2010 – Popolazione ebraica nel mondo

…ebrei nel mondo

Secondo un nuovo rapporto di ricerca che ho pubblicato questa settimana, nel corso dell’ultimo anno il numero degli ebrei nel mondo è aumentato di 80.000 persone e ha raggiunto un totale stimato a 13.428.000. L’incremento è interamente dovuto alla crescita di Israele la cui popolazione ebraica è giunta a 5.704.000, su un totale di 7.552.000 abitanti. Di questi, 313.000 sono membri non ebrei di famiglie ebraiche immigrate, e oltre un milione e mezzo sono arabi. Nel resto del mondo, il numero degli ebrei è sceso quest’anno di 15.000 unità. Israele rappresenta oltre il 42 per cento del totale mondiale, grazie a una popolazione ebraica ancora giovane con un’età mediana di poco oltre i 30 anni e 2,9 figli in media per donna. Nella Diaspora l’età mediana è ben oltre i 40, e il numero di figli ebrei è ben al di sotto dei 2. Il 42 per cento di tutti gli ebrei nella Diaspora si sposano con partners non ebrei. Ma anche Israele ha le sue preoccupazioni demografiche. L’intera popolazione presente sul suolo dalle rive del Mediterraneo al fiume Giordano ha raggiunto la cifra notevole di 11.445.000, inclusi 2.200.000 palestinesi in Cisgiordania e 1.470.000 a Gaza, oltre a 222.000 lavoratori stranieri. Rispetto a questo grande e diverso aggregato umano – maggiore rispetto a paesi come la Svizzera, l’Austria, la Svezia, il Belgio, il Portogallo e la Grecia – la popolazione ebraica costituisce il 49,8 per cento (appena meno della metà!), che diventano il 52,6 per cento se si incorporano gli oltre 300.000 parenti oriundi non di religione ebraica. Se si escludono Gaza – dove non vi è presenza israeliana – e la realtà provvisoria dei lavoratori stranieri, la maggioranza ebraica con gli oriundi sale al 61,7 per cento, e se si escludono anche i palestinesi della Cisgiordania, tale maggioranza sale al 79,7 per cento. L’intero documento può essere scaricato dal sito della North American Jewish Data Bank.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme 

 

via Moked.it

Post correlati:

Condividi

I Rotoli del Mar Morto saranno digitalizzati e messi online

I Rotoli del Mar Morto in un click

Avviata la partnership tra Israele e Google per la digitalizzazione dei manoscritti risalenti al primo secolo dopo Cristo. Il progetto sfrutta una tecnologia sviluppata alla NASA

Roma – Una notizia interessante per archeologi, filologi e appassionati di sacre scritture di tutto il mondo: Google, in collaborazione con le autorità archeologiche israeliane, digitalizzerà i Rotoli del Mar Morto e metterà a disposizione il risultato su Internet.Prosegue, dunque, l’impegno di Mountain View, in partnership con le biblioteche di tutto il mondo, rivolto alla acquisizione in digitale di libri e documenti preziosi allo scopo di renderli accessibili a tutti attraverso la Rete (e, ovviamente, preservarne una copia). Per quanto riguarda i famosi manoscritti risalenti al primo secolo dopo Cristo, BigG ha investito alcuni milioni di dollari su una tecnologia di elaborazione delle immagini sviluppata alla NASA.

Il progetto congiunto con Israele rappresenta il più recente passo nella direzione dell’accesso a documenti vecchi di 2mila anni, in passato disponibili solo per una ristretta cerchia di studiosi e, solo negli ultimi decenni, diffusi attraverso riproduzioni ad hoc. Gli organizzatori affermano che le prime immagini del nuovo lavoro saranno visibili online già tra qualche mese.

Pnina Shor, capo del progetto per le autorità archeologiche israeliane, sostiene che la collaborazione con Google unisce “una delle scoperte più importanti del secolo precedente e una delle tecnologie più avanzate del prossimo secolo”. E poi: “Stiamo mettendo insieme passato e futuro con lo scopo di condividere il risultato”.

I Rotoli del Mar Morto sono stati ritrovati nel 1940 nella località di Qumran, Cisgiordania: sono scritti in giudaico, aramaico e greco e contengono parte della Bibbia ebraica. Oltre alla traduzione, Mountain View si occuperà della digitalizzazione dei novecento manoscritti costituiti da circa 30mila frammenti. L’intera collezione dei Rotoli venne fotografata negli anni ’50, ma l’accesso alle foto e ai documenti è stato limitato per molto tempo agli studenti e, a oggi, solo quattro restauratori sono autorizzati a maneggiare il materiale.

Cristina Sciannamblo

Post correlati:

Condividi

Israele: Tel Tzafi, tempio filisteo distrutto da un terremoto

Durante gli scavi condotti a Tel Tzafi (Tel es-Safi) National Park presso Kiryat Gat gli archeologi hanno portato alla luce un tempio filisteo e resti che portano i segni di un crollo dovuto a un forte terremoto avvenuto ai tempi dell’Antico Testamento.

Per il Prof. Aren Maeir, della Bar-Ilan University, il tempio può offrire dati interessanti sull’architettura filistea del periodo dell’eroe biblico Sansone. E’ la prima struttura di questo tipo ad essere stata trovata a Gat. Meier ritiene che il tempio possa essere simile a quello di Dagon, dove ebbe luogo la vicenda della distruzione del tempio da parte del noto personaggio biblico.

I sismologi che hanno esaminato il sito hanno confermato che il crollo dell’edificio avvenne per un terremoto, la cui intensità dovette essere dell’ottavo grado della scala di Richter. La prova principale è la presenza di diverse mura di mattoni prima spostate e poi collassate una dopo l’altra. Nei libri dei profeti Amos e Isaia si parla di terremoti che hanno lasciato il segno nei loro ricordi.

Altre scoperte di rilievo sono stati i ritrovamenti associati alla distruzione di Gat da parte di Azael, re di Aram-Damasco, intorno all’830 a.C., e i resti del primo insediamento filisteo in Canaan.

Tra gli oggetti rinvenuti vi sono attrezzature adoperate dall’esercito di Azael nel corso dell’attacco alla città, i più antichi ritrovamenti archeologici di questo genere mai venuti alla luce.

Adattamento: R.P.

Fonte: Ben Hartman, The Jerusalem Post (29 luglio 2010) via SBF Taccuino

Post correlati:

Condividi

Su una tavoletta d’argilla il più antico testo mai rinvenuto a Gerusalemme

Gli archeologi hanno scoperto a Gerusalemme un antico frammento di tavoletta di argilla risalente a 3.400 anni fa e recante il più antico testo mai trovato nella città santa.

Il frammento, rinvenuto nel corso degli scavi in un’area poco distante dalle mura meridionali della città antica, misura 2 per 2,8 centimetri e porta segni di scrittura in caratteri cuneiformi.

Secondo i ricercatori dell’università ebraica di Gerusalemme il frammento indica l’importanza della città intorno al 1.400 a.C. Gli esperti ipotizzano che facesse parte dell’archivio di corte.

Il reperto è stato trovato nei detriti rimossi dalla base di una torre del decimo secolo a.C.

I segni cuneiforni sono stati scritti con cura. Wayne Horowitz, l’assirologo a cui è stata affidata la decifrazione del testo, ritiene che lo scritto deve essere di uno scriba esperto che, molto probabilmente, preparò la tavoletta per la corte del tempo.

I ricercatori ipotizzano che la tavoletta possa trovarsi in relazione con le lettere inviate dal monarca cananeo di Gerusalemme al faraone egiziano Amenhotep IV, meglio conosciuto come Akhenaton, vissuto nel quattordicesimo secolo a.C.

Il frammento risale alla stessa epoca delle 380 tavolette scoperte in Egitto a El-Amarna, che facevano parte degli archivi di Akhenaton.

Prima della scoperta di questo frammento il testo più antico scoperto a Gerusalemme era quello trovato nel tunnel di Siloe, datato all’ottavo secolo a.C., periodo corrispondente al regno di Ezechia.

Il nuovo testo è più antico di circa 600 anni.

Adattamento: R.P.

Fonte: AFP (12 luglio 2010) via SBF Taccuino

Post correlati:

Condividi

Dopo tredici anni il livello del Mar Morto cresce di otto centimetri

Dopo anni di siccità che hanno visto il livello dell’acqua del Mar Morto abbassarsi di ben quindici metri, questo inverno il livello si è alzato di otto centimetri.

Il livello d’acqua in diverse falde acquifere, inoltre, è risalito di nuovo nel limite critico indicato con la ‘linea rossa’.

Secondo le autorità competenti questi dati indicano che la pioggia di questo inverno ha coperto il deficit d’acqua dell’anno scorso ma non dei cinque anni precedenti.

Il livello del lago di Galilea ha superato la linea rossa per la prima volta dal luglio del 2008, l’acqua delle sorgenti che alimentano il torrente Naaman hanno ripreso a sgorgare, la portata dei torrenti che confluiscono nel lago ha raggiunto quantità da record.

Il maggiore aumento si è registrato nel torrente Saar, che ha raggiunto una portata di 25 metri cubi al secondo. Nel 1982 fu rilevata una portata di 20,4 metri cubi.

Le autorità non hanno rilasciato dichiarazioni circa la possibilità di reintrodurre la tassa sulla siccità e di aumentare il volume d’acqua destinata all’agricoltura. Queste decisioni sono rimandate al prossimo mese e dipenderanno dalle piogge che cadranno in questo mese.

Adattamento: R.P.

Fonte: Amiram Cohen, Haaretz.com (4 marzo 2010) via SBF Taccuino

Post corrrelati:

Condividi

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.