Non siamo più schiavi del peccato, grazie a Dio, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù ci ha affrancati dalla legge del peccato e della morte (cfr. Rom. 8:2). Iddio ha mandato nei nostri cuori il suo Spirito per il quale gridiamo: ‘Abba! Padre!’ Questo Spirito attesta con il nostro spirito che siamo figliuoli di Dio, e se siamo figli di Dio siamo anche eredi di Dio e coeredi di Cristo. Ma di che cosa siamo diventati eredi? Essendo che Cristo Gesù è stato “costituito erede di tutte le cose” (Ebr. 1:2) di conseguenza noi siamo stati costituiti eredi di tutte le cose. Quale eredità gloriosa Dio nella sua grazia ci ha promesso di dare! Non perdiamo dunque mai di vista questo fatto. E preghiamo per i fratelli affinché sappiano “qual sia la ricchezza della gloria della sua eredità nei santi,” (Ef. 1:18).
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Nel libro del profeta Abdia si legge: “Come hai fatto, così ti sarà fatto” (Abdia 15). Ecco due storie bibliche che illustrano in maniera eloquente in che maniera Dio manda ad effetto questa parola contro coloro che fanno il male.
Nel libro dei Giudici si legge: “Giuda dunque salì, e l’Eterno diede nelle loro mani i Cananei e i Ferezei; e sconfissero a Bezek diecimila uomini. E, trovato Adoni-Bezek a Bezek, l’attaccarono, e sconfissero i Cananei e i Ferezei. Adoni-Bezek si diè alla fuga; ma essi lo inseguirono, lo presero, e gli tagliarono i pollici delle mani e de’ piedi. E Adoni-Bezek disse: ‘Settanta re, a cui erano stati tagliati i pollici delle mani e de’ piedi raccoglievano gli avanzi del cibo sotto la mia mensa. Quello che ho fatto io, Iddio me lo rende’. E lo menarono a Gerusalemme, dove morì” (Giud. 1:4-7). Quando dunque questo re straniero si vide privato dei pollici delle mani e dei piedi, si ricordò di avere privato settanta re dei pollici delle mani e dei piedi e riconobbe che fu Dio a fargli tagliare adesso a lui i pollici delle mani e dei piedi. Non fu subito che Dio rese a questo re il male che aveva fatto, ma arrivò il tempo della vendetta divina.
Nel libro di Samuele si legge che dopo che Davide commise adulterio con la moglie di Uria lo Hitteo e fece uccidere suo marito, Dio gli mandò il profeta Nathan per annunciargli i giudizi che avrebbe esercitato contro di lui e la sua casa per questi suoi misfatti. A proposito delle mogli di Davide, Dio gli disse tramite il profeta: “Così dice l’Eterno: Ecco, io sto per suscitare contro di te la sciagura dalla tua stessa casa, e prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo prossimo, che si giacerà con esse in faccia a questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole’ (2 Sam. 12:11-12). E difatti questo si adempì in seguito quando Absalom, dopo che Davide lasciò Gerusalemme, si giacque dinnanzi a tutto Israele con le mogli di suo padre secondo che è scritto: “Fu dunque rizzata una tenda sulla terrazza per Absalom, ed Absalom entrò dalle concubine di suo padre, a vista di tutto Israele” (2 Sam. 16:22). In questo caso, come si vede, Dio fece fare al figlio di Davide con le mogli di suo padre e pergiunta pubblicamente quello che lui aveva fatto tempo prima in segreto con la moglie di Uria lo Hitteo.
Fratelli nel Signore, temiamo Dio osservando i suoi comandamenti. Non disprezziamo la sua Parola perché Dio è giusto e a suo tempo fa a noi come abbiamo fatto agli altri.
Ci tengo però a dire che questo ‘come hai fatto, così ti sarà fatto’ vale anche nel caso del bene che si fa, perché anche in questo caso Dio farà sì che la stessa benevolenza che noi usiamo verso il prossimo sia usata a suo tempo verso noi. Facciamo dunque solo il bene agli altri.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
O Signore, mio Dio, la tua Parola mi consola nei momenti di afflizione, mi guida quando attorno a me non vedo che tenebre e la via di uscita pare non esserci, mi fortifica quando sento le forze venire meno, mi riprende quando sbaglio, mi rende intelligente, mi incoraggia ad avere fede in te in ogni momento della mia vita, mi incoraggia a fare sempre il bene in mezzo a questo mondo dove tutti prendono piacere a fare il male. O mio Dio, quanto amo la tua Parola, io ho il mio diletto in essa. Volgi il mio cuore sempre verso essa, che i miei passi siano sempre rivolti all’osservanza della tua Parola e non prendano mai la via dei peccatori che mena alla rovina.
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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Non è sufficiente pregare Dio per essere esauditi infatti affinché Dio ci esaudisca occorre pregarlo con fede. Gesù Cristo un giorno ebbe a dire ai suoi discepoli: “E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete” (Matt. 21:22). Quel ‘se avete fede’ è molto chiaro dunque; se noi preghiamo Dio senza credere con il cuore che Lui ci può esaudire e ci esaudirà, noi non saremo esauditi. Cosa questa che è confermata da Giacomo nella sua epistola che dice a colui che domanda a Dio sapienza: “Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giac. 1:6-8).
Non dubitiamo della Parola di Dio, non dubitiamo della potenza di Dio, non dubitiamo della fedeltà di Dio: ma invochiamolo con piena certezza di fede e per certo Lui a suo tempo ci risponderà e sapete come? In modi tremendi, dice la Parola di Dio (cfr. Sal. 65:5). A Lui che esaudisce la preghiera sia la gloria ora e in eterno. Amen.
Pensieri (Vol. 1)
Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.
Chi commette il peccato è schiavo del peccato, disse Gesù un giorno (cfr. Giov. 8:34). E noi mentre eravamo peccatori eravamo schiavi del peccato, era più forte di noi peccare, non potevamo farne a meno. Ma grazie a Dio mediante la fede nel Figliuolo di Dio siamo stati liberati dal peccato la cui forza ricordiamo è la legge. Siamo finalmente liberi dunque, liberi dalla schiavitù del peccato. Attenzione però a non fare di questa libertà un occasione alla carne (cfr. Gal. 5:13) perché se noi vivremo secondo la carne noi morremo (cfr. Rom. 8:13). Piuttosto ricordiamoci che ora che siamo stati affrancati dal peccato siamo schiavi di Cristo per cui dobbiamo fare quello che egli dice. E che cosa ci comanda Cristo se non di servire la giustizia con tutte le nostre membra? Prestiamo dunque le nostre membra al servizio della giustizia come si addice ai discepoli di Cristo.
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Butindaro Giacinto, Roma 2015 – Versione aggiornata. Pagine 728.