti rispondo: “Perché sei un peccatore, perché sei sotto il peccato. Hai peccato agli occhi di Dio, hai accumulato dei peccati davanti a Dio, che sono dei debiti. E sei schiavo del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. E sei morto nei tuoi peccati, perché il salario del peccato è la morte”.

Quindi sei in questa condizione tragica, drammatica, orribile, davanti a Dio. Sei un peccatore sulla via della perdizione, sì, sulla via che mena all’inferno. Quindi, se tu morissi in questo momento, tu andresti direttamente, perché non è che c’è un altro luogo dove il peccatore se ne va prima di andare all’inferno. No, no, va direttamente all’inferno. Te ne andresti direttamente all’inferno, nel fuoco.

Guarda, mentre io ti sto parlando, devi sapere questo: ci sono persone all’inferno, tante, tante, tante. Ci sono tuoi conoscenti, i tuoi amici, i tuoi familiari, i tuoi parenti, i tuoi colleghi di lavoro. Sono là all’inferno, sono morti e sono andati all’inferno. E tu ci stai andando, tu stai per raggiungerli. Perché? Perché, come loro, sei un peccatore.

Però, ascoltami, io ti annunzio la via della salvezza. L’unica via di salvezza che esiste, affinché tu possa scampare ed essere strappato alle fiamme dell’inferno. La via della salvezza è questa: ti devi ravvedere e credere nell’Evangelo.

Cosa significa che ti devi ravvedere? Significa che devi cambiare mente, cambiare modo di pensare, quindi lasciare i tuoi pensieri iniqui e malvagi. E devi credere nell’Evangelo. Che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, o Messia, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo nel quale devi credere per ottenere la remissione dei tuoi peccati, per essere affrancato dai tuoi peccati, per essere vivificato e quindi per essere rigenerato. E una volta appunto che crederai nell’Evangelo, sarai posto sulla via della salvezza. Non sarai più sulla via della perdizione sulla quale ti trovi in questo momento, ma sarai trasportato nella via della salvezza dove camminano i redenti, i salvati, i santi, i giusti, i figli dell’Iddio Altissimo.

Ed è quella via che prima di noi hanno percorso tanti, prima di accedere al regno di Dio, prima di essere salvati dal Signore nel suo regno celeste. Sì, perché chi cammina su questa via, chi giunge fino alla fine perseverando nella fede, poi alla fine del corso, sì, muore, l’anima sua si diparte dal corpo, ma si diparte dal corpo per andare ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Quindi viene salvata l’anima sua dal Signore nel suo regno celeste.

Questo è ciò che aspetta coloro che hanno creduto nell’Evangelo. Ma, come ti ho detto, coloro che muoiono nei loro peccati vanno all’inferno. Quindi, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, sarai condannato. Non ci sarà possibilità di salvezza, di perdono, di riconciliazione con Dio. No, no, no, non ci sarà più niente perché sarai condannato, perché rimarrai quello che sei. Ora rimarrai un peccatore con l’ira di Dio sopra il tuo capo.

E quando morirai? Ah, quando morirai. Terribile momento quando morirai senza Cristo. Quando morirai nei tuoi peccati, ah, vedrai che lascerai il tuo corpo ma non per andare in cielo, come tanti ti avevano detto illudendoti: “Tanto alla fine il Signore salverà tutti nella sua misericordia”. No, no, ma per andartene all’inferno. Perché avrai rifiutato di credere nell’Evangelo della grazia di Dio che ti ho annunziato che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Sappi che non c’è un altro messaggio più importante dell’Evangelo. Non c’è un altro messaggio salvifico oltre all’Evangelo. No, solamente mediante l’Evangelo l’uomo può essere salvato dai suoi peccati, perdonato e giustificato e riconciliato con Dio. Quindi ecco perché ti esorto, peccatore, a ravvederti e a credere nell’Evangelo, nella buona novella, altrimenti perderai l’anima tua. La perderai, sì, potrai avere potrai avere guadagnato veramente tanto sulla terra, potrai essere anche diventato un uomo ricco, famoso, potente, ma quando arriverà il momento della dipartenza, te ne andrai all’inferno. L’anima tua sarà perduta, perderai l’anima tua.

Sì, avrai guadagnato tanto sulla terra, tanti beni materiali, sì. E poi però hai perduto l’anima. Considera dunque quanto sia preziosa l’anima che hai dentro il tuo corpo. Quindi ecco perché ti ho voluto avvertire, perché la cosa è seria, è molto seria. Hai davanti hai davanti l’eternità, eh sì, il pensiero dell’eternità è dentro di te. E io appunto ti ho avvertito di dove andrai quando morirai.

Poi sai, andrai all’inferno, sì, perché morirai nei tuoi peccati, ma poi sappi che in quel giorno, cioè nel giorno del giudizio, risusciterai, in risurrezione di condanna, comparirai davanti al trono di Dio per essere giudicato secondo le tue opere e sarai gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Perché là vengono gettati i peccatori, quindi che farai? Ti ravvederai, crederai nell’Evangelo per essere salvato? Io spero proprio di sì, perché ti ripeto, se rifiuterai di credere nell’Evangelo, perderai l’anima tua.

Prova a pensarci, hai un’anima, te lo ripeto, hai un’anima dentro di te. Quest’anima la perderai se non crederai nell’Evangelo. Quindi ravvediti e credi nell’Evangelo della grazia di Dio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo! [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 14 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che vi sto per annunziare perché è la parola di Dio.

La Scrittura dice che un giorno Giovanni il Battista vide Gesù che veniva a lui e disse: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.

Perché definì Gesù, cioè perché Giovanni il Battista definì Gesù in questa maniera, in questi termini? Perché Gesù di Nazareth era il Figlio di Dio, ben preordinato da Dio prima della fondazione del mondo ad essere la propiziazione per i nostri peccati, ed è infatti per questa ragione che il Padre ha mandato il Figliuolo, il suo Figliuolo, nel mondo per essere la propiziazione per i nostri peccati.

Era necessario che il Figlio di Dio venisse in questo mondo, perché? Perché i sacrifici espiatori, propiziatori che Dio aveva stabilito sotto la legge non erano in grado di cancellare i peccati dalla coscienza degli adoratori.

Ora, Dio aveva stabilito sotto la legge che si offrissero dei sacrifici per il peccato. E era il sangue di animali che veniva sparso per compiere l’espiazione dei peccati, ma quel sangue non poteva togliere i peccati. La Scrittura dice chiaramente: “È impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati”, in quanto in quei sacrifici espiatori per il peccato che venivano offerti era rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati, sì, perché ogni anno c’era la festa dell’espiazione, lo Yom Kippur, in cui il Sommo Sacerdote doveva offrire dei sacrifici per il peccato, per lui e per il popolo, e mediante il sangue di quei sacrifici venivano espiati i peccati, ma non venivano cancellati dalla coscienza degli adoratori. “Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati?” Questa è una domanda che troviamo nella epistola agli Ebrei, dunque quel sangue che di tori e di becchi che veniva offerto non era altro che un sangue che presagiva la realtà di ciò che doveva venire, perché la legge ha un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose.

Ecco perché la legge non poteva con quei sacrifici che venivano offerti continuamente, anno dopo anno, non poteva rendere perfetti quelli che si accostavano a Dio, renderli perfetti quanto alla coscienza, appunto perché la legge adombrava qualcosa che doveva avvenire, e questo qualcosa che doveva avvenire era il sacrificio propiziatorio di Cristo Gesù, il Figlio di Dio, il quale, infatti, Dio ha mandato nella pienezza dei tempi per essere la propiziazione per i nostri peccati.

Infatti egli, che cosa fece, lui, il Giusto, colui che non aveva conosciuto peccato? Egli si caricò dei nostri peccati, li portò nel suo corpo sulla croce, dove fu appunto ucciso, perché Gesù fu ucciso per crocifissione. Dunque, Gesù Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, perché così Dio aveva innanzi detto tramite il profeta Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”.

Quindi Gesù è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, poi fu seppellito e, il terzo giorno, Dio lo risuscitò dai morti secondo le Scritture affinché si adempisse ciò che era stato detto da Davide, che era profeta.

Cosa aveva detto Davide? Aveva detto, parlando da parte di Dio per lo Spirito Santo: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Vedete? “Non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Infatti, Iddio non permise che il suo che il corpo del suo Figliuolo vedesse la corruzione. Davide parlò della risurrezione del Cristo, cioè dell’Unto, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. E così, infatti, avvenne: il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti.

Dopo che risuscitò dai morti, apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo, la buona novella che Dio ha comandato che sia predicato. Ed è per questo appunto che Iddio mi ha appartato per l’Evangelo e poi mi ha mandato a predicare l’Evangelo, perché è la volontà di Dio che il mondo ascolti l’Evangelo della grazia di Dio.

Dunque, è in questa maniera che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha provveduto la propiziazione per i nostri peccati: morendo sulla croce per i nostri peccati e poi risuscitando dai morti il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione. Adesso, quindi, chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome. Ecco dunque in che maniera si riceve la purificazione dei peccati, ecco in che maniera la coscienza dell’uomo viene purificata dalle opere morte: credendo nell’Evangelo. Solamente in questa maniera, tu che mi ascolti, che sei ancora sotto il peccato, puoi ottenere la purificazione dei tuoi peccati. Solamente in questa maniera, comprendi? Non ce n’è un’altra, non ce n’è un’altra, e non c’è nessun altro per mezzo del quale tu possa ottenere la remissione dei peccati.

Considera: tu hai peccato, hai trasgredito la legge di Dio, quindi sei sotto la condanna di Dio. Sei sul sei sulla via della perdizione, tu meriti di andare in perdizione, meriti di andare nelle fiamme dell’inferno, capisci? E hai una possibilità, hai la possibilità di ottenere la purificazione dei peccati, perché se non otterrai la purificazione dei peccati te ne andrai in perdizione. Morirai nei tuoi peccati, nei tuoi peccati morirai e te ne andrai all’inferno, all’inferno, perché l’inferno esiste, eccome se esiste.

Dunque, cosa devi fare per ottenere la remissione dei tuoi peccati? Te lo ripeto: devi ravvederti e credere nell’Evangelo. Allora sì, otterrai la purificazione dei peccati, perché mediante il sangue di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che egli sparse sulla croce in quel giorno, i tuoi peccati ti saranno rimessi, cancellati, e tu ti sentirai finalmente purificato. Ti sentirai finalmente giustificato, perdonato e riconciliato con Dio, e ti sentirai finalmente che possie che possiederai la vita eterna, perché la vita eterna si ottiene anch’essa per fede, credendo nell’Evangelo.

Chi crede ha vita eterna, e quindi avrai la certezza, credendo nell’Evangelo, di avere la vita eterna e quindi che quando morirai, morirai in Cristo. Ti dipartirai dal corpo e andrai ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Sì, avrai questa certezza, perché questa è la certezza che hanno tutti coloro che credono nel Figliuolo di Dio.

Ma se rifiuterai di credere in colui che toglie il peccato del mondo, io ti avverto per l’ennesima volta: rimarrai sotto la condanna di Dio. Quindi l’ira di Dio rimarrà sopra di te, non vedrai la vita perché morirai nei tuoi peccati e te ne andrai in perdizione, all’inferno, all’inferno. Capisci dove te ne andrai? Te ne andrai all’inferno! L’inferno è un luogo di tormento dove arde il fuoco, l’inferno è reale, ci stai andando. Quindi ravvediti e credi nell’Evangelo, credi nel nell’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.

Quale grande opera che Cristo Gesù, il Figlio di Dio, ha compiuto venendo in questo mondo! Un’opera unica, gloriosa, meravigliosa. Considera: lui, il Giusto, il Santo, colui che fu tentato in ogni cosa come noi però senza peccare, si caricò dei nostri peccati, sparse il suo sangue affinché noi ottenessimo per mezzo di quello spargimento la remissione dei nostri peccati.

Io che ti parlo ti attesto che è così, è così che l’uomo ottiene la remissione dei peccati. Infatti in Cristo Gesù ho la remissione dei peccati, e anche tu la riceverai se crederai nell’Evangelo. Altrimenti i tuoi peccati ti saranno ritenuti e morirai nei tuoi peccati e te ne andrai all’inferno.

Insisto perché l’inferno è un luogo orribile, è un luogo orribile dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. L’inferno non è una favola, non è un luogo mitologico, no, no, l’inferno è reale. Quindi, uomo che sei senza Cristo e senza Dio nel mondo, ravvediti e credi nell’Evangelo, nell’Evangelo della grazia di Dio, e Dio ti farà grazia cancellando i tuoi peccati. E tutto questo naturalmente grazie al sangue prezioso che Gesù Cristo, l’Agnello ben preordinato prima della fondazione del mondo ma manifestato negli ultimi tempi per noi, sparse sulla croce del Calvario per noi.

Chi ha orecchi da udire, oda.

I Giudei lo uccisero, ma Dio lo risuscitò dai morti [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “I Giudei lo uccisero, ma Dio lo risuscitò dai morti” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 16 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 17 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate quello che vi sto per annunziare perché è la parola di Dio.

Circa 2000 anni fa nacque a Betlemme di Giudea un uomo a cui fu posto nome Gesù. Questo uomo, all’età di circa 30 anni, lasciò Nazareth e andò al fiume Giordano per esservi battezzato da Giovanni il Battista, un uomo che Dio aveva mandato davanti a Gesù per preparargli la via. E dopo che fu battezzato in acqua, lo Spirito Santo scese su Gesù in forma corporea a guisa di colomba. Fu in quel momento che Dio lo unse di Spirito Santo e di potenza; e, dopo essere stato condotto dallo Spirito di Dio nel deserto per esservi tentato dal diavolo, in effetti Gesù nel deserto fu tentato dal diavolo, però senza peccare. Ebbene, dopo avere passato quel periodo nel deserto, Gesù cominciò a predicare e a insegnare in Israele.

Il suo messaggio era: “Ravvedetevi e credete all’Evangelo”. O meglio, tra le cose che Gesù predicava alle moltitudini, ci sono ci sono queste parole. Egli insegnava la parola di Dio, fece dei discepoli, tra i quali ne scelse dodici, ai quali dette il nome di apostoli, che mandò a predicare e a guarire gli ammalati, e a risuscitare i morti, a mondare i lebbrosi, a cacciare i demoni. Gesù, oltre a predicare e a insegnare, guariva gli ammalati; andò in giro facendo del bene, guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Dio era con Gesù. Gesù, dunque, fu accreditato da Dio in mezzo ai Giudei mediante opere potenti, e prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui.

Folle si radunavano per ascoltarlo, per vederlo ed anche per toccarlo: perché da lui usciva una virtù che sanava tutti. Quanti lo toccarono, per fede, e furono guariti. Dio era con Gesù, ma egli, in cambio del bene che fece, ottenne il male: e infatti fu odiato dai Giudei. Odiato e perseguitato perché chiamava Dio il Padre suo. Ma Gesù era il Figlio di Dio e quindi, in maniera legittima, chiamava Dio Padre. E poi perché Gesù guariva in giorno di sabato. E secondo i Giudei, in giorno di sabato non era lecito guarire. Ma secondo la legge, invece, era ed è lecito fare del bene in giorno di sabato.

Ebbene, queste erano le ragioni per cui Gesù veniva odiato e perseguitato dagli Ebrei. E quando arrivò il tempo stabilito da Dio, uno dei suoi discepoli, chiamato Giuda Iscariota, lo tradì e lo diede in mano dei capi sacerdoti, degli scribi, degli anziani, in cambio di denaro. Quindi lo consegnò nelle loro mani. E una volta nelle loro mani, Gesù fu portato davanti al sinedrio e condannato a morte, condannato a morte per il reato di bestemmia. Fu dichiarato un bestemmiatore, praticamente. Perché bestemmiatore? Perché aveva dichiarato di essere il Cristo, il Figlio di Dio, quindi per avere dichiarato la verità.

Egli fu condannato a morte. E i Giudei, dopo averlo condannato a morte, lo diedero in mano di del governatore della Giudea, che era Ponzio Pilato. Il quale, inizialmente, lo voleva liberare perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte. Ma i Giudei insistettero, gridando che fosse crocifisso. Chiesero a Pilato che Gesù fosse crocifisso. E Pilato, alla fine, si arrese alla loro volontà, o meglio, per soddisfare il desiderio dei Giudei, sentenziò che Gesù doveva essere flagellato e crocifisso. E così avvenne che Gesù il Nazareno fu condotto a un luogo detto Golgota e là fu crocifisso, appeso a una croce, in mezzo a due malfattori.

Perché avvenne tutto questo? Perché Gesù fu ucciso dai Giudei? Perché furono i Giudei a ucciderlo, per mano, appunto, di uomini iniqui lo inchiodarono sulla croce. Perché? Perché tutto questo non era altro che quello che si doveva adempiere. Perché Gesù era il Cristo, o il Messia, che doveva morire per i nostri peccati. Infatti, il profeta Isaia aveva detto del Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Quindi, quel giorno sulla croce fu appeso colui che era il Cristo, l’Unto di Dio, del quale avevano parlato i profeti e che doveva morire a cagione dei nostri peccati, con i nostri peccati nel suo corpo. Ecco perché i Giudei uccisero Gesù il Cristo.

E dopo che morì, fu preso il suo corpo da un uomo che si chiamava Giuseppe d’Arimatea, un uomo ricco che era un discepolo di Gesù, il quale venne e chiese il corpo di Gesù a Ponzio Pilato. Pilato, diciamo, glielo concesse, e allora Giuseppe d’Arimatea prese il corpo di Gesù e lo pose in una tomba nuova che lui aveva fatto scavare nella roccia; e poi rotolò una pietra davanti davanti a quel sepolcro. E così avvenne il suo seppellimento.

Ma il terzo giorno Iddio lo risuscitò dai morti affinché si adempissero le Scritture, perché non era possibile che egli fosse ritenuto dalla morte. Perché Davide aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Queste parole Davide le disse per lo Spirito Santo, ed egli parlò del Cristo, parlò della resurrezione del Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione.

Dunque si adempirono le Scritture concernenti la resurrezione del Cristo. E dopo essere risuscitato, Gesù apparve ai suoi discepoli, ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio; si fece vedere da loro per diversi giorni. Ora, questa è la storia di Gesù di Nazareth, il Cristo, il Figlio di Dio. Che cosa è venuto a fare Gesù nel mondo? È venuto per salvare il mondo. La salvezza, dunque, è in Gesù Cristo, il Figlio di Dio e in nessun altro, perché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati.

Dunque, la salvezza dal peccato è in Gesù Cristo, perché è Lui colui che è morto per i nostri peccati ed è risuscitato il terzo giorno a cagion della nostra giustificazione. Dunque, voi che mi ascoltate e che siete sotto il peccato, sotto il dominio del peccato, signoreggiati dal peccato, che servite il peccato, dovete sapere questo: che per ottenere la salvezza dovete ravvedervi e credere nell’Evangelo, nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.

Questo è l’Evangelo, la buona notizia nel quale credendo l’uomo viene salvato dai suoi peccati, perché l’Evangelo, sì, l’Evangelo, è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; quindi ecco perché vi esorto a credere nell’Evangelo: sarete liberati dal peccato e non solo: sarete anche perdonati, otterrete la remissione dei vostri peccati, otterrete la giustificazione, sarete resi giusti e quindi sarete riconciliati con Dio e otterrete la vita eterna. La vita eterna, sì, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Vedete quante cose si ottengono credendo nell’Evangelo? Quindi per grazia, per la grazia di Dio.

Però vi avverto: se vi rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo, ciò che vi aspetta—dico ciò che vi aspetta—è un’orribile fine. Perché quando morirete, morirete nei vostri peccati e ve ne andrete in un luogo di tormento chiamato Ades, dove c’è il fuoco e dove sarete tormentati in attesa del giorno del giudizio, quando poi risorgerete—sì, ma in risurrezione di condanna—per essere giudicati da Dio e poi scaraventati in un altro luogo di tormento, questa volta però anima e corpo, chiamato stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarete tormentati per l’eternità.

Quindi la salvezza che vi ho annunziato in Cristo Gesù è una grande salvezza. L’Evangelo che vi ho annunziato, mediante il quale la salvezza si ottiene, è un messaggio importantissimo: è il messaggio più importante che tu possa ascoltare dalla bocca di un uomo. L’Evangelo, ricordati, la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è venuto nel mondo per appunto salvare i peccatori, morendo sulla croce per i nostri peccati e poi risuscitando il terzo giorno a cagione della a cagion della nostra giustificazione. L’Evangelo, ricordatevi questo. L’Evangelo non è per opere, non è per opere che l’uomo viene salvato, che può essere salvato. No, assolutamente, è solamente per grazia, credendo nell’Evangelo della grazia di Dio. Sì, perché l’Evangelo è chiamato l’Evangelo della grazia di Dio. Quindi non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori.

Quindi non indugiate, non vi fate beffe dell’Evangelo, non vi fate beffe dell’Evangelo! Ravvedetevi e credete nell’Evangelo, altrimenti la fine che vi aspetta è terribile, è orribile. Ma ci pensate? Un’eternità nel fuoco! Ci pensate, eh, nel fuoco a piangere e a stridere i denti? Ma ci pensate quanto sia orribile l’eternità che vi aspetta, eh? Quindi io vi scongiuro, nel nome del Signore, a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. Perché lo ripeto: l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, di ognuno che crede, del Giudeo prima e poi del Greco. Ma bada bene, bada bene: se rifiuterai di credere, sarai condannato. Gesù l’ha detto: “chi non avrà creduto sarà condannato”. Quindi io vi ho avvertito, vi ho avvertito da parte di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.

È scritto: Ma il giusto vivrà per fede [Audio Streaming]

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “È scritto: Ma il giusto vivrà per fede” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Dovete sapere che nell’Evangelo di Dio è rivelata la giustizia che viene da Dio basata sulla fede. Ora, che cos’è l’Evangelo? L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano che erano stati innanzi scelti da Dio. Ora, questo è l’Evangelo, la buona novella. In questo messaggio è rivelata la giustizia che viene da Dio basata sulla fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.

Che cosa significa dunque questo? Che credendo nell’Evangelo, l’uomo che è un peccatore, schiavo del peccato e quindi sulla via della perdizione, viene, credendo nell’Evangelo, giustificato, reso giusto agli occhi di Dio. Egli dunque cessa di essere schiavo del peccato e diventa un servo della giustizia, un giusto. Dunque dovete sapere che la giustificazione che dà vita si ottiene soltanto credendo nell’Evangelo. Non c’è un’altra maniera; non si può ottenere, per esempio, facendo opere buone, opere di misericordia, opere giuste; è impossibile perché appunto è scritto che il giusto “il giusto vivrà per la sua fede”. Se fosse per opere, la grazia sarebbe annullata; l’uomo si potrebbe, una volta ottenuta la giustificazione, si potrebbe vantare nel cospetto di Dio, ma ogni vanto è tolto proprio perché la giustificazione è per grazia mediante la fede.

E la giustificazione non si può nemmeno ottenere credendo in qualcun altro oltre che nel Signore Gesù Cristo; non si può ottenere, per esempio, credendo in Buddha o in Maometto o in qualsiasi altro sedicente profeta. Impossibile. Perché? Perché Gesù è il Cristo che Dio ha mandato nel mondo per salvare i peccatori. E difatti è lui che è morto per i nostri peccati; lui, che non aveva conosciuto peccato, è morto per i nostri peccati. Si è caricato dei nostri peccati nel suo corpo e li ha portati appunto sulla croce. Quando morì sulla croce, egli morì con i nostri peccati sul suo corpo, perché egli era l’Agnello di Dio, ben preordinato prima della fondazione del mondo ad essere offerto in sacrificio per i nostri peccati. Dunque, la sua morte fu una morte espiatoria, e la sua resurrezione avvenne a cagione della nostra giustificazione. Dunque, come dice come dice la Scrittura nella seconda epistola dell’apostolo Paolo ai Corinti: “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”.

Dunque, coloro che credono nell’Evangelo diventano giustizia di Dio in Cristo Gesù. Considerate dunque quanto sia potente l’Evangelo; infatti è scritto che l’Evangelo “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede”.

Ecco perché vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo sarete giustificati, quindi i vostri peccati saranno rimessi, sarete riconciliati con Dio. Perché allo stato attuale delle cose voi siete nemici di Dio nella vostra mente e nelle vostre opere malvagie. E sempre credendo nell’Evangelo otterrete la vita eterna, sì, la vita eterna. Quindi avrete la certezza, in quanto giustificati da Dio mediante la fede in Gesù Cristo, avrete la certezza quando morirete di dipartirvi dal corpo ed andare ad abitare con il Signore in cielo, nella gloria, nel regno dei cieli, dove appunto coloro che entrano si riposano dalle loro fatiche.

Ma badate bene che se rifiuterete di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio rimarrà sopra di voi. Sì, avete ascoltato bene: l’ira di Dio rimarrà sopra di voi. Perché? Perché l’ira di Dio è sopra voi, e se rifiuterete di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resterà sopra di voi. Non vedrete la la vita e quando morirete, siccome che morirete nei vostri peccati, ve ne andrete all’inferno. Sì, l’inferno esiste: è un luogo di tormento nell’aldilà dove appunto vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati.

Ora voi siete, allo stato attuale delle cose, servi del schiavi del peccato; se moriste in questo momento senza Cristo, eh ve ne andreste all’inferno. È per quello che io vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché credendo nell’Evangelo otterrete la giustificazione, sarete resi giusti. L’Evangelo, ricordatevi sempre, l’Evangelo, perché è solamente credendo nell’Evangelo che l’uomo viene giustificato per grazia. Per grazia, perché la giustificazione è data da Dio gratuitamente, affinché nessuno si glori nel Suo cospetto. Noi, infatti, che l’abbiamo ottenuta, non ci gloriamo nel cospetto di Dio, non ci vantiamo davanti a Dio; noi ci gloriamo nel Signore, perché sappiamo di avere ricevuto per grazia la giustificazione ed è meraviglioso, ed è meraviglioso, perché perché quando ottieni la giustificazione, praticamente tu vieni riconciliato con Dio; non sei più un nemico di Dio ma sei amico di Dio; non sei più un figliuolo d’ira, ma sei un figliuolo di Dio. Capite quant’è importante credere nell’Evangelo?

Vi stavo dicendo appunto che se rifiuterete di credere nell’Evangelo ve ne andrete all’inferno. All’inferno c’è il fuoco, all’inferno le anime sono tormentate nel fuoco, sappiatelo questo, non illudetevi. L’inferno non è un luogo di piacere, non è un luogo di riposo, è un luogo di tormento ed esiste veramente.

Quindi sappiate che io vi ho annunziato la via della salvezza, perché vi ho mostrato cosa dovete fare per essere salvati, giustificati, perdonati, riconciliati con Dio e scampare così all’orribile fine a cui state andando incontro, perché voi siete sulla via della perdizione. La via che state seguendo mena alla perdizione, all’inferno. Quello proprio è il luogo dove andrete se persisterete a camminare su questa via. Per quello che vi dico, ravvedetevi e credete nell’Evangelo di Dio che vi ho annunziato da parte di Dio in Cristo Gesù.

Chi ha orecchi da udire, oda.