Personalità algerine difendono la libertà di culto

Degli intellettuali denunciano i soprusi di cui sono vittime i cristiani nel loro paese.

Senza precedenti in Algeria, l’appello “per la tolleranza” ed “il rispetto delle libertà” è firmato da personalità di primo piano come lo scrittore Boualem Sansal, lo storico Mohammed Harbi, l’universitario Salem Chaker, il presidente della Lega dei diritti dell’uomo Abdennour Ali Yahia o il caricaturista Ali Dilem. In un testo reso pubblico ieri, degli intellettuali denunciano le molestie di cristiani per “reato di preghiera”. I firmatari esprimono la loro “solidarietà con la comunità cristiana d’Algeria, bersaglio di misure tanto brutali quanto ingiustificate”. Essi affermano il loro attaccamento “alla libertà di coscienza, del diritto di ognuno di praticare la religione di propria scelta, o di non praticarla”. […]

Fonte: Le Figaro

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Laos: I cristiani Hmong soffrono, ma le chiese crescono

In Laos, l’etnia Hmong viene associata al movimento separatista ribelle del generale Van Pao e, per questo motivo, vengono oppressi. I cristiani vengono sospettati di perseguire gli interessi degli occidentali e i credenti Hmong, che desiderano soltanto far avanzare il regno di Dio, si trovano incastrati loro malgrado fra i conflitti ideologici e politici. Ma sono perseguitati anche perché diventano sempre più numerosi.Il 23 febbraio 2008, nove responsabili di comunità familiari sono stati condannati a 15 anni di reclusione per le loro attività cristiane. Erano stati arrestati a luglio del 2007 nel corso di una carica violenta della polizia e dell’esercito.
Il giorno prima alcuni camion erano arrivati nel villaggio del distretto di Bokeo. Quindici famiglie cristiane (58 persone fra uomini, donne e bambini) sono state portate via. La maggior parte degli uomini erano responsabili di chiese vietnamite fuggiti dal loro paese per evitare l’arresto.
Queste persone hanno diversi punti in comune: sono rifugiati Hmong di origine vietnamita, provengono dallo stesso villaggio (Ban Sai Jarern e Fai) a nord-ovest del Laos e sono cristiani, ciò che fa di loro persone particolarmente ricercate dalle autorità laotiane.
Nel villaggio Ban Sai Jarern, dove le otto famiglie sono state arrestate il 22 febbraio, la chiesa non cessa di crescere e supera le norme accettabili per le autorità. “La comunità di Ban Sai è legale è fa parte della chiesa evangelica del Laos che è riconosciuta dal governo” ci ha raccontato un credente locale che vuole mantenere l’anonimato per motivi di sicurezza. Il messaggio del Vangelo viene accolto favorevolmente fra le minoranza etniche del Laos e i loro leader in questa regione hanno bisogno delle nostre preghiere.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Cristiani attaccati in Etiopia: quattro morti, settanta feriti e centinaia di persone in fuga

Lo scorso 3 marzo, dei cristiani riuniti in diverse chiese del sud dell’Etiopia sono stati attaccati da centinaia di uomini armati di machete e randelli. Gli uomini sono entrati dalle finestre aperte ed hanno barricato le porte. Tre missionari sono stati ritrovati morti, un’altra persona è deceduta il 9 marzo e settanta sono rimaste ferite. Centinaia di persone sono fuggite dalla regione e sono state accolte da dei cristiani in altre città.
A detta delle organizzazioni cristiane locali i motivi esatti di questi attacchi rimangono ignoti.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui /ANS – riprodotto con autorizzazione

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Algeria: Le autorità sospendono le attività di Chiese protestanti

ALGERI, 16 marzo 2008 (AFP) – Le autorità prefettizie hanno sospeso due chiese protestanti di Tizi Ouzou (Cabilia, est) finché esse non ricevano un “certificato di conformità” per l’esercizio del loro culto, ha annunciato domenica all’AFP il pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa protestante d’Algeria.

Si tratta della Chiesa della Nouvelle Ville e di Tafath (Lumière), che contano rispettivamente 700 e 200 membri, ha precisato il pastore.

Questa decisione è stata presa nell’ambito della nuova legge del febbraio 2006 che regola il culto dei non musulmani, considerata restrittiva da questi ultimi. L’esercizio del culto non musulmano, riconosciuto dalla Costituzione, è soggetto ad autorizzazione prefettizia e deve essere compiuto nei luoghi autorizzati dal Ministero degli Affari Religiosi.

Le autorità prefettizie hanno per altro convocato i responsabili della chiesa protestante di Larbâa Nath Irathen, nello stesso dipartimento, “forse per notificargli la stessa richiesta”, ha indicato il pastore.

Egli ha aggiunto che a sua conoscenza, la chiesa protestante di Béjaïa per il momento non aveva ricevuto nessuna notifica di chiusura.

Il pastore Mustapha Krim ha indicato che egli “non aveva intenzione di chiudere le chiese interessate” e che stava per “chiedere udienza alla prefettura di Tizi Ouzou per presentare il dossier completo che autorizza queste chiese ad esercitare la loro attività in tutta legalità”.

Le chiese interessate esistevano prima dell’entrata in vigore della legge del 2006 e l’applicazione del testo contro di loro avrebbe “un carattere retroattivo che sarebbe inaccettabile” ha egli detto. […]

Fonte: La Croix/AFP

Aggiornamento relativo al pastore Hugh Johnson:

“Il ricorso del pastore è in corso di esame davanti al Consiglio di Stato”. (AFP)

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[Video] Reportage sui cristiani di Gaza

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