È la tua perdizione

Dio nel biasimare il popolo d’Israele perchè lo aveva abbandonato per andare dietro agli dèi stranieri e all’iniquità, gli disse: “È la tua perdizione, o Israele, l’essere contro di me, contro il tuo aiuto” (Osea 13:9).

Le stesse parole continuano a tuonare contro tutti coloro che in mezzo alla Chiesa hanno abbandonato il Signore per andare dietro ai piaceri del mondo, alle svariate concupiscenze della carne: ‘E’ la vostra perdizione essere contro il Signore!’ Ma perchè è la loro perdizione? Perchè questa è la fine che aspetta coloro che smettono di servire il Signore, e si mettono a servire il peccato. Paolo per esempio dice di coloro che servono il proprio ventre, e quindi il peccato, che la fine loro è la perdizione (cfr. Fil. 3:19). Se l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio, come dice Giacomo, e diventare amici del mondo significa automaticamente diventare nemici di Dio, è inevitabile che un credente che smetta di essere amico di Dio vada in perdizione.

Ma costoro si illudono pensando che nulla di male potrà accadergli, e ancora peggio di ciò vengono illusi da pastori che invece di pascere il gregge del Signore pascono loro stessi a danno dell’anima loro. ‘Dio è con noi, non contro di noi, non temete’, ripetono questi uomini corrotti accecati dalle tenebre. Ascoltate, voi che leggete queste mie parole, se siete tra gli amanti del mondo, dovete sapere per certo che siete contro Dio, siete diventati suoi nemici per cui Dio è indignato contro di voi, altamente indignato e per spegnere questa sua ardente ira dovete convertirvi dalle vostre vie malvage, dovete abbandonarle e mettervi a camminare sui sentieri antichi, sui sentieri di giustizia che calcavate all’inizio. Esaminate le vostre vie e tornate al Signore, allora Egli sarà la vostra salvezza e quando verrà per voi l’ora del trapasso, l’anima vostra si involerà verso il paradiso.

pensieri

Pensieri (Vol. 1)

Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

Il giusto vivrà per la sua fede [Audio Streaming]

Il giusto vivrà per la sua fede
bibbia microfono mondo

È on line il file audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Il giusto vivrà per la sua fede” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 10 MB (128 Kbps), 2 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 12 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

Trascrizione audio:

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate.

Nel libro della profeta Habacuc leggiamo queste parole: “Il giusto vivrà per la sua fede.” Queste parole del profeta Habacuc saranno poi, dopo molto tempo, citate dall’apostolo Paolo ai Galati in una delle sue epistole, dicendo così: “Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede.” Qui l’apostolo Paolo sta spiegando che la giustificazione che dà vita si ottiene, ossia l’uomo la ottiene, non per le opere della legge, quindi non per i propri meriti, non per le proprie fatiche, ma mediante la fede. Quindi le parole del profeta Habacuc preannunziavano la giustificazione per fede.

L’apostolo Paolo citerà queste parole del profeta Habacuc anche nella sua epistola ai santi di Roma, quando dice ai santi di Roma che lui era pronto ad annunziare l’Evangelo anche a loro che erano in Roma e dice quanto segue: “Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede.” Dunque queste parole l’apostolo Paolo le cita anche qui per confermare che l’uomo viene giustificato per la fede senza le opere della legge, perché mediante la fede l’uomo ottiene la giustizia che viene da Dio. Dunque, l’uomo viene giustificato gratuitamente per la grazia di Dio e la giustizia di Dio, o la giustizia che viene da Dio, è rivelata nell’Evangelo. Sì, proprio nell’Evangelo. E che cos’è l’Evangelo?

L’Evangelo è la buona novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che risuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Questo è l’Evangelo nel quale è rivelata la giustizia di Dio da fede a fede. Dunque, voi che siete sotto il peccato, dovete sapere che agli occhi di Dio voi siete dei peccatori in quanto peccate e siete quindi schiavi del peccato, perché chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, essendo dei peccatori, voi siete dei nemici di Dio perché avete violato la Sua legge. Infatti, il peccato è la violazione della legge. Dunque, in questa condizione voi siete sulla via della perdizione.

La via della perdizione è la via che mena nelle fiamme dell’inferno, perché dovete sapere che esiste un luogo di tormento chiamato inferno ed è un luogo di tormento dove vanno le anime di coloro che muoiono nei loro peccati o di coloro che sono sotto il peccato. Dunque, voi vi trovato, vi trovate, si può dire, in prossimità dell’inferno perché state andando all’inferno. Io quindi vi annunzio l’Evangelo, la buona novella, affinché credendo nell’Evangelo voi otteniate la giustizia che viene da Dio, che è basata sulla fede. Perché nel momento in cui voi crederete nell’Evangelo, voi otterrete la giustizia di Dio e sarete giustificati, vi sentirete giustificati, perché il Signore vi avrà resi giusti e allora potrete esclamare assieme a noi: “Giustificati dunque per fede abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.”

Ma finché non crederete nell’Evangelo, voi rimarrete sotto il peccato. Non importa quante opere meritorie farete, non importa quante opere di giustizia compirete, ma fino a quando voi non crederete nell’Evangelo, voi davanti al Signore rimarrete dei peccatori e rimarrete sulla via della perdizione. Quindi la giustificazione non ve la potete meritare, non ve la potete conquistare con le vostre opere, perché la giustizia di Dio è rivelata nell’Evangelo. Quindi, per essere giustificati dovete credere nell’Evangelo, non c’è un’altra maniera.

Quindi io vi esorto a ravvedervi e a credere nell’Evangelo per essere da Dio giustificati, per essere dal Signore perdonati, per essere liberati dai vostri peccati e per ottenere la vita eterna. Perché nel momento in cui crederete nell’Evangelo, oltre a ottenere la giustizia di Dio, voi otterrete la vita eterna. Che chi crede ha vita eterna e quindi sarete strappati alle fiamme del fuoco dell’inferno dove siete diretti. Avrete quindi la certezza che quando morirete andrete ad abitare con il Signore nel regno dei cieli. Sì, vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare in paradiso con il Signore.

Dunque, non illudetevi, non pensate di potervi giustificare davanti a Dio con le vostre opere. La vostra giustizia agli occhi del Signore è come un abito sporco. Voi avete bisogno della giustizia di Dio che è rivelata nell’Evangelo. Ecco perché vi esorto a credere nell’Evangelo. Credete nell’Evangelo e sarete giustificati, otterrete la giustizia di Dio, il Signore avrà misericordia di voi e non sarete più gli stessi. Sarete delle nuove creature, sì, delle nuove creazioni, perché il Signore vi rigenererà mediante la Sua parola vivente e permanente. Credete dunque in Colui che giustifica l’empio. Credete in Lui e sarete giustificati, secondo che è scritto: “Il giusto vivrà per la sua fede.”

Chi ha orecchi da udire, oda.

Mi rattristo

Mi rattristo nel vedere questo mondo così malvagio, così spietato, così disinteressato alle cose di Dio. Mi rattristo nel vedere i seguaci dei falsi profeti crescere di numero, mi rattristo nel sentire parlare bene di questi impostori quando non fanno altro che sedurre le anime anche dopo morti. Mi rattristo nel vedere dei malvagi premiati per le loro inique opere come se avessero fatto delle opere buone. Mi rattristo nel vedere le anime a cui annuncio il Vangelo, indurire il loro cuore e non aprirlo all’amore della verità per essere salvate.

Mi rattristo pure nel vedere in mezzo alla Chiesa dei malvagi e degli impostori che prosperano e sono acclamati e rispettati come dei servi di Dio; mi rattristo nel vedere buona parte dei credenti che sono ignoranti della Parola di Dio, non cercano le cose di sopra ma quelle di questa terra, che hanno l’animo alle cose della carne anziché a quelle dello Spirito. Mi rattristo nel vederli camminare dietro le concupiscenze di questo mondo, non ricevendo altro che la morte come salario; mi rattristo nel vederli lanciati in questa corsa dietro il vento e che coloro che vogliono fermarli, farli riflettere alle loro vie, e tornare alla sorgente d’acqua viva, a camminare sui sentieri antichi, sono da loro perseguitati, derisi e scherniti.

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Pensieri (Vol. 1)

Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

“Tutti mi hanno abbandonato”

Così diceva Paolo mentre si trovava in carcere a Roma; che delusione grande deve essere stato per lui essere abbandonato da dei fratelli in Cristo proprio mentre aveva le catene ai suoi polsi! proprio quando aveva bisogno di un sostegno spirituale da parte dei santi! Doveva comparire davanti alle autorità romane a motivo del Vangelo, qualche credente al suo fianco gli avrebbe fatto certamente comodo, ma non si trovò nessuno! “Ma – diceva lo stesso Paolo – il Signore è stato meco e m’ha fortificato, affinché il Vangelo fosse per mezzo mio pienamente proclamato e tutti i Gentili l’udissero; e sono stato liberato dalla gola del leone” (2 Tim. 4:17). Che bella dimostrazione della fedeltà di Dio di fronte all’infedeltà umana! Il Signore era rimasto al suo fianco, gli aveva dato nuove forze, gli aveva fatto predicare con franchezza il Vangelo e lo aveva liberato dalla morte! Che consolazione sapere che anche se siamo abbandonati da dei fratelli proprio quando abbiamo bisogno di loro, il Signore non ci lascerà e non ci abbandonerà, ma rimarrà con noi nella distretta in cui ci troviamo e da essa ci libererà! Come avvenne a Paolo, avverrà pure a noi; siatene certi. Il Signore non ci abbandonerà, ma sarà con noi. Diverse volte ho visto dei fratelli abbandonarmi, mai ho visto il Signore abbandonarmi. Lui è fedele, a Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

Alla tua parola

Simon Pietro e altri pescatori come lui si erano affaticati tutta la notte, ma invano, perchè non avevano preso nulla. Ma ecco che il giorno dopo Gesù mentre si trovava in piedi sulla riva del lago di Gennezaret, montò su una barca che era di Simone e da sopra essa si mise a insegnare alle turbe. Finito di parlare, Gesù disse a Simone di prendere il largo e calare le reti per pescare. Simone e altri suoi compagni fecero così e presero una tale quantità di pesci che le reti si rompevano (cfr. Luca 5:1-11). Bastò dunque solo una parola di Cristo per fare pescare tutti quei pesci!!

Succede la medesima cosa nella nostra vita: in certe occasioni compiamo tanta fatica per nulla, senza vedere nessun risultato, poi il Signore all’improvviso interviene in maniera soprannaturale e le reti si riempiono, tanto da lasciarci meravigliati, stupefatti. Perché Dio permette tutto ciò? Per insegnarci che se lui non edifica la casa gli edificatori si affaticano invano, se lui non guarda la città le guardie vegliano invano (cfr. Sal. 127:1).

Per insegnarci che noi non dobbiamo confidare nelle nostre vie, ma nelle sue; non nella nostra forza, ma nella sua che è immensa; non nella nostra sapienza, ma nella Sua, per insegnarci che Lui è Dio e noi siamo solo polvere e cenere, degli strumenti inutili nelle sue mani. Il Signore ci ama, per questo ci ammaestra e ci corregge!

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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro
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