‘Hai bevuto troppo?’

Ieri (20 Luglio 2000), ho ricevuto alcune risposte da parte di alcune persone del mondo a cui avevo mandato via posta elettronica un messaggio di evangelizzazione dal titolo ‘Il grande amore di Dio’. Una di queste diceva: ‘Hai bevuto troppo?’ Ovviamente è una risposta che mi ha fatto sorridere, ma mi ha fatto pure ricordare che noi quando parliamo del grande amore che Dio ha manifestato verso il mondo mandando il suo Figliuolo a morire sulla croce, siamo presi da alcuni persino per degli ubriachi che non sanno quello che dicono. Il giorno della Pentecoste avvenne una simile cosa ai discepoli quando furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi, infatti alcuni si facevano beffe di loro dicendo: ‘Sono pieni di vino dolce’ (cfr. Atti 2:13). Ma noi non siamo ubriachi, ma sobri e pronunciamo parole di verità e buon senno. Parole potenti a liberare l’uomo dal peccato che lo domina e dalla perdizione eterna.

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Pensieri (Vol. 1)

Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

Lo zelo della tua casa mi consuma

Gesù un giorno, entrato nel tempio, vi trovò coloro che vendevano buoi, pecore e colombi e i cambiamonete seduti. Egli allora fece una sferza di cordicelle e cacciò via dal tempio le pecore e i buoi, e rovesciò le tavole dei cambiamonete. E a coloro che vendevano i colombi disse: ‘Portate via di qui queste cose, non fate della casa del Padre mio una casa di mercato’ (cfr. Giov. 2:14-16). I suoi discepoli allora, nel vedere quello che aveva fatto Gesù, “si ricordarono che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi consuma” (Giov. 2:17). Gesù dunque non rimase indifferente dinnanzi al mercanteggiare che vide nel tempio di Dio situato in Gerusalemme ma reagì con forza per purificarlo.

Oggi invece, molti credenti dinnanzi al mercanteggiare così diffuso in seno alla Chiesa di Dio rimangono indifferenti non rendendosi conto che il commercio delle cose di Dio costituisce uno scandalo, un comportamento che non si addice ai santi, condannato dalla sacra Scrittura. Quale differenza dalla reazione di Cristo!

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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

Il Signore gli renderà secondo le sue opere ….

L’apostolo Paolo mentre si trovava in prigione scrisse a Timoteo, tra le altre cose, queste parole: “Alessandro, il ramaio, mi ha fatto del male assai. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. Da lui guardati anche tu, poiché egli ha fortemente contrastato alle nostre parole” (2Tim. 4:14-15) .

Queste parole di Paolo fanno capire che lui non solo aveva piena fiducia nella giustizia di Dio ma anche che si studiava di mettere in guardia i fratelli in Cristo da coloro che in mezzo al popolo di Dio contraccambiavano il bene con il male e contrastavano la sana dottrina.

La stessa fiducia la dobbiamo avere noi, fratelli; in altre parole noi dobbiamo credere che Dio retribuirà chi fa il male con il male, come merita insomma il che significa con la stessa misura che lui ha usato verso chi ha trattato male e ingiustamente. E dobbiamo avere pure in noi quel proposito di avvertire i fratelli da coloro che nella caparbietà del loro cuore rendono male per bene in mezzo al popolo di Dio, che poi sono coloro che contrastano la sana dottrina.

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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

Avere il senso delle cose di Dio

“Da quell’ora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrir molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno. E Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Tolga ciò Iddio, Signore; questo non ti avverrà mai. Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini” (Matt. 16:21-23).

Gesù sapeva che era venuto in questo mondo per morire per i nostri peccati e risuscitare per la nostra giustificazione; ecco perché ad un certo punto cominciò a dire ai suoi discepoli che egli doveva soffrire molte cose per mano degli scribi, dei sacerdoti e degli anziani, e il terzo giorno resuscitare. Ma questo parlare era incomprensibile ai suoi discepoli, esso era coperto come di un velo in modo che non lo intendevano. Tanto incomprensibile che Pietro si permise di rimproverare Gesù Cristo, al che si prese una severa ammonizione da parte di Cristo che lo chiamò Satana e gli disse che lui non aveva il senso delle cose di Dio ma delle cose degli uomini. In altre parole Pietro non capiva che rientrava nel piano di Dio che Gesù soffrisse quelle cose e poi resuscitasse per entrare nella sua gloria.

E’ importante dunque avere il senso delle cose di Dio perché altrimenti si finisce con il pensare che quello che Dio ha stabilito dover avvenire nella nostra vita per il nostro bene e il bene altrui sia scambiato per qualcosa che è meglio che Dio ci eviti. Per fare un esempio; noi sappiamo che la Parola di Dio dice che noi dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni (cfr. Atti 14:22), essa dice che noi siamo eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui affinché siamo anche glorificati con lui (cfr. Rom. 8:17); cosicché, noi discepoli di Cristo siamo chiamati a soffrire per il Signore prima di essere glorificati. E’ chiaro però che se noi diciamo a Dio: ‘Che simili cose non ci accadano mai, che Dio le allontani da noi!’ dimostriamo di non avere il senso delle cose di Dio ma delle cose degli uomini. Se invece diciamo: ‘Questa è la volontà di Dio verso noi affinché siamo pazienti e all’apparizione della gloria di Dio possiamo rallegrarci giubilando (cfr. 1 Piet. 4:13)’, allora dimostriamo di avere il senso delle cose di Dio.

Ma come si può avere il senso delle cose di Dio? Io ho imparato per esperienza che per avere il senso delle cose di Dio occorre conoscere le Scritture e meditarle del continuo oltre che pregare del continuo e vivere una vita timorosa. Sono cose indispensabili, se mancano verrà a mancare il senso delle cose di Dio e non faremo altro che stancare e fare indignare Dio con le nostre parole.

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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Giacinto Butindaro

…. se non gli è dato dal Padre

Gesù un giorno disse: “Niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giov. 6:65) ed anche: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giov. 6:44).

Quante volte, pensando alla mia vita e soprattutto alla mia conversione, ho dovuto riconoscere che io non avrei giammai potuto convertirmi a Cristo se il Padre non mi avesse attirato a lui, o meglio se Lui non mi avesse convertito. Ecco perché adesso posso dire assieme a Geremia che lui mi ha persuaso e io mi sono lasciato persuadere, che mi ha fatto forza e mi ha vinto (cfr. Ger. 20:7). Perché fu lui ad operare in me con successo, a mia insaputa, quello che a lui piaceva, ossia quello che lui aveva decretato verso di me ancora prima che mi formasse nel seno di mia madre, in una parola la mia conversione. Quello che Lui non ha voluto operare verso altri, sia nel passato che in questa generazione, lo ha fatto verso di me, perché così gli è piaciuto. Grazie Signore Dio; esalterò il tuo nome e la tua grazia fino a che vivrò.

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Giacinto Butindaro
Il blog di Illuminato Butindaro

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