Colombia: 13 pastori evangelici assassinati in cinque mesi

Verona (PA) – I difensori dei diritti umani in Colombia rapportano che il numero dei pastori evangelici assassinati è aumentato in maniera allarmante queste ultime settimane. Le statistiche raccolte da Justapaz, una organizzazione non lucrativa che aiuta le vittime della violenza e alle loro famiglie, e la Commissione dei diritti Umani del Consiglio Evangelico della Colombia (CEDECOL) indicano che 13 pastori sono stati assassinati da gruppi armati rivoluzionari da maggio di quest’anno. Questo numero supera la cifra totale degli assassinati registrati, in seno alla chiesa evangelica, negli ultimi due anni. Justapax e CEDECOL hanno pubblicato una lista con i nomi delle vittime e le circostanze della loro morte, sperando di sollevare l’attenzione della comunità internazionale su questa tragedia.

Fonte: Porte Aperte Italia – 27 settembre 2002

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Laskar Jihad vuole cancellare i cristiani dall’Indonesia

Da oltre due anni nell’isola indonesiana di Sulawesi, così come nella vicina Ambon delle Molucche, continuano gli scontri tra musulmani e cristiani.

di Madama Enrico

Da oltre due anni nell’isola indonesiana di Sulawesi, così come nella vicina Ambon delle Molucche, continuano gli scontri tra musulmani e cristiani. Si dice che tutto sia incominciato per una lite da ubriachi tra due giovani, un musulmano e un cristiano. Ma è ovvio che questo conflitto, che ha causato già migliaia di vittime e ancor più rifugiati, ha origini complesse non solo nell’antagonismo religioso, ma soprattutto in quello etnico di balcanica memoria. Per quanto cruento, fino a poco tempo fa il conflitto aveva mantenuto le caratteristiche dello scontro tribale: una serie infinita di rappresaglie del tipo “mordi e fuggi” nei villaggi rivali. Non ora, non da quando è scesa in campo la Laskar Jihad, un’organizzazione paramilitare di fondamentalisti islamici che, accusando un complotto cristiano contro la nazione, ritiene “obbligatorio per ogni buon musulmano indonesiano” scatenare il jihad nelle Molucche, come recita il sito ufficiale www.laskarjihad.or.id. La Laskar Jihad ha portato dunque al fronte migliaia di volontari, tutti ben armati e con alle spalle un addestramento militare completo se non addirittura esperienza diretta nei campi dell’Afghanistan. Fonti non ufficiali ritengono che nella sola isola di Sulawesi ci siano oltre 7000 jihadisti, rispetto ad un totale di circa 2000 tra militari e forze dell’ordine governative. È comprensibile come questi ultimi ci pensino due volte a mettersi ad arginare le azioni dei volontari islamici. E se anche ci provano non è difficile che arrivino poi a fermarli ordini dall’alto, cioè da Giakarta, dove si giocano gli scontri tra le varie fazioni di militari e politici e dove lo stesso presidente Megawati Sukarnoputri deve la poltrona all’appoggio dei partiti islamici. Ora, in questi ultimi tempi a Sulawesi, i militanti della jihad (facilmente distinguibili per il possesso di armi automatiche, che i contadini-guerrieri locali neanche sanno come prendere in mano) hanno dato il via ad un’offensiva che prevede non solo le solite incursioni ma anche l’occupazione dei villaggi cristiani. L’obiettivo del gruppo, già dedito alla pratica della conversione forzata (con conseguente circoncisione maschile e femminile), sembra dunque chiaro: l’espulsione o l’eliminazione completa e definitiva di ogni singolo cristiano.

Fonte: Tempi num.51 del 20 Dicembre 2001

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ALGERIA: Persecuzione dei cristiani in Cabilia

Campagna di stampa diffamatoria contro i cristiani di Cabilia

27.04.2001 – (Portes Ouvertes) – Da diverse settimane, dei giornali islamisti attaccano i cristiani di Cabilia (est di Algeri). Molto abilmente, questi giornali fanno passare le comunità evangeliche per delle “sette la cui pericolosità è evidente”. Un pastore francese, ben noto per il suo ministerio in Algeria, è trattato da guru e capo di setta e il cui “sacerdozio” è sostenuto con narco-dollari. Altri articoli parlano “di evangelisti che imbrogliano i giovani” ed un articolo fa anche menzione di “non meno di 12 suicidi in due anni fra gli adepti”.

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Arabia Saudita: Due detenuti cristiani presto liberati

17.09.1999 – (Portes Ouvertes) – Due cristiani detenuti in Arabia Saudita potrebbero essere liberati fra una quindicina di giorni. Romeo Macabuhay espatriato da 19 anni nelle Filippine, è stato arrestato il 24 maggio 1999 con l’accusa di essere un predicatore clandestino. Secondo il suo datore di lavoro, “il caso è ora concluso e Romeo dovrebbe essere nelle Filippine entro 20 giorni”.

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Il blog di Illuminato Butindaro
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