È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il dono della giustizia” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 8 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 8 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. Nell’epistola dell’apostolo Paolo ai Romani c’è scritto quanto segue: “Perché, se per il fallo di quell’uno la morte ha regnato mediante quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo”.
Dunque esiste il dono della giustizia, così è chiamato. In che cosa consiste? Che cos’è il dono della giustizia? Il dono della giustizia non è altro che la giustizia che viene da Dio basata sulla fede, ossia la giustizia che viene dalla fede.
Essendo dunque che questa giustizia è basata sulla fede, viene dalla fede, è offerta gratuitamente a chi crede, o meglio, questa giustizia gli viene imputata, senza opere. Infatti quello questo è quello che insegna la Sacra Scrittura. Sostanzialmente gli viene imputata la giustizia, senz’opere, come fu imputata ad Abramo. Infatti Abramo, il patriarca Abramo, cosa dice la Scrittura del patriarca Abramo? “Or Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia”, cioè la sua fede gli fu messa in conto di giustizia.
Dunque lui conseguì la giustizia mediante la fede, come vi dicevo, è data gratuitamente, non si può né meritare e neppure guadagnare. Quindi non è che uno la può guadagnare con delle opere buone, o come anche sovente viene vengono chiamate nel cattolicesimo opere di riparazione, nella maniera più assoluta. La giustizia viene dalla fede, ora dato che viene dalla fede ciò significa che si ottiene credendo, ma credendo in che cosa? Credendo in Gesù Cristo, che cosa significa credere in Gesù Cristo? Significa credere che Gesù di Nazareth è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Quindi significa credere nell’Evangelo.
Perché proprio credendo nell’Evangelo la giustizia viene imputata al credente, la giustizia di Dio? Perché nell’Evangelo è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Ecco perché vi ho annunziato l’Evangelo, affinché credendo nell’Evangelo voi otteniate il dono della giustizia, ossia siate giustificati e possiate dunque poi dire, come lo diciamo noi ora, giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio. Sì, pace con Dio, per mezzo di Gesù Cristo.
Dunque lo scopo per cui vi annunzio l’Evangelo è questo, affinché voi credendo nell’Evangelo siate giustificati. Voi direte: “Ma perché, abbiamo bisogno di essere giustificati?” Certo, perché agli occhi di Dio siete dei peccatori. Chi commette il peccato è schiavo dal peccato, i peccatori sono dei nemici di Dio, sono sotto la condanna di Dio, quindi avete bisogno di ottenere la giustificazione per essere appunto costituiti giusti. Questa giustificazione la potete ottenere, perché si ottiene soltanto credendo nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo.
Ecco perché vi ho annunziato l’Evangelo ossia la buona novella, affinché credendo nell’Evangelo voi siate giustificati, lo ripeto, affinché otteniate la giustizia che viene da Dio basata sulla fede. Allora nel momento in cui otterrete la giustizia che viene da Dio basata sulla fede, otterrete anche la vita eterna, quindi sarete strappati, sarete strappati al fuoco dell’inferno, perché l’inferno è il luogo dove state andando, in quanto i peccatori sono diretti all’inferno. È là appunto che vanno coloro che muoiono nei loro peccati.
Ma nel momento in cui l’uomo crede nell’Evangelo, egli ottiene la vita eterna; quindi ha la certezza di avere la vita eterna, come è certo di essere stato costituito giusto, egli è certo anche di avere la vita eterna in Cristo Gesù e, quindi, è sicuro che quando morirà si dipartirà dal corpo ed andrà ad abitare con il Signore. Questo, tutto questo quindi, è l’uomo lo riceve per grazia mediante la fede in Gesù Cristo.
Quindi non illudetevi, non pensate di potervi meritare la giustificazione o guadagnarvela, non pensate di potervi guadagnare o meritare la vita eterna, perché vi illudereste, vi illudereste. La vita eterna dovete sapere è il dono di Dio in Cristo Gesù, non è qualcosa che uno può andare a comprare dal Signore o che si può meritare dal Signore. La vita eterna è il dono di Dio e si riceve appunto credendo, perché dice la Scrittura: “Chi crede ha vita eterna”.
Però vi avverto per l’ennesima volta, se rifiuterete di credere nell’Evangelo rimarrete agli occhi di Dio dei peccatori sulla via della perdizione. Quindi l’ira di Dio rimarrà sopra di voi e quindi cosa vi aspetta? Vi aspetta l’inferno. Ecco perché vi dico, ravvedetevi e credete nell’Evangelo affinché il Signore abbia misericordia di voi, affinché il Signore manifesti la sua bontà verso verso di voi imputandovi la giustizia senza opere, affinché in altre parole egli vi giustifichi. Allora solo in quel momento avrete pace con Dio, perché adesso non avete pace e non avete pace con Dio. Perché? Perché siete dei nemici di Dio. Quindi vi esorto, ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.
Gesù Cristo, il Figlio di Dio, disceso dal cielo per volontà di Dio nella pienezza dei tempi, disse queste parole: “In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna”. Dunque, l’uomo per avere la vita eterna deve credere. Credere in chi? Deve credere nel Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Cosa significa che deve credere in lui? Significa che deve credere che lui è il Cristo che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.
Questo infatti è l’Evangelo di Cristo, credendo nel quale l’uomo ottiene la salvezza dai suoi propri peccati. Infatti, l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Ecco dunque in cosa dovete credere per ottenere la vita eterna.
Dunque qualcuno dirà: “Ma allora la vita eterna non me la posso guadagnare?”. No, non te la puoi guadagnare come non te la puoi meritare, perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Questo dono appunto Iddio lo lo dà a coloro che credono nell’Evangelo del Figliuolo di Dio.
Ecco perché Giovanni, che era uno dei dodici apostoli, quando scrisse la sua prima epistola, disse queste queste parole: “Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuolo di Dio”. Scrisse a dei credenti e scrivendo loro queste parole assicurò loro che essi avevano la vita eterna. Perché avevano la vita eterna? Perché essi avevano il Figliuolo. E la Scrittura dice che “Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita”. Già, proprio così, perché la vita è nel Figliuolo di Dio.
E dunque quello che vi esorto a fare è ravvedervi e credere nell’Evangelo di Cristo Gesù, affinché otteniate la vita eterna e quindi affinché scampiate al al fuoco dell’inferno dove siete diretti, perché siete diretti all’inferno. La via sulla quale state camminando, ve lo dico con ogni franchezza, è la via della perdizione, la via che mena in perdizione. Cosa significa? È una via che appunto mena coloro che la la calcano in un luogo di tormento, questo dopo dopo la morte, in un luogo di tormento che si chiama Ades, dove arde il fuoco e dove le anime sono tormentate in mezzo al fuoco. Perché vanno là? Perché appunto queste queste queste persone sono morte nei loro peccati. Quindi senza il Figlio di Dio, senza la vita eterna. E dunque, essendo morti nei loro peccati, appunto coloro che sono sulla via della perdizione, poi se ne vanno se ne vanno proprio in questo luogo di tormento.
Ed è un luogo di tormento reale. Molti non credono all’esistenza dell’inferno, ma l’inferno esiste. È un luogo orribile, un luogo veramente dove c’è il tormento.
E quindi credendo nell’Evangelo otterrete la vita eterna e avrete la certezza quindi di andare con il Signore nel cielo, nella gloria, in paradiso. Perché appunto i credenti, i credenti in Cristo Gesù, quando muoiono, muoiono nel Signore. E quindi sono beati perché si dipartono dal corpo e vanno ad abitare con il Signore e si riposano dalle loro fatiche.
Quanto è differente dunque la sorte che aspetta coloro che credono nell’Evangelo da quella che invece aspetta quelli che non credono nell’Evangelo. E già, perché chi non avrà creduto sarà condannato. Ve l’ho detto, chi è sulla via della perdizione è destinato ad andare in perdizione. E dunque, non credendo nell’Evangelo, l’uomo va in perdizione.
Questo è quello che dice la Sacra Scrittura. E la Sacra Scrittura è la parola di Dio. Non sbaglia, non inganna nessuno, non lusinga nessuno. La Sacra Scrittura è la parola di Dio. La parola di Dio è verità.
Ma sappiate anche che chi crede nell’Evangelo non ottiene solo la vita eterna, ottiene anche la salvezza dai suoi peccati. Perché? Perché appunto l’uomo è un peccatore, schiavo del peccato, e credendo nell’Evangelo viene affrancato dal peccato, come anche ottiene la giustizia che viene da Dio basata sulla fede. E ricevendo questa questa giustizia, egli viene costituito giusto. Quindi passa dall’essere dall’essere un peccatore, passa ad essere un giusto. Come è scritto appunto: “Il giusto vivrà per fede”.
Ed anche riceve la remissione dei peccati, perché di lui attestano (cioè di Cristo Gesù) attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome. Vedete dunque, credendo nell’Evangelo, quante cose l’uomo ottiene da Dio gratuitamente. Sì, perché è tutto per grazia. Non si ottiene nulla per meriti, non si possono comprare queste cose. Perché queste cose appunto vengono elargite da Dio nella sua grande misericordia a coloro che credono nell’Evangelo.
Quindi, ravvedetevi, credete nell’Evangelo, perché è scritto che “Chi crede ha vita eterna”. Sappiate dunque: la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù. Per ottenerlo dovete ravvedervi e credere nell’Evangelo. Altrimenti non vedrete la vita. L’ira di Dio resterà sopra di voi e, quando morirete, (ve lo ripeto per l’ennesima volta), vi dipartirete dal corpo e ve ne andrete all’inferno. Perché è là che meritate di andare.
Ma ricordatevi del grande amore di Dio. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. E già, per questo Gesù è venuto nel mondo: per morire e risuscitare. Per morire per i nostri peccati e risuscitare a cagion della nostra giustificazione. Questa è stata la manifestazione dell’amore, del grande amore di Dio verso verso gli uomini.
E dunque, ravvedetevi e credete nell’Evangelo. Il Signore è buono, il Signore è misericordioso, pronto a perdonare coloro che si ravvedono, che si convertono dalle loro vie malvagie e credono nell’Evangelo del suo Figliuolo Gesù Cristo. Quindi, ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio di Dio. E il Signore vi darà la vita eterna. Perché, ve lo ripeto, la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 10 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate. La Sacra Scrittura, che è la parola di Dio, afferma in nell’epistola ai Romani quanto segue: “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”.
Dunque, c’è un salario che è quello che appunto dà il peccato a chi lo serve. Allora, il peccato è la violazione della legge; chi commette il peccato, quindi, commette una violazione della legge di Dio. E chi commette il il peccato è schiavo del peccato, cioè il peccato è il suo padrone. Il peccato ripaga chi lo serve con la morte, per cui il peccatore è morto nei suoi falli e nei suoi peccati.
Quindi, voi dovete considerare questo, voi che servite il peccato e non potete dire di non servirlo perché tutti hanno peccato. Voi dovete considerare questo: la vostra posizione in questo preciso momento è questa, siete degli schiavi, schiavi del peccato che servite e che vi ripaga con la morte. Siete dunque morti.
Ora, dov’è che conduce dov’è che conduce la via dove vi trovate? Perché voi siete sopra una via, state camminando per una strada, dove conduce questa strada? Conduce in perdizione, perché coloro che servono il peccato vanno in perdizione quando muoiono essendo dei peccatori. Muoiono nei loro peccati e quindi vanno in perdizione. La loro anima, appunto, si diparte dal loro corpo e scende in un luogo di tormento chiamato Ades, dove c’è il fuoco e dove, appunto, il l’anima del peccatore è tormentata in mezzo al fuoco.
Quindi, dovete considerare attentamente queste cose perché siete in gravissimo pericolo. Doveste morire in questo preciso momento, voi andreste all’inferno, perché? Perché siete dei peccatori, perché l’ira di Dio è sopra di voi in quanto siete dei nemici di Dio.
Ma se da un lato c’è il salario del peccato, dall’altro c’è il dono di Dio. Già, il dono di Dio. Quindi, già il fatto che sia chiamato il dono di Dio vuol dire che Dio dona questa questa cosa e quindi che non è non è che la si può guadagnare o la si può meritare. Allora, il dono di Dio qual è? La vita eterna in Cristo Gesù. Dunque, la vita eterna non è qualcosa che potete guadagnarvi o potete meritarvi con delle opere giuste, delle opere buone. La vita eterna è il dono di Dio che si riceve quindi gratuitamente da Dio.
Ma com’è che si riceve gratuitamente da Dio? Per fede. Già, per fede. Per fede, che cosa significa? Significa credendo nel Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Infatti, è scritto: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna” e Gesù disse: “Chi crede ha vita eterna”. Dunque, coloro che credono nel Signore Gesù Cristo ricevono la vita eterna. Cosa significa credere nel Signore Gesù Cristo? Credere che Gesù di Nazareth è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.
Questo è l’Evangelo, infatti. L’Evangelo che è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”. Dunque, credendo nell’Evangelo, l’uomo ottiene la vita eterna.
Ma badate, non è che ottiene solo la vita eterna, ottiene anche la salvezza dal peccato perché appunto ne è schiavo, ma credendo nell’Evangelo viene affrancato dal peccato. Ottiene anche la remissione dei suoi peccati perché “di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”. Riceve la giustificazione che dà vita perché “il giusto vivrà per la sua fede” e dunque viene riconciliato con Dio. Smette di essere un nemico di Dio e diventa un amico di Dio. Tutto questo, dunque, per grazia credendo nell’Evangelo. Ecco dunque che cosa dovete fare per ottenere la vita eterna.
Quando noi diciamo che abbiamo la vita eterna, spesso ci ci sentiamo rispondere: “Ma voi siete dei presuntuosi, come fate a dire questo?”. Non siamo presuntuosi, quello che vi diciamo ve lo diciamo perché è parola di Dio, è scritto. Infatti Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, ebbe a scrivere: “Io vi ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuolo di Dio”. Dunque, Iddio a noi che abbiamo creduto ci ha dato la vita eterna; questa vita è nel suo Figliuolo.
Dunque, per quello vi esortiamo a ravvedervi e a credere nell’Evangelo per ottenere così, per grazia mediante la fede, la vita eterna. E così sarete sicuri, quando appunto morirete, di morire nel Signore e di andare ad abitare col Signore. Sì, perché coloro che muoiono in Cristo si dipartono del corpo e vanno ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Chi muore nel Signore si riposa, infatti, dalle dalle sue fatiche e per questo che è che è beato perché entra in questo luogo di riposo che è chiamato anche riposo di Dio e e che è il regno dei cieli. Là, appunto, chi ha creduto, che si è ravveduto e ha creduto nell’Evangelo, e persevera fino alla fine nella fede, entra e si riposa dalle sue fatiche in maniera cosciente.
Considerate dunque la grande differenza tra chi muore cioè tra il luogo dove va chi muore nel Signore, e il luogo dove va chi muore nei suoi peccati. È una differenza abissale perché chi muore nel Signore, appunto, dato che ha la vita eterna, va ad abitare con il Signore nel regno dei cieli, nella gloria, nella dove c’è la pace. Mentre chi muore nei propri peccati, perché appunto rifiuta di credere nel Signore Gesù Cristo, va all’inferno.
La Scrittura è chiara: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Quindi, ciò che vi aspetta se rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo è la condanna. Non c’è via di scampo, ve lo dico con ogni franchezza perché questa è la verità. Quando vi ritroverete all’inferno per avere rifiutato di credere nell’Evangelo, vi ricorderete, vi ricorderete di queste mie parole che sono le parole di Gesù: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. E vi renderete conto del grave errore che avrete fatto nel rifiutare di credere nell’Evangelo della grazia di Dio. Ma sarà troppo tardi.
Quindi, affinché ciò non accada, vi esorto cioè affinché voi non andiate all’inferno perché il mio desiderio non è non è quello che voi andiate all’inferno, il mio desiderio è che voi siate salvati, quindi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo che vi ho annunziato. Il Signore è buono, è pronto a perdonare coloro che si ravvedono e credono nel suo Figliuolo. Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il purgatorio non esiste” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 15 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 16 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, ascoltate. Questo questo messaggio è rivolto in particolare ai cattolici romani perché tratterò brevemente il il purgatorio, il tema del purgatorio.
Ora leggo da una pubblicazione cattolica quanto segue sul purgatorio: “coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti dopo la loro morte ad una purificazione al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati”.
Ora, cattolici, ascoltatemi bene: il purgatorio non esiste, la Sacra Scrittura non ne parla. Il purgatorio è un’invenzione dei cosiddetti padri della Chiesa, o comunque di alcuni padri della Chiesa, che hanno formulato questa eresia distruttiva perché questa dottrina praticamente distrugge annulla l’opera che ha compiuto il Signore Gesù Cristo. Perché? Perché Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, questo è quanto è scritto. Che cosa significa? Che Cristo si è caricato dei nostri peccati, li ha portati nel suo corpo sul legno della croce. Questo significa che Cristo ha sparso il suo prezioso sangue per la remissione dei nostri peccati, quindi per purificarci dai nostri peccati, ecco per quale ragione Gesù ha versato il suo sangue.
E coloro che credono nel Signore Gesù Cristo, quindi nella sua opera espiatoria che ha compiuto naturalmente seguita dalla sua resurrezione dai morti, dico costoro, ricevono la remissione dei loro peccati, vengono purificati da tutti i loro peccati, i loro i loro peccati vengono tutti cancellati. Ah, voi direte, ma dopo aver creduto allora, e per i peccati allora, che diciamo il credente commette in seguito alla sua conversione? Ebbene, dovete sapere che la Sacra Scrittura dice: “se camminiamo nella luce, com’Egli è nella luce, abbiamo comunione l’un con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato”. Che cosa significa questo? Che il credente, colui che ha creduto nel Signore Gesù Cristo, è cosparso del sangue di Gesù e questo e questo sangue, il sangue di Gesù, lo purifica da ogni peccato.
Per cui colui che ha creduto e crede nel Signore Gesù Cristo ha la certezza di avere ottenuto la purificazione dei loro peccati, dei suoi peccati. Quindi badate bene, chi ha creduto è sicuro di avere la propria coscienza purificata dalle opere morte che la contaminavano, è sicuro. E quindi ha la certezza che quando morirà si dipartirà dal corpo e andrà ad abitare con il Signore, perché appunto coloro che muoiono in Cristo si dipartono dal corpo e vanno ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Coloro che muoiono nel Signore entrano nel riposo di Lui e si riposano dalle loro fatiche.
Questa entrata nel regno dei cieli avviene immediatamente dopo la la morte del credente. Il credente, appunto perché è stato purificato da tutti i suoi peccati, quando quando muore entra nel regno dei cieli. Non deve andare in un luogo di, un cosiddetto luogo di purificazione appunto che la Chiesa Cattolica Romana chiama purgatorio per andarsi a purificare prima di entrare nel regno dei cieli, nella maniera più assoluta. Se fosse così, vuol dire che l’opera che Cristo ha compiuto l’ha compiuta inutilmente. Quindi, come vi ho detto, il purgatorio distrugge e annulla l’opera espiatoria di di Cristo Gesù, la propiziazione per i nostri peccati che Lui ha compiuto offrendo se stesso, puro d’ogni colpa, a Dio per i nostri peccati.
Quindi quello che le vostre guide vi insegnano, cioè il purgatorio, è una menzogna, lo dovete rigettare, lo dovete rigettare perché è un’eresia distruttiva, non esiste nella Bibbia. Quindi coloro che muoiono in Cristo, essendo essi in Cristo, avendo la remissione dei loro peccati, ecco che appunto si dipartono dal corpo quando muoiono e vanno ad abitare con il Signore. Ma badate bene che coloro invece che non muoiono in Cristo ma muoiono nei loro peccati, perché appunto non hanno creduto nel Signore Gesù Cristo, quando muoiono vanno all’inferno. Vanno all’inferno, che è un luogo di tormento, dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo, ma pur sempre fuoco, e dove sono tormentati, in attesa, poi, del giorno del giudizio, quando risusciteranno in risurrezione di giudicio e compariranno davanti al trono di Dio per essere giudicati secondo le loro opere e poi scaraventati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.
Allora ascoltate: voi siete sulla via della perdizione, siete sotto il peccato perché servite il peccato. Lo so che fate le opere di penitenza per cercare di, diciamo, per mezzo per mezzo di esse di contra contro controbilanciare il male che fate pensando appunto che questo diciamo contro bilanciamento potrà diciamo portarvi in in sostanza la vita eterna, ma non è così perché la vita eterna è il dono di Dio in Cristo Gesù e non si ottiene per meriti, non si guadagna, non si merita.
Allora ascoltate: voi siete sotto il peccato e siete sulla via della perdizione. Moriste in questo momento ve ne andreste all’inferno perché il purgatorio non esiste. Voi quello che meritate è di andare all’inferno come lo meritavo pure io prima che il Signore mi facesse grazia. Quindi queste cose le dovete sapere, vi hanno illuso fino ad adesso i vostri preti, i vostri superiori. Io non vi illudo, io vi dico la verità: siete sotto il peccato, l’ira di Dio è sopra di voi e quindi siete sulla via che mena all’inferno. Il purgatorio non esiste.
Quindi cosa dovete fare? Cosa dovete fare per per essere riconciliati con Dio in quanto siete peccatori e quindi nemici di Dio? Cosa dovete fare per ottenere la remissione, la purificazione dei vostri peccati? Dovete fare questo: dovete ravvedervi e credere nell’Evangelo, cioè nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio.
Questo è l’Evangelo, la buona novella, “potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che scritto: Ma il giusto vivrà per fede”. Voi direte: basta credere allora nell’Evangelo per ottenere la purificazione dei peccati, la piena purificazione dei peccati? Sicuramente è così e questo perché appunto nel momento in cui crederete nell’Evangelo sarete purificati, purificati da tutti i vostri peccati, otterrete la purificazione dei vostri peccati che Cristo Gesù ha acquistato con il, o ha procurato, con il suo prezioso sangue.
Non c’è un’altra maniera per ottenere la remissione dei vostri peccati. Non pensate di ottenerla tramite la confessione al prete perché voi, andandovi a confessare al prete del continuo, o anche diciamo saltuariamente, non fate altro che illudere voi stessi perché il prete non ha assolutamente il potere di rimettere i vostri peccati. I peccati li può rimettere soltanto il Signore, e questa remissione avviene, l’uomo la riceve nel momento in cui crede nell’Evangelo. Ecco perché vi scongiuro a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché questa è la sola maniera appunto per mezzo della quale voi potete ottenere la remissione dei vostri peccati.
Quando otterrete la remissione dei vostri peccati, otterrete anche la giustificazione che dà vita, quindi sarete perché sarete costituiti giusti, otterrete la vita eterna. Quindi avrete la certezza, la certezza, la certezza appunto che quando che quando morirete vi dipartirete dal corpo e andrete in paradiso, nel regno nel regno dei cieli.
Vedete dunque, allora considerate questo: da un lato, da un lato, credendo nell’Evangelo si ottiene, l’uomo ottiene la remissione dei peccati, la purificazione dei peccati e la vita eterna. Però dall’altro, attenzione: chi rifiuta di credere nell’Evangelo, l’ira di Dio resta sopra di lui. Per cui, quando morirà, quando morirà, morirà nei suoi peccati e se ne andrà all’inferno.
Quindi ci sono due vie, ci sono due vie: c’è la via della perdizione nella quale voi siete in questo momento, e poi c’è la via della salvezza. Allora, la via della perdizione porta all’inferno, la via della della salvezza porta in paradiso. Io vi dico di ravvedervi e di credere nell’Evangelo affinché veramente possiate essere strappati dalla via della della perdizione sulla quale siete, e così essere posti sulla via della salvezza che mena nel regno dei cieli.
Sappiate che siete fate parte di una religione che vi inganna, che vi porta all’inferno, perché è una religione che praticamente vi insegna che la salvezza sostanzialmente si si guadagna, si merita con le proprie opere. È una religione, quella cattolica romana, che ha annullato e che annulla la grazia di Dio da molti, da molti, da molti secoli. Ma io vi annunzio l’Evangelo della grazia, affinché nella speranza che voi possiate ravvedervi e credere nell’Evangelo e ottenere così grazia da parte di Dio. Perché è un qualcosa di meraviglioso, non c’è cosa più meravigliosa appunto che ottenere grazia da da Dio, che è l’Iddio d’ogni grazia.
Quindi sappiate questo: il purgatorio non esiste, non esiste. Voi siete sulla via della perdizione, state andando all’inferno. Non illudetevi, non illudetevi. Quindi vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo. E poi naturalmente, una volta che il Signore vi salva dai vostri peccati, vi giustifica, vi dà la vita eterna, uscite, separatevi dalla chiesa cattolica romana e cercate appunto un’assemblea di di credenti, di figliuoli di figliuoli di Dio purificati dai loro peccati col sangue prezioso di Gesù. Unitevi a loro e fatevi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché il battesimo che voi avete ricevuto da piccoli o magari anche da adulti, cioè mi riferisco all’aspersione d’acqua che appunto vi è stata vi è stata fatta, appunto non è, non è un, non è, non è il vero battesimo. È un finto, è un finto battesimo, è falso.
Quindi ravvedetevi, cattolici romani, ascoltatemi: ravvedetevi, convertitevi dagl’idoli all’Iddio vivente e vero. Sì, perché voi state seguendo degl’idoli muti, state seguendo idoli muti. Convertitevi quindi dagl’idoli all’Iddio vivente e vero, e credete nell’Evangelo della grazia di Dio e otterrete grazia da parte di Dio. Gusterete veramente quanto il Signore è buono. Potrete veramente dire in quel giorno: “Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio”, quello che non potete dire in questo momento. Potrete dire veramente di avere la vita eterna, cose che non potete dire in questo momento.
Quindi ricordatevi di quello che appunto vi ho annunziato, per ravvedervi e credere nell’Evangelo della grazia, veramente affinché il Signore vi salvi, affinché il Signore abbia misericordia di voi. Non indugiatevi, affrettatevi, ravvedetevi e credete nell’Evangelo della grazia di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.
È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! … Poi lo crocifissero” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 14 MB (128 Kbps), 3 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 15 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Trascrizione audio:
Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.
Leggerò da Marco alcuni versetti, precisamente dal Capitolo 15, dal versetto 1 al versetto 20. Così è scritto:
“E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato. E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono. E i capi sacerdoti l’accusavano di molte cose; e Pilato daccapo lo interrogò dicendo: Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano! Ma Gesù non rispose più nulla; talché Pilato se ne maravigliava. Or ogni festa di pasqua e’ liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero. C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avevano commesso omicidio. E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre aveva lor fatto. E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei? Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque che io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei? Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo! E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per essere crocifisso. Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi proprî vestimenti. E lo menarono fuori per crocifiggerlo”.
Dunque, dopo che il i Giudei condannarono a morte Gesù (perché Gesù, dopo che fu arrestato, fu menato al sinedrio e il sinedrio lo condannò, diciamo, a morte per bestemmia, perché Gesù appunto proclamò di essere il Cristo, il Figliuolo di Dio, e questo per i Giudei equivaleva a bestemmiare), ma noi sappiamo che Gesù disse la verità: egli era il Cristo, il Figliuolo di Dio.
Ebbene, dopo dopo che lo condannarono a morte, lo menarono, lo consegnarono in mano a Ponzio Pilato, che era il governatore della Giudea, il quale inizialmente lo voleva liberare perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte. Ma poi la folla appunto prevalse, nel senso che gridò: “Crocifiggilo!” E Pilato, per soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato per essere crocifisso.
E quindi Gesù fu menato a un luogo detto Golgota, che interpretato vuol dire “del Teschio”, e là fu crocifisso, sì la Scrittura dice: “Poi lo crocifissero”. E lo crocifissero assieme a due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra, perché si dovevano adempiere le Scritture: “Egli è stato annoverato fra gli iniqui”.
Ora, perché Gesù fu crocifisso? Per quale ragione? Egli fu crocifisso per i nostri peccati. Infatti, si dovevano adempiere le Scritture secondo cui Egli doveva essere trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità. Questo è quello che aveva detto Dio per bocca del profeta Isaia, quindi era parola di Dio. E Dio vigilò sulla sulla Sua parola per mandarla ad effetto, e quindi in Gesù si adempirono queste precise parole, che erano parole che concernevano il Cristo, cioè l’Unto, del quale Iddio aveva predetto la venuta. L’Unto appunto, il Cristo o Messia, che doveva morire per i nostri peccati. E quindi, Lui che non aveva conosciuto peccato, infatti era il Santo, il Giusto, si caricò dei nostri peccati, li portò nel Suo corpo sul legno della croce.
Ecco dunque la ragione per cui in quel giorno le cose andarono in questa in questa maniera, affinché appunto si adempissero le Scritture. Ecco perché vi proclamo che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, e dopo che morì, fu seppellito. Un certo Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù ma occulto per timore dei dei Giudei, venne a Ponzio Pilato, chiese il corpo di Gesù e Pilato glielo glielo fece consegnare. E appunto Giuseppe lo prese, quel quel corpo, e lo seppellì in una tomba, in una tomba nuova, dove ancora non era stato posto nessuno.
Ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti. Infatti, si dovevano adempiere le Scritture secondo le quali il Cristo di Dio doveva risuscitare dai morti. La risurrezione del Cristo, infatti, era stata preannunziata in diverse in diverse maniere. Per esempio, nei Salmi, nei Salmi era, Davide aveva detto: “Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato”. Queste parole che Dio pronunziò e che Davide scrisse sono parole appunto che concernevano la risurrezione del Cristo. Come anche queste altre scritte in un altro Salmo, sempre da Davide: “Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”, “Tu non lascerai l’anima mia nell’Ades”. E sì, il Signore proprio aveva preannunziato in questa maniera, tramite Davide, che avrebbe risuscitato il Cristo. Infatti, aveva detto: “Tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”.
Davide di chi parlò? Davide parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ades e che la Sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Quindi, quando Iddio lo risuscitò dai morti il terzo giorno, si adempirono appunto le Scritture profetiche concernenti la resurrezione del Cristo. Dopo che risuscitò, egli Gesù, Gesù Cristo apparve ai Suoi discepoli per diversi giorni, si fece vedere da loro, mangiò con loro, bevve bevve con loro, parlò delle cose relative al regno di Dio.
E quindi vi annunzio la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, e in Lui vi annunzio la remissione dei peccati. Perciò vi dico: ravvedetevi e credete nella buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Credendo in Lui infatti otterrete la remissione dei peccati, sì, dei peccati che avete commesso, perché la Scrittura dice: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome”.
Quindi quei peccati che voi avete (perché avete dei peccati, “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” dice la Scrittura), quei peccati che voi avete, che vi contaminano la coscienza, che vi riprende a motivo – la coscienza vi riprende a motivo dei peccati che avete commesso – sappiate possono esservi rimessi, ma solamente nel momento in cui, o comunque solamente mediante la fede nel Signore Gesù Cristo. In nessun’altra maniera, sappiatelo questo. Non è che non pensate di andare dal prete a confessare i vostri peccati per ottenere la remissione, perché ascoltate, andando dal prete, il prete non vi può assolutamente rimettere i vostri i vostri peccati. La remissione dei peccati si ottiene soltanto mediante il nome di Gesù Cristo, mediante la fede nel suo nome.
Dunque, credendo nel Signore Gesù Cristo otterrete la remissione dei peccati, come anche otterrete la giustificazione. Sarete resi giusti, costituiti giusti dal Signore perché il giusto, dice la Scrittura, vivrà per fede. L’uomo, infatti, è giustificato soltanto mediante la fede in Gesù Cristo, senza le opere della legge. Otterrete quindi la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede, che è rivelata nella buona novella che appunto vi ho annunziato. Sì, nella buona novella è rivelata da fede a fede la giustizia di Dio, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.
E quindi, vedete, credendo nell’Evangelo otterrete anche la la giustificazione, come anche la vita eterna, perché chi crede nel Figliuolo ha la vita eterna. Considerate per un momento questo: cosa dice la Scrittura: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna”. Allora la vita eterna è il dono di Dio, si riceve gratuitamente da Dio e, naturalmente, per riceverlo bisogna credere nel Figliuolo di Dio e quindi nella buona nella buona novella.
Quindi la salvezza, la salvezza dal peccato che è appunto la liberazione dal dal dal peccato che si ottiene anch’essa credendo nell’Evangelo, è per grazia. Tutto è per grazia, non è in virtù d’opere affinché nessuno si glori. Per quello, appunto, vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo. Così il Signore avrà misericordia di voi, vi perdonerà, vi darà la vita eterna e quindi avrete la certezza che, quando morirete, andrete vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare con il Signore.
Però vi avverto, badate bene, se rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo sarete condannati perché la Scrittura dice chiaramente: “Chi non avrà creduto sarà condannato”. Non importa quante opere buone avrete fatto, non importa proprio niente, se rifiuterete di credere nell’Evangelo sarete condannati. Questo significa che quando morirete, morirete nei vostri peccati e ve ne andrete all’inferno.
Cos’è l’inferno? L’inferno è un luogo di tormento che è nell’aldilà ed è un luogo di tormento dove arde il fuoco, dove appunto coloro che vi scendono sono tormentati nel fuoco e quindi ciò che vi aspetta è qualcosa di terribile, di orribile. Ecco perché vi esorto, vi scongiuro nel nome del Signore a ravvedervi e a credere nell’Evangelo, perché l’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente.
Non c’è un altro messaggio nel quale credendo voi potete essere salvati, perdonati, giustificati, nel quale credendo potete ottenere la vita eterna. Non c’è, non c’è, non c’è, perché? Perché c’è solo un Salvatore che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio. È lui che il Padre ha mandato nella pienezza dei tempi nel mondo per essere il Salvatore del mondo e quindi solamente l’Evangelo è in grado di salvare. Perché? Eh perché, perché solo Gesù Cristo è il Salvatore del mondo.
“In nessun altro è la salvezza; perché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati”. Così è scritto e così appunto vi annunzio da parte di Dio.
Quindi ravvedetevi e credete in colui che è stato crocifisso per i nostri peccati e che il terzo giorno è risuscitato dai morti a cagione della nostra giustificazione. Sappiate: il Signore è buono, il Signore è misericordioso, il Signore è pronto a perdonare coloro che appunto si ravvedono e credono nel nome del suo Figliuolo.
Ravvedetevi dunque e credete nell’Evangelo della grazia di Dio. Chi ha orecchi da udire, oda.