Gruppo Israeliano “B’Tselem” per la sete dei Palestinesi

In alcune aree nel nord della Cisgiordania il consumo di acqua pro-capite è sceso a un terzo della quantità minima necessaria e questa estate la carenza d’acqua -“dovuta a un’iniqua distribuzione delle risorse idriche condivise dai palestinesi e Israele” – sarà ancora più grave: lo denuncia il gruppo israeliano per i diritti umani “B’Tselem”, sottolineando anche le relative politiche discriminatorie israeliane e le ripetute siccità degli ultimi anni. Centinaia di migliaia di palestinesi, prosegue la nota diffusa da “B’Tselem”, non sono collegati a una rete idrica e sono costretti ad acquistare l’acqua dalle autocisterne, a un costo da tre a sei volte superiore in base al luogo e alle restrizioni poste da Israele ai movimenti; anche chi è collegato a un sistema idrico non riceve però una fornitura costante di acqua, perché l’azienda idrica israeliana ‘Mekorot’ ridurrebbe l’approvvigionamento alle città e ai villaggi palestinesi per soddisfare le accresciute richieste da parte degli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania. Israele mantiene il controllo completo delle sorgenti d’acqua condivise con i palestinesi e impedisce qualsiasi perforazione di pozzi senza un permesso; “B’Tselem” ricorda che l’accesso all’acqua senza discriminazioni è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla normativa internazionale.
[CO]

Fonte: Misna – 2/7/2008 9.12

Foto: Atef Abu A-Rob, B’Tselem
Crisi idrica ad Anin, distretto di Jenin, estate 2006.

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La nuova porta di Gerusalemme

» Il ponte Calatrava.

Da pochi giorni Gerusalemme ha una nuova porta di accesso. Chi arriva da Tel Aviv, all’incrocio tra Jaffa road e Herzl boulevard si trova di fronte al profilo radicale di un ponte disegnato da Santiago Calatrava, un’opera nata quasi per caso alcuni anni fa, quando era ancora sindaco Ehud Olmert.
La scelta del ponte era dovuta alle necessità funzionali del tracciato della metropolitana di superficie in corso di realizzazione. L’ipotesi iniziale prevedeva una struttura in cemento armato, ma il coordinatore del Piano generale dei trasporti per Gerusalemme, Nadav Meroz, propose di affidare al celebre architetto-ingegnere spagnolo il compito di ridisegnare la struttura con l’obiettivo dichiarato di farne la “nuova porta” della città e una nuova attrazione turistica.

Nell’illustrazione del progetto, Calatrava non ha esitato a citare i Salmi: “Lodate il Signore con squilli di tromba, lodatelo con arpa e cetra”, paragonando il ponte a una sorta di grande arpa rivolta verso il cielo, con un voluto riferimento a Re Davide. L’analogia con il testo biblico non si ferma qui: il numero del Salmo (150) trova perfino riscontro nell’angolo del grande pilastro inclinato in acciaio, che raggiunge l’altezza di 118 m.
Il passaggio sospeso vero e proprio, con andamento ad arco, è lungo 360 m ed è sostenuto da 66 cavi di acciaio collegati al pilastro e, in omaggio al contesto (e al rigido regolamento edilizio della città), è interamente rivestito di pietra di Gerusalemme.

Si temeva che il ponte non sarebbe stato completato prima dell’entrata in funzione della linea di metropolitana, invece è accaduto il contrario. E così l’elegante struttura per ora è solo un sovrappasso pedonale sopra le trafficate Jaffa road e Herzl boulevard.
Le citazioni bibliche non hanno aiutato Calatrava e l’amministrazione di Gerusalemme nella fase di realizzazione del progetto. In questi anni un comitato di cittadini che abitano a ridosso della struttura si è opposto con fermezza al ponte. Le critiche hanno riguardano sia il metodo della scelta del progettista, avvenuto su incarico diretto e senza nessuna forma concorsuale, sia nel merito. Il ponte viene infatti ritenuto da molti come un oggetto “fuori scala”, troppo vicino alle case di abitazione. Altre critiche sono legate agli elevati costi di realizzazione. Se la spesa per l’anonimo ponte in cemento armato era stata valutata intorno ai 15 milioni di dollari, la nuova struttura è arrivata a costare quasi 70 milioni di dollari.

Al di là delle polemiche, che del resto hanno accompagnato Calatrava anche in occasione del ponte sul Canal Grande a Venezia, il risultato sembra premiare il progettista e gli sforzi della municipalità di Gerusalemme. La grande festa per l’inaugurazione dimostra come gli abitanti della città si siano già appropriati della nuova porta.

Andrea Costa
Milano 30/06/08

Fonte: Mosaico

Foto: Il ponte Calatrava da diverse prospettive

Gerusalemme espone il rotolo di Isaia

Importante esposizione fino al 15 Agosto presso il Museo del Libro di Gerusalemme: viene messo in mostra al pubblico il rotolo di Isaia, il meglio conservato tra i 220 manoscritti trovati nelle grotte di Qumran, sulle rive del Mar Morto. Il papiro dopo la scoperta (1947) è stato sempre tenuto in un ambiente oscuro, a temperatura ed umidità costanti, a protezione della precaria integrità. Il voluminoso rotolo (7,5 metri), vergato in ebraico, risale al II sec. a. C. e costituisce la testimonianza più antica del Libro veterotestamentario del Profeta Isaia (conserva tutti i 66 capitoli); fu esposto solo nel 1967 ma venne ritirato dopo sole due settimane per il timore di deterioramento. In mostra sono anche attrezzi agricoli e la spada di un soldato.
(Ar. Maln.)

Fonte: Avvenire.it – 26.06.2008

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