Un adolescente ebreo messianico gravemente ferito da un pacco bomba

Un adolescente di 15 anni di una famiglia di ebrei messianici è stato gravemente ferito da un pacco bomba, mercoledì 19 marzo. Il pacco era stato spedito al domicilio della famiglia, nella colonia di Ariel in Cisgiordania.
Secondo il quotidiano Maariv, degli ebrei ortodossi avevano proferito minacce a questa famiglia di ebrei che credono nella messianità di Gesù Cristo.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui e agenzie – riprodotto con autorizzazione

Medioriente, attentato a ebrei filo-cristiani

Ferito un colono. A Gerusalemme misure di sicurezza rafforzate per la Via Crucis

TEL AVIV – Abituati da tempo ad essere oggetto di pressioni verbali, gli “ebrei messianici” di Israele che riconoscono la divinità di Gesù sono ora costretti ad accrescere le misure protettive dopo che due giorni fa in una colonia della Cisgiordania una loro famiglia è stata oggetto di un grave attentato.
Sfruttando crudelmente l’atmosfera del Purim (il carnevale ebraico) qualcuno ha lasciato sull’ingresso dell’abitazione della famiglia Ortiz quello che sembrava essere un normale pacco-dono contenente dolciumi. Quando però il quindicenne Amiel l’ha aperto, è stato investito da una fortissima esplosione. In un primo momento nella città-colonia di Ariel, dove abitano, si è pensato ad un attentato palestinese. Ipotesi poi rientrata quando si è appreso che la vittima era un membro di una famiglia già attaccata verbalmente in passato da altri coloni perché ritenuta impegnata in “attività missionarie” cristiane. Amiel è stato ricoverato in ospedale privo di conoscenza e sottoposto ad un intervento chirurgico che si è prolungato per tutta la notte. A stento i medici sono riusciti ad evitare l’amputazione di una gamba. Ancora non è chiaro se il ragazzo abbia perso la vista.
Intanto, decine di migliaia di pellegrini cattolici si sono stipati ieri nelle anguste vie della Città Vecchia di Gerusalemme per partecipare alla tradizionale processione del Venerdì Santo che ricorda la crocifissione di Gesù. La polizia israeliana ha dovuto ricorrere a tutto il proprio personale per assicurare protezione sia ai pellegrini che affollavano Gerusalemme, sia a quanti festeggiavano il Purim nelle principali città israeliane.

Fonte: Corriere Canadese

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[Audio Streaming] Intervista a Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria

Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria, è stato intervistato questa settimana da Radio Beur FM.

Qui sotto puoi ascoltare la sua intervista in audio streaming.

Via | Collectif Algérie

Algeria: Ad otto cristiani è stato vietato di entrare a Tizi-Ouzou

Il presidente della Chiesa Protestante definisce questo atto una provocazione

L’altro ieri i servizi di sicurezza hanno impedito ad otto cristiani stranieri di entrare a Tizi-Ouzou per partecipare ad un forum di cristiani. Non appena sono arrivati nel comune di Tadmait, questi ultimi sono stati rimandati ad Algeri. Il presidente dell’Associazione della Chiesa Protestante, il sig. Karim Mustapha ha definito questo atto una “provocazione”.

Egli ha denunciato il tentativo dei servizi di sicurezza di chiudere le chiese ed ha definito ciò una “provocazione dei poteri pubblici”. Egli ha spiegato, ieri, in una dichiarazione ad El Khabar, che i cristiani sono pronti a ricorrere alla giustizia se questo sarà necessario.

Per altro, il sig. Karim Mustapha ha smentito che i servizi di sicurezza abbiano, fino a ieri, chiuso qualsiasi chiesa. Egli ha tuttavia indicato che gli stessi servizi hanno effettivamente “dato l’ordine a tutte le chiese di rispettare la legge”. Tutte le chiese continuano le loro attività in modo abituale, ha egli aggiunto.

Da notare che le otto persone a cui i servizi di sicurezza hanno vietato l’accesso a Tizi-Ouzou stavano per partecipare ad un convegno che raduna cristiani. Quest’ultimo era programmato dal 20 al 22 del corrente mese in una chiesa a Tizi-Ouzou. Questi cristiani sono stati trattenuti per diverse ore presso uno sbarramento, all’entrata Ovest della città di Tizi-Ouzou, prima che fossero costretti a tornare ad Algeri.

Fonte: El Khabar, 19-03-2008

Via | Collectif Algérie

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Algeria: polizia impedisce a gruppo di cristiani di riunirsi a Tizi Ouzou

Algeri, 19 mar. – (Aki) – La polizia algerina ha impedito lo svolgimento di un incontro riservato tra fedeli algerini cristiani e pastori protestanti stranieri previsto lunedì scorso a Tizi Ouzou, in Cabilia. Secondo quanto rende noto il giornale locale ‘Ech-Chorouk’, la sicurezza ha vietato al gruppo di cristiani di tenere un incontro convocato dai pastori di una delle due chiese cristiane chiuse la scorsa settimana dalle autorità nella cittadina berbera algerina perché sprovviste dei regolari permessi del governo. La polizia ha inoltre minacciato i pastori attivi nella zona di ricorrere all’arresto o alla magistratura nel caso in cui decidessero di proseguire le loro attività missionarie nella zona o all’interno della loro chiesa. Nonostante questo, i membri di questa piccola comunità cristiana hanno deciso di riunirsi ugualmente spostandosi nella zona di Azazqa. Da mesi e’ in corso un braccio di ferro tra le autorità algerine ed alcuni gruppi di attivisti cristiani delle chiese protestanti a causa del forte numero di conversioni al cristianesimo registrato tra la popolazione della Cabilia.

Fonte: Adnkronos

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Azerbaijan: scarcerato pastore battista

19 marzo 2008 – Oggi stato scarcerato in Azerbaijan il pastore battista Zaul Balaev. La notizia è stata data poche ore dopo da Elnur Jabiyev, segretario generale dell’Unione battista dello stato asiatico, suscitando sollievo e soddisfazione in tutta la famiglia battista mondiale. Balaev era stato processato e condannato lo scorso luglio con l’accusa, smentita da oltre una cinquantina di testimoni oculari, di aver aggredito cinque pubblici ufficiali che avevano fatto irruzione nella sua chiesa durante il culto pubblico. A fare pressioni sul governo azero a favore del pastore è stato l’intero mondo battista internazionale, a partire dalla Federazione battista europea (EBF) fino all’intervento, lo scorso 15 febbraio, dell’ex presidente degli USA e premio Nobel per la pace, Jimmy Carter. Il risultato è che Balaev è stato incluso tra i 59 detenuti che il presidente azero Ilham Aliyev ha graziato in occasione di una festività nazionale.

Fonte: Voce Evangelica/NEV

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