Cristiani attaccati in Etiopia: quattro morti, settanta feriti e centinaia di persone in fuga

Lo scorso 3 marzo, dei cristiani riuniti in diverse chiese del sud dell’Etiopia sono stati attaccati da centinaia di uomini armati di machete e randelli. Gli uomini sono entrati dalle finestre aperte ed hanno barricato le porte. Tre missionari sono stati ritrovati morti, un’altra persona è deceduta il 9 marzo e settanta sono rimaste ferite. Centinaia di persone sono fuggite dalla regione e sono state accolte da dei cristiani in altre città.
A detta delle organizzazioni cristiane locali i motivi esatti di questi attacchi rimangono ignoti.

Fonte: Christianisme Aujourd’hui /ANS – riprodotto con autorizzazione

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Ciad: La vita di Cash Steve Goldbold, ostaggio cristiano evangelico americano detenuto dal MDJT, è in pericolo

La vita dell’americano Cash Steve Goldbold detto WARDOUGOU MOLLIA è in pericolo, secondo una informazione pervenuta alla redazione. Cash Steve Goldbold, un umanitario americano dell’Associazione per lo sviluppo del Tibesti, detenuto dal 10 ottobre nel nord del Ciad dal Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad (MDJT), un gruppo armato ostile al presidente Idriss Déby, diretto da Choua Dazi.

Il sig. Goldbold è stato catturato a Zounri, ad una cinquantina di chilometri ad est di Bardaï, città del massiccio del Tibesti situata ad un migliaio di chilometri al nord di N’Djamena. Un membro dell’entourage di questo americano, nato nel 1959 a Miami e presente in Ciad dal 1992, ha confermato il suo rapimento. Egli ha aggiunto che la popolazione locale ha tentato di negoziare per ottenere la sua liberazione, ma che queste trattative non avevano avuto esito positivo per il momento.

Cash Steve Goldbold che appartiene alla Chiesa evangelica in Ciad doveva partecipare ad un progetto di trivellazione a Bardaï finanziato dall’ambasciata degli Stati Uniti a N’Djamena.

Creato nel 1998, il MDJT ha costituito la principale minaccia per il presidente Déby fino alla morte del suo fondatore Youssouf Togoïmi nel 2002. Questa ribellione si è poi divisa in diverse fazioni, molto deboli e che si manifestano raramente sul terreno militare.

Fonte: Blogdei/Dabio.net

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Come pregare efficacemente per i cristiani dell’arcipelago delle Comore e per l’evangelizzazione dei comoriani

Esiste un posto da sogno tra il Mozambico e l’isola del Madagascar: le isole Comore Arcipelago di 4 isole, è una repubblica islamica e, come si può sospettare, è proibito ai Comoriani di cambiare religione sotto pena di essere imprigionati e torturati. Ogni riunione di preghiera è illegale e molto sorvegliata dal governo. Una delle 4 isole, Mayotte, non ha lo stesso statuto perché è territorio francese d’oltremare. I cristiani Comoriani esistono ma, esposti a forti pressioni, sono poco numerosi. In questi ultimi anni, tuttavia, il loro numero è aumentato, soprattutto nell’isola di Anjouan. I credenti si incontrano nelle case private e si nascondono. La Bibbia non è ancora disponibile in dialetto comoriano ma la traduzione dell’evangelo di Luca è stata appena terminata ed è introdotta di contrabbando da altri paesi.

Dei missionari lavorano in comune come fabbricanti di tende in diversi campi: l’insegnamento, la salute. Ma il governo comoriano ha scoperto l’altra faccia del loro lavoro di evangelizzazione e, secondo le ultime notizie, alcuni vengono minacciati di essere espulsi. Esiste nelle Comore una chiesa che gli espatriati potrebbero frequentare, è la Chiesa malgascia di Moroni. Essa ha un grande ruolo nell’opera di Dio perché è tramite questa chiesa che vengono introdotte delle bibbie nelle Comore. I malgasci delle Comore sono autorizzati a procurarsi delle bibbie e ne importano dal Madagascar per distribuirle ai comoriani. Tante volte il governo ha fatto delle perquisizioni nei loro domicili per trovare libri o materiale in comoriano.

Ecco la situazione nelle Comore. Ma altri 2 paesi sono molto legati con questo arcipelago.

Il primo è il Madagascar. Si contano da 70.000 a 80.000 comoriani che vi vivono. E’ la loro seconda patria. Occorre sapere anche che molti comoriani, anche nelle Comore, comprendono il malgascio. L’isola del Madagascar è dunque un paese strategico per l’evangelizzazione dei comoriani ma, sfortunatamente, ci sono pochi cristiani malgasci che hanno a cuore di condividere l’evangelo con i Comoriani.

Il secondo è la Francia, e più particolarmente Marsiglia e la sua banlieue dove una coppia missionaria che parla questa lingua lavora tra i comoriani ed aiuta in un centro di Accoglienza con l’alfabetizzazione ed il sostegno scolare.

Soggetti di preghiera:

  • Preghiamo per una buona facilità di contatto e che si possano stabilire delle relazioni profonde e che abbiano opportunità di rendere testimonianza.
  • Preghiamo per una coppia di missionari comoriani che ha appena lasciato Marsiglia per ritornare nella loro isola poiché Dio gliel’ha messo in cuore. Sono soli nel loro settore ed hanno bisogno di essere sostenuti con la preghiera. Per motivi di sicurezza non possiamo dare il loro nome né sapere quali siano le società missionarie che li sostengono: ricordiamoci che Dio li conosce e preghiamo per loro!
  • Preghiamo per la protezione dei cristiani comoriani, i fabbricanti di tende che lavorano nelle isole e che il governo vorrebbe espellere.
  • Preghiamo per la traduzione delle Scritture in lingua comoriana e per la Chiesa Malgascia di Moroni affinché sia di benedizione per questo popolo.
  • Preghiamo affinché Dio susciti dei malgasci che abbiano a cuore di lavorare tra i comoriani del Madagascar nei villaggi dove essi abitano.

Fonte: Blogdei – 9 marzo 2008

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Giordania: Espulso ad Amman un gruppo cristiano, accusato di proselitismo tra i musulmani

Si tratta di otto missionari stranieri, che avrebbero distribuito volantini dal contenuto religioso tra i beduini a cui stavano portando aiuti umanitari. Nel Regno vietati per legge proselitismo e conversioni dall’islam. Il Consiglio delle Chiese in Giordania avverte: presenti “40 sette”.

Amman – La Giordania ha espulso un gruppo di cristiani accusati di condurre attività di proselitismo mascherate dietro interventi di aiuto umanitario. Il ministro degli Esteri ha spiegato ieri che “alcuni stranieri arrivano nel Regno con il pretesto di svolgere opere caritatevoli, ma infrangono la legge e svolgono attività missionaria”.
Secondo il quotidiano saudita Al-Watan,, il gruppo di otto missionari stava distribuendo materiale cristiano tra i beduini del nord e dell’est della capitale Amman. La loro presenza è stata segnalata da alcuni abitanti del posto che hanno visto il gruppo offrire aiuti umanitari alle famiglie e distribuire volantini che “promuovevano il cristianesimo”.
L’islam è religione di Stato in Giordania. Il governo vieta le conversioni dall’islam come pure il proselitismo tra i musulmani. La settimana scorsa il Consiglio delle Chiese in Giordania, che rappresenta la comunità cristiana nel Paese, ha avvertito della presenza di circa “40 sette”. Ha poi condannato l’azione di questi movimenti, da cui prende le distanze, che “creano discordia all’interno della stessa cristianità e con i musulmani”.
Su una popolazione di 6 milioni di abitanti il 92% è musulmano, mentre i cristiani rappresentano circa il 6%.

Fonte: AsiaNews / Agenzie – riprodotto con autorizzazione

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